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mercoledì 26 maggio 2021

La Partita Sbagliata

Domenica scorsa avevo intenzione di scrivere un post sulla vittoria dei Maneskin all'Eurovision e la conseguente frustrazione dei sottuttoio del Rock. Poi la domenica è scivolata via lontana dal PC, e allora mi ero ripromesso di scrivere qualcosa in tarda serata. Il problema è che a tarda serata stavo così intossicato che cercavo di tenere a distanza pure mia moglie per paura di avvelenarla. 
Allora: io sulla qualificazione del Napoli in Champions qualche timore lo avevo, tanto da aver puntato qualcosina sull'x2 (che mi ha fruttato un paio di cenette per la disintossicazione, a quanto pare), anche se ammetto di averlo fatto un po' più per scaramanzia. Il timore è diventato però certezza dopo appena 5 minuti 5 di visione di Napoli-Verona. Si dice che spesso si possa intuire che tipo di partita sarà guardando soltanto i primi minuti di gioco. Ecco, domenica sera è accaduto proprio questo, e se al 5° minuto del 1° tempo avessi avuto lì con me una macchina del tempo, sarei tornato subito indietro per puntare una cifra ben più considerevole sull'x2, senza aspettare la fine. Domenica scorsa, semplicemente, il Napoli non è sceso in campo, e si è visto subito.
Ma perché?

sabato 11 aprile 2015

Onorare la Maglia (ma quale?)

Parliamo un po’ di calcio. Parliamo esattamente della mia squadra del cuore: il Napoli.
Le cause del tracollo in Campionato (e anche in Coppa Italia) della squadra di Benitez sono molteplici, ma una più di tutte, a mio parere, può spiegare molto semplicemente l'attuale situazione: l’inadeguatezza della Rosa. Stiamo parlando infatti di una squadra che, a parte il Mostro Higuain (appannato anch'egli e forse già lontano da Napoli) e qualche altro buon calciatore nel reparto offensivo, dal centrocampo in giù pecca (tanto) di qualità. Rispetto all'anno scorso ci ritroviamo, poi, un Callejon (scomparso dopo la convocazione in Nazionale) e un Albiol (chi va con lo zoppo impara a zoppicare) in meno. E allora due più due fa quattro: la difesa è una vera e propria Galleria degli Orrori. Albiol come detto ha imparato a imitare i suoi compagni di reparto. Mi dispiace umanamente infierire su alcuni calciatori che indossano la mia Maglia (la mia, vabbè... spenderò qualche parola anche sul Capitolo Maglia), ma veder giocare Britos ed Henrique titolari in Serie A, in una squadra che ambisce a un piazzamento in Champions è mortificante. Senza mezzi termini mi sento di poter affermare che gente come Britos, Henrique, Koulibaly, Maggio (quello degli ultimi due anni), Goulham, Mesto potrebbe trovare il giusto spazio in una squadra sì di Serie A, ma che lotti per la Salvezza o, con più spazio e merito, in una buona squadra di B. È sotto gli occhi di tutti (purtroppo anche degli avversari) la difficoltà di questi calciatori nel trovarsi a dover fronteggiare colleghi più o meno forti, spesso modesti. Il panico che si scatena nell’Area Partenopea ogni volta che ci attaccano è da cardiopalma. Il pallone, buttato lì in mezzo, sembra una bomba a orologeria, che può essere controllata e disinnescata agevolmente soltanto dagli avversari. Avversari che, quando c’è da puntare l’area, spesso si trovano di fronte semplici birilli da zigzagare o, se vogliamo essere esteticamente più buoni, statue immobili da evitare senza troppi problemi. Un piccolo miglioramento (dopo tanto, troppo tempo) c’è stato in porta; Andujar non è un fenomeno, ma almeno fa il portiere, laddove con Rafael si viaggiava quasi alla media di un gol a tiro in porta; era ormai un classico leggere il lunedì dell’ennesimo “tiro imparabile”. Imparabile sì... se non ti butti e l’avversario non te la tira in faccia sì. L’accoppiata poi che faceva con Britos andrebbe proposta come ispirazione a Stephen King per un prossimo terrificante romanzo.
Centrocampo... altri esemplari da Museo delle Cere in puro stile Horror. Inler gioca un calcio tutto suo, con tempi e modi che probabilmente appartengono a un’altra dimensione, che noi semplici mortali non riusciamo a vedere. David Lopez fa quel che può... si para davanti agli avversari e, una volta conquistata palla, la... butta, dove capita. Jorginho è uno spettatore che passa lì per caso a centrocampo, con una sua particolare capacità: commette falli stupidi e inutili da ammonizione in azioni assolutamente innocue, e non li commette quando ci sarebbe da stendere l'avversario in una situazione a centrocampo da vita o morte; e infatti poi arriva inevitabilmente la morte. Hamsik gli fa compagnia, ma peggiora tutto perché ci mette anche lo zampino: quando c’è da fare un passaggio tira una cannonata; quando c’è da sparare in porta la passa di giustezza al portiere avversario. De Guzman ci prova, s’impegna, ma insomma... pure io posso provare a suonare un violino, ma... sì, ci provo e basta, con tante scuse a chi mi sta a sentire. In tutto questo marasma centrale Gargano sembra un fuoriclasse, e quando manca siamo lì a rimpiangerlo come se fosse Pirlo. Se non fosse per il fatto che poi Gargano torna, e sfoggia prestazioni come quelle nel ritorno di Semifinale di Coppa Italia con la Lazio... e allora capisci che non c'è davvero nulla da fare.
Reparto offensivo: è l’unico da Serie A. Higuain è un autentico Fuoriclasse, e rappresenta più del 70% della Squadra (quando ci sta con la testa). Sì, forse anche di più... ma gente come Mertens, Insigne (ahimè è mancato come l’aria), Duvan (a sprazzi) e il nuovo acquisto Gabbiadini se in buona giornata possono risolvere la partita. Il problema è che un reparto del genere è supportato dai due precedenti già descritti. E allora ecco perché vediamo Higuain sbracciarsi e sbraitare, sbuffare e urlare, arrivare a centrocampo e persino in difesa per prendersi quel benedetto pallone. Sì, perché se a impostare il gioco c’è gente come Britos, De Guzman e David Lopez, per prenderne tre a caso, il povero Gonzalo di palloni ne vedrà veramente pochi.
Un altro problema spesso evidenziato è il fondamentalismo tattico di Benitez. Non lo so... io non sono un supporter di questa tesi. Quando vedi il Napoli prendere certi gol a difesa schieratissima non puoi dare la colpa all’Allenatore. Quando vedi Koulibaly, Britos o Inler lanciare il pallone in fallo laterale o sui piedi dell’avversario, invece che impostare seriamente un’azione d’attacco, non puoi prendertela con Benitez. Quando si vedeva Rafael uscire a prender farfalle o prendere un gol come quello a Palermo la guida tecnica non può far altro che stare a guardare e, alla fine, cambiare (almeno lì si può) andando contro apertamente a delle scelte societarie a dir poco discutibili.
Ultimamente poi leggo e sento cose assurde: "È incredibile come una squadra come il Napoli, con quella Rosa, non sia lì a lottare con la Juventus!"; oppure: "Con una Rosa del genere, da grande Club, il fallimento è di Benitez!"