Visualizzazione post con etichetta SKY. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SKY. Mostra tutti i post

giovedì 4 dicembre 2008

Lettera aperta a Rupert Murdoch





All'attenzione del signor Rupert Murdoch, News Corp.

"Caro mister Murdoch,
lei sa che la televisione è moribonda e che la pubblicità sta migrando in Rete. E che i giornali e le emittenti televisive hanno gli anni contati. Forse cinque, forse dieci, non di più. I suoi esperti l'hanno di certo informata. Del resto le sue azioni parlano per lei. Ha investito 580 milioni di dollari su
MySpace, un social network di diffusione mondiale, mentre lo psiconano comprava Endemol, un produttore di vecchi programmi televisivi. Ha messo le mani sul Wall Street Journal dichiarando che lo avrebbe sviluppato in Rete con i migliori 200 giornalisti degli Stati Uniti. Il suo soprannome è lo Squalo e il suo fine è il profitto, dicono che lei sia spietato, ma a suo favore esiste un fatto incontrovertibile. Lei non è diventato primo ministro per proteggere le sue televisioni. Lei non ha fatto fallire il suo Paese, l'Australia. Lo psiconano, quel signore che le vuole raddoppiare l'Iva a Sky perchè lo vuole l'Europa, sta portando l'Italia allo sfascio. Una sua televisione, Rete 4, è abusiva. Lei lo sapeva? Le sue televisioni ne hanno mai parlato? Anche in questo caso si è espressa l'Europa, ma a nessuno è importato un bel nulla. In Italia il conflitto di interessi e la Ragion di Stato sono diventati la stessa cosa.

Obama è una speranza, senza la Rete forse non sarebbe diventato Presidente degli Stati Uniti. Lei ha detto di Obama prima delle elezioni: "E' una rock star. E' fantastico. Amo ciò che dice sull'Istruzione". In Rete Mediaset non esiste. E come potrebbe? L'informazione è verificabile, i contenuti sono scelti, liberamente, dal navigatore. La qualità e la credibilità sono le uniche due monete che si possono spendere. Mediaset ha miliardi di euro, ma non ha quelle due monete. La Rete, e quindi il futuro dell'informazione, sono al di fuori delle sue possibilità. Murdoch, lei dovrebbe sapere che lo psiconano è un burlone. Racconta barzellette che spesso vengono confuse con dichiarazioni ufficiali. Una delle migliori, dopo la richiesta di 500 milioni di euro di danni a YouTube, è la sua volontà di portare una proposta per "regolamentare Internet" al G8, Il suo ministro degli Interni Maroni ha annunciato un "numero identificativo" per ogni utente del Web. Un'idea che viene da lontano, dal numero indelebile tatuato sul braccio degli ebrei nei campi di concentramento. Lei è avvertito, se non ci saranno smentite, i navigatori di MySpace dovranno identificarsi e, forse, pagare una tassa di scopo. In Italia c'è bisogno di regole tranne che per Mediaset. In quel caso sono sufficienti le leggi ad hoc.

Perchè le scrivo e le dico tutto questo? Lei non è il cavallo bianco che può salvare l'informazione italiana, ma è sempre meglio di niente. Sky ha trasmesso la diretta del mio intervento all'assemblea Telecom e più volte ha dato spazio alle mie denunce. Uno spazio minimo, spesso impercettibile. ma comunque uno spazio. Le voglio proporre l'utilizzo periodico dei filmati che il mio blog produce da anni. Sono ormai centinaia. Denunce mai apparse in televisione. Oscurate dalla cappa di Veltrusconi. Lei può usare i filmati gratis con due sole condizioni. Nessuna pubblicità al loro interno e citazione della fonte. In cambio non le chiedo nulla. Lei sa che il futuro è la Rete e Berlusconi è il passato. Ci saranno nel mondo solo cinque o sei gruppi multimediali in Rete tra alcuni anni. Uno è probabilmente il suo insieme alla BBC e a YouTube. Mediaset non ci sarà e neppure la Rai. Attendo una sua risposta. I miei saluti." Beppe Grillo

Sky rilancia, nuovo spot contro la tassa

IL CORRIERE DELLA SERA

Nel filmato si elencano i prodotti che godono dell'Iva agevolata: dai libri alle uova di struzzo


ROMA - Da stamattina un nuovo promo informativo ha preso il posto di quello mandato in onda negli ultimi giorni sui canali Sky. Il video, in due versioni, della durata di 30 e di 15 secondi, si apre con una serie di scritte che vanno a sovrapporsi e che mostrano una lista di prodotti che godono dell'Iva agevolata al 10%. Tra gli altri, francobolli, marionette, uova di struzzo, prodotti petroliferi, manifestazioni sportive, libri, tabacchi grezzi.


LA RICOSTRUZIONE - Il video ricostruisce anche brevemente la vicenda dell'Iva agevolata applicata alla pay tv, confutando indirettamente la tesi di esponenti del governo che sia stata introdotta dalla sinistra per favorire Sky, e si chiude con l'invito: «Se credete che la decisione di raddoppiare l'Iva sul vostro abbonamento Sky sia sbagliata scrivete una mail a [email protected]». Un appello al «bombing» che sembra avere avuto successo, come era stato la volta precedente: in due ore sono arrivate al Tesoro circa 500 mail e il flusso è in continua crescita.


UE - Dalla Ue arriva una precisazione sul caso: «Se le autorità italiane avessero insistito nel non cambiare le aliquote Iva sulla tv a pagamento - ha fatto sapere Maria Assimakopoulou, portavoce del Commissario Ue alla Fiscalità Laszlo Kovacs - la commissione Ue avrebbe dovuto aprire una procedura di infrazione. Ma nel momento in cui le autorità italiane informano di avervi riposto rimedio con decisioni adeguate, il caso è chiuso». La portavoce ha ricordato che Bruxelles, in seguito a un reclamo ricevuto nell'aprile 2007, ha inviato una lettera all'Italia per porre in rilievo il tasso diverso di Iva, in alcuni casi al 10%, in altri al 20%, sollecitando di unificarla e «suggerendo» di portarla al 10%: «La commissione è del parere che le trasmissioni via etere (digitale terrestre) debbano essere soggette a un'aliquota Iva ridotta (10%) identica a quella applicata alle stesse trasmissioni via cavo e via satellite», scriveva all'Italia l'11 aprile 2008 la direzione generale Ue per la Fiscalità.


ALIQUOTA UGUALE - «Nella direttiva Ue sull'Iva c'è un allegato che dice che si può applicare un'aliquota ridotta per le tv satellitari, ma devono essere applicate le stesse aliquote per gli stessi tipi di servizi. L'aliquota andava perciò resa uguale per tutti. Quindi il governo italiano doveva decidere se tutti al 10% o tutti al 20%: è il Paese che decide». Il governo Prodi aveva riconosciuto, ha proseguito la portavoce, che «le differenti aliquote non erano in linea con le norme Ue e si era impegnato ad allinearle». Il governo Berlusconi le ha uniformate al rialzo ma poteva, come aveva suggerito l'Ue, prendere la decisione opposta e allinearle al ribasso. La portavoce a chi chiedeva chi avesse presentato il reclamo nel 2007 all'Ue in seguito al quale è stato aperto il dossier, non ha voluto rispondere. Fonti Ue concordanti riferiscono però che l'esposto è stato presentato da Mediaset.


«IMPOSSIBILE ABBASSARE IVA AL 10%» - Paolo Romani, sottosegretario alle Comunicazioni, dopo la precisazione Ue ha affermato: «Abbassare l'Iva al 10% sia per le pay tv sia per le pay per view farebbe mancare circa 220 milioni di euro. In questo periodo di crisi siamo alla ricerca di risorse, andiamo a verificare se ci sono piccole o grandi sacche di privilegio. E l'aliquota di Sky era una piccola sacca di privilegio».


REPLICA BERLUSCONI - Sulla questione è tornato anche il premier Silvio Berlusconi, spiegando che il provvedimento del ministro delle Finanze ha risposto solamente a «una precisa disposizione dell'Unione Europea. Il modo in cui la sinistra e i giornali mi attaccano rappresenta bene il comportamento di questi signori nei confronti miei e del governo. Non conoscevo assolutamente il provvedimento Ue e invece attaccano me. Non c'è nessun conflitto di interessi. Invece ho visto che mi si attacca con titoli del tipo 'Berlusconi contro Sky'».


03 dicembre 2008

martedì 2 dicembre 2008

Berlusconi contro Sky. Iva raddoppiata per le pay tv.

Il pacchetto anticrisi del governo prevede anche il raddoppio, dal 10 al 20 per cento, dell'Iva sugli abbonamenti alle pay tv.
Una misura che colpisce particolarmente Sky.
Il Pd attacca Berlusconi e denuncia: conflitto d'interesse.
Dal primo gennaio del prossimo anno gli oltre 4 milioni e 600mila abbonati di Sky saranno costretti a pagare più tasse.
Tra le pieghe del decreto anticrisi il governo ha infatti inserito una norma che abolisce l'Iva agevolata per i canoni di abbonamento alle pay tv, che crescerà dal 10 al 20 per cento.
"Una decisione che va nella direzione opposta, osserva l'Amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge, rispetto a quanto stanno facendo gli altri governi, impegnati a sostenere la capacità di spesa dei cittadini e la crescita delle imprese in una congiuntura economica così difficile. Da Skytg24.

Spot di Sky contro l'aumento dell'IVA sulla PayTv.