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giovedì 19 dicembre 2019

Il Problema della "I"

Com'è che si dice? "Da che pulpito vien la predica".
Ok, l'errore degli operai addetti alla segnaletica orizzontale è grave, gravissimo: scrivere BOLOGNIA, con l'aggiunta di quella "i" di troppo, forse vuol dire qualcosa di più di essere semplicemente ignoranti. Ma trovo altrettanto grave che un articolo di un giornale come "Il Resto del Carlino", che sottolinea appunto un errore come questo, contenga anch'esso un errore che ormai troppe volte ci ritroviamo a leggere: SI al posto di un . Signori giornalisti... vada per l'amico che ci scrive un messaggio su WhatsApp e che, per giustificarsi, se la prende col correttore automatico (e a volte è proprio così!), ma almeno voi dovreste conoscere bene la differenza tra un "si" e un "sì". L'accento è importante, come la virgola, il punto, l'apostrofo, la "h". Un accento mancante o di troppo a un "si" spesso cambia radicalmente il senso di una frase, e, se pescato in un articolo che mette in evidenza un errore ortografico, tra l'altro in maniera molto ironica (e ci starebbe) nei confronti dei poveri autori dell'errore... diventa un epico autogol.
"Dopo la riforma della Buona Scuola, il prossimo esecutivo potrebbe valutare una legge della Buona Segnaletica", scrive il giornalista nell'articolo. E dopo la riforma della Buona Segnaletica, aggiungerei io, l'esecutivo successivo potrebbe valutare una legge del Buon Giornalismo. 
, avete letto bene.
Di seguito il link dell'articolo, datato 4 ottobre 2017: chissà, forse prima o poi l'autore dell'articolo aggiungerà quella ì accentata, come un piccolo tratto di penna rossa sul quaderno di uno scolaro un po’ asino.

giovedì 11 settembre 2014

Tutta colpa del T9

«È colpa del T9...»
Quante volte avrò (e avrete) letto questa frase dopo l'ennesima scempiaggine linguistica fatta notare all'ennisimo assassino della lingua italiana? Praticamente se l'errore/orrore linguistico fosse un reato, il T9 avrebbe milioni di denunce e un solo, grande capo d'imputazione: La Social Figura di Merda.
Si racconta però che in alcune arringhe difensive, l'avvocato di turno per difendere il proprio assistito abbia tirato in ballo il T9 per delitti passionali, di mafia, appropriazioni indebite, evasioni fiscali e persino associazioni: dopo il famigerato 416 bis, infatti, si vocifera che nella riforma della Giustizia Renzi stia pensando di inserire il 416 T9, ovvero "Associazione di Tipo Tinnovistico".
Ora: capita a tutti di fare delle figure di merda in materia di Italiano. La nostra lingua è una Signora Lingua, e non è facile. Spesso mi capita di rileggere dieci volte una frase che ho scritto, e ciononostante ci scappa l'errore. Errore, appunto. Il T9 (a volte l'ho accusato a ragione anche io: sarebbe stato denunciato anche dal sottoscritto) può cambiarti una parola, e magari un accento in parole come "parlò" e "parlo". Sorvoliamo pure sulla "e" al posto della "è" e viceversa (anche se la frase, prima del magico tasto "Invio", potrebbe essere riletta, eh...), ma non si può sorvolare quando si tratta di frasi del tipo "Ha Giorgetto non e bastato ubriacarsi a anche fumato daccordo che era festa ma se l'avrei visto io erano cazzi!". Eh no...  se ti avesse visto un Accademico della Crusca i cazzi sarebbero stati i tuoi! E io gli avrei dato volentieri una mano...
Con frasi del genere non è il T9 a essere il colpevole, ma l'estrema ignoranza che ormai dilaga sempre più in maniera preoccupante. Ho una collezione di scempiaggini linguistiche catturate sui vari Social che prima o poi pubblicherò, perché c'è da chiedersi come sia possibile che gente del genere abbia conseguito un Diploma. Ah, non chiediamocelo... è il Sistema d'Istruzione Italiano a rilasciare in serie quei fogli di carta senza senso...
«Senza senso?! Oh, serve per fare la domanda alle Poste!»
Pardon...
Tornando alla serata pazza di Giorgetto: non mi sembra che il T9 (accetto cazziate al riguardo) possa prendersi la libertà di cambiarti una "è" in una "e", o di togliere la "h" alla "ha" o, peggio ancora, di importi di sbagliare un congiuntivo. Almeno non la versione di T9 che ho installata sui miei dispositivi.
Per non parlare poi della punteggiatura... altra pratica semisconosciuta e a tratti mistica per la maggior parte degli italiani. 
Da tempo ormai non mi prendo nemmeno più la briga di far notare orrori del genere, perché spesso si viene insultati (strano, chi se l'aspetterebbe da persone così ben istruite...) o accusati di fare i "professori" (non credo ci sia bisogno di essere un Linguista per capire la differenza tra "a" e "ha").
Il futuro? Sempre peggio. Ormai si notano errori del genere anche in articoli di testate giornalistiche più o meno serie. 
E allora? E allora alla fine credo che bisognerà abituarsi. Il problema, quello vero, è che se non si possiede una base abbastanza solida si rischia di emulare gli errori. Nei commenti di Facebook per leggere una frase relativamente lunga senza erroracci è sempre più un'impresa, e a volte si ha l'impressione che scrivere in quella maniera sia normale.
Comunque ho deciso: a breve pubblicherò alcuni dei più bei commenti letti nella mia carriera da internauta. Alcuni, e dico sul serio, meritano davvero rispetto... perché per scrivere roba del genere c'è bisogno di notevole fantasia, roba quasi da artisti incompresi. 
Per stavolta direi che e tutto. (Scusate, è colpa del T9...)

giovedì 13 giugno 2013

Nuovo Italiano: Ki la viste? (All'oro posto)

Povero italiano... sta morendo. Sui Social Network è letteralmente in atto una vera e propria carneficina. Parlavo qualche tempo fa di “Scomparsa delle H”, ma col passare del tempo mi sono reso conto che, in effetti, le “H” non scompaiano del tutto, ma vengono semplicemente usate a casaccio, ed è sempre più difficile trovarle al loro posto: “Ieri o preso la makkina x uscire, ma non sapevo se andare in diskoteca ho in pizzeria”. Ecco, questa è una classica frase da Serial Killer Grammatico (ce ne sono tanti, in continua espansione). Frasi del genere sono tristemente comprensibili, dopo qualche secondo di shock, da qualsiasi persona che sa come si usano le “H” (ovvero anche da un bimbo delle elementari che si applica sufficientemente). Come già accennato in passato, però, ci sono frasi che diventano inevitabilmente ambigue, come in un ipotetico scambio di sms tra paziente e dottore: 
“O il morbillo o la varicella?”
“Scusi?”
“Dottore, o il morbillo o la varicella?”
“Non so, faccia lei. Ne scelga una a piacere.”
“Ha piacere?”
“Certo, scambiare sms con lei è un piacere, si figuri.”
“Ma io chiedevo se o il morbillo o la varicella!”
“Credo che debba continuare la frase. Il morbillo o la varicella cosa?.”
“O i punti in faccia! Le kiedevo se o il morbillo o la varicella!”
“Ah, un quiz! Tre opzioni allora: punti in faccia, morbillo o varicella. E la domanda? Posso chiedere l’aiuto con la chiamata a casa?”
A parte gli scherzi, a mio parere è un fenomeno preoccupante il dilagare di tanta ignoranza, tanto preoccupante che, ormai, capita di imbatterci in errori simili anche in testate giornalistiche. Farlo notare, magari in un dibattito su questioni importanti (perché se vai su Forum dove si parla del Gangnam Style, ovviamente, rinunci a pretendere sia la forma che la sostanza), è assolutamente inutile, visto che il più delle volte si viene insultati (con errori anche negli insulti). Ho l’impressione che il futuro ci riserverà un ambiente virtuale dove gli attentati alla lingua saranno totalmente ignorati e accettati, e dove per leggere frasi correttamente formulate bisognerà frequentare forum e pagine dedicate all'argomento. Di più: di questo passo si arriverà a tralasciare ogni errore simile anche in esami universitari (o konseguito la l'aurea!) e prove scritte in qualsiasi concorso (o diventato finansiere!).
Insomma, il Nuovo Italiano promette spettacolo, riprendendo un classico delle regole: non ci sono regole
Imbocca all’upo.

domenica 9 settembre 2012

Lost in Translation (Part 2)

Secondo post dedicato alle fantastiche traduzioni dei Geni del Crimine dei Titoli Italiani riguardo i film sbarcati nel nostro Paese. 
Parliamo un po' di film in sala in questo momento:
Un film da perdere assolutamente è "Nudi e Felici", tradotto genialmente dall'originale Wanderlust. Ho visto il trailer del film; ok... anche il trailer fa talmente cagare che ho saltato qualche secondo qua e là, ma di Nudi non ne ho visti. E di Felici? Se per Felici si intende un branco di personaggi dalle battute deficienti e che non riuscirebbero a far ridere neanche uno strafatto di marijuana sì, ci ce ne sono. Probabilmente l'incapacità dei Geni del Crimine dei Titoli Italiani è più divertente del film stesso. Ancora una volta complimenti... già il film è quello che è, poi vai al botteghino e ti ritrovi a chiedere un biglietto per "Nudi e Felici"... e allora facciamo una cosa: restiamo a casa.
Un altro film in sala è "LOL - Pazza del mio migliore amico". Bene, qui fa cagare anche il titolo originale, che è semplicemente LOL, ma in Italia si sa, facciamo le cose in grande, e allora andiamo ad aggiungere il tocco in più, quel "Pazza del mio migliore amico" che rende il tutto più godibile. Attinenze del titolo italiano con la pellicola? Mi dispiace, ma stavolta mi sono rifiutato persino di vedere il trailer...
"Un anno da Leoni" mi sa tanto di citazione alla più famosa notte, ma visto l'originale The Big Year... diciamo che la traduzione non è scandalosa: la parola "anno" c'è...
Passiamo adesso allo smielato (un altro classico dei traduttori italiani) "Le memorie del cuore". Che carino... ma The Vow (giuramento, promessa) faceva tanto schifo? Eh no, è un film d'amore, e un "cuore" ci deve pur stare...
Il francese Un heureux événement viene tradotto simpaticamente con "Travolti dalla cicogna". Immagino il tempo perso a scervellarsi per trasformare il banale "Un lieto evento" (tra l'altro anche il libro in italiano s'intitola proprio così) nel geniale "Travolti dalla cicogna". È ufficiale: i "Traduttori italiani di titoli di film" si divertono da morire con queste cazzate.
Terminata per il momento la breve carrellata dei titoli tradotti, c'è da chiedersi perché alcune volte entrano in campo i Geni del Crimine dei Titoli Italiani e altre no. Ad esempio: perché non sono interventi con Bed Time? Mistero subito svelato: la locandina del film porta una "A" scritta in rosso sulla "e" di Bed... e questo è troppo. I poveri Geni sono andati in crisi, e hanno deciso di lasciare il titolo così com'è, prendendo per il culo Balagueró: "Oh... 'sti spagnoli non sanno manco fa le locandine! Se so accorti dell'errore e invece de rifarla c'hanno messo na "A" scritta a penna rossa de sopra! Sai che te dico? Lasciamolo così, sai che figura de merda..."
Chiudiamo qui per ora. Questa rubrica, visto i Geni sempre al lavoro, promette nuove e interessanti traduzioni...

domenica 27 maggio 2012

La Riapparizione (sbagliata) delle H

Più di un mese fa avevo scritto un post dal titolo "La Scomparsa delle H (e non solo)". Il post era una sorta di "denuncia" al maltrattamento a cui la nostra povera lingua viene giornalmente sottoposta ai tempi dei social network, ai tempi della Società della Comunicazione. Trovo preoccupante, sinceramente, commettere errori come "Giulio a comprato una bici" o "Giulia e una ragazza molto bella". Ma, si dice, finché gli errori sono commessi dall'Uomo della Strada tutto ciò potrebbe anche  (ma anche no) passare. Quando invece errori del genere vengono commessi (più di una volta) anche dal Giornalista della Redazione... allora la mia preoccupazione credo sia più che comprensibile.
Oggi, mentre leggevo un articolo sul Corriere dello Sport riguardo la sfortunata gara della Pellegrini, ecco che mi sono imbattuto magicamente nella "Riapparizione della H".
In questo caso, non ne sentivamo certo la mancanza...

lunedì 16 aprile 2012

La Scomparsa delle H (e non solo)

È un fenomeno ormai sempre più dilagante. Mi capita spesso, infatti, di imbattermi in commenti sui vari Social Network o sotto a un articolo di un quotidiano on line, un Forum, un blog... insomma, dappertutto, che attentano alla lingua italiana. Ma un attentato su tutti colpisce la nostra amata lingua: la scomparsa delle H
Se qualcuno me l'avesse detto qualche anno fa, avrei stentato a crederci; eppure gente di qualsiasi estrazione sociale, dal contadino al laureato, spesso cade in questo diabolico tranello: a con l'H o senza? Già, un vero e proprio tranello che, come detto, fino a qualche tempo fa pensavo potesse riguardare e preoccupare soltanto qualche poco brillante alunno delle elementari. E invece no... commento canta.
Difficile capire le cause di tanta (elementare) confusione, perché a me la differenza tra "a" e "ha" me l'hanno spiegata nei primi anni delle elementari, e laddove avessi avuto l'audacia di scordarmene, ci sono sempre lì a ricordarmelo i vari giornali, libri, blog. E no, non si può più dire che questa è "gente che non legge", perché per commentare "Berlusconi a fatto il Bunga Bunga" sotto un articolo di Repubblica, vuol dire che, come minimo, qualcosa come un articolo di giornale ogni tanto lo leggi...

giovedì 12 aprile 2012

Raymond Queneau - Esercizi di Stile

Questo libro mi fu consigliato da un certo Professor Vecchioni nel lontano 2006; seguivo il suo Corso di Scrittura Creativa e, parlando di stili di scrittura, ci consigliò questo particolarissimo testo di  Raymond Queneau.
"Esercizi di Stile" parte da una storia semplice, semplicissima:
Il Narratore ci racconta di un tipo di circa ventisei anni con un cappello floscio, su un autobus, che si lamenta delle spinte di alcuni passeggeri. Appena nota un posto libero vi si butta, sedendosi. Il nostro Narratore lo incontrerà due ore più tardi, in strada. Il tizio stavolta è con un amico, che gli fa notare che al soprabito andrebbe aggiunto un bottone.
Sì, questa è la storia. Punto. E allora?
E allora ecco che partono ben 99 varianti di questo breve e banalissimo racconto di vita quotidiana. Troveremo quindi la versione "Arcobaleno", "Sogno", "Retrograda", "Lettera Ufficiale", "Comunicato Stampa", "Ingiurioso", "Gastronomico", "Zoologico"... e tante, tante altre.
L'idea è geniale, e una volta letto il libro verrà voglia anche a noi di provare a scrivere una breve storia in tante varianti. Tante come quelle contenute nel testo di Queneau, ma anche tante altre che potremmo benissimo inventarci noi...
Il testo originale è sempre presente nella pagina accanto alla traduzione - difficilissima, in questo caso - di Umberto Eco; se, infatti, in alcuni casi la traduzione del testo potrebbe sembrare semplice e diretta, in altri casi ciò non è potuto avvenire, costringendo addirittura Eco a eliminarne alcune a discapito di altre inventate da lui. Per anni, infatti, il libro dello scrittore francese era stato ritenuto intraducibile. Difficilissimo il compito di Eco, quindi, che ha ovviato in alcuni casi, come accennato, con invenzioni proprie: è accaduto, per esempio, nella versione "Volgare", in cui Eco ha tradotto il testo in... romanesco. E che dire della versione "Francesismi" che va a tradurre la "Italianismes" di Queneau? Spettacolare...
Il libro è davvero interessante e divertente (oltre alle già citate, riporto anche "Esclamazioni", "Dunque, cioè", "Vero?"), e a mio parere non può mancare nella biblioteca di chiunque ami leggere e, soprattutto, scrivere.
Buoni Esercizi a tutti.
(VOTO: 9 - Geniale)

lunedì 20 febbraio 2012

Prontuario della Pronuncia

A volte capita che la pronuncia di qualche parola possa metterci in difficoltà. Se per l'inglese parlato questa situazione è abbastanza frequente, non possiamo escludere che possa capitarci anche con parole della nostra amata lingua. Ecco perché voglio riportare su questo blog un sito molto interessante. Si chiama "Forvo", ed è una vera e propria risorsa di pronunce delle parole nelle tante lingue del mondo. Il sito sfrutta - come tanti ormai - l'interazione con gli utenti che ne fanno uso e, praticamene, lo creano essi stessi. Le tante pronunce delle tante parole già presenti sul sito, sono registrate dagli utenti stessi, e la loro pronuncia può addirittura essere "votata" per attestarne, così, la qualità.
Insomma, un ottimo servizio da sfruttare a pieno. 
Buona pronuncia a tutti.
http://it.forvo.com/

sabato 18 febbraio 2012

Lost in Translation (Part 1)

Ho sempre avuto un debole per i titoli dei film stranieri tradotti in italiano. Raramente la traduzione, o meglio, il nuovo titolo in italiano, sortisce un effetto positivo. Il primo esempio che mi viene in mente è il bellissimo film "The Machinist", diventato "L'uomo senza sonno" nel titolo italiano; buona scelta, sia come titolo in sé che come vera e propria descrizione del film che ci si appresta a vedere.
Il più delle volte, però, il titolo italiano non solo è orrendo, ma trae incredibilmente in inganno. Mi è successo, ad esempio, con "Eternal Sunshine of the Spotless Mind". Il film, con Jim Carrey e Kate Winslet, approdò in Italia col titolo "Se mi lasci ti cancello". Orribile. Sentendo un titolo simile, ricordo perfettamente di aver pensato che per un film del genere non avrei speso nemmeno un centesimo. E così fu. 
Passò del tempo prima che, seguendo qualche consiglio da fonti più che attendibili, mi decisi a vederlo: film stupendo! I Geni del Crimine dei Titoli Italiani andrebbero semplicemente allontanati da qualsiasi forma di marketing o comunicazione riguardo cinema e altre arti. Un vero e proprio omicidio ai danni di un film, usando semplicemente la formula più usata nei titoli delle commedie italiane, ovvero "Se mi fai questo ti faccio quello". Chissà se gli autori di questo geniale titolo abbiano effettivamente visto il film, o si siano fermati dopo una rapida occhiata qua e là, pensando di trovarsi di fronte alla solita commedia da quattro soldi. Certo, la traduzione di questo titolo non sarebbe stata facile, perché probabilmente il titolo in inglese, più che essere tradotto letteralmente, andrebbe ricercato in un passaggio di un'opera di Alexander Pope, citato appunto nel film. Ma...
Tutto questo per una traduzione di un titolo? Ma no! Per carità... quindi buttiamo lì un bel "Se mi lasci ti cancello" e via... con la conseguenza di una doppia delusione: chi, richiamato dal titolo, si aspettava una commedia da quattro soldi s'è ritrovato a vedere un film forse troppo serio e complicato; chi, allontanato dal titolo, si aspettava una commedia da quattro soldi si è perso un gran bel film al cinema.
Geniali...
Altri due titoli mi hanno attirato in questi giorni, visto che li passavano (mi pare) su Italia 1:

sabato 4 febbraio 2012

Povero Italiano...

Ultimamente, grazie ai social network, mi capita spesso (troppo spesso) di leggere orrori linguistici di vario tipo. Semplici differenze da quinta elementare sembrano essersi perse nei meandri degli sms e dei commenti su facebook. E a volte si rende indispensabile rileggere da capo la frase, perché quel "e" non sta a significare congiunzione, ma verbo...
Ecco allora che trovo utile mettere i puntini sulle i...