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mercoledì 5 marzo 2025

"C'è un buco per Alemao..."

Per me la Voce delle partite della Nazionale è stata e sarà per sempre quella di Bruno Pizzul, che ahimè ci lascia oggi all'età di 87 anni.
Ci mancherà, anzi, ci mancava già la sua voce, le sue telecronache, i suoi "Tutto molto bello" e i suoi "Roberrrrto". Mancherà al giornalismo sportivo italiano uno di quei grandi personaggi che sono tali naturalmente, senza trucchi o frasi a effetto artefatte. E se ognuno di noi non più giovanissimi avrà, ne sono certo, la sua frase pizzuliana preferita, del cuore, anche io ne ho una tutta mia.
Oltre infatti ai ricordi del racconto delle partite di quella indimenticabile estate italiana del '90 (avevo quasi 10 anni); oltre ai dolori per quel terrificante "Alto. Il Campionato del Mondo è finito. Lo vince il Brasile" dell'estate del '94 (avevo quasi 14 anni), il commento pizzuliano del mio cuore è uno soltanto...

sabato 23 novembre 2024

Povere Belve

Visto che "Belve" di Francesca Fagnani è uno dei pochi programmi che apprezzo della TV generalista, non ho potuto fare a meno di fare qualche riflessione sull'intervista fatta a Flavia Vento.
A mio parere, infatti, è stata davvero una caduta (fragorosa) di stile per la Fagnani stessa e il senso del suo programma. A parte la tristezza infinita che mi ha messo tutta l'intervista in generale, tra vite passate da sirena, amori telepatici, incontri con alieni e madonne, sesso, satana e poesie scritte per mano di Giacomo Leopardi (sì, pure questo), mi sono chiesto soltanto una cosa: ce n'era proprio bisogno? Aveva davvero uno straccio di senso fare un'intervista del genere?

lunedì 28 febbraio 2022

Like Power

Un post veloce e, visto quello che si sente in giro, leggero, tanto per sottolineare come funziona il Giornalismo Italiano, e nello specifico quello calcistico: ieri sera il Napoli, battendo all'ultimo respiro la Lazio, ha agganciato il Milan al primo posto nella classifica del Campionato di Serie A. Non solo: la prossima giornata, infatti, quasi come se fosse stata scritta da un bravo sceneggiatore, ci regala proprio lo scontro diretto tra le prime, Napoli-Milan. Sul maggiore quotidiano nazionale di informazione sportiva, quindi, stamattina c'era da immaginarsi un titolone a tutta pagina riguardo lo strepitoso aggancio dei partenopei nei confronti dei rossoneri, e invece...


giovedì 19 dicembre 2019

Il Problema della "I"

Com'è che si dice? "Da che pulpito vien la predica".
Ok, l'errore degli operai addetti alla segnaletica orizzontale è grave, gravissimo: scrivere BOLOGNIA, con l'aggiunta di quella "i" di troppo, forse vuol dire qualcosa di più di essere semplicemente ignoranti. Ma trovo altrettanto grave che un articolo di un giornale come "Il Resto del Carlino", che sottolinea appunto un errore come questo, contenga anch'esso un errore che ormai troppe volte ci ritroviamo a leggere: SI al posto di un . Signori giornalisti... vada per l'amico che ci scrive un messaggio su WhatsApp e che, per giustificarsi, se la prende col correttore automatico (e a volte è proprio così!), ma almeno voi dovreste conoscere bene la differenza tra un "si" e un "sì". L'accento è importante, come la virgola, il punto, l'apostrofo, la "h". Un accento mancante o di troppo a un "si" spesso cambia radicalmente il senso di una frase, e, se pescato in un articolo che mette in evidenza un errore ortografico, tra l'altro in maniera molto ironica (e ci starebbe) nei confronti dei poveri autori dell'errore... diventa un epico autogol.
"Dopo la riforma della Buona Scuola, il prossimo esecutivo potrebbe valutare una legge della Buona Segnaletica", scrive il giornalista nell'articolo. E dopo la riforma della Buona Segnaletica, aggiungerei io, l'esecutivo successivo potrebbe valutare una legge del Buon Giornalismo. 
, avete letto bene.
Di seguito il link dell'articolo, datato 4 ottobre 2017: chissà, forse prima o poi l'autore dell'articolo aggiungerà quella ì accentata, come un piccolo tratto di penna rossa sul quaderno di uno scolaro un po’ asino.

martedì 9 agosto 2016

Il Resto del Silurato

Mi sento leggermente meglio. Evidentemente non sono stato il solo a ritrovarmi basito di fronte alla nota di scuse del direttore del QS dopo l'imbarazzante titolo riservato alle Atlete Azzurre di Tiro con l'Arco. Perché se pubblicare quell'articolo con quel titolo è stato un errore macroscopico, imbarazzante, rimediare con quelle poche e vuote righe riportate nel post precedente è stato ancora peggio. E allora laddove un direttore non riesce nemmeno a salvare il salvabile (magari insalvabile, ma proviamoci, almeno), ben venga l'intervento dell'editore a mettere finalmente una pezza. 
O uno strappo.

Il Resto dell'Imbarazzo

C'è poco da aggiungere o da scrivere riguardo il titolo che il Resto del Carlino ha dedicato alle tre Atlete Azzurre (Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia) dopo il mancato "miracolo" alle Olimpiadi di Rio, perché ne hanno scritto tanto e tanti da bastare, si spera, per far vergognare direttore e giornalista autore del titolo per i prossimi dieci anni.
Almeno così credevo.
Sì, perché poi, facendo un giro doveroso sulla Pagina Facebook del Quotidiano, mi sono imbattuto nelle scuse del direttore. Io, da ingenuo, mi sono fatto persino lo screenshot del post, perché non riesco assolutamente a credere che il direttore in questione possa lasciare quel post di scuse per ancora un altro, solo minuto. Eccolo:


Ma abbiamo letto bene? Ripeto: abbiamo letto bene?
Che razza di scuse sarebbero, queste? Cosa diavolo sto leggendo e interpretando?!

"Mi rivolgo ai lettori che hanno commentato il titolo riportato oggi da Qs "Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico", uscito nella prima edizione e poi ribattuto con un più cronachistico "Le azzurre si fermano sul più bello". Mi scuso se quel titolo ha urtato la sensibilità di alcuni nostri lettori ma l'intento di partenza non era né derisorio né discriminante.
Giuseppe Tassi, direttore QS"


Ditemi che è uno scherzo... 
Cioè: il signor direttore si limita a scusarsi se quel titolo ha urtato la sensibilità di alcuni lettori, sottolineando che l'intento di partenza non era né derisorio né discriminante.
Due cose, signor direttore, due semplicissime cose:
1) Il titolo non "ha urtato la sensibilità", ma ha fatto incazzare e indignare non "alcuni vostri lettori" ma tutti, ogni singolo abitante di un Paese che di solito non è così unito nemmeno durante i Mondiali. Pensi un po', signor direttore!
2) Può un direttore di un giornale nazionale limitarsi a scusarsi in quella maniera aggiungendo soltanto che quel titolo non era né derisorio né discriminante?! Ok, signor direttore... va bene, resetto il cervello e voglio crederci per qualche secondo. Ma allora cos'era? Le può spendere un paio di righe in più per spiegarcelo? Insomma, non era né derisorio né discriminante... e allora cosa? Perché quel genio incompreso del suo giornalista ha scritto quella roba? O facciamo come i bambini? Ricorda?
"Perché hai detto quella parolaccia?"
"Io non ho detto nessuna parolaccia!"
"L'hai detta!"
"No!"
"E invece sì!"
"E invece no!"
Che tristezza...
E provo ancor più tristezza nell'immaginare, immaginare soltanto le facce in redazione dopo la geniale intuizione di quel geniale titolista. Grasse risate.
Mi consola soltanto una cosa, però: immaginare adesso, immaginare soltanto le vostre facce dopo tutta la merda meritata che vi sta arrivando addosso.
E che non si dimetta nessuno, ovviamente: come potete ben vedere è questa la strada giusta. Da oggi scommetto che fioccheranno vendite e abbonamenti. Continuate così.

Qui, infine, la lettera del Presidente FITArco Mario Scarzella al direttore del giornale:
http://www.fitarco-italia.org/documenti/dettaglioNews.php?id=5480 

giovedì 23 gennaio 2014

Porta a Porta è fatta per voi?

Direi proprio di no. 
Il buon Bruno Vespa però ci tiene a ricordarmi ogni tanto cosa mi perdo, e sforna piccole perle come quelle di oggi sul suo profilo Twitter, dove con un impeccabile italiano accompagnato da uno stile a dir poco perfetto ci dice: "Siete omosessuali, avete cercato di diventare etero e non ci siete riusciti? Stasera #portaaporta è fatta per voi?". Ma che roba è? 
Certo che la RAI, in pieno periodo di riscossione Canone, non poteva contare su spot migliore...
PS. Pensavo fosse un Fake... e invece l'ha scritto davvero!

giovedì 13 giugno 2013

Nuovo Italiano: Ki la viste? (All'oro posto)

Povero italiano... sta morendo. Sui Social Network è letteralmente in atto una vera e propria carneficina. Parlavo qualche tempo fa di “Scomparsa delle H”, ma col passare del tempo mi sono reso conto che, in effetti, le “H” non scompaiano del tutto, ma vengono semplicemente usate a casaccio, ed è sempre più difficile trovarle al loro posto: “Ieri o preso la makkina x uscire, ma non sapevo se andare in diskoteca ho in pizzeria”. Ecco, questa è una classica frase da Serial Killer Grammatico (ce ne sono tanti, in continua espansione). Frasi del genere sono tristemente comprensibili, dopo qualche secondo di shock, da qualsiasi persona che sa come si usano le “H” (ovvero anche da un bimbo delle elementari che si applica sufficientemente). Come già accennato in passato, però, ci sono frasi che diventano inevitabilmente ambigue, come in un ipotetico scambio di sms tra paziente e dottore: 
“O il morbillo o la varicella?”
“Scusi?”
“Dottore, o il morbillo o la varicella?”
“Non so, faccia lei. Ne scelga una a piacere.”
“Ha piacere?”
“Certo, scambiare sms con lei è un piacere, si figuri.”
“Ma io chiedevo se o il morbillo o la varicella!”
“Credo che debba continuare la frase. Il morbillo o la varicella cosa?.”
“O i punti in faccia! Le kiedevo se o il morbillo o la varicella!”
“Ah, un quiz! Tre opzioni allora: punti in faccia, morbillo o varicella. E la domanda? Posso chiedere l’aiuto con la chiamata a casa?”
A parte gli scherzi, a mio parere è un fenomeno preoccupante il dilagare di tanta ignoranza, tanto preoccupante che, ormai, capita di imbatterci in errori simili anche in testate giornalistiche. Farlo notare, magari in un dibattito su questioni importanti (perché se vai su Forum dove si parla del Gangnam Style, ovviamente, rinunci a pretendere sia la forma che la sostanza), è assolutamente inutile, visto che il più delle volte si viene insultati (con errori anche negli insulti). Ho l’impressione che il futuro ci riserverà un ambiente virtuale dove gli attentati alla lingua saranno totalmente ignorati e accettati, e dove per leggere frasi correttamente formulate bisognerà frequentare forum e pagine dedicate all'argomento. Di più: di questo passo si arriverà a tralasciare ogni errore simile anche in esami universitari (o konseguito la l'aurea!) e prove scritte in qualsiasi concorso (o diventato finansiere!).
Insomma, il Nuovo Italiano promette spettacolo, riprendendo un classico delle regole: non ci sono regole
Imbocca all’upo.

martedì 14 maggio 2013

Fenomeni da Baraccone: Un Giornalista Serio

Più che di Fenomeni da Baraccone, dovremmo parlare di vero e proprio Spettacolo Horror. E dopo aver parlato di "La Casa", direi che questo terrificante video ci sta benissimo, ne è la naturale prosecuzione. Giuliano Ferrara, da sempre giornalista serio e imparziale, si cimenta in questo canto di morte che sono sicuro popolerà le vostre notti di incubi ben più spaventosi di quelli che vi provocherebbe un buon Horror. Del resto, quando si parla della Boccassini, per il povero Silvio... altro che Horror!

giovedì 9 maggio 2013

I Cento Passi (2000)

Nel giorno dell'anniversario della scomparsa di Peppino Impastato, il giornalista siciliano ucciso barbaramente dalla Mafia contro cui aveva avuto il coraggio di scagliarsi senza riserve, voglio ricordarlo con questo film bellissimo, "I Cento Passi", di Marco Tullio Giordana. Il film racconta la vera storia di Impastato, giornalista anti-mafia, un vero e proprio eroe dei nostri giorni. Attraverso "Radio Aut", Peppino non risparmiava nulla alla Mafia e al boss Tano Badalamenti, idealmente distante di soli "100 passi" dalla casa del giornalista. Un continuo attacco dai microfoni della radio a Mafiopoli e Tano Seduto, e a tutto quel sistema malato che poi, ignobilmente, ha cercato di far tacere quella voce. Ma quella voce non è stata e non sarà mai taciuta, anche grazie a opere come questo film, che oltre a raccontare qualcosa di importante, è anche un'opera cinematografica eccellente, con attori bravissimi (un grande Luigi Lo Cascio). Insomma, vista la trasmissione de "Il Divo" (altro film bellissimo) il giorno dopo la morte di Andreotti, mi piacerebbe che in questo giorno, ogni anno, venisse trasmesso "I Cento Passi" per ricordare, lui sì, un grande esempio italiano, regalandoci così anche un po' d'orgoglio, ricordando che l'Italia, appunto, è fatta anche di gente come Peppino Impastato.
(VOTO: 8 - La Mafia è una Montagna di Merda)

sabato 1 dicembre 2012

Non "c'è la" fatta

Nel mio precedente post parlavo di Alessandro Sallusti e della vicenda che lo sta portando alle cronache come povero giornalista perseguitato. Diciannove ore fa, sul suo profilo twitter, il grande giornalista scriveva un "c'è la faremo" da arresto immediato (probabile che sia stato proprio questo a far arrivare gli agenti in redazione). Subito sotto, perfettamente piazzato, un "giusto. Che mi portino in carcere", che quasi sa di risposta al suo precedente orrore grammaticale.
Sì, direi proprio che c'è la farò a stare senza un giornalista come Sallusti... 

Buoni e Cattivi

Credo che ci siano delle profonde differenze tra Giornalisti Buoni e Giornalisti Cattivi, Libertà di Stampa e d'Espressione e Libertà di Offesa e Diffamazione.
Il Buon Giornalista ha tutta la libertà di scrivere ciò che vuole. Se ne assume tutta la responsabilità e, nel momento in cui qualcuno gli facesse notare che ciò che ha scritto non corrisponde assolutamente al vero, quella verità ricercata che è una vera e propria missione per il Giornalista, questi prontamente si adopererà nel rettificare ciò che ha scritto. Se ci si aggiunge anche una scusa, tanto di guadagnato.
La rettifica, nel giornalismo, è un vero e proprio obbligo. Il giornalista è libero di scrivere in prima pagina che Tizio è un ladro, ma nel momento in cui Tizio non si rivelasse assolutamente un ladro, il Buon Giornalista è obbligato (e ci mancherebbe) a correggersi, dando lo stesso risalto della notizia falsa scritta in precedenza.
Il Cattivo Giornalista, invece, ha anch'egli la libertà di scrivere ciò che vuole, ma nel momento in cui qualcuno gli fa notare che ciò che ha scritto non solo non corrisponde al vero, ma è addirittura qualcosa di terribilmente offensivo e degno, probabilmente, del peggior estremista giustizialista del mondo (le invocazioni addirittura alla pena di morte si commentano da sole...), questi non provvede a nessuna rettifica, nonostante gli inviti della magistratura, e la richiesta da parte di questa di un risarcimento che andrebbe addirittura in beneficenza.
Ecco, sinceramente io non riesco a vedere come "Giornalista" qualcuno che si comporta in quest'ultima maniera.

mercoledì 13 giugno 2012

La Fiera dello Squallore

Sinceramente non riesco a decidere su cosa sia stato più squallido: le affermazioni sui gay di Cassano, o le sonore risate dei giornalisti presenti.
Cominciamo dalle prime. Devo ammettere che dopo una domanda del genere, da una persona come Antonio Cassano non mi aspettavo di certo una risposta che sprizzasse tolleranza da tutti i pori; è vero anche che non mi aspettavo nemmeno una risposta così offensiva, volgare e terribilmente squallida. Più di ciò che ha detto (quando ripeteva la parola "Frocio" mi sembrava uno di quei bimbi che scopre per la prima volta una parolaccia e la ripete all'infinito per far ridere gli amichetti...), mi ha preoccupato ciò che non ha detto: «Ci sono froci in squadra? Se penso a quello che dico, chissà che cosa vien fuori. Sono froci? Problemi loro, me la sbrigo così, sennò mi attaccano da tutte le parti. Son froci, se la vedessero loro. Mi auguro che non ci siano veramente in Nazionale»

domenica 27 maggio 2012

La Riapparizione (sbagliata) delle H

Più di un mese fa avevo scritto un post dal titolo "La Scomparsa delle H (e non solo)". Il post era una sorta di "denuncia" al maltrattamento a cui la nostra povera lingua viene giornalmente sottoposta ai tempi dei social network, ai tempi della Società della Comunicazione. Trovo preoccupante, sinceramente, commettere errori come "Giulio a comprato una bici" o "Giulia e una ragazza molto bella". Ma, si dice, finché gli errori sono commessi dall'Uomo della Strada tutto ciò potrebbe anche  (ma anche no) passare. Quando invece errori del genere vengono commessi (più di una volta) anche dal Giornalista della Redazione... allora la mia preoccupazione credo sia più che comprensibile.
Oggi, mentre leggevo un articolo sul Corriere dello Sport riguardo la sfortunata gara della Pellegrini, ecco che mi sono imbattuto magicamente nella "Riapparizione della H".
In questo caso, non ne sentivamo certo la mancanza...

giovedì 29 marzo 2012

Mancanza di Fede

È successo. Emilio Fede è stato licenziato. 
Dopo l'uscita di scena di Silvio Berlusconi, qualche mese fa, è ora toccato al suo fedele giornalista. Da oggi, dunque, sarà un po' più difficile per tutti seguire i telegiornali. Fortunatamente resta ancora lì, forte e in onda, "Studio Aperto" (lanciato proprio da Fede una ventina di anni fa), che ci farà compagnia nei momenti di mancanza d'imbarazzo giornalistico (senza scordarci del grande Vespa).
Ebbene Emilio è stato fatto fuori. Da Confalonieri, dice lui. Silvio non poteva fargli una cosa del genere, no. 
Ma Silvio, ieri, aveva ben altri problemi a cui pensare. Uno su tutti: il gioco non entusiasmante del suo Milan contro il Barcellona.
Da oggi il Tg4 non sarà più lo stesso. Lo sappiamo tutti. E Striscia la Notizia è pronta a dedicargli una serie di Speciali che culmineranno, probabilmente, con l'avvento di Fede proprio alla conduzione del Tg satirico (a titolo gratuito... è Mediaset che l'ha licenziato!): come dire, finalmente un posto che gli calza a pennello.
Addio Fede. Ci mancherai.
Forse.

venerdì 2 marzo 2012

DALLA Prima Pagina

Il giorno dopo la scomparsa di Lucio Dalla (grande tifoso del Bologna), mi fa piacere ricordarlo ancora riportando la prima pagina della Gazzetta dello Sport, davvero splendida...
Penso non ci sia bisogno di spiegarla e descriverla. La prima pagina del quotidiano sportivo è a dir poco fantastica: