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giovedì 2 aprile 2020

Paradise Police (Stagioni 1 e 2)

Se in questi giorni di quarantena avete bisogno di una Serie TV Animata per distrarre i vostri bambini... questa non fa per voi. 
"Paradise Police" (o Paradise PD) credo sia l'esempio lampante dell'assoluta libertà d'espressione in una Serie TV. Così come il precedente prodotto degli stessi Autori, "Brickleberry", in Paradise PD troviamo davvero di tutto: sesso, droga e... sesso e droga. I personaggi (quasi copie dei Rangers di Brickleberry) sono tutti decisamente sopra, anzi oltre le righe, come il Capo della Polizia, il misogino e razzista senza palle (in tutti i sensi...) Randall Crawford; suo figlio Kevin, raccomandato e imbranato agente, dai gusti sessuali ambigui (uomini, donne o... macchine?), poco amato dal padre (se è senza palle... la colpa è sua) e molto amato dalla madre, Karen, Sindaco della città ed ex moglie di Randall; Gina, poliziotta bionda, carina, estremamente violenta e decisamente ninfomane, soprattutto quando si parla del suo grande, grosso, grasso collega effeminato Dusty, che però le fa capire (o almeno ci prova) in tutti i modi che c'è trippa solo per i suoi amati gatti; l'anziano e malandato poliziotto Stanley, ossessionato anch'egli dal sesso nonostante la sua veneranda età; il poliziotto di colore Gerald, che forse inizialmente sembra essere quello più normale. Inizialmente. E potrebbe già bastare una cricca del genere per capire di fronte a quale prodotto ci troviamo. Ma certo che non basta. Perché tra i professionalissimi agenti c'è anche un cane parlante, Bossolo, ovviamente agente dell'Unità Cinofila, e altrettanto ovviamente tossicodipendente e alcolizzato. Insomma, di tutto e di più, con l'aggiunta di personaggi secondari sulla stessa linea morale ed etica dei principali, se non peggio.