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lunedì 10 giugno 2024

532.368 al Contrario

532.368. Tenete bene a mente questo numero: 532.368.
Poco più di mezzo milione di persone la pensa come Vannacci.
Poco più di mezzo milione di persone la pensa ufficialmente come Vannacci. 
Sono tanti? Sono pochi?
Sono tantissimi. Anche perché, per quanto mi riguarda, sarebbero tanti anche due, anche soltanto uno a pensarla come Vannacci. 
Ma questo è lo specchio di una parte dell'Italia. Uno specchio sporco, sempre più sporco, deformato, incrinato. Uno specchio che ci mostra il contrario di quello che dovremmo oggi, nel 2024, vedere. 
La cosa che mi fa ancor più ribrezzo, devo sottolinearlo, è il fatto che, ne sono sicuro, di quelle 532.368 persone (i brividi) non tutte ammetteranno di aver votato per il generale, di pensarla come lui. Perché, in fondo, buona parte di quei 532.368 elettori se ne vergogna essa stessa.
Perché, in fondo, è del tutto naturale vergognarsi di essere al contrario. Per davvero.

martedì 22 settembre 2020

Eh Sì

Un tempo su questo Blog parlavo più spesso di Politica. Mai avrei perso l'occasione, per esempio, di dire la mia sul Referendum appena concluso. Ne scrivo comunque adesso, molto brevemente, perché vedendo esultare così i fautori del, a loro vorrei rivolgere una semplice domanda: ma non vi è mai passato per la testa che, magari, riducendo Parlamentari e Senatori, a restare lì al loro posto saranno solo e soltanto i soliti noti? Vecchi volponi, corrotti, politici di professione. Insomma, un Parlamento sì concentrato, ma col peggio della Politica. Questa era la mia grande paura prima del Referendum, e questa è tuttora. 

sabato 25 gennaio 2020

Tra la Via Emilia e l'Odio

Sei la candidata alla Presidenza di una Regione di cui non conosci i confini, non conosci le zone, non riconosci città importanti dalle foto, non conosci gli orari degli ospedali (qui la Regione non c'entra nulla). Come se non bastasse vieni perennemente oscurata nella campagna elettorale dal capo del Partito Politico a cui appartieni, tanto che alcuni elettori del suddetto partito, visto il grado culturale in cui versa l'Italia oggi, potrebbero persino arrivare a pensare che votandoti andrà a governare proprio lui, o meglio andrà a fare il Presidente del Consiglio, o ancora meglio della Repubblica o del Mondo e dell'Universo insieme. E poi odio, citofonate a sorpresa, blitz in esercizi commerciali da squadrista; ovviamente non tuoi, ma del tuo capo, perché tu conti quel che lui vuole farti contare, e ai tuoi elettori non importa nulla perché per loro è tutto una vergogna, un foradaibal, un parlatecidibibbiano, un primaglitaliani o meglio, pardon, primagliemilianoromagnoli! E ancora odio, paura e odio e "Qualcuno pensi ai bambini!" di Simpsoniana memoria. E alla fine?
E alla fine, nonostante tutto, alla vigilia del voto ci ritroviamo con un testa a testa. Sì, un testa a testa tra la candidata appena descritta e il suo avversario, il Presidente uscente, dopo 5 anni di buon governo, che ha portato la Regione (che lui conosce) a restare lì tra il top delle Regioni. E al riguardo, come se non bastasse, lo slogan della sua avversaria è un imbarazzante "Liberiamo l'Emilia-Romagna". Da cosa?! Liberarla da cosa?!  Da tutti i primati di una Regione che, seppur non sia il paradiso, primeggia appunto in tanti, tantissimi settori?
Non pensavo di temere per le sorti politiche della Regione che 10 anni fa ho scelto di far diventare mia. Ma domani, a scanso di tutto ciò che si poteva pensare dell'evoluta società del 2020 decenni addietro, mi ritroverò a fare i conti con esseri umani che entreranno nella cabina elettorale con una clava in mano. E posso soltanto sperare che alla fine della conta, domani sera, le clave saranno state di numero inferiore alle matite. Anche una in meno. Di questi tempi, nell'evoluto 2020, ci si accontenta.