Visualizzazione post con etichetta Rino Gattuso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rino Gattuso. Mostra tutti i post

mercoledì 1 aprile 2026

Fine dei Giochi Mai Iniziati

Ammetto di non essermi particolarmente legato alla Nazionale di Rino Gattuso, ma allo stesso tempo non posso nascondere la mia profonda delusione per non poter vivere, ancora una volta, un'estate mondiale con gli Azzurri. Assisterò dunque ai prossimi mondiali così come vi ho assistito ai precedenti due: in maniera distaccata. Per me il calcio è tifo, passione, e laddove viene a mancare il parteggiare per questo o quell'altro colore... insomma, tutto perde quasi ogni significato. Che la Francia, il Brasile, la Spagna o l'Argentina diano spettacolo, per quanto mi riguarda è relativo. Bene, bello, bravi. Ma non proverò mai, di fronte a una prodezza di Mbappé o Yamal, la stessa emozione che proverei per un gol di chiappa in caduta del tutto involontaria di uno Spinazzola qualsiasi. 
Terzo mondiale a casa. L'Italia. La Nazionale con quattro stelle sul petto. 
Terzo mondiale a casa. L'Italia. La Nazionale con i vertici federali più indecenti della storia.

giovedì 18 giugno 2020

La Gioia di Sbagliare

Ammetto di essere stato una cosiddetta Vedova di Sarri, perché io il Napoli di Maurizio Sarri l'ho amato alla follia, e non rinnegherei mai questo mio amore per quel gioco, per quella filosofia, per quel Comandante. Un Comandante che, per colpa sua, di De Laurentiis, o di chissà chi, a un certo punto ha deciso di smettere quei panni ed entrare all'interno di quel Palazzo a cui appena un anno prima aveva provato l'assalto... dalla porta principale. Entrare in quel Palazzo dopo un bel volo in elicottero, con la porta spalancata, in giacca e cravatta. Ma in quel momento, dopo che il mio ex Comandante ha varcato quella soglia senza più il coltello tra i denti, ma con dei mocassini ai piedi, il mio amore per il suo Napoli non è cambiato di una virgola. È cambiato però il mio amore nei suoi confronti. Ed è inutile star qui sempre a ricordarmi che si tratta di professionismo, di lavoro. Sì, è inutile. Perché al professionismo si contrappone il mio tifo, e nel mio tifo non c'è nulla di professionale, nulla di lavorativo, nulla di coerente. Io tifo, ci rimetto addirittura soldi per questa mia passione, e quindi niente... se Sarri va alla Juventus rivendico il diritto di incazzarmi e di cambiare opinione nei confronti di un professionista. Perché, ribadisco, non scrivo per un giornale, non commento partite in televisione, non mi occupo di pubbliche relazione nel mondo del calcio. Sono semplicemente un tifoso, di quelli che ieri, dopo il rigore di Milik, hanno urlato come dei pazzi, sono usciti fuori al balcone, e nella foga hanno insultato pure gli avversari (di una vita) beccandosi (più che giustamente) insulti di ritorno.