Il primo romanzo di Stephen King, "Carrie", compie 50 anni, e per l'occasione ho voluto rileggerlo (la prima è stata un bel po' di anni fa, ormai); e la rilettura di un romanzo, per quanto mi riguarda, è cosa molto rara. Ma visto l'anniversario, visto il mio autore preferito, visto il modesto numero di pagine, mi ci sono tuffato con piacere ed è stata una vera e propria riscoperta.
La storia ci parla della giovane Carrie, un'adolescente con una vita sociale molto difficile. I suoi compagni, infatti, la prendono spesso di mira deridendola e sbeffeggiandola, e, come se non bastasse, la vita familiare della povera ragazza non è certo migliore: a casa vive da sola con sua madre, una bigotta a dir poco ossessionata dal suo credo religioso. Ma la nostra Carrie ha un dono speciale: la telecinesi. La ragazza cercherà quindi di capire, controllare e sfruttare questo potere particolare, e quando la sua vita sembrerà finalmente sul punto di cambiare, questa cambierà eccome... ma non come si sarebbe aspettata. E, soprattutto, non come si sarebbe aspettata l'intera comunità di Chamberlain.
