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domenica 11 febbraio 2024

The Creator (2023)

Avevo aspettative molto alte nei confronti di questo film, tanto da essermi pentito di non averlo visto al Cinema. Appena disponibile su Disney+, dunque, eccomi pronto sul divano e... niente, aspettative ovviamente deluse senza appello. Sì, perché da "The Creator" mi aspettavo qualcosa di diverso dal classico film fanta-war dell'umanità in lotta contro gli alieni di turno. Qui però il succo non cambia: non si combatte contro gli alieni, stavolta, ma contro l'IA (ormai altro argomento già sputtanato alla grande). Che noia...
Quindi, eccoci in un futuro prossimo dove è in atto una guerra tra la razza umana e le forze armate di intelligenze artificiali agli ordini del Creatore. Riuscirà dunque la razza umana a spuntarla? E chi sarà mai questo misterioso Creatore?

sabato 22 ottobre 2022

Occhio al Cielo

Negli ultimi due mesi sono stato decisamente impegnato. Il mio lavoro si è "evoluto", e mi sta portando via molto più tempo ed energie. Quando torno a casa c'è il mio piccolo teppistello che ormai non sta fermo un attimo, e allora il poco tempo libero che mi resta lo passo a riposarmi come un anziano in spiaggia. 
Comunque... proverò ad abituarmi a questi nuovi ritmi! E tornerò! Più forte e carico di prima! ("Certo, come no...")
Detto ciò, oggi ha giurato il nuovo governo, e qualche parola al riguardo, anzi, un avvertimento, voglio scriverlo: insomma, dopo la pandemia, la guerra in Ucraina, e il governo Meloni, consiglio un po' a tutti di buttare più spesso un occhio al cielo. Oh, di questo passo ci manca solo l'asteroide. 

domenica 15 maggio 2022

Freaks Out (2021)

Avevo grandi aspettative su "Freaks Out", il film di Gabriele Mainetti disponibile su Prime Video. Qualcuno, tra l'altro, aveva anche affermato che il film di Mainetti avrebbe meritato la candidatura all'Oscar a discapito di "È stata la mano di Dio"; non sono d'accordo. Nonostante infatti il film di Sorrentino non mi abbia fatto impazzire, lo trovo decisamente superiore a questo. 
In "Freaks Out" ci troviamo nel 1943, a Roma, in piena Guerra Mondiale. In questo scenario ecco il circo di Israel, con i suoi "mostri": Cencio, che ha la capacità di controllare gli insetti; Fulvio, una sorta di uomo-bestia fortissimo, ricoperto completamente di pelo; Mario, un nano magnetico, capace infatti di attrarre qualsiasi oggetto metallico; e infine Matilde, una giovanissima ragazza che governa il potere dell'elettricità. Così Israel, essendo ebreo, cercherà di organizzare una fuga insieme ai suoi amici particolari; peccato che le cose, ovviamente, non andranno proprio come previsto...

venerdì 13 agosto 2021

Ciao Gino

Lo saluto con un semplice Ciao, perché a Gino Strada sarebbe piaciuto così. 
Sì, della scomparsa di Gino Strada mi dispiace davvero tanto. Lo seguivo (da sempre il banner di Emergency è sul mio blog), lo ammiravo, e nel mio piccolo ho sempre contribuito (e continuerò a contribuire) alla sua causa, che poi è un po' anche quella di tutti noi che, senza nasconderci dietro il motto religioso spesso e volentieri per niente seguito da una grossa fetta di fedeli, al prossimo ci pensiamo eccome. 
A qualcuno gente come Gino Strada non stava simpatica, e mi sono sempre chiesto come si possa non amare o ammirare persone come lui. Del resto, questa cosa è diventata col tempo uno dei parametri con cui decidevo, a mia volta, se una persona mi stava simpatica (eufemismo) o meno. 
Ciao Gino, grazie di tutto. Lasci un vuoto enorme.

mercoledì 7 ottobre 2020

Gorlomi, Margheriti e Decocco: la Musica delle Parole

Non ho mai demonizzato il doppiaggio nei Film e nelle Serie TV. Anzi, come dicevo in un post di un po' di tempo fa, ultimamente addirittura mi trovo spesso a preferire quelli doppiati. Ma in tutto ciò, una particolare scena di un film che amo tantissimo proprio non mi è andata giù. Vada per il doppiaggio, come detto, ma la scena dell'incontro tra il Colonnello Hans Landa (magnifico Christoph Waltz) e i tre "italiani" in "Bastardi senza Gloria" di Tarantino andava riproposta in lingua originale, senza se e senza ma. Che male c'era, infatti, a riportare una sola scena in audio originale con i sottotitoli? Non sarebbe stata né la prima né l'ultima volta, tra l'altro. Se poi ci mettiamo, come mostrato nel video sotto, che il risultato nella versione doppiata è a dir poco imbarazzante, rispetto all'esilarante versione originale, allora proprio non capisco questa scelta. 
Insomma... avrei proprio voluto sentire la Musica delle parole!
https://www.youtube.com/watch?v=40HS7mxA5CQ&feature=emb_title 

domenica 16 giugno 2019

Catch 22 - Il Paradosso della Guerra

Il fantomatico "Comma 22" recita, testualmente: "Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo".
Ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, in Italia, la Mini-Serie prodotta da George Clooney in 6 episodi racconta la storia del soldato John "Yo Yo" Yossarian, che, missione dopo missione, vedrà allontanarsi ogni volta la possibilità di tornare a casa sano e salvo per colpa del limite di missioni da fare che, per vari motivi, salirà di continuo. Ecco allora che il giovane soldato americano, circondato dall'orrore della morte dei suoi compagni di missione, le proverà tutte per cercare di venire rispedito a casa, appellandosi anche al mitico Comma 22.
Tra momenti divertenti e altri decisamente drammatici, questa Serie tratta dal romanzo di Joseph Heller mi è piaciuta parecchio. Certo, non perfetta (forse a un passo, un piccolo sforzo dalla perfezione), la storia è riuscita a rapirmi e a farmi respirare l'aria rarefatta che quei soldati respiravano lì tra un volo e un altro. Inquietudine, rassegnazione, speranza, follia, violenza e spensieratezza a tratti. Tutto questo è "Catch 22". Tutto questo è, in definitiva, la Guerra.
(VOTO: 8 - Ancora una Missione)

venerdì 1 agosto 2014

Israele può

Cosa sarebbe successo se una Nazione, una qualunque al mondo, avesse bombardato una scuola col Simbolo dell'ONU provocando una strage di bambini? Non oso nemmeno immaginarlo...
Ma se la Nazione (Nazione?!) in questione è Israele, allora non serve nemmeno immaginarlo, perché è accaduto, e accadrà. E allora? E allora niente. Israele può. In poche parole Israele può fare quello che cazzo gli pare, anche provocare migliaia e migliaia di vittime innocenti tra le quali anche bambini; oppure proclamare tregue a casaccio e interromperle, appunto, quando gli pare, a caso, senza temere la benché minima reazione da parte dell'intera Comunità Internazionale; e parlo di interventi seri, non di cazziate verbali anche poco convinte. Si interviene in Iraq, in Afghanistan, in Siria - e non certo con cazziatoni verbali - ma non si interviene per fermare questi assassini senza dignità e senza scrupoli, occupanti e opprimenti. Perché?!
Perché Israele può.  
Palestina Libera.

martedì 7 maggio 2013

L'Uomo che verrà (2009)

Due circostanze accadute nei giorni passati mi hanno fatto ricordare di un bellissimo film del 2009 di Giorgio Diritti, "L'Uomo che verrà": il 25 aprile, ovviamente, Festa della Liberazione dalle forze Nazifasciste; e l’essermi recato per lavoro sull'Appennino Tosco-Emiliano, e avere così attraversato Marzabotto ed esser passato nelle vicinanze del Parco Monte Sole. È lì che si sono svolti gli eventi narrati nel film, ovvero la terribile, bestiale e disumana esecuzione nota come la "Strage di Marzabotto" (o "Eccidio di Monte Sole"). 
Il film è in dialetto (ovviamente sottotitolato), e questo a mio parere lo rende ancor più vero e coinvolgente. Gli attori sono bravi e credibili (stupenda la bimba che non parla...), e tutto scorre sotto la pesante cappa di un finale che, conoscendo un po’ di storia, si conosce già e si vorrebbe tanto cambiare, fare in modo che tutto ciò non fosse mai avvenuto e nemmeno lontanamente immaginato. Invece, purtroppo, è stato immaginato (quali menti malate?) e realizzato. Ancora una volta, messo di fronte ai fatti (come questo) di quel terribile periodo, non riesco a provare rispetto nei confronti di chi inneggia ancora al Fascismo o, peggio, è nostalgico di “quei tempi”. Vedere documentari o film del genere dovrebbe servire a scuotere le coscienze e a far riflettere. A me, che mi reputo umano, è sempre successo. Ad altri, purtroppo, disumanamente no.
(VOTO 8,5: Resistenza)

domenica 27 gennaio 2013

Mai più

È mostruoso realizzare che ciò che è accaduto 70 anni fa è accaduto per davvero. I Giorni della Memoria servono anche a questo: non farci dimenticare fin dove l'uomo si è potuto spingere e dove, ovviamente, potrebbe ancora spingersi. La bestialità dell'uomo, ne abbiamo avuto la prova, può non avere confini, limiti. Sta a noi, ogni giorno, fare in modo che ciò che di orribile e disumano è accaduto non accada mai più. Ricordarci sempre che ogni forma di discriminazione è assolutamente fuori da ogni logica umana, universale. Perché tutto ciò che è accaduto per colpa di bestie esaltate e senza umanità non accada mai più. 
E a chi nega certi crimini e a chi, senza averli mai vissuti, rimpiange certi periodi storici (anche specificatamente italiani): quando state da soli, nel silenzio, guardatevi allo specchio e in quel momento, almeno per qualche secondo, provate un po' di vergogna. Vi farà bene.

martedì 11 settembre 2012

Noi che... (ma anche no!): Il Militare

Eh sì, noi che... mentre ci godevamo gli ultimi anni di spensierata gioventù... ci arrivava una cavolo di cartolina che ti diceva CATEGORICAMENTE dove recarti un certo giorno a una certa ora. Un evento così shockante che ricordo ancora precisamente il giorno dell'arrivo della cartolina: 10 gennaio 2001. Mia Nonna poi... che me la porta pure piangendo... mentre stavo dormendo! No vabbè... scene da film drammatico senza speranza. Lì per lì credevo fosse una multa o qualcosa del genere. Poi vabbè... vedi il nome del Reggimento, della Caserma... e fine. 
Poco più di un mese dopo fui costretto a partire per Firenze, precisamente Scandicci. Per uno come me, vedersi arruolato nel "78° Reggimento Lupi di Toscana" (faceva impressione solo a pronunciarlo...) è stato un po' come se Berlusconi venisse iscritto di forza al rinato Partito Comunista Italiano, e costretto a presenziare e partecipare a tutti i congressi. A poco più di vent'anni, mi ritrovai catapultato in un incubo a occhi aperti.
Il primo mese mi passò davvero male: sveglia alle 6.30 del mattino con un tizio che ti urlava nelle orecchie dopo che potenti luci ti si accendevano all'improvviso; farsi la barba davanti a uno dei cinque-sei specchi disponibili in bagno, con altri disperati come te che cercavano di scavalcarti da ogni parte; marce (marce? ma perché cazzo IO devo marciare?!) sotto la pioggia e la neve; file interminabili per fare qualsiasi cosa: dal farti prendere le misure per quella orribile divisa, al mettere qualcosa sotto i denti nella mensa della Caserma; essere costretto a dividere la stanza con altri 7-8 elementi dei quali almeno la metà ti stava sulle palle; imbracciare un fucile pesantissimo e con quello marciare e poi sparare pure qualche colpo; e infine la cosa peggiore: ritrovarsi a guardare l'Arno stremato, disperato, scoraggiato e impotente, e a riflettere, in quelle poche ore di libertà che ti concedevano la sera (che scene che sto ricordando...), sul fatto che avevi davanti a te altri 9 mesi e mezzo di quella vita...