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giovedì 11 novembre 2021

Pie salata con verdure autunnali e salsiccia nostrale: l'estinzione della modestia.

Dopo settimane di latitanza, mi ritrovo a pubblicare, una via l'altra, ricette nuove di pacca.
E che ricette! 
Venghino Siore e Siori, venghino a questo spettacolo unico al mondo! 
E lasciatemela fare una risata! 
La verità è che i complimenti mi imbarazzano, mi fanno sentire strana, sia che siano rivolti alla persona (li accetto con fatica) che al mio lavoro. In particolare se qualcuno mi dice "ma quanto sei brava, ecc ecc", io faccio di tutto per sminuire la cosa - "ma si dai, che sarà mai, è una cosa da nulla, la fai anche tu" e compagnia cantante. 
Quando, in verità, ci sono volute ore di lavoro, di ripensamenti, di smoccolamenti volanti su Nimbus 2000. Insomma, avete capito. 
La malattia vera, ovvero la percezione tutta mia è che se uno lavora divertendosi anche se sputa sangue, il valore di ciò che produce è inesistente. 
In questa testa bacata non c'è complimento da meritare (hai fatto il tuo dovere ma potevi fare meglio), né medaglia da indossare. 
Questa modalità del "volare basso" arriva da un retaggio familiare severo, un'educazione alla compostezza, alla moderazione, al passo indietro.
Anche i successi, quelle piccole soddisfazioni conquistate fuori casa tra scuola, sport, musica, ecc, venivano vissute in maniera defilata, dimessa. Oggi si chiama understatement. 
Tanto anacronistico quanto ridicolo, quando la prima operazione del mattino per molti, è affilare i gomiti e darci dentro con l'autoincenso.  Una sorta di mantra "sei figo, sei fighissimo, se il più figo di tutti". 
In effetti molti guru del coaching fanno fare esercizi di autostima che rasentano il ridicolo. 
Non fa per me.
E comunque, lunga vita alla modestia, che mi dicono dalla regia, sia ormai quasi estinta. 

Oggi però lasciatemelo dire: questa pie è proprio gagliarda. 
Una crosta deliziosa, bella come un porte bijoux, ripiena di saporite verdure autunnali, salsiccia rosolate ed un ingrediente che ho scoperto da poco, il Cremosissimo prodotto da Bergader, senza lattosio, una crosta il cui sapore ricorda la nocciola e la capacità di sciogliersi e di essere spalmabile come una crema. 
L'ho usato per legare tutti gli ingredienti e l'ho trovato azzeccatissimo in questo insieme. 

Ingredienti per una pie di 18 cm di diametro 

Per la pasta 
420 g di farina 00
1 cucchiaio di curcuma in polvere 
1/2 cucchiaino di sale Kosher
220 g di burro non salato tagliato in dadini grandi cm 2,5 di lato, congelati 
120 ml di acqua gelata 
1 cucchiaino di aceto bianco 
1 uovo leggermente sbattuto

Per il ripieno 
300 g di cavolo cappuccio tagliato finemente 
1 finocchio 
200 g di zucca 
1 porro 
2 salsicce nostrali 
150 g di formaggio Cremosissimo Bergader 
1 cucchiaino di semi di finocchio tostati
Olio extravergine 
Sale - pepe qb 

Per lucidare 
1 uovo sbattuto con 1 cucchiaio d'acqua
  • Preparate la sfoglia. Può essere realizzata anche un giorno prima e lasciata in frigo tutta la notte per poi tirarla fuori almeno 20 minuti prima per stenderla. 
  • In una larga ciotola miscelate la farina con la curcuma ed il sale quindi aggiungete il burro molto freddo tagliato a dadini. Sabbiate con la punta delle dita fino ad ottenere delle briciole della dimensione di un chicco di mais. 
  • Versate l'uovo nell'acqua ghiacciata insieme al cucchiaino di aceto, sbattete leggermente con una forchetta ed aggiungete alla farina, impastando velocemente fino ad ottenere una palla omogenea.Appiattitela un poco con le mani ed avvolgetela nella pellicola. Fatela riposare non meno di 1 ora. 
  • Mentre l'impasto riposa, preparate il ripieno che dovrà essere freddo al momento di utilizzarlo. Private le salsicce della loro pelle e sbriciolatele in una padella antiaderente già calda. Con una spatola di legno,  sminuzzatela nella padella mentre mescolate per rosolarla. Quando sarà bella dorata, toglietela e tenetela da parte. 
  • Nella stessa padella, versate 2 cucchiaiate d'olio, il porro tritato e fatelo passire a fiamma dolce. Una volta traslucido, aggiungete il cavolo cappuccio ed il finocchio, entrambi affettati finemente e cuoceteli a fiamma media, salando e pepando, fino a che saranno cotti e nella padella non ci sarà più liquido. Fate raffreddare
  • Mentre le verdure cuociono, tagliate la zucca con la buccia, conditela con poco olio, sale e salvia e rosmarino e fatela cuocere al forno a 180° ventilato per c.ca 25 minuti, fino a che non sia bella dorata. Una volta pronta toglietela dal forno, privatela della buccia e tagliatela a dadini. 
  • In una ampia ciotola, versate le verdure, la zucca, la salsiccia, i semi di finocchio, il formaggio Cremosissimo Bergader tagliato a pezzetti non troppo grandi (usate tutto, anche la crosta che è buonissima) e mescolate bene. Lasciate riposare in frigo mentre preparate lo stampo. 
  • Prendete 2/3 dell'impasto. Stendete la pasta ad uno spessore di 3 mm c.ca e foderatevi lo stampo che avrete preparato con carta da forno, facendo sbordare la sfoglia di 1 cm verso l'esterno dello stampo ed eliminate l'eccesso. Bucate la base e riempitelo con il ripieno premendo bene con un mestolo. Fate in modo che il ripieno formi una piccola cupola sulla cima.
  • Stendete la pasta rimanente per formare il coperchio . Inumidite il bordo della base quindi unite i lembi base e coperchio e sigillate bene i bordi. Potrete ondulare il bordo come vedete in foto. 
  • Vi avanzerà un po' di impasto. Potrete utilizzarne una parte per le decorazioni ed il resto per farci delle hand pies utilizzando anche parte del ripieno (se vi sarà avanzato). Altrimenti potrete congelarla per altri utilizzi.
  • Sbattete l'uovo rimasto con un poco di acqua e spennellate tutta la superficie. Fate riposare in frigo mentre accendete il forno a 190°. 
  • Cuocete la pie per c.ca 50 minuti fino a che non sarà bella dorata. Fatela riposare almeno 20 minuti nello stampo prima di sformarla e tagliarla.  Conservatela in frigo per max 3 giorni e servitela sempre tiepida o calda. 








mercoledì 1 aprile 2020

Hot Cross Buns: la vita in un acquario.

A sky full of stars - Coldplay
Primo Aprile. Fra esattamente 12 giorni sarà Pasqua.
Una Pasqua diversa da tutte, un po' come l'ultima Pasqua dell'umanità, dove ci accontenteremo di guardare i colori della primavera dalla finestra ed abbracceremo i nostri cari per telefono.
Sarà strano, un po' disturbante e forse anche un po' ansiogeno.
Per lo meno è questo il sentire che regna dentro di me in questo momento.
I giorni passati chiusi in casa sono ormai tanti e non si ha alcuna prospettiva di "riapertura", per lo meno prossima, così che in maniera paziente ed obbediente seguiamo le regole imposte per la nostra sicurezza.
Si parla del "prima" come qualcosa ormai lontanissimo ed è davvero inquietante.
Perché la verità è che nulla sarà più come prima e che il tempo di una serenità nella socialità è lungo a venire.
Senza una vera cura ed un vaccino, il virus continuerà a viaggiare bellamente da un luogo all'altro e  se la quarantena adesso è in grado di "contenere" la diffusione, una futura apertura non farà altro che riportare situazioni di crisi se non supportata da un medicinale ad hoc.
Questo tempo che possiamo vivere nella lentezza delle nostre case è certamente prezioso, ma l'animo umano ha anche bisogno di notizie positive per tenere botta.
Io comincio ad essere un po' stanca.
Nonostante riesca a riempire le mie giornate con la qualunque, ho bisogno del mio lavoro, di progetti, di pensieri verso il futuro.
Lo so che è sbagliatissimo perché in questo momento l'unico pensiero dovrebbe essere quello di apprezzare il presente ma lasciatemi arrotolare su me stessa, dentro un patetico sfogo, come un povero pesce dentro ad un acquario.
La ricetta di oggi è sicuramente conosciuta. Io non li avevo mai preparati e questo è sicuramente il momento adatto per provare.
Tradizionalmente preparati il Venerdì Santo (Good Friday), pare che questi dolci e soffici panini abbiano un’origine sassone e che venissero consumati durante la festa che celebrava la fine dell’inverno. 
La croce altro non era che la rappresentazione delle 4 fasi lunari.
Con il cattolicesimo sono diventati il simbolo stesso della Pasqua e la Croce il sacrificio di Gesù Cristo. Le leggende intorno a questi panini sono molteplici, la prima delle quali è la loro impossibilità di ammuffire se preparati nel giorno di Venerdì Santo, anche se è più probabile che gli stessi non abbiano neanche il tempo di raffreddare.
La più commovente resta comunque quella della madre vedova, che preparava i buns per il figlio marinaio come dono per il suo ritorno a casa per Pasqua. 
Dopo la morte del figlio in un naufragio, continuò a cucinare i panini appendendoli alla finestra come speranza per il suo ritorno. Fino al 2017 la casa di questa povera madre è stata sede di “The Widow’s Son”, un pub nell’East di Londra, in cui molti marinai della Royal Navy si ritrovavano per ricevere il loro Hot Cross Bun a Pasqua, come buon auspicio per i propri viaggi.

Voi preparateli e consumateli subito. Un consiglio è, una volta freddi, di congelare quelli che non mangerete. Una volta fuori da freezer, saranno come appena fatti. 

Ingredienti per 15 panini
300 m di latte intero + 2 cucchiai
50 g di burro
500 g di farina forte (w 320)
1 cucchiaino di sale
75 g di zucchero semolato
10 g di lievito di birra
1 uovo sbattuto
75 g di uvetta ammollata
50 g di canditi misti
la scorza di una arancia grattugiata
1 mela sbucciata e tagliata a dadini piccoli
1 cucchiaino di cannella

Per la croce
75 g di farina 00
acqua q.b.

Per la lucidatura
3 cucchiai di confettura di albicocche
  • Portate a bollore il latte. Fuori dal fuoco aggiungete il burro e fate sciogliere e intiepidire. Una volta raggiunta la temperatura di una mano, aggiungete il lievito e scioglietelo bene. Setacciate la farina nella ciotola dell’impastatrice, mescolatela con lo zucchero e fate la fontana. Aggiungete il lievito nel latte, l’uovo e cominciate ad impastare per ottenere un impasto appiccicoso. Trasferitelo su una spianatoia infarinata, aggiungete il sale ed impastate stirando e riavvolgendo l’impasto su se stesso per almeno 5/8 minuti. Mettete l’impasto nella ciotola della planetaria e fate lievitare per c.ca 1 ora o fino al raddoppio.
  • Una volta cresciuta, aggiungete nella ciotola l’uvetta, i canditi, la mela, la scorza di arancia e la cannella ed impastate per c.ca 3 minuti, fino a che tutta la frutta non sia distribuita omogeneamente. Ricoprite con la pellicola e fate lievitare un’altra ora.
  • Dividete l’impasto in 15 panetti da 75 g c.ca l’uno. Formate delle palline aiutandovi su un ripiano infarinato e sistematele su una placca coperta di carta da forno, lasciando c.ca 2 cm di spazio tra loro, in 5 file da 3 panetti l’una. Coprite con un canovaccio pulito e fate lievitare per altri 45 m.
  • Scaldate il forno a 220°. Mettete la farina in una ciotolina ed aggiungete poca acqua alla volta in modo da ottenere una pastella densa e appiccicosa (deve avere la consistenza del dentifricio) che metterete in un sac a poche con bocchetta piccola. Formate delle croci spremendo lungo ogni colonna verticale e poi lungo ogni fila orizzontale. Cuocete in forno per 20 minuti fino a che non saranno belli gonfi e dorati.
  • Fate raffreddare su una gratella. Intanto scaldate la marmellata e setacciatela quindi una volta intiepiditi, spennellatela ancora calda sui panetti per lucidarli. Lasciate raffreddare.
  • Si conservano per qualche giorno lontani dall’aria e si congelano meravigliosamente da cotti.



martedì 19 novembre 2019

Filetto in Crosta per Starbooks

Blue Velvet - Isabella Rossellini 
Dal bellissimo " Happy Christmas"di Delia Smith, con la banda Starbooks stiamo testando numerose ricette in grado di intrigare chiunque decida di sfogliare quel libro.
Certamente non un volume di primo pelo visto che la pubblicazione risale esattamente a 10 anni.
Eppure resta un libro "nuovissimo" per chiunque ami approcciare ricette internazionali con cui contaminare il proprio menù di Natale.
Il libro è pieno di consigli sull'organizzazione della dispensa, delle preparazioni anticipate, di quelle dell'ultimo minuto e dei regalini commestibili che tanto ci piacciono.
Una vera e propria guida al miglior Natale da portare in tavola.
La ricetta che propongo oggi è stata un mio desiderio proibito per lungo tempo, fino a che non ho deciso di prendere il coraggio a due mani e buttarmi nell'impresa: il filetto in crosta, in una versione "semplificata" del famosissimo Wellington.
La ricetta e tutte le dritte per prepararlo al meglio, solo su Starbooks.
E scoprirete se mi è piaciuto ;)
Buona giornata amici.




lunedì 26 novembre 2018

Crema di riso butterscotch alla vaniglia: una salsa, un dolce.

Candy - Robbie Williams
Certe ricette ti fanno l'occhiolino dalle pagine di una rivista o di un libro e diventano un tarlo nella testa fino a che non le hai provate.
Mi è successo con questa crema di riso trovata su uno "speciale autunno" della rivista Good Food novembre 2018 e non c'è stato giorno che sfogliandola mi sia detta: Rice pudding, m' hai provocato e io te distruggo, te magno!
Così in un piovoso pomeriggio di novembre, mi sono messa al lavoro.
Nella testa continuava a girarmi questo nome bellissimo: "Butterscotch rice pudding". Tra gli ingredienti, chissà perché, ero convinta di trovare del liquore tipo whiskey, ma nessun segno.
 Mi sono lasciata trasportare dalla bellezza dell'aggettivo butterscotch, che mi faceva pensare al suggestivo "burrobirra" di Potteriana memoria (se non siete malate di Harry Potter, non potete capire).
Sono andata a fondo nella mia ricerca ed ho scoperto quanto.
Per Butterscotch usato come sostantivo, si intendono quelle meravigliose caramelle mou che si preparano in molti luoghi tra Normandia e Scozia con delizioso burro, brown sugar o sciroppo di mais e che hanno una consistenza sostenuta, ma "chewy", gommosa e quel meraviglioso colore di caramello, avvolte generalmente in carta dorata.
Solo che l'origine del nome della "Butterscotch sauce" è incerto.
Molti sostengono che sia dovuto alla sua origine scozzese (da scotch) mentre pare sia più plausibile una derivazione legata all'utilizzo dell'ingrediente principale, il burro, che per la preparazione viene fatto "bruciare" (non letteralmente - diciamo dorare) quindi "scorched", che nell'uso comune è poi diventato "scotched".
Insomma, il fascino di certi nomi fa percorsi complicati e misteriosi e a noi resta solo sognare su queste storie.
In ogni caso, qui non si parla di caramelle (che sarebbe comunque bello provare a preparare e magari un giorno lo farò), ma di una salsa, così versatile e facile da preparare che io avevo già realizzato per questo blog ma di cui ero ignara del nome.
La ricetta della Butterscotch sauce che più semplicemente è una toffee sauce o mou sauce, la potete trovare con questa stupenda torta gelato , che vi consiglio di provare anche per le feste natalizie è che è di una facilità disarmante.
Per altro, la salsa si può usare su svariati dolci, caldi e freddi ma anche con biscotti, torte morbide o secche, insomma: si prepara prima, si tiene pronta per l'occasione e creerà insane dipendenze
Invece veniamo a questo pudding.
Il concetto è lo stesso.
Il riso viene cotto in questa salsa ricca e caramellosa ed alla fine trasformerà una semplice merenda da bambini, in un signor dolce da fine serata.
Unico consiglio: assaggiate la crema durante la cottura solo a vostro rischio e pericolo.
Ingredienti per 6 persone
75 g di burro
175 g di riso originario (a chicco piccolo)
140 di zucchero muscovado
500 g di panna
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
600 g di latte intero

  • Fai sciogliere il burro in una larga padella (adatta per la cottura di risotti) fino a che non comincia a sfrigolare quindi aggiungi il riso. Fai tostare il riso nel burro a fiamma dolce per c.ca 4 minuti, fino a che non comincia a diventare dorato quindi distribuisci 100 g di zucchero e cuoci per altri 2/3 minuti fino a che non comincia a sciogliere.
  • Versa la panna e mescola bene. Non ti preoccupare se ti sembra che lo zucchero granisca perché con il calore lentamente si scioglierà. Continua a mescolare fino a che non otterrai una spessa salsa dal color caramello, che gli anglosassoni chiamano "butterscotch", quindi aggiungi gradualmente 500 ml del latte e l'estratto di vaniglia. Lascia sobbollire il tutto per c.ca 50 minuti, mescolando spesso. Se verso la fine del tempo di cottura il liquido è troppo spesso ed il riso non è ancora cotto, aggiungi gli ultimi 100 ml di latte e continua a cuocere. La consistenza alla fine dovrà essere quella di un risotto molto cremoso. 
  • Quando il pudding è cotto, versalo in una piccola pirofila da servizio o in 6 monoporzioni di ceramica e cospargi la superficie con lo zucchero rimanente. Passa la pirofila sotto il grill o usa una torcia da pasticceria e flamba fino a che lo zucchero non si scioglierà dando un effetto bruciato. Fai in modo che lo zucchero formi uno strato croccante e servi caldo o a temperatura ambiente direttamente dalla pirofila. 

giovedì 31 maggio 2018

Bakewell tart pralinata fragole e lamponi: gli alieni nel telefono.

Loving the Alien - David Bowie
Ci siamo.
Pochi giorni e la scuola sarà finita. Di nuovo. Finalmente.
Chi non è genitore di figlio adolescente non può capire.
Specialmente chi non è padre o madre di figlio adolescente restio alla prova da sforzo per studio, non potrà capire che cosa passa un genitore mediamente responsabile.
Si, perché se veramente tieni a tuo figlio, le fai nere pur di dargli una mano a superare certi scogli, anche quando quegli scogli se li è creati da solo nelle lunghe ore di ozio lobotomico su un display di cellulare.
Purtroppo io rientro in quella fascia di fortunati genitori che si ritrovano una dinoccolata zombie in giro per casa governata da un attrezzo attaccato al palmo della sua mano.
Non racconto nulla di nuovo, lo so, lo so amici che ci state passando anche voi.
E che non trovate soluzione. Siete disperati.
Ho ritrovato mia figlia in due momenti che chiamerei "di epifania".
Il primo, quando le si è rotto il telefono e non le è arrivato prima di una settimana.
In quei giorni di attesa, ho rivisto il suo sguardo vigile, attento, vivace; ho sentito la sua voce senza interruzione partecipare attivamente a tutte le conversazioni, fare domande, lanciarsi in battute folgoranti.
Ho ritrovato il suo sorriso, la sua noiosa insistenza nel farmi notare le mie mancanze.
Insomma, era lei, la vera lei, esorcizzata al 100%.
La secondo volta, l'estate scorsa in vacanza. Le è caduto il telefono in mare. Disperazione e giubilo!
Immediatamente i fili che la tenevano prigioniera si sono spezzati. Gli esseri alieni che la dominavano, l'hanno abbandonata e per quasi 10 giorni, l'abbiamo avuta con noi.
Nuovamente vivace, allegra, spiritosa, partecipativa.
Non esiste soluzione a questa addiction se non far sparire l'elemento chiave, ma l'azione estrema quasi mai funziona.
Conseguenza vuole che questo ultimo mese di scuola si sia rivelato una corsa al recupero disperato di materie a limite della sufficienza, ritrovandoci, suo padre ed io, nuovamente a studiare con il panico da interrogazione (nostro, non suo evidentemente).
Provate voi cosa significa dover ancora fronteggiare Lutero, Calvino, controriforme, illuminismo francese, Shakespeare and co, le leggi di Mendel e il bizantino ravennate.
Neanche ai miei tempi mi si torceva così lo stomaco dalla tensione.
Non voglio pensare al suo esame di maturità.
Consigli per l'adozione di un menefreghismo coatto nei confronti della creatura?
Se ci riuscite o ci siete riusciti, per favore, ditemi come! 
Lo confesso: ho una piccola grande passione per la frangipane.
Adoro il contrasto di consistenze che si crea tra un guscio croccante di frolla ed il suo ripieno morbido, spugnoso, dall'intenso aroma mandorlato.
Ne adoro la decadente dolcezza sposata all'acidità della frutta fresca, in particolare alle albicocche ed i frutti rossi.
Naturalmente non l'ho scoperta qui, ma durante i miei primi viaggi in Francia, e da allora la passione è decisamente aumentata.
In questo blog ci sono svariate proposte che potrete cercare per capire di cosa sto parlando.
Oggi, ho voluto celebrare un classico dolce britannico tratto dal libro Jamie's Great Britain, dell'imprescindibile Jamie Oliver, con una mia piccola divagazione che nulla toglie alla bontà della Bakewell, tradizionalmente preparata con sola composta di lamponi e frangipane classica (sole mandorle).
La presenza di nocciole e noci, regala un carattere "pralinato" assolutamente irresistibile

Ingredienti per una torta 24/26 cm di diametro

Per il guscio
250 g di farina 00 + extra per spolverare
50 g di zucchero a velo setacciato
125 g di burro freddo tagliato a dadini
la scorza di un un limone non tratato
1 uovo grande da allevamento a terra sbattuto
1 goccio di latte

Per la composta di fragole e lamponi
150 g di lamponi + una manciata per decorare
250 g di fragole
50 g di zucchero a velo
il succo di 1 limone

Per la frangipane pralinata
100 g di nocciole tostate
100 g di noci sgusciate e tostate
250 g di burro a temperatura ambiente
150 g di zucchero di canna
1 limone non trattato
1 arancia non trattata
3 uova grandi a temperatura ambiente da allevamento a terra
60 g di farina 00

  • Setaccia la farina e metà dello zucchero a velo in un'ampia ciotola. Aggiungi il burro e sabbia con la punta delle dita fino ad ottenere un composto bricioloso. Aggiungi la scorza del limone, l'uovo sbattuto e il goccio di latte quindi impasta velocemente in fino a che l'impasto non starà insieme e forma una palla che schiaccerai un po' e coprirai con la pellicola.
  • Fai riposare l'impasto in frigo per 30 minuti.
  • Una volta pronta, stendila su una superficie infarinata ad uno spessore di 5 mm e fodera una tortiera per crostata con fondo amovibile, precedentemente imburrata e con la base coperta da carta da forno. 
  • Buca il fondo con i rebbi di una forchetta, quindi coprilo con un foglio di alluminio su cui verserai dei ceci su tutta la superficie. Metti in frigo per altri 30 minuti. 
  • Scalda il forno a 180° e cuoci il guscio per 12 minuti. Passato questo tempo, togli l'alluminio ed i ceci e rimetti in forno per altri 5 minuti. Passato questo tempo, togli la torta e lasciala raffreddare mentre prepari il ripieno.
  • Pulisci le fragole lavandole con cura e privandole del picciolo, quindi riducendole a metà. Sciacqua delicatamente i lamponi. Metti la frutta in una casseruola dal fondo spesso, aggiungi il limone e lo zucchero e fai cuocere a fiamma dolce fino a che la frutta non tenderà a disfarsi ed a creare una confettura morbida e sugosa. Versala in una ciotola e lascia intiepidire. 
  • Adesso prepara la frangipane: frulla le nocciole e le noci in un mixer con funzione pulse, in modo da ottenere una farina sottile. Aggiungi la farina 00 alla farina di noci e miscela bene. 
  • Metti il burro e lo zucchero nella ciotola della planetaria e monta fino a che non sia bianco, gonfio e spumoso. Aggiungi la scorza grattugiata degli agrumi ed un uovo alla volta, aggiungendo il successivo solo quando il precedente non sarà ben incorporato. 
  • Adesso aggiungi il mix di farina e noci e continua ad impastare per incorporare bene. Metti da parte. 
  • Distribuisci la composta di fragole e lampone sulla base della torta.
  • Metti la frangipane in un sac a poche e taglialo in punta formando una bocca da 1,5 cm. Con delicatezza, stendi a spirale la frangipane sulla composta fino a coprire l'intera farcitura quindi distribuisci i lamponi rimasti nella crema come preferisci. 
  • Cuoci nel forno sempre a 180° per almeno 45/50 minuti, fino a quando la frangipane non sarà bella gonfia, stabile e dorata.  Una volta pronta, lasciala raffreddare nello stampo per una ventina di minuti quindi sformala con delicatezza e falla raffreddare completamente su una griglia. 
  • A me è avanzata della frangipane che ho congelato per la prossima preparazione. La torta si conserva per 3/4 giorni e migliora nel tempo. 

giovedì 8 marzo 2018

Scones con uvetta facilissimi.

Woman - John Lennon
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi
i giorni si trasformano in anni. 

Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite...
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però, non trattenerti mai! 

(M. Teresa di Calcutta).
Non c'è bisogno di altre parole per ricordarsi che si è una donna ogni giorno.
Anche se nella lettura di questo indimenticabile scritto, c'è l'invito a diventare un essere umano migliore, uomo o donna che sia.
A rispettare, accudire e spingere tutto il proprio potenziale verso un migliore se stesso: quell'individuo in grado poi, di migliorare tutto ciò che lo circonda.
Il mio pensiero va a tutte quelle donne che ogni giorno si impegnano per raggiungere questo obbiettivo ed agli uomini che non le impediscono di farlo ma tifano per loro. 

Ancora una ricetta da Mag about food di gennaio per la rubrica Passiamole in rivista.
Gli scones britannici, che sono un incrocio tra piccoli panini, biscotti morbidi, focaccine...non saprei definirli, tranne che sono una gran figata perché si fanno in un attimo e sono fantastici serviti all'ora del te, con confetture ed ottimo burro. 
Qui di seguito la ricetta tratta da Food to Love di Gennaio 2018.

Ingredienti per 16 pezzi
375 g di farina autolievitante
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 cucchiaino di sale
30 g di burro
80 g di uvetta sultanina
2 cucchiaini di scorza di limone grattugiata
180 ml di latte
125 ml di acqua (c.ca)
Preriscaldate il forno a 240°/220° ventilato. Imburrate una tortiera quadrata da 19 cm di lato
  • Metti la farina, zucchero e sale in una ciotola. Con la punta delle dita strofina il burro con la farina. Aggiungi l'uvetta e la scorza di limone e mescola.
  • Fai una fontana al centro della farina, aggiungi il latte e quasi tutta l’acqua. Con un coltello incorpora lentamente la farina nei liquidi per ottenere un composto soffice ed appiccicoso. Aggiungi l’acqua solo se necessario a migliorare la consistenza
  • Impasta velocemente la pasta su una superficie infarinata. Pressa con delicatezza l’impasto ad uno spessore uniforme di 2 cm. Immergi un tagliapasta rotondo di 4,5 cm di diametro nella farina e taglia quanti più pezzi riesci dall’impasto.
  • Sistema gli scones fianco a fianco, uno a contatto dell’altro, dentro la tortiera. Con delicatezza reimpasta i ritagli continua a coppare la pasta. Sistema gli ultimi scones nella teglia e spennellali con un po’ di latte.
  • Cuoci per c.ca 15 minuti facendo attenzione perché la temperatura è molto alta e potresti avere bisogno di minor tempo. 
  • Da servire ancora tiepidi con burro, marmellata oppure lemon curd o clotted cream (chi ha la fortuna di trovarla). 



lunedì 26 febbraio 2018

Madeira cake per Starbooks

January Rain - David Gray
Stamattina un dolcino facile facile, ma che richiede un po' di attenzione per ottenere un risultato perfetto.
La torta ideale per accompagnare dell'ottimo te, o come dicono gli inglesi, un bicchierino di Madeira.
Se volete saperne di più, naturalmente andate a leggere su Starbooks 
Buona giornata!

martedì 20 febbraio 2018

Kedgeree per lo Starbooks di Febbraio

Waiting in vain - Annie Lennox
Oggi la prima ricetta che presento per Salt is essential, lo Starbooks del mese di Febbraio.
Un libro che ricerca il sapore autentico della cucina, l'utilizzo equilibrato degli ingredienti e l'onesto uso degli stessi. Il Sale del titolo non è il tema del libro, ma è un modo di dire che il pizzico di sale nei piatti non va dimenticato, così come quella certa spezia o lo zucchero se necessario.
Insomma, ogni ingrediente ha il suo ruolo e spesso questo viene stravolto.
Per voi ho provato una ricetta britannica di origine indiana, il Kedgeree.
Come sempre potete saperne di più andando a leggere il post su Starbooks. 
Ed un sano pizzico di sale a tutti!

martedì 9 gennaio 2018

Shortbread con semola al profumo di arancia

Space Oddity - David Bowie
Nonostante tutte le buone intenzioni che l'inizio di un nuovo anno porta con sé, questo spazio non ha ancora deciso di mettere la testa a posto.
Il problema è che io con il cibo, vado a sentimento.
Ci sono tantissime preparazioni che vorrei provare ed ultimamente, sarà forse per l'influenza che la serie Downton Abbey sta avendo su di me (lo so, l'ho scoperta in ritardo ed in ritardo me la guardo), vivo una strana fascinazione per la cucina anglosassone.
Non che qui manchino ricette "very British", tutt'altro.
Per gli shortbread ho sempre avuto un folle amore.
Quando facevo il liceo, gli ultimi due anni in particolare, se non portavo la colazione da casa, mi fermavo ad una botteghina lungo il percorso dalla fermata del bus alla scuola, e compravo una scatola di Shorbread fingers della Walkers - si, quelle scatoline con il tartan rosso sullo sfondo - e durante la ricreazione (ma più facilmente di nascosto durante la lezione), sterminavo tutti i biscotti.
Adoravo, e tutt'ora ne vado pazza, quella consistenza compatta ma fondente e friabile dall'intenso aroma di buon burro, quelle piccole parentesi salate che emergevano dall'insieme mai troppo dolce.
Tutt'ora mi capita di comprarli, ma raramente.
Ne mangio uno, con lentezza ed assaporo quel ricordo di piacere quasi segreto di quando li consumavo sotto il banco.
Desideravo preparare gli shorbread da tempo immemore e sono partita dalla ricetta di uno dei miei libri del cuore: Delia's Cake di Delia Smith.
Credo di aver postato quasi tutte le ricette del libro su questo blog: mai una sola delusione.
Se avete voglia di giocare alle "Signore inglesi durante l'ora del te", questo è il dolce che dovete preparare.
La presenza di semola rimacinata, contribuisce a dare una speciale consistenza a questi biscotti, aumentandone in maniera esponenziale la "sabbiosità". Scusate l'invenzione, ma non saprei come altro definire quella friabilità quasi polverosa che si ha una volta che si morde uno di questi biscotti.
La mia unica concessione, è stato aggiungere la scorza di una arancia non trattata per avere questo delicato aroma di agrume che tanto amo.
Sono facili, veloci e deliziosi.
Lavorate gli ingredienti velocemente e fateli raffreddare completamente prima di riporli (ma non dureranno a lungo).

Ingredienti
175 g di farina 00
75 g zucchero semolato + extra per spolverare
175 g di burro a temperatura ambiente (di ottima qualità)
75 g di semola rimacinata
la scorza di una arancia non trattata

  • Metti tutti gli ingredienti in una ciotola e strofinali con la punta delle dita fino a che non  otterrai delle briciole non troppo grosse e l'impasto comincerà a stare insieme. Impasta velocemente per ottenere una palla quindi
  • Imburra e fodera con carta da forno uno stampo a cerniera da 20 cm di diametro. Trasferiscivi l'impasto e pressando con delicatezza, distribuiscilo su tutta la superficie. Con il retro di un cucchiaio (o anche con un pestacarne), livella l'impasto schiacciando senza troppa forza.
  • Con una forchetta buca tutta la superficie (puoi anche realizzare delle sequenze ordinate di buchi) e finisci premendo i bordi per creare un disegno decorativo.
  • Cuoci gli shortbread al centro del forno a 150° C da 1h ad 1h ed un quarto (controlla via via il tuo forno). La superficie dovrà essere dorata pallida.
  • Togli lo stampo dal forno e lascia raffreddare 10 minuti prima di tagliare lo shortbread in 12 spicchi.
  • Togli tutto con attenzione (sono friabilissimi) dallo stampo e lascia raffreddare completamente su una griglia. 
  • Conservali in una scatola di latta (durano fragranti a lungo e migliorano nel tempo). 



mercoledì 20 dicembre 2017

Fruit cake tradizionale di Martha Stewart e il Natale alle porte.

We need a little Christmas - Angela Lansbury
Nonostante stia cucinando come se non ci fosse un domani, il blog langue.
Onestamente ho poca voglia di mettermi a fotografare quando non c'è la luce necessaria, e mi pesa ogni volta dover mettere e togliere per preparare set, postazioni ecc, ecc.
La mia casa è stata pensata per una famiglia di folletti invece che per tre spilungoni voluminosi e casinisti e sotto le feste, lo spazio diventa ancora più ristretto.
Inoltre, mantenere questo piccolo spazio richiede impegno, programmazione, il momento giusto per scrivere, la testa giusta per farlo bene e mi pare, con tutta onestà, di non possedere adesso né l'uno né l'alta.
Così ho lasciato un po' perdere, in attesa di tempi migliori.
Il Natale arriva, e lo fa alla velocità di una locomotiva senza controllo.
Quest'anno è tutto molto diverso.
Celebrare serenamente una festa che è il simbolo della coesione familiare, dello stare insieme in letizia, senza la presenza di mio padre, mi pare qualcosa di innaturale, inaccettabile.
Come nei videogiochi, hai superato lo schema e devi cominciare un nuovo livello senza conoscere le difficoltà che ti sbatteranno fuori alla prima occasione.
Mah, staremo a vedere. Sono talmente terrorizzata dal vedere persone tristi e malinconiche intorno a me che finirò per inventarmi qualcosa.
Adesso devo concentrarmi sulla cena degli auguri che sto preparando per i colleghi di agenzia.
Stasera tutti a casa mia, era tanto che l'avevo promesso.
E' quasi tutto pronto ma non sto a raccontarvi il menù altrimenti mi prendete per pazza.
Vi lascio la ricetta della Fruit Cake di Natale dell'inossidabile Martha Stewart, dal libro Cakes.
Contrariamente alla tradizionale torta inglese che va "nutrita" con liquore fino al giorno in cui viene servita, questa è già pronta.
Ricca, umida, speziata, lievemente alcolica.
Uno dei dolci del mio cuore (ultimamente mi sento molto British, tutta colpa di Downton Abbey, che sto macinando in streaming nel mio poco tempo libero).
Come nelle fiabe di Natale, i dolci in casa Andante, li stanno preparando strani personaggi che arrivano direttamente dalla casa di Babbo Natale.
Ho beccato un topino bianco indaffarato che finiva di decorare il dolce e controllava che ogni candito fosse al posto giusto.
Nessuna intenzione di mangiarselo. A quello ci penso io!

Fruit cake di Martha Stewart
Ingredienti per 2 stampi da cake da 11 x 25 cm.

150 g di uva sultanina
150 g di fichi secchi possibilmente bianchi, ridotti a pezzetti non troppo grandi
150 g di albicocche disidratate, tagliate a dadini
150 g di pere disidratate (io ho usato un mix di macedonia in cui ci sono anche le pere), tagliati a pezzetti
50 g di zenzero candito a dadini
50 g di arancia candita a dadini
180 ml di Cointreau o Grand Marnier
225 g di burro fuso
360 g di farina 00
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di chiodi di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di sale
200 g di zucchero semolato
100 di brown sugar
4 uova grandi
2 cucchiai di melassa
1 cucchiaio di estratto naturale di vaniglia
100 g di noci tostate e ridotte a pezzetti
Confettura di Albicocche (facoltativo)
  • In una ampia ciotola metti tutta la frutta disidratata, i canditi, ed il liquore e fai ammollare per almeno 3 ore o tutta la notte, a temperatura ambiente. Copri  la ciotola con la pellicola.
  • Preriscalda il forno a 170°. Imburra gli stampi e foderali con carta da forno. In una ciotola mescola la farina, le spezie, la polvere lievitante ed il sale. 
  • Miscela gli zuccheri quindi mettili nella ciotola della planetaria insieme al burro fuso e tiepido, quindi monta pr almeno 2 minuti, fino ad ottenere un composto cremoso e chiaro . A questo punto aggiungi le uova, una alla volta, senza incorporare la prossima se la prima non è ben incorporata. Quando le uova saranno ben incorporate, aggiungi la melassa, la vaniglia e le noci tostate. Gradatamente aggiungi adesso la farina e mescola fino ad ottenere un composto morbido. Aggiungi il composto di frutta (che avrà assorbito il liquore), e le noci e con una spatola mischia in modo da incorporare il tutto molto bene. 
  • Dividi l'impasto fra i due stampi quindi metti in forno e fai cuocere per c.ca 1h30. Consiglio di controllare la cottura intorno ad 1h10 facendo la prova stecchino, e proseguire se lo stecchino esce sporco di impasto ed molto umido. 
  • Una volta pronti, fai raffreddare 15 minuti nello stampo su una griglia quindi sollevandoli con la carta da forno, toglili dallo stampo. 
  • Ancora tiepidi, potrai spennellare la superficie con della confettura di albicocca fatta scaldare con poca acqua. A questo punto fai raffreddare il tutto e conserva avvolto nella pellicola. 



venerdì 3 maggio 2013

Lemon Friands....crisi di astinenza da viaggio.

Si viaggiare - Lucio Battisti

Sono arrivata in quel periodo dell'anno in cui mi comincia la depressione da mancanza di aeroporto
In inverno si addormenta praticamente tutto. 
Mi piace stare in casa, mi piace cialtronare in giro tra cucina, divano, televisione. La mancanza di luce fa il resto, rallenta il mio bioritmo e mi sta bene così.
Però adesso alle 8 di sera è ancora giorno. 
Appena spunta un barlume di sole, il paesaggio si trasforma e la sua bellezza ti stranisce. Tutto quello che voglio in questo momento è stare fuori casa. 
Magari armata di trolley, passaporto e biglietto aereo fra i denti per qualche destinazione sconosciuta (al momento sono in fissa per l'Oriente o Medio Oriente - Yotam accidentantiattè). 
Io amo visceralmente gli aeroporti. 
Sono degli universi brulicanti di vite che vanno chissà dove. 
Mi piace tutto degli aeroporti, anche le file che devo fare al gate, le procedure di sicurezza, e se devo dirla tutta, anche le attese che mi consentono di imparare a memoria tutti i prodotti dei duty free. Immagino di essere una viaggiatrice seriale che passa la vita tra gate e fingers, a mangiare noccioline nelle lounge business e che chiama per nome i piloti delle compagnie. 
Mi piace l'odore, il suono delle chiamate dei voli, le voci scocciate delle hostess che cercano i ritardatari con l'altoparlante. 
Ma più di tutto mi piace osservare la gente, immaginare la ragione per cui la vita li ha portati là dentro, indovinare da dove vengono e perché vanno. Per un singolo momento, un istante piccolissimo, migliaia di persone condividono lo stesso destino nello stesso luogo allo stesso momento. Mi fa un po' impressione. 
Invece devo ringraziare il cielo per brevi week end sulla terra ferma, diciamo dietro l'angolo và, e non lamentiamoci troppo.
Per il momento non ci sono viaggi o prospettive di avventure fuori confine. 
Mi dovrò accontentare di vedere partire persone (spero che siano tante) da dietro la mia scrivania e cominciare a fantasticare sul prossimo grande viaggio che potrò concedermi, chissà quando e chissà dove.
Però, non so voi, ma il solo programmare mentalmente il mio prossimo viaggio, la mia prossima partenza, mi fa sembrare tutto il resto più leggero, più facile
La verità vera è che trovo strano quando qualcuno mi confessa di non amare viaggiare. Lo trovo innaturale. O forse sono solo io che che sono fissata. 
Ho sempre creduto che una delle prerogative dell'uomo fosse proprio il desiderio profondo della scoperta di altre terre, di altre culture. 
Se ci pensiamo bene, ci sono dei popoli che vivono così, spostandosi, e non solo perché ne hanno bisogno per sopravvivere, ma perché ce l'hanno dentro. 
In ogni caso ho la certezza che chi non ama viaggiare ha qualche disfunzione, qualche trauma subito da piccolo...un po' come quelli che non amano il cioccolato. 
Mi insospettiscono.
Basta, lo so che mi odiate ma non ce la faccio. 
Dovrei postare insalate, bicchieri d'acqua, soffi d'aria, invece mi ostino a preparare dolci. 
Si, sono a dieta, cominciata e interrotta millanta volte a causa di ponti, pic nic e maledette cene con amici. Però la volontà c'è e diciamo che comunque sono a dieta nonostante i Friands.
Che saranno mai questi friands? 
Me ne sono innamorata leggendo la ricetta su una rivista inglese. Non hanno niente a che fare con i muffin o cupcakes anche se si possono usare gli stampini ad hoc. 
Questo dolci inglese da te sono favolosi e creano una forte dipendenza se amate le mandorle, se per voi la frangipane è un colpo al cuore e se avete un anima retrò, e soprattutto se avete una buona quantità di albumi da smaltire. Infatti in questo dolce non si usano tuorli.
Scegliete un te molto aromatico e intenso. Deve essere un te di personalità, magari un Hassam bello strong perché all'assaggio questi dolcetti mi ricordano delle pastarelle turche piene di mandorle e miele e la dolcezza a volte, va contenuta con la forza. 
Ingredienti per 12 lemon friands
190 gr di burro non salato
60 gr di farina 00
200 gr di zucchero a velo + extra per rifinire
125 gr di farina di mandorle
l’albume di 5 uova medie
zeste di limone finemente grattugiate
un cucchiaino di essenza naturale di vaniglia
Preriscadate il forno a 180 °.
Sciogliete il burro in un padellino a fiamma bassissima senza farlo bollire. 
Ungete  12 stampini da muffin o da tortine e spolverateli di farina eliminandone gli eccessi.
Setacciate la farina e lo zucchero a velo in una larga ciotola quindi aggiungetevi e mescolate la farina di mandorle.
Sbattete con una frusta gli albumi in modo da montarli leggermente. Non devono essere a neve ma solo sbattuti.
Aggiungeteli agli ingredienti secchi con il burro sciolto, le zeste di limone, la vaniglia, e mescolate fino a che il composto è ben combinato formando una pastella non troppo solida.
Riempite ogni stampino per 2/3 quindi fate cuocere per 25/35 minuti fino a doratura, e fate comunque la prova stecchino per sentire se il centro è completamente asciutto.
Lasciate raffreddare per 5 minuti negli stampini quindi rovesciateli su una gratella e sformateli. Fate raffreddare completamente e spolverateli generosamente con zucchero a velo.
Sono buoni subito meravigliosi i giorni successivi. Vi consiglio di aspettare. Conservare in contenitori ermetici per 3-4 giorni.

mercoledì 30 gennaio 2013

Chocolate Crumpets per l'ultimo appuntamento con Downton Abbey Unofficial Cookbook

Me and Mrs Jones - Sarah Jane Morris
Gennaio è volato. 
Letteralmente. E con lui se n'è andato questo ennesimo Starbooks. 
Non so se è stata colpa dei "pici" o semplicemente del fatto che più tempo passa nella mia vita e più velocità aumenta. 
In ogni caso dal mio compleanno ad oggi non mi sono neanche resa conto che un mese è sparito nel nulla. 
Chiudiamo quindi, ma non per sempre (perché sicuramente continueremo ad attingere dalle sue pagine a piene mani), lo splendido Donwton Abbey Unofficial Cookbook e ci prepariamo ad una nuova avventura che partirà il secondo mercoledì di febbraio. 
Non vi sveliamo niente, ma garantiamo che il prossimo sarà un libro davvero indimenticabile. 
L'ultima ricetta che ho scelto, per impossibilità di lavorare su qualcosa di impegnativo, è estremamente semplice e deliziosa. 
Perfetta per una ricca colazione inglese o per un high tea in pieno stile Edoardiano. 
Parlo dei Crumpets al cioccolato. 
Ho avuto la fortuna di assaggiare gli scones, i pancakes, gli English muffins, ma i Crumpets purtroppo mai. Questa lacuna mi ha spinta a testare una delle due ricette presenti sul libro. 
I Crumpets sono delle tradizionali focaccine di pastella lievitata che nella modalità di cottura e nel risultato finale assomigliano molto ai pancakes ma vengono cotti con il supporto di anelli di acciaio (o coppapasta) per definirne la forma. 
I più classici sono molto semplici, spesso aromatizzati con vaniglia o limone, non troppo dolci e molto versatili ad essere farciti sia con elementi sia dolci che salati. 
Io ho optato per una ricetta con variante al cioccolato, perché mi sembrava inusuale e sicuramente golosa come la sottoscritta. 
Prima di lasciarvi alla ricetta ed alle considerazioni personali, vi ricordo come sempre le altre interessanti proposte testate dalle mie amiche Starbookers, che hanno chiuso davvero in bellezza:
Decadent Chocolate Almond Cake with sour cream Icing a casa di Menu Turistico
Sweet cream scones a casa di Le Chat Egoiste
Cream of Asparagus Soup a casa di Arricciaspiccia
Mrs Patmore's Rosemary Oat Crackers a casa di Arabafelice
Mrs Patmore's No Knead Sally Lunn Bread with warm honey butter a casa di La Apple pie di Mary Pie
Pie di pollo porri e formaggio per il St David's day a casa di Ale only Kitchen
Baked cod with parmesan Bread Crumbs a casa di Vissi d'Arte e di cucina

Ed ecco i miei Anna Bates's Chocolate Crumpets:
Ingredienti per c.ca 10/12 crumpets
120 gr di farina 00
2 cucchiai di cacao amaro
2 cucchiai di zucchero semolato
2 cucchiai di brown sugar
2 cucchiaini di lievito per dolci
1 cucchiaino di sale
195 ml di latte intero
mezzo cucchiaio di olio di semi
1 uovo grande
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
1 cucchiaio e mezzo di gocce di cioccolata
In una ciotola mischia farina, cacao, i due zuccheri, il lievito e il sale.
In un'altra ciotola mischia uovo, latte, olio e vaniglia.
Unisci i due composti e mescolali non troppo. Per ultimo unisci le gocce di cioccolato.
Fai raffreddare il tutto per 30 min in frigo.
Porre una piastra antiaderente sul fornello (fuoco medio) e ungila leggermente.
Appoggia dei coppapasta rotondi imburrati di c.ca 7.50 cm di diametro sulla piastra e versaci cucchiaiate del composto (senza riempirli fino in cima, meglio se resti a metà), e quando la superficie fa le bolle (ci vorranno c.ca 5/7 minuti) girali e cuocerli dall'altro lato. Cuocili per altri 3 minuti c.ca.


NOTE PERSONALI:

  • Mi sono venuti bruttocci. Ho dovuto calibrare la temperatura della piastra perché all'inizio l'ho messa a fuoco medio ma per attendere che si formassero le bolle in superficie, mi si è bruciata la base. Così ho abbassato la temperatura ed ho avuto pazienza. I successivi sono venuti senza problemi. 
  • E' importante non riempire completamente gli anelli di composto, anzi, restare a metà dell'altezza dell'anello, direi uno spessore di 1cm e mezzo massimo, affinché i Crumpets si cuociano bene nei tempi giusti e senza difficoltà
  • Imburrate i cerchi e non abbiate fretta di toglierli. Aspettate che le bolle si trasformino in buchini.
  • Nonostante la presenza di zucchero, non sono assolutamente dolci. Quindi si accompagnano bene a panna zuccherata, fragole fresche o piccoli frutti, banane a fettine, crema di cioccolata o nocciole (l'autrice parla di Nutella ma non mi risulta che ci fosse la Nutella in quel periodo :)
  • Naturalmente, nonostante le fragole siano così belle, non sapevano di nulla, ma non ho resistito a prenderne un cestino per la fotografia!