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giovedì 11 luglio 2019

VAMOS A LA PIADA: Piadina con melone, primo sale e mousse di finocchiona

Vamos a la playa
Dico.
Non ce la si può fare.
Un cristiano normale non può stare tutto il giorno davanti ad un computer che naturalmente sviluppa un discreto calore, lavorando in cucina perché unico spazio disponibile in casa, senza aria condizionata ed un'esposizione al sole dalle h. 12.00 alle 19.00, tapparelle abbassate per illudersi che possano sbarrare il passaggio dei raggi solari...Dio, guardandomi da fuori mi pare d'essere metà Quasimodo e metà Caronte, un Quasimonte insomma (bestia mitologica metà agente di viaggio, metà donna rincoglionita dai colpi di calore). 
Ci si mette anche la menopausa, quella poi, te la raccomando.
In certi momenti, emano più calore io della mia macchina quando apro la portiera alle quattro del pomeriggio.
Mi strapperei la pelle di dosso.
Ci sono giorni che mi dimentico anche di mangiare.
Non ce la si fa.
Ma chi ha fame con questo alito di drago che ti sfiora la noce del collo?
Per disperazione, ieri sera mi sono mangiata un melone gelato di frigo con il cucchiaio da minestra: una scena penosa, un cercopiteco era più aggraziato di me.
Arrivo alla sera distrutta pensando che un tempo, forse mille anni fa, amavo l'estate.
Adesso l'estate mi piace solo al tramonto.
E quando ricomincerò a dire che fa un freddo porco.
E' già, ultimamente riempiamo le nostre conversazioni parlando del tempo.
Dovremmo capirne la ragione, se dipende dal nostro interlocutore o dal fatto che non abbiamo più niente da dire. Il che sarebbe molto triste.
Così torno a parlare di cibo, di qualcosa che ci salva dalla depressione spinta per una fantasia uccisa dal solleone.
Oggi, nella Giornata Nazionale della Piada o Piadina celebrata dal Calendario del Cibo Italiano , troverete in rete decine di ricette di cui la protagonista è proprio lei, la meravigliosa Piadina, in un festival di farciture e interpretazioni estreme.
Questo grazie alla generosità di un'azienda artigianale della riviera romagnola, che dal piccolo chiosco lungo mare, è passata alla produzione su grandi numeri, mantenendo inalterata la logica del prodotto della tradizione, utilizzando grani locali e antichi, prodotti rigorosamente territoriali come il Sale di Cervia e innovando il prodotto con l'inserimento di ingredienti selezionati come l'olio extravergine che caratterizza alcune delle piade in commercio. Non ultimo, la presenza del lievito madre della casa, presente in tutte le piade dell'azienda.
Parlo di Fresco Piada, l'azienda che oggi partecipa con il Calendario, al Flash Mob dedicato ad uno degli street food più amati nel mondo.
Vi invito a visitare il suo sito, perché è il bellissimo racconto di come si possa ancora fare prodotti artigianali con strumenti avanzati, utilizzando materie prime d'eccellenza e del territorio, mantenendo la presenza dell'artigiano e la sua manualità, protagonista di tutto il processo produttivo, ottenendo un grande prodotto distribuito freschissimo e senza l'uso di conservanti.
La selezione delle piade Fresco Piada è davvero incredibile: io ho avuto l'imbarazzo della scelta ma per provarla ho cominciato con La Ritrovata con Lievito madre e Sale di Cervia, realizzata proprio come ancora si fa nei piccoli chioschi della riviera, con la presenza del lievito naturale che garantisce una morbidezza e fragranza della piada per lungo tempo.
Ovviamente considero questa mia proposta, una non ricetta, realizzabile in un attimo una volta reperiti gli ingredienti.
Assolutamente estiva, fresca ma appetitosa, per me che amo il melone e i salumi della mia terra, ho sostituito il solito prosciutto che ben si sposa al melone, con una mousse di finocchiona, per avere un elemento cremoso nel ripieno.
La mia è una semplice piadina con Melone, Primo Sale e Mousse di Finocchiona.
L'unica cosa che dovrete preparare è la mousse. Utilizzate la stessa quantità di ricotta freschissima privata del suo siero per lo stesso peso di finocchiona. Frullate il tutto.
Tagliate a fettine sottilissime il melone dopo averlo privato della buccia così come il primo sale.
Scaldate bene la piada come insegnano nel sito di Fresco Piada quindi farcite: mousse, primo sale a fettine, un filo d'olio e pepe nero e per finire il melone.
Servite subito e GNAM!

lunedì 22 giugno 2015

Merenda d'estate in terrazza: la focaccia pugliese di zia Enza.

Summer wind - F. Sinatra
Anche gli esami sono finiti.
La loro fine ha coinciso con l'entrata dell'estate nella nostra routine e dopo la gioia di esserci tolti anche l'esame di terza media, la domenica ha trascorso oziosa e lenta con un senso di incredibile sollievo e liberazione.
E adesso cosa ce ne faremo di tutto questo tempo libero?
E' una domanda che mi balena guardando mia figlia mentre gira per casa quasi confusa nel silenzio, dopo giorni mantra mammesco: "e studia".
Confesso che anche per me è cominciata la vacanza.
Adesso faremo tardi la sera per vederci un film invece di ripetere l'era Giolittiana (non che mi sia dispiaciuto rileggermi la storia del mio paese, ma dopo un po' basta).
Da noi si comincia a respirare aria di Palio.
Fra pochi giorni metteranno la terra in piazza (il nostro modo per dire che la piazza verrà coperta di tufo) ed il suono dei tamburi riempirà il silenzio dei pomeriggi estivi.
E' una bella sensazione.
Se poi, smettesse anche di diluviare quando meno ce lo aspettiamo, potrei godermi il mio terrazzo per qualche bella cena a lume di candela.
Per adesso si approfitta di ogni momento di sole ed in terrazza ci facciamo la merenda.
Questa volta con una focaccia la cui ricetta arriva da una zia di mio marito, zia Enza, da poco volata in cielo, e che ricordo spesso per la sua meravigliosa cucina, i suoi panzerotti fritti sul tetto di casa nella mezzanotte di mille agosti fa.
Durante l'ultimo viaggio fatto a Palo del Colle, dove abitava, le ho chiesto di darmi la ricetta della sua inarrivabile focaccia, che ho fatto spesso ultimamente nel tentativo, vano, di riuscire a farne una buona come la sua.
Spero che mi guardi con occhio benevolo da lassù.
Ingredienti per 2 teglie da 24 cm di diametro o una grande da 35
350 g di semola rimacinata (io Senatore Cappelli
150 g di farina 00
200 g di patate lesse
10 g di lievito di birra (mia zia ne usava 20 - ma con il caldo 10 g bastano e avanzano)
10 g di zucchero
5 g di sale
350 ml di acqua tiepida (ma questo dipende dalla farina che userete)
250 g di pomodorini tondi di Pachino
passata di pomodoro q.b.
olio extravergine d'oliva
origano secco
Lessate le patate e schiacciatele bene con una forchetta.
Mettete il lievito in una ciotola con acqua tiepida e lo zucchero e mescolate bene lasciando riposare una decina di minuti affinchè il lievito si attivi.
Setacciate le farine.
Sulla spianatoia mettete le patate schiacciate (non importa se ancora calde) e sopra le farina e fate la fontana. Al centro versatevi 3 bei cucchiai di olio extravergine.
Sui lati della fontana cospargete il sale.
Una volta che il lievito è attivo, versate piano piano l'acqua la centro della fontana e cominciate ad incorporare con le mani o con una forchetta dal centro fino a prendere la farina sulle pareti.
Aggiungete l'acqua via via ed impastate.
Dovrete ottenere una palla morbida e malleabile, anche un po' appiccicosa.
Lavorate qualche minuto quindi oleate bene i vostri stampi, ben bene le mani e dividete l'impasto stendendolo bene nelle teglie.
Fate lievitare da 1h30 a 2 ore. La pasta raggiungerà il bordo degli stampi.
Accendete il forno a 230° mettendo la griglia nella parte più bassa.
A questo punto si passa a condire la focaccia.
Lavate e tagliate i vostri pomodorini.
Stendete qualche cucchiaiata di passata di pomodoro sulla focaccia
Inserite i pomodorini nell'impasto schiacciandoli con il tagli verso l'alto.
Strofinate l'origano fra le mani sbirciolandolo sulla focaccia senza risparmiarvi.
Condite con un filo d'olio extravergine ed sale.
Infilate la focaccia in forno e cuocete per 5/10 minuti.
Passato questo tempo, spostate la griglia al centro e continuate la cottura per altri 20 minuti a 200°.
La focaccia dovrà essere bella dorata ed i bordi anche un po' sbruciacchiati se vi piace.
Toglietela immediatamente dalla teglia e sistematela su una griglia a raffreddare.
Buona calda, tiepida, fredda e riscaldata il giorno dopo, farcita con mortadella, prosciutto, formaggio. Insomma è buona sempre.





domenica 14 giugno 2015

Hamburger à la carte per l'MTC di giugno

Born in the USA - B. Sprinsteen
Per due terzi dei piatti in questo post io sono una mera esecutrice.
Comincio mettendo le mani avanti perché sarà un post lunghissimo e probabilmente anche noioso ma quando la Sig.ra Arianna Mazzetta detta anche Saparunda vincitrice dell'ultimo MTC ha lanciato la sua sfida, ho deciso che stavolta avrei lavorato per la famiglia.
Come sempre faccio d'altronde, ma mai come stavolta ho avuto il desiderio di riprodurre il gusto dei miei amori, un po' come si fa al ristorante, dove si ordinano le cose preferite e generalmente ognuno ha la sua.
Così, armata di blocchetto ho interrogato l'uomo e la principessa di casa con la seguente domanda: se poteste farvi fare l'hamburger perfetto, senza limitazioni di farcitura, ingredienti ecc ecc, cosa vorreste?
Lei, l'asparagina ha avuto le idee chiarissime fin dall'inizio: "io ci voglio la polpetta di Chianina, sanguinosa, senza spezie ma con tanto formaggio. E poi il bacon croccante con tanta maionese ed il pomodoro. Sopra ci voglio l'uovo all'occhio di bue che si rompe sotto il pane" -
"Ehm, io il bacon non ce l'ho e non lo trovo" - "E allora mettici la pancetta...ma tanta, eh e supercroccante"
Ok.
E mentre già pensavo a come avrei fatto a far stare impilata tutta 'sta roba, lei mi fa: "ah, il panino classico, con tanto sesamo".
Ok. Allora sarà esagerato. Un esagerato GastroToscano.
Quando è stato il turno del marito, mi sono sentita dire: "io ci voglio il lesso, tanto, affogato nella salsa verde e con una manciata di erbette amare saltate ed il pane imbevuto di salsa piccante. Sopra una cascata di fonduta di Gorgonzola".
Ecco, qui mi si è sganciata la mascella ed ho pensato: ok, sono fuori concorso.
Uno su tre ci può stare. Ma come faccio a fare marcia indietro se sono stata io a pormi come il genio della lampada che esaurisce i desideri?
Così rivolgendomi al terzo giudice, fai quello che ritieni giusto: io mi sono esposta con il consorte e non ho potuto fare marcia indietro.
Inutile dire che questo panino è più simile ad un kebab che ad un hamburger. Veramente di grande goduria.
Ma sfido chiunque a mangiarlo senza impataccarsi. E' sicuramente un Super Trogolone.
Per quanto mi riguarda, parlerò del mio alla fine, perché come potrete immaginare, nessuno di noi ha mangiato insieme.
Ognuno ha mangiato il proprio in brutale solitudine, piegato sul piatto con le fauci iperattive ed il mento bisunto, senza verbo ferire se non soffusi grugniti di gradimento.
A me è toccato l'onere di impazzire dietro millanta preparazioni e fotografare il tutto di corsa per documentare il lavoro, affinché il piatto non si raffreddasse.
Per questa bella avventura culinaria ho lavorato due giorni di seguito.
Ed un'altra mezza giornata se n'è andata per ripulire il casino che ne è derivato.
Quindi, pensateci bene se vi viene la malsana pensata di lavorare a richiesta.
Si comincia con i Buns, i tradizionali panini che ospitano la polpetta più famosa del mondo.
Quello confezionati sono ignobili.
Io non li compro neanche più dopo che ho imparato a farli a casa, ma devo dire che la ricetta di Arianna è fantastica perché la consistenza del pane è morbida, resistente e assorbe i liquidi lasciando spazio a morsi voraci senza sfaldarsi fra le mani.
Reggono il taglio e la farcitura e si congelano con successo.
Io ho fatto 2 diversi tipi di pane, con differenti semini per riconoscerli.
Il pane per i burger di mio marito e mia figlia sono entrambi aromatizzati alla Paprika dolce, quello di Alice con semi di sesamo, come richiesto, mentre quello di mio marito con una miscela di semi di sesamo, lino e papavero.
INGREDIENTI PER 6 BUNS (di c.ca 60 g ciascuno)
125 g di farina Manitoba
125 g di farina 0 macinata a pietra
130 g di latte
20 g di burro a temperatura ambiente
10 g di zucchero
5 g di strutto (sostituibile con burro)
5 g di sale
8 g di paprika dolce in polvere
4 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di miele.
Per la rifinitura
1 uovo
1 goccio di latte
i semi preferiti per decorare.
Fate sciogliere il lievito nel latte tiepido con il miele ed aspettate che in superficie si formi la schiuma a prova dell'attivazione del lievito (c.ca 10 minuti).
Nella ciotola della planetaria (ma potete anche impastare a mano), mettete le farine miscelate con la polvere di paprika e fate una fontana.
Con il gancio cominciate ad impastare a bassa velocità aggiungendo piano piano il latte e lievito.
Impastate fino a che la farina abbia assorbito il liquido.
A questo punto aggiungete il burro e lo strutto e impastate a media velocità per 10/15 minuti fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea.
Fate lievitare coperta con una pellicola in luogo tiepido da una a due ore.
Quando l'impasto avrà raddoppiato il suo volume, sgonfiatelo leggermente e formate un rettangolo con il quale farete una piega a tre.
Una volta effettuata, ruotate di 90° e fate nuovamente la piega come vedete in foto.
Appoggiate la chiusura della piega in basso e fate riposare ancora per un'altra mezz'ora coperta.
A questo punto coprite una teglia con carta da forno e preparate i buns.
Ricavate 6 pezzi uguali. Ricavate delle palline facendo la "pirlatura" come ho già spiegato qui, e distanziateli bene per farli lievitare ancora 30/45 minuti coperti di pellicola.
Una volta pronti, sbattete l'uovo con il latte e spennellate bene i panetti.
Cospargeteli dei semi preferiti e fateli cuocere in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.
Dovranno essere dorati sopra e pallidi sui lati in basso.
Fateli raffreddare su una griglia quindi potrete congelarli senza difficoltà.
L'ESAGERATO GASTROTOSCANO
Per 2 persone
200 g di punta di petto di Chianina con il suo grasso macinata dal macellaio
40 g di provola tagliata a dadini piccolissimi
6 fette di pancetta del Chianti affettate non troppo sottili
2 fette di provolone dolce
4 fette di pomodoro
2 uova fresche
Maionese fatta in casa (v. ricetta)
Un pizzico di profumo del Chianti (sale aromatico che ho avuto in dono da Mr Dario Cecchini)

Per la maionese
1 tuorlo
100 g c.ca di olio extravergine Riviera Ligure Dop
un pizzico di sale
il succo filtrato di 1/2 limone piccolo
Preparate la maionese.
Gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente.
In un bicchiere da mixer a immersione, mettete il tuorlo con il limone ed il sale e sbatteteli in modo che l'acidità del limone aiuti il successivo montaggio. Aggiungete l'olio a filo o a goccia e frullate a velocità media. Via via che aggiungete l'olio vedrete l'uovo gonfiarsi e creare volute. Alternate l'olio al limone e continuate a montare secondo la densità preferita. Regolate di sale e tenete in frigo.
Potrete usare aceto bianco al posto del limone.
Qualora la maionese dovesse impazzire, ricominciate da capo mondando il nuovo tuorlo con il composto impazzito versato goccia a goccia.
Conservate al fresco.

Comporre il panino
La pancetta
Si parte dalla pancetta che deve essere abbrustolita. potete farlo sulla piastra dove cuocerete il vostro hamburger. La pancetta deve cuocere perdendo il grasso e diventando croccante.
Ci vorranno 3/4 minuti.
Una volta pronta mettetela fra due fogli di carta assorbente, asciugatela bene e tenete da parte.
La polpetta
Fate scaldare la piastra molto bene quindi ponete la polpetta al centro della piastra.
Fate cuocere a fuoco vivace per 3/4 minuti (per la grandezza della mia polpetta ho avuto bisogno di questo tempo).
Girate con una spatola delicatamente e noterete una bella crosticina dovuta anche alla presenza del formaggio che si sarà sciolto.
A questo punto profumate con un pizzico di sale aromatico e proseguite la cottura.
A c.ca 1 minutino dalla fine, ponete il formaggio sulla polpetta e coprite con un coperchio qualche istante affinché il formaggio fonda.
L'uovo al tegamino
Mentre cuoce il vostro hamburger, tagliate il bun e mettetelo sulla piastra dalla parte del taglio e fatelo scaldare bene.
Intanto in un padellino antiaderente, versate un filo d'olio, scaldate bene e rompetevi un uovo fresco facendo attenzione a non rompere il tuorlo.
Salatelo bene in superficie e fatelo cuocere fino a che l'albume si sarà rappreso ma il tuorlo resti liquido.
Prima di unirlo al panino, coppatelo con un coppapasta della stessa dimensione del bun. m,

Appoggiate il pane sul piatto di portata.
Spalmate la base con abbondante maionese.
Coprite la maionese con 2 fette di pomodoro, salate un pizzico.
Appoggiate la polpetta coperta con il formaggio.
Aggiungete le 3 fettine di pancetta croccante
Sovrapponete l'uovo al tegamino
Coprite con il cappello del Bun
Servite con mezzo quintale di chips croccanti.

Chips croccanti.
2 patate grandi a pasta gialla
Olio Extravergine per friggere
Sale
Pelate e lavate le patate.
Tagliatele a fettine sottili c.ca 2 mm e mettetele in una ciotola coprendole di acqua e ghiaccio. Lasciatele così per almeno 30 minuti.
Fate scaldare abbondante olio extravergine in una padella di ferro.
Scolate le patate ed asciugatele benissimo non appena l'olio avrà raggiunto la temperatura.
Versatele nell'olio caldo, non troppe alla volta in modo che possano friggere senza attaccarsi l'una all'altra. Scolatele quando sono belle dorate ed asciugatele su carta assorbente.
Salate e servite immediatamente.
IL SUPER TROGOLONE
Per 2 persone
300 g di lesso (io ho usato lingua e muscolo posteriore - terzo taglio)
1 cipolla bianca steccata con 3 chiodi di garofano
1 costa di sedano
1 carota
3 belle patate (che verranno poi usate per il contorno)
sale
Per il Bagnèt vert 
100 g di prezzemolo (solo foglie)
1 uovo sodo (io lo uso intero - ma ricetta vorrebbe solo tuorlo)
1 cucchiaio di capperi dissalati
3 acciughe sott'olio
1 spicchio d'aglio
50 g di mollica di pane ammollata in aceto bianco
200 g di olio extravergine Riviera Ligure Dop
Per la salsa piccante
50 ml di Olioextravergine
Peperoncino di Diamante tritato e in polvere
Per le erbette saltate
100 g di erbette miste (cicoria selvatica e spinacini) lessate
1 spicchio d'aglio
olio extravergine
sale qb
Per la fonduta di Zola
50 g di Gorgonzola piccante
2 cucchiai di latte 
Preparate il lesso.
Consiglio di prepararlo un giorno prima e conservarlo in frigo.
Per avere una carne più saporita e meno impoverita dei propri sapori, portate a ebollizione l'acqua quindi aggiungete la carne e tutte le verdure quindi abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere per c.ca 2h30/3 ore, schiumando via via in particolare nella prima parte della cottura.
Coprite e dimenticatevi del vostro lesso.
Una volta pronto, toglietelo dal brodo che filtrerete e terrete da parte.
Quando sarà freddo, affettatelo finemente e riducetelo in listarelle.
Potrete fare questa operazione anche dopo che avrete tolto il lesso dal frigorifero. Sarà più compatto e lo taglierete senza che si sbricioli.
Preparate il bagnèt vert.
Io ho fatto tutto con il mixer, avendo cura di mettere le lame in frigorifero prima di usarle.
In questo modo non si surriscalderanno durante l'uso ed il prezzemolo resterà bello verde.
Lavate ed asciugate bene il prezzemolo.
Lessate l'uovo e sgusciatelo.
Mettete tutto nel mixer: prezzemolo, aglio, acciughe, capperi, uovo e aggiungete l'olio via via che tritate. Non deve venire liquido ma bello cremoso.
Tenete in fresco in attesa di usarlo.
Preparate la salsa piccante
Emulsionate olio e peperoncino con una forchetta e lasciate insaporire.
Preparate le erbette
Fate scaldare due cucchiai d'olio in una padella con lo spicchio d'aglio quindi aggiungete le erbette e saltatele con un pizzico di sale.
Tenete da parte in caldo.
Preparate la fonduta di Zola
Tagliate lo Zola a dadini
Mettetelo in una casseruolina con il latte e a fuoco dolce fate sciogliere il formaggio mescolando con un cucchiaio di legno.
Preparate la polpetta di lesso
Scaldate bene una padella con un filo d'olio e buttatevi il lesso a pezzettini.
Fate scaldare bene e versatevi un paio di cucchiai di brodo.
Cuocete per 3/4 minuti a fiamma vivace in modo che la carne si rosoli sbriciolando con una spatola di legno il vostro lesso.
Spegnete quindi fate scaldare bene una piastra su cui avete appoggiato un coppapasta dal diametro del vostro buns.
Versatevi dentro il lesso e schiacciate bene con un cucchiaio di legno.
Lasciate cuocere a fiamma viva.
Nel frattempo fate scaldare il buns tagliato a meta sulla padella dove avete precedentemente scaldato il lesso.
Componete il panino
Appoggiate la base del panino sul piatto di portata
Cospargetevi un bello strato di bagnet vert
Appoggiatevi la polpetta di lesso (che tenderà a sbriciolarsi)
Sistemate le erbette saltate sul lesso
Colatevi due belle cucchiaiate di fonduta di Zola
Coprite con il cappello sul cui interno avrete versato 2 cucchiaini di salsa piccante.

Contorno: Patate di lesso fritte in olio profondo.
Affettate le patate cotte nel brodo del lesso in fette spesse un cm.
Vengono perfette se stanno una notte in frigo.
Scaldate l'olio extravergine in una padella di ferro e versatevi le fette di patata.
Fate friggere fino a che non saranno dorate e croccanti.
Salate se vi piace, ma saranno già molto saporite.
A questo punto avrei anche potuto farmi ricoverare ma stoicamente ho resistito ed ho pranzato da sola alle 3 del pomeriggio (una merenda direi).
LA MERA ILLUSIONE
Perché anche se deciderete di farvi un hamburger di pesce, tutto sarà tranne che light.
Se lo avete fatto, siete delle illuse come la sottoscritta.
Perché ok il pesce non ingrassa, ma se solo penso a quello che ci ho infilato dentro avrò i sensi di colpa per i prossimi 2 anni.
Questo panino ha un carattere siciliano grazie ai molti prodotti che ho utilizzato.
Quello che mi è davvero piaciuto nell'insieme (che vira al dolce come sempre, ma è il mio gusto predominante), è il carattere deciso del Caciocavallo Ragusano.
Meraviglioso, se non lo conoscete vi prego di cercarlo.
Uno dei formaggi più antichi della Sicilia, viene prodotto in forme rettangolari (simili a mattoni) e stagionato a lungo fino a che la pasta filata non si stacca a scaglie. Leggermente piccante, in bocca è morbido e pieno e si sposa benissimo con l'agrodolce.

INGREDIENTI PER 6 BUNS (di c.ca 60 g ciascuno)
125 g di farina Manitoba
125 g di farina integrale
130 g di latte
20 g di burro a temperatura ambiente
10 g di zucchero
5 g di strutto (sostituibile con burro) 
5 g di sale
8 g di sesamo
4 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di miele. 
Per la rifinitura
1 uovo
1 goccio di latte
Semi di sesamo e semi di finocchio schiacciati

Ingredienti per 2 persone
Per la polpetta di pesce
200 g di trancio di spada
pan grattato q.b.
1 pizzico di sale
Per i cipollotti caramellati quasi beccafico
2 cipollotti di Certaldo
olio extravergine
1 cucchiai di uvetta sultatina
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaino di aceto bianco
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaino di melassa di melograno
sale
Per il pesto di pistacchi di Bronte (semplice)
200 g di pistacchi sgusciati e privati della pellicina
100 ml di olio extravergine Nocellara del Belice
35 g di parmigiano reggiano
sale e pepe q.b.
Per la finitura 
Scaglie di caciocavallo Ragusano Dop
Preparate il cipollotto caramellato
Affettate finemente il cipollotto.
Fate passire il cipollotto in 2 cucchiai di olio extravergine
Fate cuocere a fiamma dolcissima aggiungendo un po' d'acqua se necessario.
Aggiungete l'uvetta ed i pinoli
Quando la cipolla sarà bella morbida, aggiungete l'aceto, lo zucchero e la melassa e mescolate bene con un cucchiaio di legno.
Continuate a cuocere fino a che le cipolle non saranno belle lucide e caramellate.
Tenete da parte.
Preparate il pesto di pistacchi
In un mixer versate i pistacchi con il parmigiano e l'olio extra-vergine.
Frullate velocemente fino a che non otterrete una crema omogenea. Aggiustate di sale e pepe.
Tenete da parte.
Preparate la polpetta di spada
Tagliate il trancio a triscioline, quindi a dadini.
Con un coltello affilato tritate i dadini grossolanamente.
Il composto non deve essere troppo fine. Mettete il trito di pesce spada in una ciotolina ed aggiungete una manciata di pan grattato ed un pizzico di sale, mescolando con le mani.
Il composto deve stare insieme ma non esagerate con il pane.
Formate la polpetta con l'aiuto di un coppapasta, compattando bene il pesce.
Scaldate bene la piastra.
Tagliate il bun.
Fate cuocere il burger di pesce a fiamma vivace per 2 minuti per lato.
Il pesce deve restare rosato all'interno.
Fate scaldare i buns sulla piastra insieme al pesce.
Quando la polpetta sarà pronta componete il panino.

Sistemate la base sul piatto di portata.
Cospargetela bene con il pesto di pistacchi.
Aggiungete il pesce
Disponete la cipolla caramellata sul pesce
Coprite la cipolla con le scaglie di provolone Ragusano
Coprite il tutto con il cappello del bun su cui avrete spalmato altro pesto di pistacchi.

Ho servito con una semplice insalata di misticanza. Illudendomi di essere leggera.

Con queste ricette partecipo all'MTC di Giugno con l'Hamburger di Arianna

martedì 17 giugno 2014

Piada blues: la dura vita del soccorritore di naufraghi.

Sono stanco - Mina
Arrivo a questa nuova sfida MTC con la lingua a penzoloni, trascinandomi sui gomiti come un marines in azione, solo che non ne ho né la dignità né il fisico e soprattutto non sto passando sotto il filo spinato ma sotto il tavolo della mia cucina.
Che ultimamente non è più un tavolo ma un ricettacolo di qualsiasi roba dato che ho smesso di mettere a posto quel che tiro fuori.
Spero che luglio finisca in fretta e l'MTC si conceda una meritatissima vacanza perché le ultime prove sono state davvero provanti!
La mia situazione nelle ultime settimane è la seguente: figlia dodicenne in vacanza, marito spesso via per lavoro. Io che lavoro in cucina!
La preadolescente ha preso ormai definitiva residenza sul divano.
Si alza all'alba di mezzogiorno, scende con portamento da "nonmorto" priva dell'uso della parola e si lancia con peso da "nonmorto" sul divano.
Come un naufrago che si tiene aggrappato alla sua zattera, resta lì tutto il giorno con sguardo che vagola da cellulare a televisione.
Parla. Anche. Ogni tanto, per dirmi "mamma vieni che devo farti vedere questo" e mi mostra l'ennesimo video ad alta densità ormonale dei suoi 1D, uno di quelli che ho già visto una quarantina di volte.
Dopo ricevuta la mia approvazione, ritorna in standby e ripiomba nel silenzio delle sue cuffiette.
Non si alza neanche per mangiare.
Tanto il tavolo è occupato.
Le porto il cibo sulla zattera...i piatti li lascia sul mare del tappeto in attesa che il passaggio della corrente se li porti via.
Quando il silenzio è troppo, mi affaccio dalla cucina per guardare che non sia passata dallo stato di "nonmorto" a quello catalettico e le chiedo se almeno è andata in bagno.
Che per una preadolescente è come chiedere se ha detto le preghiere.
Perché il bagno è la stanza della casa utilizzato solo in caso di reale emergenza. Quindi praticamente mai.
Per cui potete anche immaginare, in questa estate precoce, quali fragranze si librino nel mio salotto.
Ogni tanto mi vengono dei magoni, perché la memoria purtroppo non mi impedisce di ricordare com'ero io alla sua età: una cavalla impazzita che viveva in cortile dalla mattina alla sera, costruiva rifugi "antibabbo" dentro cespugli inespugnabili, si maciullava ginocchia ed altre parti del corpo sfrantumandosi con i pattini sull'asfalto e quando finalmente l'energia cominciava a lampeggiare, si piazzava con un libro in cameretta. Noia era una parola che non esisteva nel vocabolario.
Mentre lei me lo dice almeno 5 volte al giorno. Una novella "chebarbachenoia".  Fino a che non mi comunica che fra un'oretta viene la sua amica taldeitali a giocare con lei.
Domino la mamma malmostosa che gradirebbe essere preavvisata 24 ore prima e cerco di vedere il lato positivo della cosa: almeno esce un po'.
Invece adesso i naufraghi sulla zattera sono due, entrambi con pollici opponibili attivissimi su tastiera touch screen, tutti e due con cuffiette condivisibili, tutti e due silenziosi e amorfi.
Mi chiudo in cucina a lavorare lasciando due "nonmorti" a decomporsi sul mio divano rosso vermiglio e mi consolo: fra due anni sarà peggio!
Non vi aspettate nulla di che dalle mie piade.
Mai come questa volta gioco solo per partecipare.
Per me la piadina è sinonimo di fast and easy.
Veloce e semplice. Non per niente in Italia abbiamo la più grande varietà di insaccati e formaggi del mondo.
Quindi il leit motiv delle mie piadine è un formaggio, un insaccato, un vegetale.
Buttati dentro in ordine rigorosamente sparso.
Che è quello che io mi aspetto da una piadina. Possibilmente veloce, possibilmente facile, possibilmente saporita.
E siccome devo produrre queste cose per i naufraghi di cui sopra, l'impegno è stato minimo e lo sforzo neuronico identico.
Per la piadina - Ricetta meravigliosa di Tiziana l'Ombelico di Venere
500 g di farina 00
125 g di acqua
125 g di latte parzialmente scremato
100 g di strutto a temperatura ambiente
15 g di lievito per torte salate
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio
Vi riporto fedelmente la ricetta di Tiziana perché è chiarissima e molto ben spiegata:
Fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.
L'impasto può essere preparato con l'impastatrice, viene benissimo, basterà mettere tutti gli ingredienti assieme  e lavorarli con il gancio impastatore per 7/8 minuti fin quando il composto risulterà omogeneo.


NOTE PERSONALI: fate riposare assolutamente la pasta 48 ore. Io ho fatto così, non ho avuto fretta. 
Togliete dal frigo come raccomanda Tiziana e cercate di tirare le vostre piade il più sottile possibile. Non sarà mai troppo sottile, credetemi, perché la pasta sulla piastra tende a ritirarsi ed a crescere quindi a diventare troppo spessa. Cercate con estrema pazienza di ottenere delle piadine di un paio di millimetri , massimo 3 di spessore. Le immagini che vedete, sono ottenute con uno spessore ridicolo, ma sono cresciute in cottura. Quindi vedete voi.
Non le cuocete mai troppo altrimenti non si piegano più. E comunque se si dovessero rompete, cosa non impossibile, sono buone uguale! 
PIADINA CON NODINI DI FIORDILATTE, PROSCIUTTO ARROSTO IN CROSTA DI PANE E POMODORINI CONFIT
Per 2 piadine
- 250 g di pomodorini pachino
- un mazzetto di timo - origano fresco - basilico
- 1 spicchio d'aglio
- Olio extravergine Nocellara del Belice
- Sale - Pepe a piacere
- un cucchiaio di zucchero
- 4 nodini di firodilatte
- 100 g di prosciutto arrosto nostrale, cotto in crosta di pane
Preparate i pomodorini confit, tagliandoli in senso longitudinale e posizionandoli su una placca rivestita con carta da forno. Tritate bene le erbe aromatiche e fate delle fettine con l'aglio quindi cospargete prima i pomodorini con lo zucchero, distribuite le erbe sui pomodorini, irrorate bene con olio extravergine quindi salate e pepate se vi piace.
Fate cuocere a 140° per c.ca 1h30 o fino a che i pomodorini non saranno caramellati e disidratati ( a me piace che conservino ancora un po' del loro cuore morbido).
Fate raffreddare sulla placca.
Tagliate i nodini ottenendo delle fettine non troppo sottili,  sistemate il prosciutto arrosto sulla base della piadina, aggiungete i nodini, i pomodorini confit, un filo d'olio di Castelvetrano (Nocellara mon amour) e servite immantenente.
PIADINA CON BRIE, FINOCCHIONA E MELANZANE CASALINGHE SOTT'OLIO
Per 2 piadine
100 g di brie
100 g di finocchiona di Cinta
50 g di melanzane sott'olio fatte in casa con la seguente ricetta:
(per 500 g di melanzane)
Tagliate le melanzane a fette sottili, mettetele in uno scolapasta ricoperte con sale grosso e lasciatele spurgare per c.ca 1 ora.
Lavatele sotto acqua corrente. Asciugatele bene tamponando con energia.
Tagliatele a julienne sottilissima.
Immergetele in abbondante acqua bollente (2 parti di acqua, 1 di aceto di vino bianco ed un pizzico di sale),  e fatele cuocere per c.a 5 minuti.
Scolatele bene, disponetele su ampi canovacci allargandole bene per facilitare l'asciugamento, e tamponatele con un canovaccio.
Lasciate così per tutta la notte ed il giorno dopo.
Quando saranno perfettamente asciutte, conditele con aglio tagliato a pezzettini, peperoncino fresco  tritato grossolanamente e se vi piace un pizzico di origano, e  riempite dei vasetti di vetro precedentemente sterilizzati.
Pressatele bene e copritele con olio extravergine (io uso il mio olio Gentile di Larino DOP). Spingete ancora le melanzane nel vasetto e lasciate i vasetti aperti per una mezza giornata, in modo che lolio penetri bene e se necessario rabboccate con olio.
Chiudete i vasetti in maniera ermetica e conservate al buio. Si conservano da 6/8 mesi ad 1 anno, se durano!
Farcite le piadine con il brie tagliato a fettine, seguito dalla finocchiona e completate con le melanzane.
Questa è la mia piada da supergolosi.
Finisco con la piada super light e molto estiva. Direi anche molto banale.
PIADINA CON PRIMO SALE, MELONE E CRUDO DI NORCIA.
La trovo una piada da spiaggia e anche se ai miei è quella che è piaciuta di meno per il sapore dolce del melone, a me invece è piaciuta assai e la frutta la metterei in molte alte versioni.
Per 2 piadine
100 g di melone giallo
100 g di prosciutto crudo di Norcia, bello salato
50 g di primo sale
Olio extravergine Spello Dop
Sale - Pepe necessario
Farcite la piadina con prosciutto seguito da primo sale condito con olio, sale e pepe per terminare con fettine sottilissime di melone.
Chiudere e servire tagliata a spicchi!

Ecco la mia Piada Blues per l'MTC di giugno con Tiziana dell'Ombelico di Venere.





martedì 3 giugno 2014

Giugno è un soffio di libertà e bellezza con ThreeF #6

Magic - Coldplay
Avete aspettato e forse ve ne siete anche dimenticati.
Ma alla fine il 1 giugno è arrivato e con lui, su una brezza leggera, è approdato il nuovo numero di ThreeF.
Che senza falsa modestia è una delle cose più belle presenti nel web in questo momento.
Lo dico in maniera molto obiettiva e non perché ci sia anche un piccolo contributo della sottoscritta. Perché, veramente, ogni sua pagina trasuda bellezza, emozione, poesia e amore per il bello.
Dentro ThreeF, siamo oltre le ricette, oltre la cucina, oltre il cibo.
Sfogliare ThreeF è fare un viaggio.
L'ho già detto e non mi stancherò di ripeterlo. Una rivista senza parole perché a parlare bastano le immagini.
Immagini sognate, rubate e raccolte da uomini e donne con uno sguardo così vivo e curioso da inventare ogni volta una storia indimenticabile.
Trovate qualche minuto del vostro tempo per scoprire la storia raccontata in questo numero.
Che ha anche fare con la strada, con la libertà, con l'ancestrale uso delle mani che portano generose il cibo alla bocca e lo fanno con allegria e sfrontatezza. Di fronte al mondo.
Il cibo della strada è il cibo dell'anima.
Che si abbandona all'esperienza come dovete fare voi leggendo questo nuovo numero (potete sfogliando direttamente dalla sidebar del mio blog).
Prima che l'estate arrivi, tanto la troverete tutta qui dentro.
Sono molto felice di condividerlo con voi.
Un bacio


venerdì 16 maggio 2014

I miei veggie burger per la Cucina dell'Extravergine

Born in the USA - The Boss
Si ritorna a parlare di Olio extravergine e di quello buono, ma buono, che per quanto mi riguarda, userei con il contagocce, come si fa con il proprio profumo preferito, con la paura che finisca da un momento all'altro.
Un olio di cui ho già parlato qui e che ha dentro di se tutte le più belle peculiarità di una regione straordinaria come la Sicilia.
Un prodotto che riconferma come l'attenzione ed il rispetto nella produzione e lavorazione di un oliva incredibile come la Nocellara, possa produrre qualcosa di indimenticabile.
Il mio imbarazzo nell'utilizzare questo olio in qualsiasi ricetta strutturata è così evidente, che mi sarei limitata a postare una fetta di pane e pomodoro cosparsa generosamente di Olio Centonze, perché per me questa è veramente la morte sua.
Ma questa rubrica non ammette deviazioni, così ho deciso di giocare con qualcosa di diverso e più disimpegnato, andando verso uno street food un po' anomalo.
Un burget vegetariano, con panini fatti in casa utilizzando l'Olio Centonze, così come queste polpette buonissime e light, che sono un trompe l'oeuil perfetto: sfido chiunque di voi guardando la foto a dire che quel burger è falso!
Come sempre prima di passare alla ricetta vi invito a scoprire cos'hanno combinato le mie amiche con questo extravergine:
Pasta trapanese alla maniera di Jamie Oliver di Stefania 
Ricetta per i buns all'olio extravergine (cc.a 16 panini)
2 cucchiai di zucchero
250 ml di acqua
40 g di olio extravergine Centonze 
1 bustina di lievito di birra secco
250 ml di latte
1,5 cucchiaini di sale
300 g di farina Manitoba
335 g di farina 0
1 tuorlo
semi di sesamo o di papavero facoltativi
Versate l'acqua tiepida in una ciotola, scioglietevi il lievito con un cucchiaino di zucchero. 
Mescolate bene e lasciate riposare una decina di minuti, fino a che non comprarirà una schiumina in superficie. Il lievito a questo punto è attivo. 
Nel frattempo avrete già intiepidito il latte a cui avrete unito l'olio extravergine ed il sale. Una volta che il lievito è pronto, unite olio e latte al lievito. Mescolate. 
Mettete le farine setacciate nella ciotola della planetaria, formate al centro una fontana e versateci il mix di liquidi. Attivate la macchina a velocità uno ed impastate con il gancio. Quando i liquidi saranno ben incorporati, aumentate la temperatura a velcità 2 ed impastate per una decina di minuti, fino a che otterrete un impasto liscio, elastico ed omogeneo non appiccicoso, che raccoglierete in una palla. 
Oleate bene una grande ciotola, trasferiteci l'impasto e fatelo rotolare, im modo che la superfice sia ben unta. Coprite con un panno umido e lasciate lievitare nel forno con la lucina accesa fino a che non sarà raddoppiato (c.ca 1 ora). 
Riprendete l'impasto, lavorate un po' sul piano infarinato per far uscire l'aria, dategli la forma di un filoncino e tagliatelo in 16 parti uguali. Formate delle palline pirlando la pasta, vale a dire chiudendo i lembi della pallina sempre verso il centro, con la sigillatura in basso.
Disponetele, ben distanziate, su una placca da forno coperta di cartaforno, e rimettete a lievitare per un'altra ora. 
Accendete il forno a 200 gradi, diluite il tuorlo con due cucchiai di acqua e usatelo per spennellare delicatamente la superficie dei panini. Potete cospargerli di semi di sesamo o di papavero. 
Infornate in forno caldo per 5 minuti, poi abbassate la temperatura a 180 gradi e lasciate cuocere per altri 20 minuti o finche' la superficie non sara' ben dorata. 
Sfornate, lasciate raffreddare sulle teglie per qualche minuto e poi trasferiteli su una gratella.
Si possono congelare fino ad un mese, ma si conservano benissimo anche a temperatura ambiente, purche' protetti dall'aria, per tre o quattro giorni. Basta riscaldarli in forno per qualche minuto prima di utilizzarli, oppure dividerli in due e farli grigliare insieme agli hamburger.
Per il Veggie burger (4 burgers)
100 g di miglio 
100 g di lenticchie di Castelluccio
1 cipollina novella
1 carota
pan grattato
un pizzico di paprica dolce
4 cucchiai di parmigiano grattuggiato
un ciuffetto di prezzemolo. 
4 fettine di provola affumicata
4 pomodorini Piccadilly
4 grandi foglie di radicchio verde
sale - pepe
Salse a piacere. 
Preparate il miglio secondo le istruzioni della confezione. In genere la cottura è di c.ca 20 minuti dopo averlo accuratamente sciacquato.
Scolatelo molto bene e lasciatelo raffreddare.
Cuocete le lenticchie di Castelluccio in abbondante acqua con la cipollina e la carota. Ci vorrà c.ca 1 ora e quando saranno pronte, scolatele bene e lasciatele raffreddare. Anche queste possono essere preparate in anticipo.
In una ciotola mescolate il miglio, le lenticchie, la cipollina cotta tritata, la carota cotta schiacciata e ridotta a purè, il prezzemolo tritato, la paprica ed il parmigiano. Salate e pepate.
Mescolate con le mani per sentire la consistenza. Se l'impasto risulta troppo morbido aggiungete del pan grattato.
Ricavate 4 budget aiutandovi se necessario, con un coppapasta. 
Il miglio ha un grande potete addensante quindi le polpette staranno insieme con facilità.
Passatele nel pangrattato su entrambi i lati.
In una padella antiaderente, scaldate un filo d'olio e cuocete i burger su entrambi i lati fino a che non avrete una crosticina croccante e dorata. Quando vedrete che siete prossimi alla cottura (ci vorranno pochi minuti perché tutti gli ingredienti sono già cotti), mentre ancora i burger sono sul fuoco, appoggiate le fettine di provola su ogni burger e lasciate che si sciolgano.
Spegnete e lasciate sulla padella.
Tagliate a metà i buns e metteteli dalla parte del taglio su una piastra e tostateli quindi cominciate a farcirli con il radicchio, i pomodori e le sale a piacere. Condite con un filo di stupendo olio Centonze. 
Chiudete i panini e infilzateli con un bastoncino su cui avrete messo delle olive di Nocellara del Belice.
Buon appetito.