Poco prima dell'inizio dell'estate, tra il momento in cui mi sono infortunato e quello in cui mi sono operato, ero così impedito nel fare cose che ho passato gran parte di quei giorni stravaccato (ma per niente comodo: braccio in su!) sul divano cercando qualcosa da vedere per far passare il tempo. Niente di impegnativo, però; non avrei avuto l'attenzione giusta. Così, visto che ne parlavano un po' tutti - e di solito le cose di cui parlano un po' tutti sono naturalmente non impegnative - mi sono buttato su questa miniserie, "The Watcher", tratta da una storia vera. E la storia vera è stata adattata nella storia della famiglia Brannock, appena trasferita nella loro nuova casa, che sin da subito comincia a ricevere lettere inquietanti da un misterioso tizio che si fa chiamare The Watcher, l’Osservatore. In queste lettere l'Osservatore ci tiene a far sapere alla famiglia che sta osservando quella casa, adesso abitata da loro, da molto tempo, ancor prima quindi del loro arrivo. Ma i Brannock, seppur sconvolti e spaventati, e di certo non aiutati da vicini altrettanto inquietanti, sembrano proprio non voler lasciare quella che per loro rappresenta la casa dei sogni...
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domenica 17 settembre 2023
martedì 1 marzo 2022
Miss Violence (2013)
Qualche tempo fa, dopo aver visto "Dogtooth" ed essermi innamorato del Cinema di Lanthimos, ho voluto approfondire un po' la mia cultura cinematografica greca. Ecco allora che quando mi ritrovavo a parlare di Cinema con amici e conoscenti, ai loro occhi probabilmente apparivo un po' come Mario Brega in "Borotalco": "E guarda 'sto film... è greco!". Peccato però che non avessi la stessa capacità di persuasione del buon Mario, e probabilmente quei film greci me li sono visti soltanto io. Poco male.
Uno di quelli che sponsorizzavo di più era "Miss Violence" (disponibile su Prime Video), che ho rivisto qualche mese fa. Il film si apre con una scena molto forte (il post è come sempre senza spoiler): nel giorno del suo undicesimo compleanno, la piccola Angeliki decide di buttarsi giù dal balcone; sorridente. Servizi Sociali e inquirenti, quindi, cercheranno di capire le ragioni di quell'assurdo suicidio, che invece la sua famiglia cerca di far passare come un incidente. Ecco allora che ben presto cominceremo a conoscere meglio la famiglia di Angeliki, e i suoi terribili segreti...
lunedì 23 agosto 2021
I See You (2019)
Dei tanti film che ho visto quest'estate, "I See You" è senza ombra di dubbio uno di quelli più interessanti. Disponibile su Prime Video, si inizia con il caso della scomparsa di un bambino, che rievoca brutti ricordi nella comunità e nelle forze dell'ordine del posto in cui è ambientata la storia. E fa parte delle forze dell'ordine anche, e soprattutto, Greg, il padre della famiglia protagonista del film. Famiglia che sta affrontando un brutto momento, per via di un tradimento da parte della moglie di Greg, Helen, che ha avuto ripercussioni importanti anche sul figlio Connor. Ma come se questa situazione già tesa non bastasse, ben presto all'interno della casa della famiglia Harper cominceranno ad accadere cose strane e inquietanti, che metteranno in allarme i tre, e intrigheranno e incuriosiranno lo spettatore.
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sabato 19 giugno 2021
Dogtooth (2009)
Esistono film belli, e film che non si dimenticano facilmente. "Dogtooth" di Yorgos Lanthimos è uno di questi.
Visto la prima volta in lingua originale sottotitolato (non esisteva ancora la versione doppiata), me lo sono riguardato qualche giorno fa in italiano.
Visto la prima volta in lingua originale sottotitolato (non esisteva ancora la versione doppiata), me lo sono riguardato qualche giorno fa in italiano.
Ci troviamo di fronte, a mio parere, al miglior film del regista greco; almeno di quelli che ho guardato io, visto che me ne mancano ancora un paio. Degli altri suoi film che ho visto, infatti, ho apprezzato molto "The Lobster" e "La Favorita" (totalmente diverso, quest'ultimo, da ciò che vedremo in tutti gli altri suoi film, trattandosi di un soggetto non originale), un po' meno "Il Sacrificio del Cervo Sacro". Ma "Dogtooth", signori, è sopra tutti...
Come sempre senza spoiler, cominciamo subito con una banalità per un'opera assolutamente non banale: questo film non è per tutti. Molto difficile da catalogare, è un drammatico che sfocia nel grottesco, nel disturbante, forse addirittura nella commedia nera. La storia infatti ci mostra la vita di una famiglia di cinque persone, padre, madre e tre figli ormai cresciuti, che vivono in un modo... tutto loro. O meglio, un mondo creato e supportato dai due genitori, che riescono a far vivere i propri figli in una bolla al riparo dalle brutture e dai pericoli esterni. Ma sarà proprio così?
Ci accorgiamo della particolarità del film già dalla prima scena: il primo piano di un registratore, un "mangiacassette", di quelli in cui noi che abbiamo vissuto in un certo periodo storico abbiamo consumato decine e decine di Musicassette. Inserita una cassetta e schiacciato il tasto Play, ecco che parte una voce femminile che annuncia: "Le parole nuove che impareremo oggi sono le seguenti: Mare, Autostrada, Escursione, e Carabina. Mare: il Mare è una poltrona di pelle, con i braccioli di legno, come quelle che abbiamo in soggiorno. Esempio: Non rimanere in piedi, siediti sul Mare e chiacchiera un po' con me. Autostrada: l'Autostrada è un vento molto forte..." E così via, mentre al posto del registratore ci appariranno i tre ragazzi della famiglia. Benvenuti in Dogtooth...
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giovedì 19 dicembre 2013
In Bruges - La Coscienza dell'Assassino (2008)
Morire a Bruges. C’è posto più bello per terminare la propria complicata vita? Per qualcuno no, assolutamente; Bruges è un posto da favola. Per altri sì, decisamente; la cittadina belga è un posto noioso e grigio. Il film di Martin McDonagh, sullo sfondo della obiettivamente bella Bruges, ci mette di fronte a una coppia di sicari alle prese con un viaggio di redenzione. Uno in particolare è chiamato a fare i conti con la propria coscienza, dopo uno sbaglio che, come afferma più volte il “grande capo” (lui sì che ama Bruges) non doveva essere commesso. E come dargli torto. La storia, seppur semplice, non annoia mai e si sviluppa in un crescendo di tensione (bella, tra le altre, la scena delle monetine). Sulle scene finali forse avrei qualche dubbio (in qualche passaggio manca un po’ di realismo), ma non me la sento di farli pesare sul giudizio complessivo del film. Ottima prova di Colin Farrell, credibile e perfettamente a suo agio nel ruolo. Bravi anche Brendan Gleeson (il socio) e Ralph Fiennes nel ruolo del freddo capo, apprezzabile comunque nella sua coerenza. Del resto, ci ricorda nel finale (aperto ma non troppo), bisogna tener fede ai principi. Sempre.
(VOTO: 7+ – Tra le strade di Bruges)
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