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mercoledì 7 maggio 2014

L'Amore secondo Cecchi Paone

Dopo aver visto i 34 secondi dello spot elettorale di Alessandro Cecchi Paone resti in silenzio, interdetto, quasi shockato. Poi ti rendi conto che non si tratta proprio di shock, ma di qualcosa che si avvicina più al disgusto misto a compassione. Quest’uomo di Scienza, che così si definisce e così, lo ammetto, lo vedevo anch'io, si candida alle Europee per un partito, Forza Italia, che di scientifico non ha un bel nulla, dalla sua creazione alla sua morte alla sua rinascita. Il Partito di Berlusconi, comunque, non manca soltanto di basi logiche che possano in qualche maniera avvicinarlo a un Uomo di Scienza; manca anche di tante altre cose, piccole e grandi, che a un Uomo di Scienza come Cecchi Paone non dovrebbero assolutamente andar giù. Eppure vanno...
Cosa non si fa per una poltrona, per un voto in più (anche se qui conterei più quelli in meno, a dire il vero).
Mettendo da parte la scelta di Cecchi Paone di schierarsi tra le fila di Forza Italia (sì, stiamo parlando di questo, e non è una bufala), si precipita ancor di più nell'imbarazzo andando ad analizzare lo spot con cui l’ex divulgatore televisivo di scienza dà il via alla sua Campagna Elettorale: “Per Amore”. Insomma, dopo i tanti video su Youtube che ci mostrano le reazioni dei fans di fronte alle "Red Wedding" del nono episodio della Terza Stagione di "Games of Thrones", io proporrei di farne qualcuno anche sulle reazioni degli ex (ormai ex, poco ma sicuro) estimatori di Cecchi Paone di fronte al video “Per Amore”. E forse qui le reazioni sarebbero addirittura più traumatiche, perché mentre in “GOT” ci troviamo di fronte pur sempre a un’opera di fantasia, in quella di Cecchi Paone l’opera è reale (seppur mi riesca più facile credere all'esistenza di Approdo del Re che di quella di questo spot elettorale). 
Nel dettaglio, il buon Cecchi Paone nei terribili 34 secondi di video ci fa sapere che scende in campo soltanto per amore di qualcuno. Di chi? Eccoli nel dettaglio:

mercoledì 22 gennaio 2014

Inclusioni

Dopo il cambiamento di nome del PdL di Berlusconi, o meglio, il suo ritorno a “Forza Italia”, sarebbe ora di cambiare nome anche al Partito Democratico di Matteo Renzi. Anzi, ancora meglio. In un sistema politico come quello italiano, in cui le scissioni sono all'ordine del giorno (ultima quella del NCD di Alfano), perché non andare controcorrente e proporre una bella “Inclusione”? Ma sì, guardateli... Silvio e Matteo, il Vecchio e il Bambino (chiedo umilmente scusa a Guccini), Il Pregiudicato e il Rottamatore (titolone da blockbuster), sorridenti, simpatici (punti di vista), d’amore e d’accordo. Perché non farlo? Tanto io, per esempio, il PD non lo voto più (a dire il vero non l’ho mai votato). Molti altri di Sinistra (oh, la Sinistra, non quella dei Partiti) non lo votano più... e allora? Su, Forza Silvio! Forza Matteo! Siamo tutti pronti all'Inclusione (e vi giuro che mentre scrivo le dita vanno immediatamente da sole sui tasti I-N-C-U-L, e quasi devo costringermi a tornare indietro per correggere): FID, Forza Italia Democratica? DI, Democrazia Italiana (brividi...)? FSM, Forza Silvio e Matteo? VB, Volemose Bene (tanto loro stanno bene, eccome se stanno bene)?
Mah, io tornerei su un senza tempo diventato un classico senza nemmeno essere stato mai approvato: Forza Gnocca. Sì, è quello che mi suona meglio, magari con qualche immediata scissione a favore del gentil sesso: Forza Gnocco. Ok, mi sta bene.
Oh, in definitiva, fate quello che vi pare, tanto, come ben sapevo fin dal primo momento, divisi o inclusi, siete uguali. E io non vi voto. 
Povera Italia (e questo, ahinoi, è l’unico slogan vero e sempre attuale). 

domenica 8 dicembre 2013

NCD: Prima o dopo i pasti?

Il nuovo simbolo del neo partito scisso da quello che è tornato "Forza Italia", il "NCD - Nuovo Centro Destra", come mi ha fatto giustamente notare la mia compagna sembra l'immagine stampata sul cartoncino di un nuovo medicinale: "Nuovo Clistere Distillato" (Per Uso Italiano). 
Davvero complimenti ai grafici del nuovo Partito di Alfano: fare peggio era praticamente impossibile. O forse sì: scrivere  in nero "NCD Nuovo Centro Destra" su un foglio bianco A4.
Ma si sa, non è il simbolo, non è l'immagine che conta. È la sostanza, il contenuto...
Ehm... Auguri Angelino... Auguri.

mercoledì 27 novembre 2013

Silvio Berlusconi: Finale di Stagione

Nel panorama politico italiano accade oggi qualcosa di normale: Berlusconi è finalmente fuori dal Parlamento. Quello che in altri Paesi sarebbe successo già da anni, forse decenni, in Italia è accaduto soltanto oggi, attraverso il voto (del Senato stesso) che ha sancito la decadenza del pregiudicato Senatore Berlusconi. Normale amministrazione, quindi, il normale incedere della sana vita politica di un Paese democratico, allora. E invece no. Per i compagni di Partito di Berlusconi e per i milioni di italiani che lo hanno votato (lo sapevate che per alcuni questa cosa avrebbe dovuto farlo assolvere? Roba da pazzi...) oggi è un giorno di lutto. Sì, abbiamo capito bene: per qualcuno (diciamo qualcuno per non mortificare ancora di più il povero Popolo Italiano) se un Senatore decade dalla propria carica in seguito a una sentenza di condanna (per un reato molto grave) passata in giudicato è... un golpe, un colpo di Stato, una vergogna, insomma, un giorno di lutto
Questa è gente pericolosa, a cui andrebbe tolto il diritto di voto al pari dei più pericolosi criminali. Probabilmente non hanno neanche la capacità né - figuriamoci - un minimo di onestà intellettuale per capire la gravità delle loro parole e la palese mancanza di senso a tutto ciò che farneticano al riguardo. Persone che gridano felici "Silvio! Silvio! Silvio!" (avrebbe detto qualcuno: perdonali, perché non sanno quel che dicono), che parlano di golpe, di morte della Democrazia, di accanimento verso un poveruomo, anzi, verso un paladino della Libertà (sì, perdonali anche perché non sanno nemmeno cosa vuol dire questa semplice, semplicissima ma tanto importante parola), meritano commiserazione, certo. Ma in un Paese come questo non possiamo limitarci sempre a commiserare personaggi del genere, perché, alla fine, ecco che ci ritroviamo un Berlusconi al potere per un ventennio (brutto periodo... sempre). 
Intanto la nuova Forza Italia conferma tutto ciò che era nel passato: la pagliacciata degli abiti neri delle signore del partito, le deliranti farneticazioni del loro leader decaduto e caduto (vista la statura, non si sarà nemmeno poi fatto tanto male), che - e mi fa quasi tenerezza - sembra per davvero credere a tutto ciò che dice. Visto il periodo mi viene da chiedermi: le persone che lo seguono credono ancora a Babbo Natale? Probabilmente sì, barbuto, rosso e dunque Comunista.
Il buon Silvio ci lascia alla fine con una promessa: "Non mi ritiro in Convento!". Infatti Silvio, dovresti ritirarti in un altro edificio, di solito più grande, con sbarre alle finestre e persone in divisa che ti assistono e portano ogni tanto a farti prendere un po' d'aria. 
No, Silvio, non sto parlando di un Convento più grande con suore sexy con autoreggenti sotto la tunica.
Termino con una nota amara: Berlusconi è fuori dal Parlamento, e almeno per questo possiamo gioire; ma ahimè in questo Paese è e sarà ancora dentro le vicende politiche, e probabilmente ancora in grado, vista l'evanescente parte che dovrebbe fronteggiarlo, di fare il bello e il cattivo tempo.
Un po' come nelle Serie TV, è soltanto un finale di stagione, dunque.

domenica 24 novembre 2013

Decadence

Assisto sempre più allibito all'incredibile coraggio con cui Berlusconi e i resti del suo Partito difendono misfatti giudicati e puniti. Siamo di fronte a gente che accusa di golpe e incostituzionalità chi, senza ombra di torto, chiede una sola cosa: che la legge venga rispettata. Berlusconi e Forza Italia contro la decadenza da Senatore del Cavaliere. La cosa che mi fa rabbia è che in qualsiasi altro Paese civilizzato sulla faccia della Terra non avremmo mai assistito a questo squallido teatrino criminale, laddove il condannato - se proprio non avesse avuto la buona idea di dimettersi da tutto - sarebbe stato allontanato dalle sue cariche in prima battuta dalle Istituzioni che, giustamente, non dovrebbero annoverare tra le proprie fila dei delinquenti, e in seconda dal Popolo che, altrettanto giustamente, non dovrebbe e non vorrebbe essere rappresentato da criminali. Ma in questo Paese - quello sì in decadenza... e sì, da tutto - mancano entrambi i cani da guardia: Istituzioni e Popolo. 
Profonda tristezza e profonda vergogna. Quelle ahimè, in Italia, non decadono mai.

martedì 10 settembre 2013

Per Colpa di Chi?!

Rifacendomi a quello scritto un paio di giorni fa, mi chiedo per l'ennesima volta quale sia il limite di faccia tosta (usiamo questo termine per non offendere ulteriormente ciò che si offende da solo) di certi personaggi. Il signor Angelino Alfano, vicepremier, oggi dichiara: "Siamo esterrefatti. Pur di eliminare per via giudiziaria lo storico nemico politico, preferiscono mettere in ginocchio il Paese"
Eh no, signor Alfano. Le parole sono importanti, e vanno espresse con correttezza semantica e, soprattutto, morale. Quindi io, signor vicepremier, proverei a metterla così, facendomi portavoce degli italiani:
"Siamo esterrefatti. Pur di non mettere da parte un pregiudicato e, quindi, pur di non rispettare la legge, i signori del PdL preferiscono mettere in ginocchio il Paese".
Ok, così va molto meglio. Che ne dice?

domenica 8 settembre 2013

Decadenze Umane

Ad agosto ho lasciato il blog con la notizia della condanna definitiva a Silvio Berlusconi, che ne faceva così un pregiudicato e, di conseguenza, un elemento incompatibile con non soltanto la politica italiana, ma con quella dell'intero Universo. Insomma, il povero Silvio aveva soltanto da scegliere se dedicarsi alla pulizia delle strade o a passare qualche periodo più lungo chiuso in casa a cantare qualche canzone con Mariano Apicella.
Ma tutto ciò sarebbe avvenuto se ci trovassimo a parlare di un Partito, quello del Popolo della Libertà o di Forza Italia che dir si voglia (la puzza è la stessa), che pur di non rispettare la legge (oh... che novità!), gli italiani e quel poco di politica che è rimasta in Italia, farebbe di tutto, persino rivolgersi alla Corte di Strasburgo, quella per i Diritti Umani. Sì... proprio così. Questi personaggi avranno la faccia tosta di presentarsi davanti alla Corte di Strasburgo per chiedere... cosa? 
"Il nostro Leader è stato condannato a 4 anni di reclusione anche in terzo grado, e per questo, signori della Corte, vi chiediamo che Berlusconi continui a fare i suoi porci comodi e si ricandidi ancora una volta alla guida del nostro Paese!".
Sperando nell'intelligenza e nella naturale evoluzione delle cose, a quel punto ci si aspetterebbe una grande, grossa risata dei Giudici di Strasburgo, con un bel "Ma andate a cagare! E non fateci perdere tempo!" come appendice. La faccia tosta di questi signori non ha davvero limiti. A difesa del loro leader ripetono sempre la solita canzone: "Ma è stato eletto da milioni di italiani!". Ok, mi ripeterò... ma allora fatemi capire, geniali pidiellini, se domani il buon Silvio se ne andrà in giro a fare rapine in banca e a sfasciare auto parcheggiate... non dovremmo arrestarlo perché è stato eletto da milioni di italiani? Che poi... di questi milioni ne vogliamo parlare? No, meglio di no. Non ne vale la pena.
Negli ultimi post dedicati alla condanna di Silvio mi ero lasciato comunque un limite (ah, povera Italia!), parlando di un qualcosa di fantascientifico tirato fuori dai rispettabilissimi esponenti del Popolo della Libertà (anche per i pregiudicati). E così è stato. Incredibile...
In definitiva, ci troviamo immersi in una melma politica da cui è difficile uscirne. Un esponente politico viene condannato in via definitiva a 4 anni di reclusione, e invece di prenderne atto e defilarsi, il pregiudicato e i suoi scagnozzi, senza alcuna vergogna, si appellano alla Corte dei Diritti Umani e a cavilli che parlano di retroattività o mancata tale nella decadenza da politico. E la decadenza dell'uomo, della sua dignità, del suo onore, dove la mettete? 
Sì, lo sappiamo bene. Fin troppo bene.
Lo scenario auspicabile.

venerdì 7 dicembre 2012

Farsa Italia

Ma qualcuno pensava davvero di esserselo levato dalla palle? No, siamo seri... stiamo parlando di un uomo che è credibile quanto Freddy Krueger al Vaticano. Qualche mese fa si parlava di un uomo politicamente (e non solo) finito. Ma in un Paese come l'Italia, uno come Berlusconi, abile nell'alimentarsi e ingigantirsi grazie a populismo e ignoranza, è difficile da pensionare. Ci pensò allora lui, a "uscire dal campo", con uno di quegli annunci che riescono incredibilmente ancora a sedurre qualcuno. Non certo me, che da mesi nella colonnina a destra del mio blog ho inserito "L'Allarme Generale" nell'Isola, con l'immagine del suo bel faccione da bambolo e la scritta "Rieccolo"
Sì, rieccolo. Sono i giorni dell'attesa della fine del mondo profetizzata (ma chi l'hai detto?!) dai Maya; ma mentre all'apocalisse del 21 dicembre a crederci sono rimasti sempre e solo i soliti stolti, all'apocalisse tutta italiana del ritorno di Berlusconi e del suo Partito (qualcuno davvero avrà il coraggio di votarlo?!) ahimè credo anch'io. Nessun pensiero all'Italia e agli italiani, alla crisi e al rilancio. Nessun pensiero alla credibilità (persa da tempo, forse mai avuta) che può dimostrare il suo Partito (dobbiamo ancora capire quale). Un solo, unico obiettivo: tornare a comandare. E sia chiaro: la sua campagna elettorale sarà ovviamente incentrata, come sempre, sulle promesse a effetto e impossibili, sugli annunci folcloristici e la lotta al Comunismo. Aspettiamoci dunque che in campagna elettorale annunci l'eliminazione dell'IMU ("Sì, avete capito bene..."), del Bollo (avrebbe dovuto già toglierlo, ma gli italiani sono di memoria corta), magari del Ticket e, perché no, anche di qualche bolletta tipo luce o gas (a caso, come gli verrà al momento guardando in telecamera). Ha capito, in pratica, che in un Paese dove la cultura politica tra gli "indecisi" è pressoché pari a quella di un Mulo, l'annuncio a effetto e impossibile, o possibile ma catastrofico (ci rendiamo conto di come ci hanno ridotto anni e anni di governo Berlusconi?!) funziona. 
Dunque, nonostante tutto, Berlusconi può davvero vincere?
Certo che sì. A meno che Bersani non prometta in campagna elettorale di eliminare sì l'IMU, il Bollo, il Ticket e qualche bolletta, ma prometta anche quattro o cinque milioni di posti di lavoro in più, una bottiglia di spumante e una colomba (se si vota sotto Pasqua).
Ecco, soltanto allora la lotta per la conquista dell'ultimo indeciso disponibile sarà finalmente alla pari.