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martedì 4 agosto 2020

Dylan Dog 407 - L'Entità

Dopo il Ciclo 666, Dylan Dog riparte... proprio da dove era finito il 666. Stavolta però ritroviamo il nostro (nuovo) Old Boy in una storia autoconclusiva, che dopo la stancante maratona dei due Cicli da cui arrivavamo, non mi è dispiaciuta affatto. Un caso classico, per certi versi semplice, per il nuovo Indagatore dell'Incubo: a bussare alla sua porta, infatti, è la bella Berenice, che confessa a Dylan la sua impossibilità nel vivere una vita normale a causa di un Demone che, racconta, le impedisce di avere rapporti sentimentali, anzi intimi, con gli uomini di cui si innamora. Che l'Entità sia gelosa della ragazza? A tentare di scoprire la verità, ci penserà ovviamente il nostro Dylan (che inizialmente, però, sembrerà rifiutare il caso) insieme al suo nuovo, vecchio assistente Groucho
Una storia, quella di Barbara Baraldi, che, come capita spesso, regala anche molte citazioni: da Cannibal Holocaust a L'Esorcista, "L'Entità" è un albo in cui finalmente si comincia a (ri)vedere anche del sangue. Ottimi come sempre i disegni di Corrado Roi, così come la copertina di Gigi Cavenago; due conferme ormai quasi scontate, direi. Interessante, poi, il nuovo frontespizio, sempre di Cavenago, in cui è rielaborato, in chiave dylaniata all'interno di uno "scudetto", il dipinto "La libertà che guida il popolo" di Eugene Delacroix.
Una buona ripartenza, seppur non un capolavoro, che ci fa ben sperare per questo nuovo, ennesimo corso dell'Old Boy Nazionale.
(VOTO: 7 - Bentornato Groucho)

giovedì 2 luglio 2020

Dylan Dog 406 - L'Ultima Risata (e Ciclo 666)

Siamo dunque giunti alla fine di questo nuovo Ciclo Dylniato, il 666. Con "L'Ultima Risata", infatti, si chiude la storia a episodi cominciata col 401, subito dopo la fine di un altro Ciclo, ben più lungo, quello della Meteora. E cominciamo subito col dire che il 666 mi è comunque piaciuto leggermente di più rispetto al precedente. Certo, in questi 6 albi post-400 ci siamo ritrovati a fare i conti con un Dylan profondamente diverso da quello a cui eravamo abituati; e non solo fisicamente. 
Ambientato in un Universo Parallelo a quello del nostro Old Boy, il Dylan Dog del Ciclo 666 non mi ha però particolarmente colpito. Una storia, quella che va dal 401 al 406, decisamente dilatata, ricca di citazioni (un bene fino a un certo punto), che non mi ha convinto in pieno. E se la comparsa di un nuovo antagonista, un Killer dalla barzelletta facile, sembrava poter incuriosire (e lo ha fatto) il lettore, ho trovato tutto il resto autocelebrativo e fine a se stesso. Inoltre, col 406, ci ritroviamo di fronte alla resa dei conti col Killer Comico, ed è una resa dei conti troppo surreale, troppo citazionistica (e basta...), troppo fredda. A mio parere funziona tutto davvero poco in questo albo conclusivo, dalle già citate citazioni (spesso direttamente copiate dall'opera citata), ai dialoghi poco brillanti, fino all'apparizione illogica e senza senso di Mater Morbi; perché? Un'apparizione, quella di questo personaggio, che sarà ancora una volta fine a se stessa. E inutile... davvero inutile.