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lunedì 16 febbraio 2026

Il Vuoto che ci lascia Federico Frusciante

La notizia della morte di Federico Frusciante, youtuber/critico cinematografico che seguivo con interesse e curiosità quasi quotidiana ormai da anni, mi è arrivata nell'intervallo della partita Napoli-Roma, scrollando Facebook alla ricerca di qualche commento serio sul primo tempo della partita. Un fulmine a ciel sereno, visto che avevo guardato una sua mini-recensione, quella di "Martyrs", proprio un'oretta prima.
Mi piaceva parecchio Federico. Mi ritrovavo molto nelle sue recensioni (vedi proprio quella di "Martyrs"), e molti sono i film che mi ha fatto scoprire. Mi divertiva la sua schiettezza, l'irriverenza, l'andare subito al sodo e, soprattutto, ammiravo la sua competenza. Sì, perché di cinema Federico ne sapeva. Tanto. E lo amava, tanto. Così come aveva dimostrato anche con la resistenza, fino al 2022, del suo Videodrome a Livorno, storico negozio di film a noleggio. 

lunedì 2 novembre 2020

L'Ultima Mandrakata

Andarsene a 80 anni tondi tondi, nel giorno del proprio compleanno. Ci mancherai Gigi... 

Vignetta di Mauro Biani

Vignetta di Mauro Biani

sabato 29 febbraio 2020

Fuori Tutti - Dentro Tutti

Torno brevemente sul "Coronavirus": dallo scoppio del boom di contagi nel nostro Paese, è evidente che la ricaduta sul Turismo in Italia sarà devastante. Come cercare di rimediare, dunque, alle disdette di turisti che avevano già prenotato vacanze in Italia, e fare in modo, magari, che ne arrivino il più possibile, nonostante questa "emergenza"?
Facendo capire ai potenziali turisti che l'Italia è comunque sicura, che è un Paese soltanto attento alla salute dei suoi cittadini, e che il "Coronavirus" è un'epidemia influenzale con la quale
(hanno) 
avranno a che fare tutti i Paese del Mondo.
Bene. Benissimo. 
Ma, oggi, proviamo a metterci un po' nei panni di uno straniero che vede il Paese verso cui si sta per recare chiudere Scuole, Cinema, Teatri, annullare Manifestazioni Culturali e Sportive, arrivando persino a rinviare partite importanti dello Sport più seguito a livello nazionale. Ecco. Nei loro panni, ci sentiremmo davvero allettati dall'ipotesi di andare a farci una settimana di vacanze in un posto del genere?
Io no.
Anzi... quasi mi stanno facendo venir voglia di scappar via, da un posto del genere. E andare...
E andare da nessuna parte. Siamo italiani. Untori. Chiudiamo i confini. Prima che arrivino a chiuderceli tutti gli altri. 
O forse è tardi anche per questo?

lunedì 23 settembre 2019

Ignoranti Universi Paralleli

Noi ridiamo e scherziamo, ma si racconta che là fuori, o là sopra, o lì sotto, insomma da qualche parte nel Multiverso, esiste un Universo in cui le cose non vanno proprio benissimo. È un Universo parallelo particolare, quello di cui si racconta, molto simile al nostro. Anche nel pianeta Terra di questo Universo, infatti, negli USA c'è Trump al potere, proprio come da noi; insomma, bella sfiga trovarsi in uno degli Universi in cui il riccone biondo è al potere...
Ma stiamo calmi, perché la Terra dell'Universo di cui stiamo parlando ha situazioni decisamente più bizzarre di un potente al potere (che, riflettendoci, tanto bizzarro non è). Non ci credete? Prendiamo l'Italia, per esempio. Nell'Italia di quella Terra di quell'Universo Parallelo c'è da mettersi le mani nei capelli; per chi, fortuna, ancora li ha. Sì perché se da una parte le vicende politiche non si discostano tanto dalle nostre (anche lì l'estate e qualche cocktail in più hanno fatto male, malissimo al Ministro, pardon, ex Ministro dell'Interno), quelle culturali hanno raggiunto livelli preoccupanti, tanto che si vocifera che l'Imperatore Multiversale (Lode a te, Signore!) in persona stia valutando un intervento diretto per salvaguardare il pianeta blu da una pericolosa deriva culturale. Ma cosa potrebbe mai scomodare il Sommo Imperatore Multiversale (Lode a te, Signore!)? La situazione culturale in quella Terra di quell'Universo parallelo è davvero così critica? 
Bene, vediamo: conoscete un certo Stephen King? Andate al cinema ogni tanto? Allora sappiate che le pubblicazioni di King e le ultime uscite al cinema corrispondono esattamente alle nostre. Ora: conoscete Giulia De Lellis e Chiara Ferragni? Come chi? Non fate i superiori! Del resto ci troviamo pur sempre in un pianeta Terra di un Universo in cui al potere c'è Trump, no? Allora? De Lellis e Ferragni... la tizia del libro sulle corna (ammetto di avere difficoltà nel definirla) e l'Influencer che sta con Fedez (NO! Niente "E chi è pure 'sto Fedez?!", ok?). Sì, insomma, quelle due. Ma forse voi, in effetti, beato nostro Universo, non siete proprio tutti al corrente che la De Lellis ha pubblicato un libro (ragazzi, lo so, certo che non lo ha scritto lei, ma tant'è) e che sulla Ferragni è uscito un Docufilm (sì, quello presentato e passato in sordina al Festival del Cinema del Liechtenstein). Ma ecco il punto, signori cari: libro e film sono usciti anche nell'Italia dell'Universo parallelo di cui stiamo parlando e, udite udite, sono in testa alle classifiche dei libri più venduti e dei film più visti.
Come? No... non vi sto prendendo per il culo! 
Calma, calma signori... non agitiamoci. Per fortuna noi viviamo nell'Italia di un Universo in cui il libro della De Lellis è... aspettate un po', controllo la classifica TOP 100 dei libri più venduti e... niente, ve lo farò sapere più tardi, con quella della TOP 200 o 1000 alla mano; e il film sulla Ferragni... vediamo un po'... è in programmazione soltanto in due Cinema milanesi e in uno romano; di proprietà della Ferragnez srl.
Quindi, che ci pensasse l'Imperatore Multiversale (Lode a te, Signore!), a quei poveracci. Noi, teniamoci stretto il nostro Universo, rivolgendo un pensiero e qualche secondo di raccoglimento per quella sfortunata Terra in quello sfortunato Universo parallelo. 
Lode a te, Signore!

domenica 10 novembre 2013

Paese del Sole a Catinelle

Finalmente torno ad aggiornare il blog, dopo un periodo molto impegnativo, con un trasloco sottovalutato che mi ha fatto dannare. Come mi ha fatto dannare il Cinema, ultimamente. Un film che volevo vedere me lo sono ritrovato dopo appena una settimana di programmazione relegato a notte fonda, con un solo spettacolo il sabato sera alle 00.50. Ma come mai? Film troppo complicato, troppo autoriale, troppo d'élite? Macché... semplicemente perché lo spettatore cinematografico italiano si è risvegliato dal torpore annuale grazie al solito Zalone, capace di monopolizzare Cinema Multisala interi, arrivando anche alla media di uno spettacolo ogni 15-20 minuti. Che mito lo spettatore cinematografico italiano. Un tempo si svegliava soltanto con il Cinepanettone, oggi con Zalone. A quanto pare è importante, per l'italiano, che il tormentone cinematografico finisca con "one". Ho visto vari trailer di "Sole a catinelle"; qualche battuta divertente, qualche altra banale. Basta così poco agli italiani per invadere i cinema della Penisola? Sì. Mettiamoci l'anima in pace. Altro che scendere in piazza per protestare contro il Governo, contro la disoccupazione, contro il carovita. L'italiano si mobilita in massa soltanto per film demenziali e per mettersi in fila agli store nel giorno dell'uscita dell'ultimo iPhone. 
Bel Paese.
Ultimo dato per riflettere sul sistema cinema italiano in genere. Ok, il film di Zalone può anche essere divertente, posso anche accettarlo. Ma possibile monopolizzare le sale in questa maniera? Ecco la situazione di oggi (prima di giovedì era peggio) nel più grande cinema di Modena. Sì, in effetti c'è l'imbarazzo della scelta. A che ora andiamo a vedere Zalone?

giovedì 13 giugno 2013

Nuovo Italiano: Ki la viste? (All'oro posto)

Povero italiano... sta morendo. Sui Social Network è letteralmente in atto una vera e propria carneficina. Parlavo qualche tempo fa di “Scomparsa delle H”, ma col passare del tempo mi sono reso conto che, in effetti, le “H” non scompaiano del tutto, ma vengono semplicemente usate a casaccio, ed è sempre più difficile trovarle al loro posto: “Ieri o preso la makkina x uscire, ma non sapevo se andare in diskoteca ho in pizzeria”. Ecco, questa è una classica frase da Serial Killer Grammatico (ce ne sono tanti, in continua espansione). Frasi del genere sono tristemente comprensibili, dopo qualche secondo di shock, da qualsiasi persona che sa come si usano le “H” (ovvero anche da un bimbo delle elementari che si applica sufficientemente). Come già accennato in passato, però, ci sono frasi che diventano inevitabilmente ambigue, come in un ipotetico scambio di sms tra paziente e dottore: 
“O il morbillo o la varicella?”
“Scusi?”
“Dottore, o il morbillo o la varicella?”
“Non so, faccia lei. Ne scelga una a piacere.”
“Ha piacere?”
“Certo, scambiare sms con lei è un piacere, si figuri.”
“Ma io chiedevo se o il morbillo o la varicella!”
“Credo che debba continuare la frase. Il morbillo o la varicella cosa?.”
“O i punti in faccia! Le kiedevo se o il morbillo o la varicella!”
“Ah, un quiz! Tre opzioni allora: punti in faccia, morbillo o varicella. E la domanda? Posso chiedere l’aiuto con la chiamata a casa?”
A parte gli scherzi, a mio parere è un fenomeno preoccupante il dilagare di tanta ignoranza, tanto preoccupante che, ormai, capita di imbatterci in errori simili anche in testate giornalistiche. Farlo notare, magari in un dibattito su questioni importanti (perché se vai su Forum dove si parla del Gangnam Style, ovviamente, rinunci a pretendere sia la forma che la sostanza), è assolutamente inutile, visto che il più delle volte si viene insultati (con errori anche negli insulti). Ho l’impressione che il futuro ci riserverà un ambiente virtuale dove gli attentati alla lingua saranno totalmente ignorati e accettati, e dove per leggere frasi correttamente formulate bisognerà frequentare forum e pagine dedicate all'argomento. Di più: di questo passo si arriverà a tralasciare ogni errore simile anche in esami universitari (o konseguito la l'aurea!) e prove scritte in qualsiasi concorso (o diventato finansiere!).
Insomma, il Nuovo Italiano promette spettacolo, riprendendo un classico delle regole: non ci sono regole
Imbocca all’upo.

mercoledì 22 maggio 2013

Addio "Don"

Se ne va un Grande Personaggio, una Grande Persona, un Uomo che, se ce ne fossero tanti altri come lui, avvicinerebbero Dio e forse anche la Chiesa a moltissime altre persone. Sì, forse anche alla Chiesa, una Chiesa ancora chiusa, vecchia, quasi obsoleta, quella Chiesa contro cui spesso Don Gallo ha alzato la voce (e il pugno). 
Don Andrea Gallo era un prete anticonformista, talmente anticonformista nei confronti del mondo clericale che, paradossalmente (ma forse anche no), era anche il più vicino all'idea universale di un Dio buono e accogliente. Un prete come lui era a molti scomodo, a quei molti che fanno di tutto, anche oggi, nel 2013, per allontanare sempre di più la gente da una Chiesa che, al contrario, avvicina a sé soltanto fanatici e falsi buonisti intolleranti e bigotti. 
Sempre dalla parte degli ultimi, degli emarginati (a volte emarginati inspiegabilmente proprio dalla Chiesa), della tolleranza e dell'amore universale, il "Don" di Genova era amatissimo dai giovani, e anche da una parte politica che spesso con la Chiesa non ha nulla a che vedere (più che volentieri).
Ciao Don Gallo, ci mancherai... Riposa in Pace...

martedì 18 dicembre 2012

Doodle: Lo Schiaccianoci

Non un personaggio, non un'invenzione, non un evento storico, ma un... balletto. È proprio questo il protagonista del Doodle di oggi: Google festeggia infatti il 120° anniversario della "prima" del famosissimo balletto "Lo Schiaccianoci" di Čajkovskij.
Nel Doodle troviamo, al posto di ogni lettera della parola "Google", un frammento colorato della rappresentazione, tra soldatini, orsacchiotti, ballerini e Natale. Molto carina la seconda "g", ben rappresentata da un pacchetto regalo aperto con all'interno un orsacchiotto.

venerdì 9 novembre 2012

Homophobitaly

Mentre negli USA diversi Stati approvano leggi a favore delle nozze gay, in Spagna vengono confermate (legalizzate in passato da Zapatero) e in Francia annunciate, l'Italia torna a distinguersi come al solito; in peggio. 
È di questi giorni, infatti, la notizia che la Commissione Giustizia della Camera ha bocciato il testo base per una nuova legge contro l'omofobia. Insomma... lontani anni luce dalle eresie di nozze tra omosessuali (in Parlamento, oltre ad avere ladri, puttanieri, raccomandati e imbecilli, abbiamo pure timorati di Dio), in questo Paese non riusciamo nemmeno a fare leggi che puniscano reati indecenti e anacronistici come quelli contro gli omosessuali. Un Paese che riesce incredibilmente a fare passi indietro rispetto a tutto l'Occidente, tirandosi fuori dai grandi temi sociali per mettere in mostra tutta l'arretratezza culturale e morale della classe politica che lo governa. Ma non solo. Ancora oggi, infatti, mi ritrovo costantemente a fare i conti con pareri e idee di amici e conoscenti che stento sinceramente a comprendere; siamo sicuri che, nel caso in cui per una questione come i matrimoni gay la decisione fosse affidata a un Referendum l'Italia voti a favore? No, non ne sono tanto sicuro...
Tra inviti all'astensionismo da parte di una Chiesa Cattolica che ormai arranca sempre di più, l'ignoranza e la paura per chissà cosa, ci sarebbe da combattere, e non poco. 
"Io non ho niente contro i gay...". Quante volte ho sentito dire questa frase? 
"Quindi sono uguali a te? Uguali agli etero?", rispondo.
"Sì, certo!"
"Quindi potrebbero anche sposarsi..."
"No, quello no..."
"Legalizzare la convivenza?"
"Santo cielo, no!"
"Baciarsi in pubblico?"
"Mio Dio, che schifo!"
"Tenersi per mano, almeno!"
"Decisamente no... fa una certa impressione vedere due maschi che si tengono per mano!"
"E due donne?"
"Quelle sì, dai, sembrerebbero due amiche."
"Ah, ecco... e le adozioni?"
"Spero tu stia scherzando..."
No, io spero stiano scherzando tutti quelli che sono a sfavore del naturale svolgersi delle cose. Sì, perché, carissimi frustrati del cavolo, questa è la natura del mondo, dell'Universo. I veri snaturati, contronatura, perversi, siete voi che pensate di poter avere l'ultima parola sulla vita degli altri. Voi siete padroni soltanto delle vostra. Se Marco vuole baciare Stefano in pubblico, e Monica baciare Adele, che lo facciano, così come Gianluca bacia in pubblico Giada. E se le prime due coppie hanno voglia di sposarsi perché si amano (sì, so che per gente che fa dell'odio e dell'intolleranza la propria ragione di vita, la parola "Amore" assume tinte oscure e poco definite), che lo facciano così come l'avete fatto voi con chicchessia, perché, voi lo sapete, nessuno che non vi conosce è mai venuto a rompervi le palle sulle vostre decisioni sentimentali e sessuali. Ed è inutile che sventolate la storia della famiglia formata da uomo, donna e figli, perché io ho dalla mia parte migliaia di esempi di donne picchiate e ammazzate dai loro amorevoli (e naturali) consorti, e di bambini picchiati, violentanti e persino ammazzati da padri e madri di famiglie "normali", "naturali". È questa la vostra normalità? È questa la vostra idea di unica famiglia "naturale"?
Finché tra i banchi del Parlamento, oltre ai già citati puttanieri, ladri, ignoranti, raccomandati e incompetenti, siederanno anche personaggi tanto squallidi da non accettare l'idea di un Amore Universale (alla faccia dei vostri bei discorsi di facciata... falsi), non si andrà da nessuna parte. Il mondo intero si sta svegliando, dopo secoli di sonno, l'Italia continua a dormire sui suoi bei cuscini di ignoranza e chiusura, tra una preghiera e una litania, un crocifisso e un'ostia pulisci-coscienza. 
La paura del diverso dovrebbe cominciare da se stessi. Siete voi e soltanto voi, spaventati persino dall'idea di due uomini che si tengono per mano (fate pena...) a essere diversi dal normale e naturale corso della storia dell'Universo.

sabato 3 novembre 2012

Le insegne luminose attirano gli allocchi

Continuando così tra una decina d'anni (forse meno) ci ritroveremo con gli addobbi di Natale piazzati a metà agosto. 
Oggi mi sono fatto un giro in un centro commerciale, e sembrava di essere alla vigilia di Natale. Non sono mai stato un tipo da tradizioni (ancor meno di quelle religiose), ma ricordavo che ci si cominciasse a preparare per il Natale verso l'8 di dicembre. Quest'anno, credo, sia stato battuto un nuovo record: più di un mese prima. 
Il mistero di tanta fretta e premura nel piazzare lì le lucine colorate davanti agli occhi dei felici cittadini (consumatori), a mio parere si potrebbe spiegare con una frase di una canzone di qualche tempo fa dei CCCP: Le insegne luminose attirano gli allocchi.
Buone compere.

sabato 14 luglio 2012

Doodle: Gustav Klimt

È dedicato al pittore austriaco Gustav Klimt il Doodle di oggi, nel giorno del 150° anniversario della sua nascita. Il Doodle ripropone uno dei suoi dipinti più celebri, "Il bacio" del 1907-08, con sullo sfondo la parola "Google" in stile mosaico.
Klimt è stato uno dei massimi esponenti dello stile "Liberty" (Art Nouveau).

giovedì 28 giugno 2012

Doodle: Luigi Pirandello

Un Doodle tutto italiano, quello del 28 giugno 2012. Google festeggia il 145° anniversario della nascita del nostro Luigi Pirandello, con un Doodle statico che vede i disegni del mezzo busto del Premio Nobel per la Letteratura e una Maschera teatrale che vanno a sostituire le due "O" del celebre logo. Dietro Pirandello si intravede anche una tenda rossa di un sipario teatrale.
Uno, nessuno e centomila Doodle a tutti!

sabato 23 giugno 2012

Sussurri e Grida (1972)

La trasposizione su pellicola del dolore, crudo, della pietà ed allo stesso tempo della freddezza che alberga nello spirito umano. "Sussurri e Grida" è un film durissimo e profondamente femminile; è la storia infatti di quattro donne: la povera Agnese, malata di cancro che qui vediamo negli ultimi, angosciosi e strazianti giorni della sua malattia; le sue due sorelle, la glaciale Karin e la frivola Maria; e Anna, la badante, l'unico satellite positivo a girare attorno ad Agnese, l'unica che mostra pietà e dolcezza materna (ha infatti perso una figlia), fino al punto di allattarla in un momento di estremo dolore per la povera malata. 
Dopo la morte di Agnese, e un suo inquietante "ritorno" (momenti di straordinaria intensità cinematografica), la povera Anna verrà liquidata dalla famiglia benestante, che ancora una volta mostrerà il suo volto spietato e freddo, come freddi sono i rapporti delle due sorelle di Agnese con i loro rispettivi mariti (forse il marito di Maria potrebbe apparire come un'altra figura positiva, seppur passiva).
Un film sul dolore, sulla morte, sui rapporti (o non rapporti) in famiglia. Un film che lo stesso Bergman ha definito "Rosso" (colore che interverrà spesso tra una scena e l'altra), e che termina nel Bianco; il bianco dei ricordi di Agnese, sull'altalena, con le due sorella e Anna, che capovolge in pochi istanti il tema generale, passando dal dolore e dalla morte alla vita.
"Tutti i miei film possono essere pensati in bianco e nero, eccetto Sussurri e grida... ho sempre immaginato il rosso come l'interno dell'anima" (Ingmar Bergman)
(VOTO: 10 - Profondo Rosso)

mercoledì 13 giugno 2012

La Fiera dello Squallore

Sinceramente non riesco a decidere su cosa sia stato più squallido: le affermazioni sui gay di Cassano, o le sonore risate dei giornalisti presenti.
Cominciamo dalle prime. Devo ammettere che dopo una domanda del genere, da una persona come Antonio Cassano non mi aspettavo di certo una risposta che sprizzasse tolleranza da tutti i pori; è vero anche che non mi aspettavo nemmeno una risposta così offensiva, volgare e terribilmente squallida. Più di ciò che ha detto (quando ripeteva la parola "Frocio" mi sembrava uno di quei bimbi che scopre per la prima volta una parolaccia e la ripete all'infinito per far ridere gli amichetti...), mi ha preoccupato ciò che non ha detto: «Ci sono froci in squadra? Se penso a quello che dico, chissà che cosa vien fuori. Sono froci? Problemi loro, me la sbrigo così, sennò mi attaccano da tutte le parti. Son froci, se la vedessero loro. Mi auguro che non ci siano veramente in Nazionale»

venerdì 8 giugno 2012

Leonardo Sciascia - A ciascuno il suo

Di Leonardo Sciascia lessi qualche tempo fa "Una storia semplice". In definitiva, "A ciascuno il suo" lo definirei un'altra storia semplice; semplice nella sua crudezza, nella sua naturale evoluzione, nel suo racconto freddo e reale.
Sciascia ci mostra i due volti della Sicilia: quello spietato, che sarebbe bene non incrociare; e quello genuino e leale, che spesso e volentieri, l'altro volto, ha la sfortuna di incrociarlo eccome. 
Il professor Laurana ha la curiosità di un investigatore amatoriale; vuole far luce - seppur, probabilmente, per conto suo - sul delitto all'apparenza inspiegabile di due persone del paese. Il mistero sugli omicidi, pagina dopo pagina, colpo di fortuna dopo colpo di fortuna, comincia a sbriciolarsi. Pian piano la verità appare al professore sempre più vicina.
Le ultime pagine del libro ci danno splendidamente l'idea, il senso della storia che Sciascia voleva (riuscendoci alla grande) raccontarci. Un'altra storia all'apparenza complessa, complicata, ma che, come già detto, si rivelerà semplice nella sua spietata dinamica.
Insomma, a ciascuno il suo.
(VOTO 9+ - Sicilia Spietata)

giovedì 7 giugno 2012

Ray Bradbury - Fahrenheit 451

Se n'è andato, all'età di 91 anni, l'autore di uno dei miei libri preferiti in assoluto: Fahrenheit 451. Di questo straordinario libro ne avrei sicuramente parlato, prima o poi. Lo faccio adesso, a due giorni dalla scomparsa di Ray Bradbury, a cui dedico il post.
La storia di Fahrenheit 451 è semplice e inquietante: in un futuro indefinito, leggere libri è reato. I libri vengono "cacciati" e dati alle fiamme da squadre di Vigili del Fuoco; nel titolo, infatti, troviamo la temperatura in gradi Fahrenheit a cui la carta brucia spontaneamente (ma nel libro questo particolare non viene preso in considerazione). 
"Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse." È questo lo splendido incipit del libro...
 

domenica 3 giugno 2012

Noi che... (ma anche no!): La Musica

Noi che... avevamo walkman e musicassette...
Ma anche no!
Cominciamo con ordine, ed elenchiamo tre aspetti per i quali no, non mi manca per niente il periodo della mia infanzia e prima adolescenza, quello delle musicassette e dei primi cd:
Le Musicassette: Ricordo ancora l'immagine del nastro marrone fuori dalla Musicassetta, il tentativo di evitare la tragedia prendendo la prima biro o matita nei paraggi e, con precisione e lentezza, infilarla nella rotellina della MC per riavvolgere il nastro. E se il nastro si riavvolgeva male, si piegava su se stesso in una sorta di immagine tridimensionale che mi ricordava alcune teorie sullo spazio-tempo... beh, allora erano guai.
E che dire della ricerca di questa o quella canzone? Oggi è semplice: che sia su un lettore portatile o al computer, basta scorrere l'elenco delle canzoni e scegliere la preferita. Con le MC no. Ricordo il nervosismo col quale schiacciavo freneticamente i tasti FF o REW, in un'alternanza spasmodica e snervante con il tasto Play. FF - Play... no; FF - Play... non ancora; FF - Play... no, l'ho saltata! REW - Play... troppo indietro! Vabbè, lasciamo perdere...

sabato 2 giugno 2012

Fermiamo Tutto

A volte (diciamo spesso) mi chiedo se alcuni, quando parlano dei fatti che accadono sentendosi moralmente e ragionevolmente al di sopra di tutti, riflettano un minimo prima di esternare le proprie sante ragioni. Ultimamente è accaduto dopo la nuova, brillante uscita del nostro Premier: "Il Calcio andrebbe fermato per 2-3 anni".
In molti (ovviamente la solita "Banda Anti-Calcio") hanno seguito l'onda di Monti (attenti, non mi sembra che le strade intraprese dal Premier portino tanto lontano...), ribadendo che sì, questo orribile sport, corrotto e sporco fino all'osso, andrebbe fermato per anni.
Al di là di un discorso prettamente economico (non avete la benché minima idea di quanti soldi questo diabolico sport porti nella casse dello Stato, eh?), che probabilmente riuscirebbe a capire anche un bambino delle medie, mi rifaccio a un discorso globale: fermare il Calcio perché al suo interno ci sono alcune mele marce? Bene, allora a ignoranza rispondiamo con ignoranza...
Mi pare che negli Asili a volte ci siano casi di maltrattamento su bambini: chiudiamo gli asili per due o tre anni.
In Vaticano ci sono i corvi: chiudiamo il Vaticano in gabbia.
In Televisione passano programmi come il Grande Fratello: spegniamo la tv per un quattro, cinque anni. (su questo punto qualche ragione posso pure trovarla, contrastata poi dal fatto che, in televisione, se si vuole si trovano anche cose molto interessanti...)
In molte Aziende, anche di enormi dimensioni, ci sono dirigenti che si macchiano di ogni tipo di reato economico possibile: ma sì... chiudiamo tutte queste aziende per qualche anno.
Nel Ciclismo c'è il doping: fermiamo le corse (ah no... in Italia non c'è la Banda dell'Anti-Ciclismo perché è uno sport che non dà fastidio in tv ai fans di "C'è Posta per te" o "Ballando con le Stelle").
In alcune Università italiane ci sono casi evidenti di nepotismo: beh... chiudiamo quelle Università!
All'interno del Parlamento Italiano ci sono vari elementi ai quali, nel caso in cui dovessi stringergli la mano per presentarmi, poi mi riconterei le dita per vedere se me ne manca qualcuna (cit. Peppino Prisco sugli Juventini): ovviamente... fermiamo la Politica!
L'ultimo punto (potrei e potreste fare mille esempi ancora, per renderci conto di quanto sia stupida l'idea di "Fermiamo il Calcio"...) è il più divertente. Ma da che pulpito arrivano certe prediche? La vergogna è un sentimento totalmente sconosciuto ai politici italiani.
Insomma, nel caso in cui dovesse passare come buona l'idea di "fermare il Calcio perché malato", beh... ho l'impressione che qui, ahimè, dovremmo fermare davvero tutto; anzi, il Calcio mi sembra, probabilmente, l'ultimo dei problemi. O è una "Questione Importante" soltanto in casi come questi?
Che ci si metta d'accordo...

lunedì 28 maggio 2012

Stefano Benni - Achille piè veloce

All'inizio ne sono stato totalmente rapito. Poi, verso la fine, a mio parere si è perso un po'.
"Achille piè veloce" è la storia di un'amicizia particolare, nata grazie a un contatto particolare tra due persone... particolari; Ulisse, scrittore e lettore di professione per una Casa Editrice non proprio di successo, riceve una lettera da un certo Achille. La lettera (e l'autore) incuriosisce non poco il nostro protagonista, e allora ecco che i due si conoscono e iniziano un'amicizia fatta di racconti e confessioni. Achille è un ragazzo disabile, affetto da una rara e atroce malattia che lo costringe a vivere in isolamento nella sua camera, su di una sedia a rotelle supermoderna, con una madre protettiva e amorevole, e un fratello cinicamente ambizioso. 
Insomma, il libro si legge volentieri, ma col passare del tempo credo si perda qualcosa. Il finale non è a mio parere tra i migliori, e la conclusione in sé, soprattutto le ultime righe, non mi hanno assolutamente convinto. 
Una buona storia che riesce a lasciarci qualcosa di buono, qualche riflessione sul modo di vivere che vale la pena far propria, e un personaggio come Achille che spicca per la sua forza, ma che non convince per colpa di un finale a tratti prevedibile, a tratti incomprensibile.
Non il miglior libro di Stefano Benni.
(VOTO: 6 - Sufficienza piè veloce)

domenica 27 maggio 2012

La Riapparizione (sbagliata) delle H

Più di un mese fa avevo scritto un post dal titolo "La Scomparsa delle H (e non solo)". Il post era una sorta di "denuncia" al maltrattamento a cui la nostra povera lingua viene giornalmente sottoposta ai tempi dei social network, ai tempi della Società della Comunicazione. Trovo preoccupante, sinceramente, commettere errori come "Giulio a comprato una bici" o "Giulia e una ragazza molto bella". Ma, si dice, finché gli errori sono commessi dall'Uomo della Strada tutto ciò potrebbe anche  (ma anche no) passare. Quando invece errori del genere vengono commessi (più di una volta) anche dal Giornalista della Redazione... allora la mia preoccupazione credo sia più che comprensibile.
Oggi, mentre leggevo un articolo sul Corriere dello Sport riguardo la sfortunata gara della Pellegrini, ecco che mi sono imbattuto magicamente nella "Riapparizione della H".
In questo caso, non ne sentivamo certo la mancanza...