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mercoledì 24 agosto 2011

QUANDO IL PENSIERO DI TE

(Amore e Psiche)

Quando il pensiero di te mi accompagna
nel buio, dove a volte dagli orrori
mi rifugio del giorno, per dolcezza
immobile mi tiene come statua.


Poi mi levo, riprendo la mia vita.
Tutto è lontano da me, giovanezza,
gloria; altra cura dagli altri mi strana.
Ma quel pensiero di te che vivi,
mi consola di tutto. Oh tenerezza
immensa, quasi disumana!

Umberto Saba

domenica 17 ottobre 2010

Le poesie di Amanda Knox


In carcere Amanda Knox ha scritto due poesie che Rocco Girlanda pubblicherà nel libro-diario sui colloqui avuti con la ragazza 1 nella casa circondariale di Perugia. Eccole, anticipate dall'Ansa (i testi originali sono in inglese, la traduzione è di Edy Tassi):

La prima poesia
Un arcobaleno attraversa la mia vita
Strada che si snoda fra la pioggia e il vento
Io canterò fra i suoi azzurri e i suoi viola
Fino a quando sarò di nuovo a casa.

In uno di questi giorni che sembrano eterni
Ho osato trovare rifugio
In te, nell'amore - e tu, in me?
Io lo so che non sono sola anche quando sono sola.

La seconda poesia
Restate un pò più a lungo, oh, miei occhi
Affinché possa scorgere la quiete che si posa come neve
Lasciate che orecchi compiacenti raccontino la bugia
Che l'illusione della solitudine ci regala.

I nostri palpiti sono l'ultimo bagliore della fiamma
Che tutto il giorno si è consumata di desiderio
Le ombre sul muro giocano con noi
Evocando il luogo cui apparteniamo.

Non svanite quando il giorno svapora
Promettendo ogni volta un'altra alba
Rimanete, prolungate il nostro indugio
E nella penombra attenderemo il suo giovane fratello.

I sogni ad occhi aperti sono come quelli
Ad occhi chiusi, quando, lì dove sei,
Il tuo cuore scoppia anelando
A quel che ti manca, a ciò per cui vivi.

Restate ancora un poco, occhi miei
Aiutatemi a frantumare questa sera grigia e fragile
Nelle tessere di un mosaico che si ostina
A costruire i ricordi di una vita.

(17 ottobre 2010)

domenica 6 dicembre 2009

POESIA PER STEFANO

Caro Stefano,
tu ora sei sicuramente Lassù in Cielo
a splendere sottoforma di Stella.
Guardo fuori dalla finestra e ti scorgo
su una nuvola mentre sorridi
come nella foto che vedo sempre
perchè, come tu sai,
purtroppo non ti ho mai conosciuto.

Ma tu chiedi anche giustizia da Lassù
per tutto quello che ti hanno fatto
perchè ti hanno ucciso e lasciato morire
solo,
e tutti noi che ancora, nonostante tutto,
crediamo nella vera giustizia
combatteremo fino a quanto
tu l'avrai ottenuta.

So che sei sempre stato
buono e affettuoso,
la droga colpisce per vari motivi
i giovani sensibili ed è dura uscirne
e so che tu volevi uscirne
ma purtroppo qualcuno te l'ha impedito
e per sempre.

Ma noi ti promettiamo che presto
otterrai giustizia,
e potrai essere più sereno Lassù.

Un abbraccio a Te e alla tua Famiglia.
Alessia

sabato 28 novembre 2009

LA BALLATA DEL FUTURO

DA BLOG "NON PUO' PIOVERE PER SEMPRE"

Quando soffia il vento sacro
ogni canna si ripiega,
ogni albero da fusto
per incanto si fa storto,
il perdono ben si sa
è largito a volontà.
E non vale essere santi
se sepolcro non si chiude,
nella vita ben conviene
d'esser ricco e farabutto.

Pur le opere in granito
recan firma del Signore,
fra castelli e case antiche
vi è deposto il Salvatore.
Qual giustizia è mai terrena
non sia detto per vergogna,
ogni verbo recitato
è la spinta nel futuro,
che disdetta al rassegnato
ne avrà gloria da passato.

(Francy274)

ASPETTANDO LA NOTTE

DAL BLOG DI CHICA

E continuo a guardare oltre la mente
la fioca luce di un sole che muore
e non riesco a pensare
non sento più niente
e aspetto la notte che venga
a trovarmi per volare e andare via
per toccare l'orizzonte
il mio urlo il mio pianto sono spinti dal vento
ma troppo in alto per poterli sentire
e mentre la gente mostra un falso sorriso
usando le frasi consuete sul tempo
una lacrima amara solca il mio viso
ma è subito spazzata da un soffio di vento
e mi accuccio per terra
cercando un riparo
a un freddo che è solo dentro di me
a due occhi stanchi di guardare
un povero pazzo che cade giù...sotto un cielo di silenzi
calpestato dal passato
aspettando la notte...sua piccola notte
perché anche i sogni gli hanno ammazzato
giù sotto un cielo di silenzi
calpestato dal passato
aspettando la notte...sua piccola notte
perché anche i sogni gli hanno ammazzato
aspettando la notte...sua piccola notte
perché anche i sogni gli hanno ammazzato

sabato 7 novembre 2009

Un angolo antico


All'entrata, a ridosso di un muro ingiallito
in penombra sostava, alonato da rame ossidato,
uno specchio di verno, in declino,
coinvolgeva quell'oasi antica.
Il cristallo sotto coltre del tempo
sfumeggiava tra ombre un riflesso argentato.

Un barlume di luce da un'imposta scostata
rimandava l'incanto di due occhi cinigia.

S'animò fra le ciglia una vita passata,
le soste sfiziose di una dama distinta,
la veletta fatale, il brillio del rossetto,
orecchini pendenti nel profumo da intrigo,
era chiaro il mistero di un incontro proibito.

Quanto osa la mente, e quel vetro silente
che adombrava geloso un amore rubato.

(Francy274)



mercoledì 19 agosto 2009

Gli alberi e il fiume

dal blog Marame' di Serenella

Fiume,
tu urli alla follia,
tu ti muovi scrosciando,
gli alberi,
lasciano scorrere tanta bellezza.
Se si trovano davanti a un sommo disprezzo,
gli alberi,
sono rigidi e stretti,
ma anche il diavolo,
pian piano,
diventa un angelo.
E gli alberi…
Si aprono
come le porte di un maestoso paese
e ti liberano
in un altro meraviglioso mondo.

Daniele Ranieri

domenica 3 maggio 2009

Le bucce di mandarino


Le bucce di mandarino
… per la tombola …
… a Natale …
Ricordi ?
Scorzette
Giallo-arancione
Spesse pallide e carnose
Ridotte in minuti pezzetti
e poste provvisorie
… sulle cartelle …
… sui numeri …
Così
Come quelle
erano i tuoi sguardi:
brevi ma penetranti
rapidi
furtivi
circospetti.
E sembravano
… da innamorata …
E i guizzi continui
Dei tuoi occhi
sempre a me rivolti
ad offrirmi
nascoste
segrete
profumate essenze.
Ed io
… immerso in quelle …
A ricambiare
inebriato !
Ma
fu tutta u’illusione!
Quindi mi ritrassi
… e …
Mi salvò l’oblio.
Poi
Lo stesso gioco
con altro amore …
e sempre complici
le bucce di mandarino
in nuove tombole
su altri numeri e cartelle.
Così
per tanti anni
prigioniero!
E ancora oggi
ancora vince
l’antica malinconia
sottile
irriducibile.
E intenso
intenso e più di prima
corre sempre il pensiero
a quei giorni d’amore
ogni volta che odoro
le bucce di mandarino.
(Alfonso Vocca)


come le bucce un tempo



La nuova raccolta di poesia di Alfonso Vocca, inventore, artista, Poeta e matematico (studia i numeri primi), nonchè mio ex compagno di scuola e mio amico personale.
LUIGI MORSELLO

martedì 28 aprile 2009

UN MONDO DIETRO LE SPALLE

dal blog VerSoInfaMe

(Massimiliano E Salem)

vedo vecchiaie piene di tempo statico e marginale

dove i ricordi si calcolano e sterilizzano

dove i sentimenti non vogliono essere lesi

e i pensieri sono oramai freddi.

La loro solitudine è l'ultimo patto onesto con la vita

le loro primavere antiche sono irrecuperabili

i loro pianti quasi sempre inutili.

Le memorie non hanno vie di ritorno

e sono sempre più letti da fare e disfare e dormirci sopra.
Vecchi sono i punti di vista

vecchie le cose

vecchio il mondo risaccato dalla nostalgia.
Ciò che è nuovo si specchia in quello che è finito

e non c'è nulla di più finito

di quello che la morte riconduce

a tutto ciò che c'era prima

e la vita non ha mai salvato nessuno.

Vedo saggezza che nessuno vuole ascoltare

vedo rughe scomode per gli altri

il ritorno bambino nei gesti e negli sguardi

puri ora come quando si affacciarono alla vita.

Vedo un percorso

il compasso che si ferma a chiudere il cerchio,

la forma perfetta, il senso dell'esistenza.

Vedo ricordi anestetizzati dal tempo

e solitudini accettate o fiocamente protestate.

Vedo tempi lenti in armoniche volute

che stonano nella velocità del mondo.

Vedo alberi secolari da rimirare

e alla loro ombra respirare ed imparare

alberi da proteggere e non da abbattere.


giovedì 23 aprile 2009

Sono qui di fronte a te

( Serenella)

Sono qui di fronte a te
con la mia finta felicità,
i miei falsi sorrisi,
che non possono nascondere
il desiderio che ho di te,
di toccare i tuoi capelli biondi,
di sfiorare le tue labbra con le mie.
Sei bellissima, lo vedo anch'io,
ma non so dirtelo.
No, non sono innamorato di te
- non lo sono mai stato di nessuna -
ma mi piacerebbe sentirti
almeno per un attimo mia,
provare emozione
per un tuo sguardo d'amore
... io che non voglio
amore eterno nè pietà.
Aiutami, ti prego,
sto male:
nel dolore che attraversa
le mie risate stanche,
nell'oblio assurdo delle mie sere vuote.
Insegnami ad amare,
a dare soprattutto,
a sciogliere il mare di ghiaccio
per poterti ricevere
e riscaldare.
Aiutami
a riscoprire il calore del mio cuore,
l'ingenua energia di un bambino stupito,
il faro accecante del sole di luglio
soffocante nel tardo mattino.
Insegnami ad amare,
senza pretese,
senza progetti,
senza troppe speranze.
Neruda
(POSTATO DA SERENELLA)



venerdì 3 aprile 2009

Di te mi ricordo di rado

dal blog maremè


Di te mi ricordo di rado,
non sono curiosa del tuo destino,
ma il segno lieve che hai tracciato
non si cancella dal rifugio dell'anima.
Di proposito evito la tua casa rossa,
la tua casa rossa sopra il fiume torbido
e so che agito crudelmente la tua quiete
come un raggio nell'oscura siepe.
Vorrei che mai ti fossi adagiato
sulle mie labbra per chiedere amore,
vorrei che tu non avessi immortalato
con versi dorati le mie pene:
io ammalio segretamente il futuro
(se la sera è completamente turchina)
e sento in anticipo l'appuntamento
inevitabile e vicino.

(1913)

Anna Achmatova

sabato 3 gennaio 2009

Come le bucce un tempo



«Le bucce di mandarino... per la tombola… a Natale… Ricordi? Scorzette giallo- arancione spesso pallide e carnose ridotte in minuti pezzetti e poste provvisorie… sulle cartelle… sui numeri!...». Inizia più o meno così «Come le bucce un tempo», Spinelli Editore, opera seconda (la prima è “Le effimere non messaggere”) di Alfonso Vocca, intellettuale ebolitano, rinomato progettista con la passione della poesia.
E a dir il vero, con l’avvicinarsi del Natale, momento migliore proprio non c’era per dedicare a questa opera l’attenzione che merita. «Come le bucce un tempo» 119 pagine che vanno lette tutte d’uno fiato. Che ti rapiscono, che ti somigliano, che ti appartengono.
119 pagine dove i sentimenti, quelli veri, quelli sinceri, quelli vissuti e anche quelli un po’ sognati, fanno capolino tra immagini in bianco e nero, segreti, spaccati di vita quotidiana e interrogativi che ti accompagnano in un viaggio meraviglioso che si chiama vita.
La vita dell’autore-poeta-progettista, ma anche la vita di ogni lettore, muratore, imprenditore, netturbino, ingegnere, macellaio, professore, dipendente, indipendente, alto, basso, grasso, magro, nero e bianco, ebreo e musulmano, donna, uomo… purché sia «libero, brillante, ammodo, misurato, maturo, risoluto, pratico, poeta, coraggioso, intelligente, flessibile, inflessibile, compagnone, combattivo, franco, ideatore, seduttore, pragmatico, speciale, spiritoso, sorridente… sarà così. Se da grande sarà così sarà veramente un uomo».
«Come le bucce un tempo», è uno spaccato di vita di ognuno di noi. Chi non ha mai ammirato un «Albero al sole», desiderato «Un pane bianco profumato», ripensato a «Incubi fitti ed infiniti»?.
La penna è quella di Alfonso Vocca. Il sogno misto a realtà, è di chiunque si avvicini a questa opera, di chiunque ripensi o abbia ripensato, almeno una volta, all’«Autunno bruno», al «Temporale», a «Quell’anello al dito che…» o solo alla «Vecchia scrivania».
Chi di voi, tra di voi, non si porta nel cuore la «Memoria dei luoghi dentro»?.
E Alfonso Vocca nella sua brillante opera che nasconde, pagina dopo pagina, una serie di pensieri, di analisi, di valutazioni e di ricordi, dedica alla città di Eboli una ode, unica e singolare. Una sorta di denuncia sociale, un avvertimento, un richiamo alla sensibilizzazione, dei cittadini, ma anche e soprattutto degli amministratori.
«E’ la loro città, quasi morta ammazzata. Vissero ragazzini qui i loro giochi tra corse e rincorse nei vicoli nei cortili a rotolar per scale e scalelle… Vivono oggi adulti qui, con in mente passato presente futuro. La memoria dei luoghi dentro stampata nel petto…».
E poi, ancora uno sguardo, un ricordo.
«Dorme, moribonda quasi, in coma profondo, adagiata…».
E si pensa a Montedoro, Monte Sant’Ermo, ai valloni Tiranna e Tufara e ancora al Castello Colonna fino alle cinque Porte: Santa Caterina, Santa Sofia, Pendino, Borgo, Barbacani.
«Son pietre che per sangue ci appartengono
: Santa Maria ad Intra, Magnagrecia, Attrizzi, Caccone, Marcangioni, Santa Croce, San Biagio, San Nicola, la Salita della Selce, Piazza Borgo, Il Paparone, Sant’Antonio, Il Paradiso, Largo Santa Sofia, San Lorenzo, San Francesco che s’arrocca in su, Piazza Porta Dogana, fulcro della città col Vecchio Municipio, Piazza Pendino, Salita Ripa, San Cosimo, San Pietro alli Marmi dai Cappuccini…e oltre più su al Vecchio Serbatoio, alla Ruota del Mulino, al burrone dell’Ermice, ai Due Pioppi alle Sorgenti…».
Come le bucce…un tempo…


Silvana Scocozza


COMMENTO

Alfonso Vocca è un mio amico di gioventù, siamo stati a scuola assieme, mi insegnò a ballare il tango e tante altre danze oggi desuete fra i giovani.
Le vicende della vita ci avevano un po' allontanati, soprattutto perchè io ho trascorso gli ultimi quant'anni della mia vita a fare un lavoro 'socialmente utile' (direttore di carcere), ma ogni volta che tornavo a Eboli, assieme alla mia famiglia, tutti gli anni, Alfonso era lì pronto a regalarmi un sorriso, una stretta di mano, con grande cortesia indice di un animo gentile, ma anche di un caro amico, affabile e amabile.
Solo di recente, dopo il mio pensionamento, i periodi di permanenza a Eboli si sono allungati e noi due vecchi amici ci siamo ritrovati, ho scoperto che scriveva poesie, mi sono affrettato ad acquistare il primo volume di poesie pubblicato: "Le effimere non messaggere", leggendo quà e là (io non amo la poesia) versi che mi hanno toccato in modo per me sorprendente.
E poi ho visto la sua attività di progettista, meglio i risultati di tale attività e, confesso, ho sì ritrovato un caro amico ma ho scoperto anche un uomo nuovo, ricco di fantasia, versatile.
Posso affemare ed affermo che sono orgoglioso di avere in lui un caro e prezioso amico.
Luigi Morsello