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domenica 10 marzo 2024

La Zona d'Interesse (2023)

Alla fine sono riuscito a vedere al Cinema questo film a poche ore dalla cerimonia degli Oscar, dove lo troviamo candidato in ben 5 categorie, tra cui Miglior Film, Miglior Film Straniero e, soprattutto, Miglior Sonoro.
Sì, per "La Zona d'Interesse" vorrei sottolineare proprio quest'ultima candidatura: il sonoro. Perché? Perché la storia che ci viene raccontata in questo film è quella del comandante del campo di concentramento di Auschwitz Rudolf Höß (Hoss) e della sua famiglia. Tutto qua. Una storia in definitiva molto semplice, del tutto familiare, appunto, ma che ci disturberà in maniera profonda anche e soprattutto per quello che non vedremo, ma ascolteremo in sottofondo. Il sottofondo della vita tranquilla di una famiglia di nazisti a un passo da Auschwitz. 

giovedì 27 gennaio 2022

Viva la Memoria

Nonostante ormai faccia sempre più spesso mia la frase "Non mi sorprendo più di nulla", c'è sempre qualcosa che, alla fine, riesce a smentirmi. 
Oggi, nella Giornata della Memoria, non volevo scrivere un post sull'Olocausto, soprattutto perché c'è chi ne scrive e ne scriverebbe molto meglio del sottoscritto, e poi perché a volte si rischia di cadere nel banale scrivendo di un argomento che di banale non ha proprio nulla. Ma oggi, ahimè, mi sento costretto a parlare di Olocausto per sfogarmi: ma, dico io, nel 2022 può esistere ancora gente così idiota da paragonare l'Olocausto a un... Green Pass?
Certo che esiste, e abbiamo avuto modo di vedere le loro facce di culo in questi ultimi mesi. Ma non contenti, e qui arriva la smentita al "Non mi sorprendo più di nulla", lo hanno fatto anche oggi. Sì, oggi.

lunedì 22 febbraio 2021

Le Canzoni della Sera (Volume 27)

Torniamo a parlare un po' di Musica. Tanta bella roba nella Playlist delle mie ultime 25 Canzoni della Sera, che si apre con i Black Keys e la loro bella "Little Black Submarines", e va a chiudersi con i sempreverdi Rolling Stones, con "It's Only Rock'n'Roll (But I Like It)"; e piace anche a noi, ragazzacci.
Ma partiamo con la Musica Italiana: si comincia con i miei amati Punkreas, con una canzone che nel periodo in cui mi dilettavo a suonare diventò l'incubo di chi mi stava intorno, perché quella "Sosta" era onnipresente nei miei cazzeggi deliranti. Ah... che tempi! Subito dopo, nella Giornata della Memoria, arriva la meravigliosa "Canzone Del Bambino Nel Vento", meglio conosciuta come "Auschwitz", scritta da Francesco Guccini e qui interpretata insieme ai Nomadi nel loro live (che divenne un disco, "Album Concerto") del 1979. Poco da aggiungere, tanto da ascoltare.
Si cambia decisamente passo e genere, poi, con i Bluvertigo e la loro "Altre Forme di Vita"; quanto mi piaceva all'epoca! E devo dire che riascoltandola mi piace ancora. E poi arriva un altro gruppo che amo tantissimo, i Litfiba, con la divertente (quanto il video) "Gioconda"; da non dedicare all'amata, o all'amato, se è in attesa di una certa proposta...
Il 14 febbraio, a San Valentino, purtroppo se n'è andato il mitico Erriquez della Bandabardò. Mi è dispiaciuto davvero un sacco, anche perché il suo era uno di quei gruppi che non vedevo l'ora di rivedere e riascoltare dal vivo non appena fosse passato questo periodaccio. Purtroppo non potrò rivedere e riascoltare lui, ma spero in un giusto omaggio della sua "banda" e dei tanti Gruppi e Artisti che lo hanno ricordato in questi ultimi giorni. Così come ho fatto anch'io, nel mio piccolo, con "Manifesto". Aloha Erriquez!
Chiude la schiera degli italiani un gruppo già presente in lista, i Nomadi. Il 18 febbraio, infatti, oltre a essere il compleanno di Fabrizio De André, è anche quello di Augusto Daolio, indimenticabile frontman del gruppo di Novellara. E allora Auguri Augusto... con "Senza Patria", una canzone che ho cantato, anzi urlato decine e decine di volte ai tanti concerti a cui ho assistito in giro per l'Italia.
Ma adesso facciamo un salto fuori dal nostro Belpaese, e passiamo alla Musica Internazionale:

lunedì 20 aprile 2020

Hunters (Stagione 1)

Può una Serie TV cominciare alla grande, con una scena d'apertura pazzesca, per poi crollare clamorosamente nel finale, con una scena di chiusura da "no comment"? La risposta è sì. Anzi, la risposta è "Hunters".
Le danze, come detto, si aprono con una scena davvero forte, che pone le basi per una storia molto interessante e intrigante. Siamo infatti nella New York del 1977, dove troviamo i Cacciatori, un gruppo eterogeneo a caccia... di nazisti. Centinaia di ufficiali nazisti, infatti, si nascondono tra la gente comune, cospirando addirittura la nascita di un nuovo Reich negli Stati Uniti. Il gruppo, guidato da Meyer Offerman (Al Pacino), parte così alla ricerca di questi lupi travestiti da agnelli, senza fare sconti. Di nessun genere. 
La prima parte della Serie, seppur con qualche difetto, si sviluppa onestamente; certo, con qualche apparizione defuntonirica in meno sarebbe stato meglio. Ma il problema, anzi i problemi, arrivano nella seconda parte, quella della vera e propria resa dei conti. Ora: su questo mio blog difficilmente parlo di Film e Serie TV facendo Spoiler, e non lo farò neanche stavolta, ma la domanda che mi sono posto guardando l'episodio finale è stata una e soltanto una: perché?! Senza quell'episodio finale, la Serie non sarebbe stata comunque un capolavoro, vista la continua dose di sospensione dell'incredulità richiesta allo spettatore durante alcune scene su cui è meglio sorvolare, ma sarebbe stata comunque un buon intrattenimento. E invece arriva l'episodio finale, con una serie di colpi di scena da far accapponare la pelle. Insomma... non per forza dobbiamo piazzare uno o più colpi di scena nel finale di una storia. E quando vanno messi, vanno messi bene, scritti bene, con coerenza (almeno un minimo), senso logico (fiction non vuol dire faccioquelcazzochemipare; quello possono farlo soltanto Lynch e pochi altri) e rispetto per lo spettatore. In "Hunters" si sfiora l'assurdo, il ridicolo e il pasticcio. E un solo episodio, quello finale, ha la capacità di rendere l'intera Serie nemmeno degna della sufficienza. 
(VOTO: 5,5 - Buone intenzioni, cattiva esecuzione)

domenica 27 gennaio 2013

Mai più

È mostruoso realizzare che ciò che è accaduto 70 anni fa è accaduto per davvero. I Giorni della Memoria servono anche a questo: non farci dimenticare fin dove l'uomo si è potuto spingere e dove, ovviamente, potrebbe ancora spingersi. La bestialità dell'uomo, ne abbiamo avuto la prova, può non avere confini, limiti. Sta a noi, ogni giorno, fare in modo che ciò che di orribile e disumano è accaduto non accada mai più. Ricordarci sempre che ogni forma di discriminazione è assolutamente fuori da ogni logica umana, universale. Perché tutto ciò che è accaduto per colpa di bestie esaltate e senza umanità non accada mai più. 
E a chi nega certi crimini e a chi, senza averli mai vissuti, rimpiange certi periodi storici (anche specificatamente italiani): quando state da soli, nel silenzio, guardatevi allo specchio e in quel momento, almeno per qualche secondo, provate un po' di vergogna. Vi farà bene.