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mercoledì 12 ottobre 2016

Patate "crispy" al forno al profumo di Toscana.

The Autumn Leaves - Nat King Cole
Il balzo nell'autunno è appena stato fatto.
Ci mancherebbe altro, siamo al 12 ottobre: basta con le infradito.
Per me che lavoro a casa, è il momento più fastidioso, perché ancora i termosifoni sono spenti e la mattina c'è quel frescolino che ti costringe ad intabarrarti come un clochard.
Seduta per ore davanti al computer, perdo la sensibilità degli alluci e continuo a ballettare sulla sedia come i bambini irrequieti all'asilo. Che stress.
L'idea che a breve sarò nuovamente alle prese con il cambio di stagione (ma non l'avevo appena fatto?) mi fa uscire di cervello.
Per il resto, l'autunno è una stagione che amo decisamente più della primavera (non fosse altro per la mancanza di allergia).
Intanto si ricomincia a preparare le zuppe!
La sera a cena, mi sembra quasi un delitto non avere un bel piatto caldo e cremoso da sorbirsi finalmente tutti insieme intorno alla tavola.
L'argomento non entusiasma la più giovane della famiglia, che quando sente la parola minestra, ha reazioni sorprendenti.
"Ma uffa...anche ieri hai fatto quella zuppa di...facocero"..
"Ehhhh? Facocero? Ma che dici.."
"Si, quella roba verde, puzzolente! "
"Era una vellutata di asparagi!"
"Si, quella, non mi veniva il nome!"
Insomma. Ecco.
Poi se le mangia fino all'ultima goccia, ma prima certo, devo sentirne delle belle.
L'autunno è anche il periodo delle verdure da cuocere in maniera fantasiosa.
In effetti prossimamente le verdure compariranno spesso su questo blog.
Il ritorno delle mie amate crucifere (finalmente), così sane e buone da mangiare anche da sole.
Questa volta ho voluto provare un nuovo modo per cuocere le patate al forno, affettandole sottilmente ma mantenendole il più possibile nella loro forma originale.
Questo creerà un bordo croccante e saporito ed un cuore fondente e tenero.
Il modo migliore per realizzarle è utilizzare un coltello grande e molto affilato.
La mandolina non vi consentirà di tenere le fettine "in forma" mentre le affetterete.

Ingredienti per 4 persone 
4 patate grandi o 6 medie
50 g di rigatino di Cinta Senese
qualche rametto di timo
5/6 foglie di salvia
2 rametti di rosmarino
1 cucchiaino di paprica dolce
sale aromatico del Chianti (una miscela di sale, pepe e erbe aromatiche locali)
Olio extravergine Chianti Dop

  • Pelate, lavate ed asciugate bene le patate. Con un coltello molto affilato, tagliatele a fettine dello spessore di 2/3 mm. Cercate di conservare la forma della patata via via che affettate. 
  • Sistemate le patate in una teglia bel oleata, che possa contenerle alla perfezione, con le fette in verticale. 
  • Tritate finemente le erbe aromatiche e cospargetele sulle patate
  • In una ciotolina versate 3 generosi cucchiai di olio extravergine e la paprica ed emulsionate. Spennellate il composto sulle patate con cura. 
  • Salate generosamente e mettete in forno preriscaldato a 180°
  • Fate cuocere per 45 minuti, ma ogni 15 minuti spennellate la superficie delle patate con l'olio alla paprica
  • Mentre le patate cuociono, tostate le fettine del rigatino su una bistecchiera. Una volta croccanti, asciugatele bene nella carta assorbente e tenetele in caldo. 
  • 10 minuti prima di togliere le patate dal forno, passatele sotto il grill.
  • Una volta pronte, sbriciolatevi sopra il rigatino e servite immediatamente (perderanno croccantezza raffreddandosi).




lunedì 5 settembre 2016

Confettura di pesche bianche e salvia ananas: il potere dei gesti ripetuti.

Amarantine - Enya
Se la testa va per conto suo ed i pensieri scappano impazziti come formiche da un formicaio calpestato da piede crudele, c'è un unico modo per riprendere in mano la situazione.
Che ovviamente è diverso per ognuno di noi, ma alla fine è simile ed è la ricerca di un ritmo che si accosti il più possibile a quello del battito del cuore.
Un cuore calmo ovviamente.
Io mi rifugio nei gesti ripetuti.
Lenti, conosciuti, sicuri.
Azioni che potrei eseguire ad occhi chiusi ma che nel loro identico susseguirsi, hanno un potere ipnotico e rassicurante in grado di trascinare con sé e sgombrare la mente dal casino più totale.
Di un'estate di cui vorrei cancellare traccia, resteranno perciò decine di vasetti di confettura deliziosa, profumata e discreta come un'amica a cui confidi un amore o un dolore, che tanto è lo stesso.
Il paradosso sta proprio nell'osservare come la difficoltà del vivere raggiunga la sua catarsi sbucciando una pesca succosa e cercando di impedire che i suoi pezzi ti sfuggano dalle dita come pesci guizzanti.
La lama del coltello sfiora più volte i polpastrelli ma il segreto per evitare di provarne i denti, è la lentezza, l'occhio che si aggrappa al disegno della buccia vellutata rimossa dalla polpa.
Il ritmo costante dei pezzetti che cadono nella bassina, le bolle che increspano lo sciroppo di zucchero trasparenti come vetro, il cucchiaio di legno che rotea lento nella materia rovente e la placa per un istante, per poi ricominciare.
Sento i pensieri sciogliersi nello zucchero come la polpa delle pesche e prego che non mi vengano restituiti quando spalmerò quel nettare su del pane fresco.
Una cassa di pesche bianche ancora calde di sole mi è arrivata dalla Puglia, la metà già sofferente per il viaggio.
Nonostante il caldo allucinante di questi giorni, ho deciso che non le avrei perse e le avrei trasformate in confettura.
Per quanto io ami le pesche mangiate nature, con tanto di buccia, la confettura non mi entusiasma.
In genere la trovo troppo dolce e poco personale.
Le pesche bianche che ho avuto in dono sono magnifiche: una polpa candida ed un cuore acceso di un rosso purpureo. Un sapore pieno, zuccherino, armoniosamente acidulo.
Mi hanno conquistato immediatamente ed ho deciso che le avrei sposate a della salvia ananas, che da dono splendido da parte dei miei amici Jury e Daniela, è diventata un cespuglio rigoglioso sulla mia terrazza delle erbe aromatiche.
La Salvia Ananas (Salvia Rutilans) prende il suo nome dall'ammiccante profumo di ananas che sprigiona una volta strofinata fra le dita.
E' splendida se usata nelle macedonie, nei cocktail ghiacciati, in qualche crema sorprendente, ma anche nella preparazione di chutney o liquori. Ho studiato l'argomento perché inventarmi come usare un cespuglio di tali dimensioni ci vuole fantasia.
In più è bellissima all'aspetto: foglia ovale allungata e coperta di peluria non urticante, ha un colore verde bottiglia accesso ed in autunno i vertici si riempiono di fiori allungati di un rosso appassionato.
Con le pesche bianche è un matrimonio d'amore: provare per credere. Io ne sono conquistata.

Ingredienti per 4 vasetti da 220 g c.ca
1 kg di pesche bianche al netto di buccia e noccioli
300 g di zucchero
il succo di mezzo limone
10 foglie di salvia ananas
Sbucciate le pesche un un coltello dalla lama a seghetto e tagliatele a pezzi grandi staccando accuratamente la polpa dal nocciolo.
Una volta pulita tutta la frutta, tagliatela a pezzi piccoli quindi pesatela.
Mettete la frutta nella bassina in cui la cuocerete (o in una larga ciotola), aggiungete lo zucchero,  6 foglie di salvia ananas.
Mescolate bene e coprite con una pellicola.
Tenete al fresco per tutta la notte. Durante questo tempo le pesche rilasceranno una grande quantità di succo e assorbiranno l'aroma della salvia.
Il giorno dopo, scolate le pesche attraverso un setaccio, raccogliendo bene lo sciroppo formatosi.
Versate lo sciroppo nella bassina, eliminate le foglie di salvia ed accendente il fuoco a fiamma sostenuta.
Fate ridurre lo sciroppo per c.ca 20 minuti e quando raggiungerà la temperatura di 105° (controllate con un termometro da zucchero), potrete versare la frutta nello sciroppo, facendo molta attenzione a non alzare schizzi. Aggiungete il succo di limone.
Se amate la confettura a pezzi, potrete proseguire la cottura abbassando a fiamma media, fino a che la confettura non si sarà addensata alla consistenza che preferite (non vi serviranno più di 20/30 minuti). A me piace che sia morbida e bella spalmabile.
Se invece preferite una confettura più cremosa (come piace a me), prima di versare la frutta nello sciroppo, potrete passarne 2/3 nel passaverdure oppure utilizzare un mixer a immersione, riducendo parte delle pesche in purea.
Proseguite poi la cottura come indicato sopra, schiumando via via per ottenere una confettura limpida e lucida.
Ricordate che la lunga cottura ossida la frutta, scurendo inevitabilmente il bel colore delle pesche (nel mio caso la confettura ha un bellissimo colore rosa antico) e indurendola.
Con il raffreddamento poi, la confettura diventa ancora più dura.
Quando sarà pronta, inserite una foglia di salvia ananas sul fondo dei vasetti  che avrete precedentemente sterilizzato e versatevi la confettura ancora bollente.
Chiudeteli con cura e capovolgeteli su un foglio di carta di giornale.
Coprite i vasetti con un canovaccio in modo che non prendano luce e lasciate raffreddare completamente prima di capovolgerli nuovamente (meglio tutta la notte).
Conservate il luogo fresco e buio e consumate entro l'anno.
Ho preparato questa ricetta con il metodo di Christine Ferber, che preserva la frutta dall'ossidazione e dall'eccessiva cottura.