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Saturday, December 1, 2012

TORTELLINI BOLOGNESI - VI REGALO I MIEI TORTELLINI!!! I give you my granny's TORTELLINI recipe!


TORTELLINI BOLOGNESI
Emilia Romagna
Recipe from Cuocicucidici

Today Italian blogger Flavia from Cuocicucidici shares her Grandma's recipe for tortellini, a very Italian Christmas dish. Flavia is from Bologna but now lives in Sicily, visit her blog for some more delicious recipes, both in Italian and English.


Photos and text copyright of and kindly reproduced with permission of Cuocicucidici
 (Scroll down for the English version)





Quest'anno è l'anno che passerò il Natale con la mia mamma e il mio papà...si, ad anni alterni, con il maritozzo abbiamo optato per questa equa scelta, un anno il Natale si passa con la sua famiglia guardando lo splendido mare blu e un anno lo passiamo nei boschi in mezzo alla neve con i miei. 
Tra poche settimane carichiamo in macchina il nostro re peloso MOU (che si chiederà perchè lo svegliamo così presto!!!!) e poi carichiamo la macchina sul traghetto e mentre Mou , sconvolto, si domanderà su cosa poggiano le sue zampotte di così rumoroso ed instabile, noi prenderemo il caffè con un cornetto guardando la nostra isoletta che si allontana!!! E approdando sul "continente" ci appresteremo con grande pazienza ad affrontare la Salerno-Reggio Calabria (l'incubo di ogni viaggiatore!!!!).
Per  me il Natale è l'albero, il presepe, i decori per la casa, il profumo dei biscotti, preparare il panettone o il pandoro...ma più di tutto....per me il  pranzo di Natale sono i TORTELLINI di Bologna, quelli della mia famiglia, della mia nonna di Bologna che quando ero bambina mi inseganava a tirare la sfoglia ( a Bologna non si stende la sfoglia...si TIRA!!!) e poi mi faceva chiudere i tortellini perchè ero una bambina ed avevo le dita piccole..così avrei fatto i tortellini piccoli piccoli....e più piccoli sono e più sono pregiati!!! 
Ad anni alterni io preparo i tortellini per il pranzo di Natale qui in casa nostra.... mentre quest'anno mangerò quelli di Bologna fatti da mamma e papà..... che per me restano i più buoni al mondo!!!!, 
N.B. Ricordatevi che è buona regola cuocere i tortellini in brodo , meglio se di cappone, o comunque di carne....o anche brodo vegetale...ma assolutamente brodo e MAI acqua!!!




TORTELLINI DI BOLOGNA DELLA MIA FAMIGLIA: (con la ovvia premessa che come in ogni famiglia ognuno ha la sua ricetta!!)


per la sfoglia mia nonna calcolava (e così io!) 100 gr di farina per un uovo


per il ripieno:

x 1 uovo
150 gr parmigiano grattugiato
150gr mortadella tritata
100gr prosciutto crudo di Parma macinato
100gr petto di pollo macinato
100gr macinato di vitello
100gr macinato di maiale
sale q.b.
1 pizzico di pepe
1 "granellino" di noce moscata

Preparare e d impastare la sfoglia, poi metterla a riposare coperta a "campana" sotto una ciotola.

Intanto mescolare tutti gli ingredienti per il ripieno e mettere in frigo il tempo necessario a stendere la sfoglia sottilissima (si devono intravedere le venature del legno del tagliere!!)...tagliare la pasta a piccoli quadratini e in ognuno di questi mettere una pallina di ripieno..chiudere e fare i tortellini.


English version for my dear far friends

Next Christmas Holiday my Hubby, Mou and I are going to spend our days to my parents' house. We spend one year here with hubby's family and  one year we go to visit mine!!
They live in North Italy,  betwen Florence and Bologna, their house is in a very nice wood where you can find deers, wild boars, foxes and squirrels and where today it snowed!!! 
In Bologna  (where tortellino was "created")the traditional Christmas meal is Tortellini. My mom's mom, my granny, taught me how to make handmade tortellini, so  when I spend my Xmas here in front of the blue sea I prepare tortellini thinking when I was a child...instead this year I'm going to eat the ones prepared by my parents...and I think they're the best tortellini in the world.

Today I want to share with you my family's recipe, every family gets his own "secret" recipe.

In Bologna we use to cook tortellini in chicken or meat broth, but never cook them in water!!!

I hope you enjoy with this recipe...and trust me tortellini are very very good!!!

I prepare them even some days before Christmas and put them in freezer,  and pour them , when they're still frozen, in the hot boiling broth!!! Serve them with warm broth and a sprinkling of Parmesan cheese!!!






 MY FAMILY 'S TORTELLINI FROM BOLOGNA
for dough :

 every egg + 100 gr all porpuse flour 
(for 6 people you can use 4 eggs and 400 gr flour) 


For filling:

1egg
150 gr grated Parmesan cheese
150g chopped mortadella
100g Parma ham, ground

100g minced chicken breast
100g minced veal
100g minced pork
1 pinch pepper
1  pinch nutmeg
salt




 Prepare the dough, mix egg (or eggs) with flour ,  form a ball and cover it for half an hour it with a bowl.Meanwhile, mix all the ingredients in a bowl for the filling and refrigerate the time needed to roll out the dough very thin; cut the dough into small squares and in each of these place a  very little ball  of filling, close forming a triangle and close the tortellino. 
Buon appetito...have a very nice shopping weekend!!!

Tuesday, August 21, 2012

Visitare il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino a Palermo


Today's travel article is offered by Italian blogger Elena form the blog La celiaca pasticciona, from Palermo. Many of you may remember Elena's wonderful cassata, a typical Sicilian cake, no food today, but we will learn something different and interesting about Sicily: the Island's love for puppets! Elena will show us the images from a museum full of puppets from around the world, but mostly I am fascinated by the Sicilian ones: the pupi. Can you guess which ones they are? 

Buona lettura



Visitare il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino


Photos and text copyright of and kindly reproduced with permission of La Celiaca Pasticciona




Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino

Piazzetta Antonio Pasqualino 5 (trav di Via Butera), vicino Piazza Marina
90133 Palermo


Per un pomeriggio sono tornata bambina. E’ stato bellissimo e mi ha donato tanta serenità. Dopo il lavoro passo a prendere Gabriele, mio nipote. Dopo aver posteggiato in piazza Marina e percorrendo la strada che ci avrebbe portato all’entrata del palazzo che ospita il museo Gabriele mi domanda: “dove andiamo”?. “Una sorpresa!” rispondo io.


Incuriosito dal luogo dove stavamo passeggiando, pieno di palazzi antichi Gabriele mi chiede: “non stiamo andando  mica ad un museo”?. Io rispondo: “No, perchè”? . Con l’aria sognante mi dice: “Peccato, mi piace tanto visitare il museo”. Nascondendo il piacere che mi giungeva dal cuore dico: “Beh, sarà per un’altra volta”.
Appena arrivati davanti l’entrata del museo Gabriele mi fa un sorriso grande e felice entra mano nella mano con me.
Il museo raccoglie la bellissima collezione internazionale di marionette di A. Pasqualino. La mostra si sviluppa su più piani: il primo è dedicato al mondo delle ombre, dove abbiamo potuto vedere dei pezzi arrivati da tutto il mondo: Indonesia, India, Bali, Giava, Malesia, Tailandia, Cambogia.




Salendo al secondo piano si incontrano allestimenti teatrali di tutte le dimensioni e realizzati con diversi materiali. Dalla sala centrale si aprono varie stanze e corridoi che accolgono teatrini e marionette suddivisi per nazione.




Oltre a quelle orientali, africane, europee, si incontrano anche le marionette italiane.




Si entra e si esce continuamente da innumerevoli mondi, ciascuno con un proprio modo di rappresentare il fantastico, l’immaginario, gioie, dolori e paure della vita terrena. E’ un susseguirsi di forti emozioni e di ammirazione per le bellissime marionette. C’è anche uno spazio dove talvolta si svolgono rappresentazioni teatrali di tradizione siciliana. La stanza più ricca di reperti e di scenografie è proprio quella dedicata alla collezione dei pupi del teatro siciliano. 




L’allestimento della stanza consiste in carrellate interminabili di pupi e paladini di tutte le dimensioni, curati nei minimi dettagli. In un pannello si mostrano le varie parti di cui una marionetta è costituita.



 
Attraverso le antiche rappresentazioni dell’”opera dei pupi” vengono raccontate le avventure affascinanti dei paladini di Francia ai tempi di Carlomagno: Orlando, Rinaldo, Angelica, i soldati turchi e spagnoli, re e regine sono i protagonisti delle rappresentazioni che rimangono quasi immutate nel tempo. Conservo dentro di me ancora i ricordi di una bambina spettatrice entusiasta di queste opere. Consiglio vivamente a tutti i visitatori della città di assistere ad una rappresentazione dell’opera dei pupi; non ve ne pentirete affatto.
 Io e Gabriele abbiamo rifatto tutto il percorso per ben tre volte, avidi di respirare quelle atmosfere antiche ed affascinanti. Nelle vicinanze non ricordo posti dove si possa mangiare senza glutine; meglio andare al centro.
Alla prossima avventura...


Source: http://laceliacapasticciona.blogspot.co.nz/2012/01/una-nuova-rubrica-about-palermo.html

Sunday, July 22, 2012

Cucina Regionale Piemontese: Grissini Torinesi Stirati



Grissini Torinesi Stirati

Piemonte
Recipe from La Casa di Artù












Another classic Italian recipe from the blog of Artù, i grissini torinesi striati. Grissini are the Italian bread sticks that you can find on many tables in restaurants. They come in many forms and flavours, but the most famous are the grissini from Turin.  Apparently grissini were invented there by a clever baker for the king who could not digest bread, but try to read below the story in Italian!

Buona lettura



Cucina Regionale Piemontese: Grissini Torinesi Stirati


Photos and text copyright of and kindly reproduced with permission of La Casa di Artù



(Tratto e riassunto da Wikipedia)
Grissino
Il grissino è uno dei must della gastronomia e della cucina piemontese, soprattutto torinese.
Pare che la sua origine sia dovuta all'invenzione di un fornaio, sotto le direttive di un medico per poter nutrire Vittorio Amedeo II, il quale cagionevole di salute non digeriva la mollica del pane! 
Addirittura ebbero così successo che anche Carlo Felice (per divertimento!) li sgretolava al Teatro Regio durante le rappresentazioni (capricci da re....)
Ebbero un successo notevole, vista la loro digeribilità e il fatto che si potessero conservare a lungo, senza che si deteriorassero.
Persino Napoleone Bonaparte si fece consegnare regolarmente forniture di questi deliziosi grissini, che lui chiamava "les petits batons de Turin".

Ci sono due qualità principali:

*i robatà (detto rubatà) lungo dai 40 agli 80 cm, con nodosità dovuti alla lavorazione a mano
*i grissini stirati la cui pasta anzichè arrotolata viene tirata per i due lembi, la lunghezza varia a seconda della lunghezza delle braccia del fornaio!! Rispetto ai primi sono molto più friabili.

La mia ricetta è tratta dal libro delle Sorelle Simili "Pane e roba dolce" un libro magico che adoro!!!

Ingredienti
500 gr farina 00
250.280 gr acqua (a seconda di quanta ne "prende" l'impasto!)
15 gr lievito di birra in panetto
un cucchiaino di sale
50 gr di olio di oliva
1 cucchiaino di malto d'orzo

farina di semola ed olio per la seconda fase

Preparazione
Impastare gli ingredienti come vostra abitudine, o a mano, o con il vostro robot da cucina. Io come solito ho utilizzato il bimby, con il solito procedimento degli impasti dei lievitati. 

Create un filone, stendetelo a forma rettangolare (10x30), appoggiandolo su uno strato di farina di semola, spennellare la superficie e i lati di olio e cospargere anche quelli di farina di semola. 
Coprire e lasciare lievitare almeno un'ora.

A questo punto con una lama tagliare (dal lato corto del rettangolo) dei bastoncini larghi circa un centimetro. Con le mani tirarli partendo dal centro ed allungarli (fino alla lunghezza della vostra teglia).




Cuocere a 200° per 18-20 minuti circa. Verificare la cottura perchè nei punti più "stirati" prendono subito più colore.
A scelta potrete aromatizzarli con sale, spezie, semi vari.


Vi ho presentato i miei grissini stirati torinesi nel mio nuovo praticello, al tramonto, lottando con Isotta (la mia setter inglese) che voleva mangiarseli tutti!!!




Tuesday, June 12, 2012

CASSATA SICILIANA (SENZA GLUTINE!)



Today we are going to Sicily, courtesy of a very talented blogger, Elena from the blog La Celiaca Pasticciona. Elena is offering us the queen of all Sicilian cakes: La Cassata! In her article there is a bit about the history of this traditional cake and, most importantly, how to make it, step by step from scratch (sponge and marzipan recipes included). As a bonus Elena even tells us how to make a gluten free sponge, and if you would like to find more delicious gluten free recipes do visit her blog in Italy by clicking here.


Buona Lettura!



Cassata
Sicily

OPERAZIONE CASSATA SICILIANA SENZA GLUTINE


Photos and text copyright of and kindly reproduced with permission of La Celiaca Pasticciona




“TINTU È CU NUN MANCIA A CASSATA A MATINA RI PASQUA” che tradotto letteralmente diventa: “Cattivo è chi non mangia la cassata la mattina di Pasqua”. Il tutto suona come un avvertimento a non fidarsi mai di chi non mangia la cassata nel giorno più importante per i cristiani e questa la dice lunga sull’amore dei siciliani verso questo piatto tipico.
Anche se nasce come dolce pasquale, ormai nella tavola di ogni famiglia in occasione di una ricorrenza o festeggiamento importante, ad esclusione del periodo estivo, non può mancare la Cassata tradizionale.
Impossibile scoprire in quale pasticceria venga fatta quella più buona: si passa dalla competizione tra vie dello stesso quartiere  a quella tra quartieri della stessa città fino ad arrivare a quella tra Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale. Ci sono mille varietà e tutte formidabili, nel gusto e nell’aspetto. Le sue origini risalgono ai tempi della dominazione araba. Probabilmente questo dolce nasce dal connubio tra una semplice torta di ricotta che i contadini facevano tradizionalmente sull’isola e dei preziosi ingredienti provenienti dal Nord Africa quali la canna da zucchero, le mandorle, gli agrumi.  Nel tempo la tradizionale e semplice torta di frolla e ricotta cotta al forno è stata sostituita dal dolce a base di pan di spagna assemblato a freddo e sigillato da un anello di pasta reale. L’aggiunta di quest’ultimo ingrediente si fa risalire al periodo di dominazione Normanna. Sembra che la pasta reale sia stata creata dalle monache della Chiesa della Martorana, una costruzione originariamente normanna, risalente al 1.100 D.C., che è stata trasformata e inglobata al monastero benedettino adiacente fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana. Le suore impastavano lo zucchero con le mandorle per ottenere questa pasta morbida e profumata che si usa ancora oggi per fare quella che i siciliani chiamano appunto la “Martorana” cioè delle riproduzioni di verdure e frutta in pasta reale che si preparano per il 2 di novembre, per festeggiare la giornata di commemorazione dei defunti (Festa dei morti).
L’arricchimento con glassa di zucchero, frutta candita e confettini si è aggiunto nel XVII secolo, durante l’espressione nell’isola del Barocco, dal quale eredita una eccessiva cura nella decorazione, nella  scenografia e nell’uso di colori accesi.
Nella tavola del pranzo di Pasqua di quest’anno ho potuto mettere in bella vista la mia cassata senza glutine grazie al mini corso teorico e pratico fatto a casa di Sonia; a lei va tutto il mio affetto e la mia riconoscenza per avermi insegnato che non bisogna avere paura di affrontare la preparazione di qualsiasi piatto, anche se può sembrare tanto difficile. In effetti fare la cassata non è per niente complicato, un po’ lunghetto lo ammetto, ma a portata di tutti.



Il marzapane  e il pan di spagna si preparano il giorno prima. 

Pan di Spagna:

4 uova

150 g zucchero

150 g farina 00 (o farina senza glutine Biaglut) setacciata

scorza grattugiata di 1 limone non trattato

1 pizzico di sale



Prima di cominciare è importante precisare che le uova devono essere a temperatura ambiente: o si escono dal frigo per tempo o si immergono in acqua calda per qualche minuto.

Imburrare e infarinare la teglia, in modo da accelerare il tempo di passaggio in forno che va acceso ad una temperatura di 180° .

Con l’aiuto delle fruste elettriche, sbattere le uova con lo zucchero in una ciotola per non meno di 15 minuti, se si ha solo l’aiuto dello sbattitore elettrico. Questa è la fase che permette di non usare lievito, praticamente si sfrutta l’aria che viene inglobata con le fruste.

Montare anche oltre il tempo indicato, fin tanto che alzando le fruste a sbattitore spento queste non disegnino sull’impasto sottostante. Aggiungere la scorza di limone grattugiata.

In modo molto delicato, incorporare la farina setacciata utilizzando il cucchiaio di legno con la parte cava rivolta verso il basso; per evitate di smontare l’impasto inserire il cucchiaio con un movimento rotatorio del polso. L’aggiunta di farina deve essere un procedimento veloce.

Versare il tutto a partire dal centro della teglia, in modo che l’impasto si distribuisca in modo equo.

Infornare a 180°, tenendo sempre d’occhio la cottura. Queste indicazioni andavano bene per quando usavo la farina 00; i mix per dolci senza glutine contengono molto amido e tendono a cuocere prima e a bruciarsi. Se c’è questo rischio a metà o nella parte finale della cottura abbassare leggermente la temperatura, magari a 160°. Bastano 20/25 minuti.

Ingredienti per un panetto di marzapane da 200 g:
100 g farina di mandorle
100 g zucchero a velo
1, 5 cucchiaini di sciroppo di glucosio aromatizzato al pistacchio (si presenta di colore verde)
4-5 gocce di essenza di mandorla amara.
20 ml di acqua

In un tegamino versare lo zucchero a velo insieme all’acqua e mettere sul fuoco più piccolo a fiamma moderatamente allegra. Continuare a mescolare con una spatola o un cucchiaio di legno. In una ciotola versare la farina di mandorle. Appena lo zucchero si è sciolto e prima che faccia tutte le bolle, togliere dal fuoco, continuando a mescolare, e versare nella ciotola con lo sciroppo di glucosio aromatizzato. Aggiungere anche le gocce di essenza di mandorla. Procedere mescolando dapprima con il cucchiaio e dopo con le mani. Passare sul ripiano e lavorare l’impasto  fin tanto che non risulterà morbido e liscio.
Conservare il marzapane appena fatto avvolto in un foglio di pellicola trasparente dentro un contenitore a chiusura ermetica.
Ingredienti per il ripieno e per la decorazione finale:

poco meno di un chilo di ricotta fresca
zucchero semolato la cui dose dipende da quanto vogliate dolce la crema di ricotta
4 cucchiai di gocce di cioccolato
1 spolverata di cannella
200 g di glassa (ve ne rimarrà abbastanza)
ciliegine, confetti e frutta candita per guarnire
glassa reale già pronta per decorare

Setacciare la ricotta schiacciandola con un cucchiaio, facendola passare attraverso un setaccio e raccogliere in una ciotola. Aggiungere la cannella e lo zucchero a piacimento. Unire le gocce di cioccolato e mescolare la crema.

Assemblamento della Cassata:


Spianare il panetto di marzapane spolverizzando il ripiano con lo zucchero a velo. Passare un po’ di zucchero a velo sopra lo stampo per cassata e rivestire il bordo della teglia con la striscia di marzapane appena spianata. Procedere a tagliare il bordo della striscia di marzapane che fuoriesce dallo stampo .

Tagliare finemente il pan di spagna e foderare la base dello stampo. Aggiungere la crema di ricotta e chiudere la base della cassata uniformemente con il resto del pan di spagna tagliato sottile. Con l’aiuto del piatto scelto come base su cui presentare il dolce, capovolgere la cassata e staccarla delicatamente dallo stampo. Passare in frigo fin tanto che si prepara la glassa. Sciogliere quest’ultima a bagno maria; quando è liquida versarla delicatamente sulla torta controllando che non scoli dai bordi, e stenderla con l’aiuto di una spatola. Lasciare riposare 5 minuti e ripassare in frigo. Appena lo zucchero sopra la torta si è sufficientemente solidificato prendere la cassata dal frigo e decorare con la frutta candita e i confetti. Decorare la torta con la glassa utilizzando una piccola sacca da pasticciere fatta con la carta da forno. Lasciare riposare un giorno, è meglio.  

  
 Ringrazio tanto Sonia per avermi insegnato i segreti di un'antica tradizione siciliana.



Wednesday, June 6, 2012

Pasta cresciuta


Today we have a wonderful recipe from Naples, courtesy of Daniela Lucisano, a journalist with a passion for food who has created the beautiful blog Penna e Forchetta.

You can find the original post here, and feel free to visit Penna e Forchetta for more yummy recipes that are written both in Italian and in English. As a plus her photos are stunning, and 


Buon appetito e buona lettura!!
(Scroll down for English)



Pasta cresciuta
Napoli
Campania
Recipe from Penna e Forchetta


Pasta cresciuta Photos and text copyright of and kindly reproduced with permission of Penna e Forchetta

Pasta cresciuta: piccole palline ricche di sapore


Oggi vi presento un finger food mediterrano o, se volete, .......un tempura campano.

A Napoli fino a poco tempo fa si vendevano per strada pizze e zeppole fritte. Una bellissima immagine di questa abitudine è data da Sophia Loren nel film "L'oro di Napoli" di Vittorio De Sica (è un film del 1954, se non lo avete mai visto cercatelo, è davvero uno spasso).
Zeppole dolci e salate, pasta cresciuta e pizze fritte si mangiavano appena fatte lì sul momento, per strada. Una meraviglia!

Un immagine dal film "L'oro di Napoli" di De Sica..Sophia ha perso la fede. Forse  Ã¨ rimasta in una pizza fritta?

E quello che vi propongo oggi Ã¨ proprio uno di quei piatti che avreste potuto mangiare nei vicoli di Napoli qualche decennio fa.

Io l'ho servito come antipasto a Capodanno. 
Accanto a questa ricetta molto rustica ho proposto anche del fois gras, tanto per destabilizzare un pochino il menù. Insomma ho voluto abbinare il diavolo e l'acqua santa! :-D
Secondo voi cosa è piaciuto di più?


Pasta cresciuta
(English translation below)

Per una ventina di "palline"

  • 300 gr di farina
  • 1 bustina di lievito "rapido"
  • un pizzico di sale
  • olio per friggere
Per il ripieno
  • mezzo cavolo bianco lessato e diviso in fiori
  • un piccolo cavolo verde (cavolo romano) lessato e diviso in fiori
  • 4 - 5 filetti di alici tagliati in pezzetti di circa 2 cm
In una terrina mescolo la farina con il lievito e il sale. Aggiungo acqua a poco a poco fino ad ottenere una pastella.

Lascio da parte il composto e scaldo, in un pentolino, l'olio.

Io uso l'olio di semi. Ok no, non lanciatemi contro ortaggi e uova. Lo so che molti di voi utilizzano l'olio di oliva, MA ho le mie ragioni per utilizzare l'olio di semi al posto dell'olio d'oliva e, mentre l'olio si scalda sul fuoco ve le racconto. 
Primo. Cominciamo dal sapore. L'olio extravergine d'oliva ha un gusto fantastico, ma non mi piace che tutto ciò che friggo abbia lo stesso sapore. L'olio di semi sa veramente di poco e quindi, come in questo caso, dove il sapore è già bello deciso, non ho bisogno di aggiungere altre note al piatto.
Secondo. Vogliamo parlare di soldi? Ho bisogno di dirvi che un buon olio extravergine di oliva costa tanto? No, lo sapete già. Allora perchè sprecarlo? E qui di olio ne va tanto e io NON lo riciclo per altre fritture. Snob? No è che dopo aver fritto il cavolo (e le acciughe)  tutto ciò che cuocerete dopo avrà sapore di cavolo e acciughe, anche i dolci :-D
E poi si, uff non mi piace proprio lasciare lì l'olio e riutilizzarlo giorni e giorni dopo.... Si, ok sono snob :-D.

Torniamo alla ricetta. Tuffo i ciuffetti di cavolo nella pastella e li ricopro ben bene. Li butto poi, pochi alla volta, nell'olio bollente. Li lascio dorare. Quindi li tolgo dalla pentola e li lascio sgocciolare qualche secondo su carta da cucina.

Stessa operazione con i pezzettini di alici. Le palline saranno più piccole, ma non meno saporite.

Servo tutto ben caldo come aperitivo.

Ultima raccomandazione.... attenzione a dove lasciate i vostri anelli! (per ogni riferimento vi lascio alla visione del film :-D)

Pasta cresciuta: small balls full of flavor


Pasta cresciuta 
For about 20 balls
  • 300 gr of flour
  • 1 packet of instant yeast
  • a pich of salt
  • oli for frying
For the filling
  • Half boiled cauliflower divided into florets
  • A small green cabbage (Roman's cabbage, or broccoli) boiled and divided into florets
  • A few anchovies, chopped
In a bowl I mix the flour with the baking powder and salt. I add water until I get a creamy batter.
I leave aside the mixture and put the oil in a saucepan.

I dip the florets in the batter and coat them well. Then I throw them, a few at a time, in the hot oil. I let them fry until golden.
Then I remove them from the pan and let them drain on a paper towel.

I do the same with the chopped anchovies, making smaller balls.

I serve them hot as an appetizer


Friday, June 1, 2012

Baci di Dama




Baci per tutti!

Baci di Dama
Piemonte
Recipe from La Casa di Artù


Artù is a prolific food blogger from Piedmont, an Italian region famous for its wines and fine foods. Today she is offering the Dante readers a very special recipe: the sweet hazelnut and chocolate Baci di Dama (Lady's kisses). There is an intro about Piedmont famous hazelnuts, and also about two famous patisseries in Tortona that use almonds in their recipes. 


Buona lettura e... un dolce fine settimana a tutti!!



Cucina regionale Piemontese: Baci di dama

Photos and text copyright of and kindly reproduced with permission of La Casa di Artù



Le nocciole:
La nocciola piemontese Ã¨ un prodotto molto utilizzato nella tradizione dolciaria piemontese. E' persino considerata la migliore al mondo, ma dirvi ciò mi sembra esagerato, non vorrei essere troppo campanilista....ihihih.
La ricetta forse più importante che rende onore alla nocciola piemontese è data dall'incontro con il cacao e crea la famosa crema gianduja, credo conosciuta ovunque!!!
Ma se volete sapere il colmo dei colmi.....Artù è allergica alle nocciole....NOOOOO quando l'ho saputo giuro che ho avuto un pò di rammarico, e la torta di nocciole? e la famosa crema gianduja? e i giandujotti (speciali cioccolatini)? e soprattutto i baci di dama??? Niente, eliminare tutto!!! 


I baci di dama
I baci di dama sono dolcetti tipici Piemontesi, furono chiamati così perchè la loro forma creata con due calotte semisferiche ricordavano le labbra intente a baciare.
Gli ingredienti principali per l'impasto sono solo quattro: farina, nocciole, burro e zucchero. Vanno poi uniti con del buon cioccolato ed il gioco è fatto!
Sono conosciute anche altre varianti con nocciole più grossolane (Cherasco), con ganache al cioccolato, con scorze di arancia, con l'aggiunta di rum....ma quelli di solito non sono chiamati Baci di Dama, ma semplicemente Baci.


Le pasticcerie di Tortona
Le due famose pasticcerie di Tortona potevano essere la mia soluzione. Sia la Pasticceria Vercesi sia la Pasticceria Casali site nel centro storico di Tortona producono due tipi di baci di dama super speciali!

La prima un bacio chiamato "dorato" fasciato con carta dorata e dalla forma allungata ed un colore più bruno dovuto alla presenza di cacao nell'impasto. Nella scatola regalo troverete la famosa "poesia" dei baci 
La seconda produce il classico bacio dalla forma tonda ed avvolto in carta d'argento e a sua volta in carta colorata con fasciatura "a caramella".
Entrambe hanno un fattore in comune hanno sostituito l'uso della nocciola con quello della delicata mandorla...e quindi io ho risolto il mio problema dei baci di dama. Ho iniziato a farmeli "a modo mio".... prendendo spunto da loro, naturalmente simili, ma ineguagliabili nel gusto ....(non per niente sono pasticcerie storiche e famosissime!!!)


Ricetta di mamma Angela per i Baci di dama
Ingredienti
250 gr di nocciole Piemonte, tostate e sminuzzate finemente (io ho sostituito con farina di mandorle)
300 gr di farina bianca
250 gr zucchero semolato
200 gr di burro

cioccolato fondente 

Procedimento
Impastare gli ingredienti in una ciotola. Formare le palline di impasto e disporle nella teglia, vi consiglio di farle piccole e di lasciarle un poco distanziate perchè in cottura si allargano.
Cuocere a 170-175°C per circa 20-25 minuti. Lasciare raffreddare in teglia, senza toccarli.
Far fondere a bagnomaria o nel microonde del cioccolato fondente ed accoppiare le calottine a due a due, utilizzando il cioccolato fuso come "collante".

Procedimento e creazione Baci di Dama

Servire o avvolgendoli ad uno ad uno in carta argentata o semplici, a vostra scelta.

Ve li presento..... che ne pensate????

Colazione? si ...con un Bacio

Baci per tutti!


For more delicious recipe from Piemonte please visit http://lacasadi-artu.blogspot.it/