E vabbè, stavolta me la sono cercata. Il fatto è che fin da piccolo i film con i pupazzoni giganti mi hanno sempre affascinato (quanto mi piaceva il mega Uomo della Pubblicità dei Marshmallow di "Ghostbusters"!), e quale pupazzone gigante può esserci più affascinante di un mega Troll in pietra?
Peccato che spesso film del genere si rivelano delle cagate grandi quanto il pupazzone in questione, e questo "Troll" (disponibile su Netflix) non sfugge alla regola.
Il film comincia malissimo, con padre e figlia che si perdono tra le solite frasi stucchevoli tipo "Non devi guardare con gli occhi, ma... col cuore"; roba che potrebbe anche spingerti a spegnere tutto e andare a fare jogging. Ma a me fare jogging non piace, e quindi ho continuato imperterrito nella visione.
Ma di cosa parla il film? Tre le montagne del Dovrefjell, nelle Alpi scandinave, dopo millenni si risveglia una enorme creatura che semina il panico distruggendo qualsiasi cosa, e puntando dritto verso Oslo...


