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Visualizzazione dei post con l'etichetta Marco Bellocchio

Rapito

  Da ateo, non mi sorprende che Marco Bellocchio abbia diretto un film su un bambino ebreo, che i cristiani hanno voluto rapirlo per fargli cambiare religione, volendolo fare a tutti i costi cristiano. Questa è la storia di Edgardo Mortara, un bambino ebreo sottratto ai genitori per farne un perfetto cattolico, e lo diventa. Il Piccolo cresce in mezzo ai cattolici, nonostante le ripetute suppliche dei genitori che chiedono invano di riavere il piccolo con loro in casa. Quelle suppliche vanno perse, perché il papa non vuole assolutamente lasciarlo alla famiglia di origine. Vuole farlo cristiano a tutti i costi, e lo diventerà, malgrado le suppliche, malgrado ogni volta che il padre si metta in ginocchio, no, non ci sarà nulla da fare. Il ragazzo diventerà prete, si convertirà, anche per colpa di una servetta, a cui hanno detto che se non si battezzava poteva andare all'inferno. Questa è una storia antisemita, che aveva attratto anche Steven Spielberg , ma a realizzarla è stato Marco...

Buon Giorno Notte

  I film che ho visto ieri, praticamente li sto recensendo tutti oggi, bello così, almeno facciamo qualcosa di buono e parliamo di cinema, che è una delle cose più belle che esistano a questo mondo. Ieri sera, ho deciso di vederlo mentre sfogliavo l'album di cb01, l'ho beccato e non me lo sono lasciato scappare, nei prossimi giorni ci saranno ulteriori sorprese e film, che non vi anticipo, anche perché ne voglio vedere tantissimi. Primo film diretto da Bellocchio riguardante il sequestro Moro , una delle pagine più drammatiche e sporche della storia della nostra repubblica, che potrebbe trattarsi di un primo capitolo, dato che poi il regista ha ripreso il discorso nella provocatoria miniserie tv da lui diretta che narrava l'esterno, ovvero ciò che succedeva al di fuori di quelle quattro mura dove era stato rapito lo statista italiano. Questa prima parte si presenta come il racconto di una sequestratrice che si avvicina al suo ostaggio, in modo da credergli e di cercare di s...

#LaPromessa2024 - La Balia

Ancora un altro film per # LaPromessa2024, e stavolta si tratta di uno dei più grandi registi italiani viventi, con un titolo complesso quanto delicato: La Balia  che segna l'esordio come attrice di Maya Sansa, nel ruolo di Annetta la balia del titolo, che prende servizio presso la casa di uno psichiatra, la cui moglie non si trova a suo agio nel ruolo di madre, in quanto il figlio si rifiuta di prendere il latte dal suo seno. E' un film dal ritmo lento, letargico che senza subbio può non piacere a tutti, io vi avviso fin dall'inizio, eppure con una storia così difficile riesce a entrarti dentro sin dalle prime scene, ed è nei propri istanti del film che il destino si compie, il medico riesce a incrociare lo sguardo della balia proprio nel momento in cui sua moglie è incinta. Eppure questa è la storia di due donne, una fredda e priva di sentimenti - la moglie del dottore, e l'altra calda e piena di cuore, anche se analfabeta, riesce a creare un rapporto intimo e fisico ...

#SummerFestival 2023 - Marx Può Aspettare

  Un documentario che è la conferma di ciò che in molti dicono sempre: Le famiglie non te le puoi scegliere, hai quella che Dio ti ha dato e te la devi tenere, giusta o sbagliata che sia, buona o cattiva che sia, devi stare zitto e accettare, devi stare zitto e mandare giù la pillola anche se è amara, anche se non fanno altro che giudicare, anche se non fanno altro che criticare, come se tu avessi commesso il peggiore dei delitti. Le famiglie sono così, invece di venirti incontro ti puntano il dito contro condannandoti per qualsiasi cosa, e io ne so qualcosa. E menomale che in famiglia si ha lo stesso sangue, cosa succederebbe se questo non ci fosse? Ora, Marco Bellocchio sto cominciando ad apprezzarlo molto come regista, e diversi suoi lavori mi hanno confermato questo, però scindiamo l'uomo dall'artista, perché se questa scissione non ci sarebbe allora dovremmo puntargli il dito noi e dire ma vai a quel paese... Marco Bellocchio aveva un gemello, un ragazzo di 29 anni che si ...

I Pugni in Tasca

  Un esordio sconvolgente sotto molti punti di vista, è curioso anche il fatto che al centro della storia c'è una famiglia, chiusa in una casa, una madre cieca e quattro fratelli che vivono tutti insieme, non è difficile intuire che i rapporti tra questi familiari sono malati. Giulia, che è interpretata da Paola Pitagora , ha un rapporto incestuoso con suo fratello Augusto , Leone, è un ragazzo ritardato, a fare da contraltare è la loro dimora, vera e propria entità, che diventa un personaggio specifico della storia, ovvero il luogo che li rende tutti prigionieri. L'unico che si ribella a questa situazione è Alessandro , che vorrebbe esprimersi nel pieno delle sue possibilità, ma la cosa è impossibile. A volte non si può uscire dalla realtà che ci circonda, allora bisogna fare qualcosa perché questa realtà cambi. Sin da subito Alessandro, ha un rapporto burrascoso con Giulia , ma è anche il personaggio che meglio rappresenta la voglia di ribellione alla realtà, all'ipocrisi...

Amore e Rabbia

  E finalmente chiudo la filmografia di Pier Paolo Pasolini  ci sono voluti diversi anni ma alla fine ce l'ho fatta, comunque altro film collettivo, diretto da Carlo Lizzani, Bernardo Bertolucci, Pier Paolo Pasolini, Jean Luc Godard, e  Marco Bellocchio, ispirato alle parabole del vangelo. Amore e rabbia è un film collettivo si, ma è anche un film polemico con l'italietta del boom, mi ha molto colpito l'episodio di Lizzani  e quello di Bertolucci , Pasolini  è poetico come sempre, e ci regala un episodio a metà strada tra il surreale e il fantastico, con protagonista il suo attore feticcio Ninetto Davoli . Bertolucci  ci dona un episodio che potremmo definire metaforico, un uomo con un piede nella fossa, e un gruppo di giovani che recitano una specie di sabba, ora una persona sarebbe capace di vedere molto su questo episodio. Carlo Lizzani  narra la violenza in città e l'indifferenza dei cittadini. Marco Bellocchio fa una parodia dei sessantottini che ...

Esterno Notte

 Ho visto le sei ore di questo film tv la scorsa settimana, e ho pensato bene di recensirlo. Penso che sia importante ricordare una delle pagine più sporche della repubblica italiana, il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro , un politico che voleva cambiare le cose in Italia, e come sempre è rimasto solo, addirittura si pensa che tutti quanti, coaudiuvati dagli americani, non hanno fatto nulla per salvargli la vita. Marco Bellocchio  torna a parlare del caso Moro  (devo recuperare ovviamente Buon giorno Notte di diversi anni fa) e lo fa questa volta, attraverso il punto di vista di chi ha vissuto quegli anni, dai politici, dai familiari etc...attraverso l'esterno, il mondo che andava avanti durante il suo rapimento. La parte che mi ha colpito, e che considero la migliore del film, è senza dubbio quella del punto di vista di Eleonora, moglie dello statista ucciso, che fa di tutto affinché liberino il marito. Ma a Giulio Andreotti  e i suoi compagni della DC non gliene...

il traditore

Con un po' di ritardo parlo anche io dell'ultimo film di Marco Bellocchio , anche se l'ho fatto su film tv, ma stavolta lo faccio nel mio spazio personale, come è andata? Stay tuned!!

Vincere

C'è una sola sequenza che è di per se una scena da capolavoro di questo film, la scena in cui Ida assiste ormai dentro al manicomio alla visione al cinema de il monello di Charlie Chaplin, quando il bambino viene allontanato dal vagabondo, tutti quanti sentono sulla propria pelle il dolore di quella madre abbandonata, a cui hanno crudelmente sottratto il figlio senza alcuna pietà, in quella scena Giovanna Mezzoggiorno che qui offre la migliore interpretazione della sua carriera, sapendo perfettamente che il ruolo poteva sfiorare la gigioneria, lei non perde mai di vista la forza di Ida Dalser, donna amata da Mussolini e poi abbandonata, rendendosi capace di immedesimarsi come solo gli attori davvero bravi sanno fare, una grande interpretazione come non se ne vedono da tanti anni in italia, che di per se avrebbe meritato qualche riconoscimento, altrettanto bravo Filippo Timi, e anche il regista (a proposito lo trovo molto interessante, vedrò di recuperare qualche altra sua opera in ...