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giovedì 19 settembre 2013

Devon e Cornovaglia - Seconda parte

Ecco alla seconda parte del viaggio (la prima la potete leggere qui).

Ci eravamo salutati con l'arrivo all'albergo spettrale e con questo pavone sul tetto, ricordate? No? Potete sempre rileggervi la parte finale del post, se volete.

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Be', penso che tutti voi abbiate dato per scontato che se sono ancora qui a scrivere vuol dire che il resto della permanenza è andato bene! Anzi, benone!

La mattina ho anche fatto amicizia con pavone, che impavido mi si è pure avvicinato per farsi fotografare...che pavone sto pavone!

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Abbiamo anche fatto pure una partita a briscola e ho vinto!! Anzi, l'ho praticamente spennato!!!

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:D :D :D

Scherzi a parte, l'albergo alla fine è stato molto accogliente.

La mattina la signora ci voleva per forza servire la Full English Breakfast, che per chi non lo sapesse è un mega piatto a base di uova fritte o in camicia, pomodori (fritti o grigliati), funghi (fritti!), bacon (fritto!), 3 fette di pane (fritto!) e poi salsicce, fagioli e patate (stranamente non fritte!).

Ora, a parte le varie considerazioni alimentari sulle quali meglio sorvolare, ma mi volete spiegare perché si ostinano ancora a chiamarla breakfast?!?!?!? Prima di tutto break de che cosa, visto che ti sei appena alzato!!! Forse break dal sonno? E poi fast de che visto che per consumarla come minimo ti bruci mezza giornata di vacanza (per non parlare poi delle varie conseguenze durante la digestione!)

Eppure al tavolo accanto al mio ho visto due vecchiette arzille trangugiare e bissare tale porzione nello stesso tempo che io ho impiegato per sbucciare una banana!

"Sir?"
"May I have some brauwn toasts, marmelade and orange juice, please?"
(son sicuro che le vecchiette, sentendomi ordinare, hanno pensato fossi allo stato terminale di qualche inguaribile malattia intestinale!)

Inizia così il quarto giorno, con la pancia leggera e l'alito fresco! :))
La Cornovaglia ci aspetta!!!

4° giorno: Looe - Polperro - Fowey - Charlestown - Porthleven 

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Eccoci subito a Looe, più boe che abitanti, quasi!

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Looe...Looe...Looe

No, scusate, ora io dico: ognuno è libero di chiamare una città, presumibilmente la propria al momento della sua fondazione, come meglio crede, ok.
Lo ha fatto Romolo, lo ha fatto Enea, lo hanno fatto tutti!

Però la tua città non puoi chiamarmela "cesso"! E' scorretto! In tutti i sensi!

Peggio della famiglia "Maggio" che ha chiamato "Primo" il proprio figlio, o della famiglia "Scopa" che ha chiamato la figlia "Tina" (giuro, entrambi esistono, li ho trovati sull'elenco e vi assicuro che c'è di peggio!)

D'accordo, al battesimo della città sul registro ci hanno aggiunto una "e" finale, ma se tu poi me la pronunci alla stessa maniera di "loo" non è carino nei confronti della tua cittadina, soprattutto quando questa cittadina è davvero un gioiellino!

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Avvolta in un'atmosfera da favola, spesso immersa nelle sottili nebbie britanniche, con le sue casette colorate che sembrano abbracciare le rive del fiume, fino alla spiaggetta sulla costa, Looe sicuramente è stato uno dei posti più incantevoli di tutto il viaggio. Voto alto.
 
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 E poi sono riuscito a scattare questa foto a mio avviso molto particolare; guardatela iniziando dal basso e facendo poi scorrere lo sguardo verso l'alto...

  Looe - Fila di boe rosse
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Dopo Looe, si fa tappa a Polperro, altrettanto deliziosa, anche se più turistica.

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Per arrivarci occorre posteggiare la macchina fuori dal paese e munirsi di soldi spicci per il parcheggio.

Non li avete? Nessun problema! Il mega posteggio è fornito di una macchinetta cambia soldi...sapete no, quelle in cui metti una banconota e quella te la macina restituendoti l'equivalente monete.
Eccola qui. Ma attenzione! Le monete cambiate devono essere usate esclusivamente per pagarvi il biglietto.

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Nun ce provate!!!


Ma dico, non potevano dotare la macchinetta dei biglietti di un lettore di banconote con l'opzione resto?!?!?!

(ovviamente noi abbiamo fatto la scorta di spicci, tie'!)

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Dopo Polperro con un traghetto si arriva subito a Fowey.

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Quindi si fa tappa a Charlestown, famosa per i suoi velieri in esposizione, molti dei quali vengono usati a scopi cinematografici:

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Tutte queste cittadine sulla costa sono caratterizzate da un fattor comune;
Il mare, direte voi.  Neeeaaaa
Le case? Neeeaaaa
La gente? neeeaaa

Ma allora cosa?

L'urlo incessante dei gabbiani!!!

Molto suggestivo...quasi inquietante...troppo!!!

E indovinate in quale di queste cittadine erano più incazzati? Ma nell'ultima, no? In quella in cui avremmo dovuto dormire!!!  Cioè Porthleven, detta anche la città dalle barche arenate (oltre che dei gabbiani incazzati!).

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E sì, perché qui la marea fa questi scherzi.
Tu lasci la tua barchetta posteggiata in mezzo al porto e poi il mare che fa? Se ne va via, lasciando la tua barchetta così:
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:)))

E intanto i gabbiani continuavano ad urlare come pazzi! Che ve possino!!!

Poi ho anche capito perché urlavano come dannati! Non mangiano!!!

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Per fortuna poi che con il buio si sono tutti azzittiti e si è potuto dormire!!!

A proposito, sapete mica come si chiama il verso del gabbiano? Pare che comunemente si usi il verbo "garrire", anche se mi piace di più il poetico e molto più onomatopeico "stridio del gabbiano".

5° giorno: Penzance - Moushole - Porthcurno - Land's End - Botallack - St. Ives - Lanteglos

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Continua il viaggio lungo le coste. Oggi arriveremo alla punta estrema ovest dell'isola (Land's End) attraverso un percorso lungo tutte le coste frastagliate.

Prima tappa Penzance; nulla di straordinario

Molto più caratteristica, invece, Mousehole (ma se po' chiama' na città "tana del topo" ??? Quasi peggio di Looe!!!).

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Qui quasi tutte le case sono in pietra, stradine strette, atmosfera tranquilla e rilassata... un sogno.

Guardate poi questo terrazzino sul mare, con tanto di insalata a disposizione...

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Dopo la "Tana del Topo" eccoci a Porthcurno, sede di un teatro all'aperto molto spettacolare, così come spettacolari sono le sue rocce, a picco sul mare.

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Interrotte a volte da lingue di sabbia:

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Forse dalla foto no si capisce, ma i coraggiosi in acqua indosano tutti le mute!

E finalmente...

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Il nome, in origine, voleva indicare una specie di "fine del mondo" , in realtà oggi è un vero e proprio sito dedito al business turistico. Basti pensare che il mega posteggio a disposizione è praticamente più grande dell'intero posto da visitare!!!

Immancabili i cartelli inverosimili come questo:

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sotto il quale un omino ti componeva il nome di una città a tua scelta al modico prezzo di una sterlina.
(guarda caso avevo il teleobiettivo montato e questa l'ho fatta di straforo! :)))) )

Suggestivo anche questo cartello...soprattutto al pensiero di ciò che rappresenta:

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Mi immagino un naufrago che approda sulle scogliere e si trova davanti a questa "First Refreshment House"...ma che je ne po' frega' se è la prima o l'ultima?!?!? A quello nun je pare vero d'esse ancora vivo!

E poi "Last" de che? L'ultima è se uno decide di buttarsi in acqua e nuotare verso Ovest! Ma voi vi buttereste qui?

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Tutto ciò, comunque, nulla toglie alla particolarità del posto, perennemente violentato dalle acque e di sicuro molto spettacolare.

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Per chi fosse interessato può tornar comodo sapere che tutte le coste della Cornovaglia sono percorribili a piedi attraverso sentieri tracciati.
Si organizzano tour per percorrerla tutta o parte di essa, zaino al seguito o, per i più pigri, trasportato da apposite agenzie di servizi.
 
Da Land's End si arriva subito a Botallak, sede di vecchie miniere ora abbandonate.

Anche qui gli scorci sono incantevoli quanto suggestivi, punteggiati dai resti delle antiche miniere e ciminiere.

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Si sta facendo tardi...St. Ives, il regno dei surfisti, ci aspetta:
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Incredibile la quantità di surfisti: vi assicuro la foto non rappresenta al meglio lo spettacolo che offre la vista di questa insenatura.

Non avendo il surf al seguito né gana di affitarlo (anche perché nun ce so anda'!), la tappa a St. Ives è assai rapida.

La giornata continua con la visita di Newquay (niente di che) e l'arrivo al Golf Park Hotel di Lanteglos.
Non fraintendetemi per la scelta dell'albergo: non ho mai sopportato il golf, non l'ho mai capito, non l'ho mai considerato uno sport; ho prenotato qui solo perché ho approfittato di una mega offerta :))

6° giorno: Clovelly - Exmoor Park - Lynton - Bath

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Oggi si ritorna nel Devon.
Prima tappa Clovelly, ovverosia come far diventare business un paese di quattro anime.
Ma andiamo con ordine.

All'arrivo la prima sorpresa: il mega posteggio è gratis!!!
Bene, anzi no, male: sono diffidente per natura davanti alla gratuità.Gatta ci cova.

E infatti un signore con una strana divisa ci dice subito:
"You must entry over there"
Agli ordini, capo!

"Over there"  aveva tutta l'aria di una biglietteria. Anzi lo era.
6,50 sterline, a testa.
Ok. Siamo arrivati fino a qui che fai, non entri?

Usciti dalla biglietteria siamo stati accolti da due asinelli che chiedevano l'elemosina per una foto (mi son rifiutato di dare loro la fatidica sterlina, ma se proprio ci tenete vado subito a fotografarvi due asini italiani).

Girato l'angolo c'era anche un gufo ammaestrato appollaiato sulla mano della padrona (un'altra sterlina per uno scatto, due se lo volevi tenere in mano tu!!!)

Poi c'era un gatto che sonnecchiava sornione su una sedia (ma questo non se lo filava nessuno, forse perché lo scatto era gratis!)

Infine il corso, pieno di bandierine:

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...oddio, chiamarlo corso forse è pretenzioso. Diciamo una stradina, la principale, anzi l'unica.

Che ti porta al porticciolo, questo:
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Ecco. Clovelly è tutta qui. Carina...anzi...CARISSIMA! :)))


Risaliamo quindi verso l'Exmoor Park, fermandoci a Lynton.
Qui non si paga per entrare. Non si paga neanche il posteggio.

La cittadina è assai suggestiva, sarà stato pure per il sole che ha rifatto la sua comparsa.

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L'immancabile foto al cimitero:

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Mangiato al The Oak Room degli ottimi scones, proprio mentre due ragazze di Tripadvisor consegnavano alla proprietaria targa "Eccellente". Anche io mi sento di dare un voto alto.

Lungo il tragitto visitiamo Minehead, una specie di Rimini in stile britanico.
Posteggio gratis. Massimo un'ora. Poi non ti devi far rivedere per le prossime 4. (Ricordate Dathmouth?
Non ci siamo stati 35 minuti, e non credo ci rivedrà mai più!
Ma, d'altra parte, ogni nazione con almeno un chilometro di spiaggia ha diritto alla sua Rimini, no?

Ultima tappa, Bath, ma prima arriviamo davanti a questo tollgate:

Vi ricordate la scena di "Non ci resta che piangere"?
"Chi siete?"
"Cosa volete?"
"Un fiorino!"

Ecco, qua sembrava ripetersi:

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Sembra sonnecchiare anche lui...ma provate ad avvicinarvi con un qualsiasi mezzo a motore:

"Who are you?"
"What do you want?"
"One pound!"

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Eccoci a Bath, presentata da tutte le guide come città romana.

A me piace presentarvela come città dei comignoli:

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Ovunque vi troviate è sufficiente alzare la testa per avere davanti scenari pittoreschi, molto particolari.
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La costruzione qui sotto è il "Crescent", un enorme palazzo a forma di semisfera, anche lui con tutti i suoi bei comignoli!

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Bath è famosa anche per le sue terme, ma è anche una piacevole cittadina dove passeggiare, magari scegliendo un vestitino appariscente, giusto per no ndare nell'occhio...

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Particolare il suo ponte...

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Che chissà perché mi ricorda tanto "Ponte Vecchio"...

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A questo punto il tour è finito. L'ultima tappa è Heathrow...e poi Roma.

Un grazie particolare per chi ha avuto la pazienza di leggermi fin qui. Per me è stato un piacere rievocare le varie tappe di un viaggio...è stato come riviverlo. Davvero.

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

lunedì 16 settembre 2013

Devon e Cornovaglia - Prima parte



Eccomi di nuovo a voi per raccontarvi il seguito del viaggio.

Dopo la settimana trascorsa a Londra era in programma l'affitto di una macchina per arrivare in Cornovaglia passando ovviamente per il Devon.

Ora so che voi tutti vi starete chiedendo: "ma come ti sei trovato con la guida a sinistra e il volante a destra?"

Benissimo!
Be'...bene.
Oddio, qualche volta mi confondevo...
...
....un gran casino!!!! :D :D :D

Scherzi a parte, guidare in Gran Bretagna è facile, anche perché lì è tutto facile.
Le strade sono enormi, ben segnalate, le indicazioni precise e gli automobilisti corretti.

Le rotatorie, poi, ti aiutano a non sbagliare strada: ogni volta che ne imbocchi una puoi girarci intorno fino a quando hai deciso e sei sicuro di qual è la tua uscita; pare che il record di giri lo detenga un automobilista di Atene che ne ha fatti 10 prima di capire quale fosse la sua uscita!!! (e dicono pure che l'abbia sbagliata!)

In più, se si ha l'accortezza di affittare una macchina col cambio automatico e dotata di navigatore, è ancora più facile.
Prima di tutto perché non devi pensare a cambiare marcia con la sinistra (quella si che la vedo dura!). Secondo perché non devi pensare a quali strade imboccare...ve le dice tutte lui, il navigatore!!!

....Oddio, quello che avevo io spesso per farti evitare 10 minuti di traffico sull'autostrada mi ha fatto dirottare su viottoli di campagna a doppio senso di circolazione dove a malapena riesci a passarci da solo a piedi!
Ma poi, con un po' di pratica, si riesce anche a trovare il modo incrociarvi con un camper senza eccessivi traumi!!!

Come per i post del viaggio in Canada, anche qui vi riporto le impressioni del viaggio attraverso il mio itinerario, con qualche commento e una valanga di foto; magari vi puo' tornare utile! ;)

Seguitemi!

1° giorno: Oxford

Da Londra siamo partiti alla volta di Oxford; incredibile a dirsi, ma usciti dal garage vicino Marble Arch, e svoltando a sinistra (o era a destra?!?!?) è bastato andare sempre dritto per arrivare dopo qualche decina di miglia al bivio per Oxford. Mai strada fu tanto semplice!!!

Oxford è una città che con estrema astuzia ha sfruttato economicamente la sua fama di luogo al mondo deputato ad insegnare il vero l'inglese; in questa maniera si è garantita una rendita vitalizia, almeno fino a quando la lingua ufficiale diventerà il Cinese (e allora saranno cavoli amari per tutti!!!)

Come tutti sappiamo Oxford, insieme a Cambridge, è la città dei College. E che college!

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Devo anche dire che Oxford è davvero carina; attreverso i suoi vicoli spesso si respira un'atmosfera mediavele, d'altri tempi....

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Delizioso anche l'albergo dove abbiamo allogiato (Cotswold Lodge Classic Hotel), il cui ristorante ha preso un voto alto:
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2° giorno: Stonehenge- Salisbury - Exeter

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Da Oxford mi sembrava inevitabile andare a visitare Stonehenge:

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Disceeee: perché inevitabile?
Be', tutti ne parlano, le foto di queste pietrone sono tra le più scattate al mondo...come fai a non farci un salto?
 
Ecco, se vi capita, potete tranquillamente evitare di farci un salto! Quello che potreste vedere è esattamente quello che vedete nelle foto, senza l'aggiunta di nessuna emozione.
Fra le tante cose viste in questo viaggio, Stonehenge è stata la più deludente.

Non mi ha deluso invece Salisbury, con la sua Cattedrale, sicuramente tra le più belle e suggestive di tutta la Gran Bretagna.
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I suoi interni meritavano questa foto, che dite?

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Notte a Exeter: niente di che, ma da qualche parte bisognava pure dormire, no? :))

3° giorno: Dartmoor Park - Dartmouth - Leaskeard


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Per raggiungere la Cornovaglia suggerisco di attraversare il Dartmoor Park, dal paesaggio assai suggestivo, spesso immerso tra le nuvole e bagnato da una leggerissima pioggerellina.

Primo paese che si incontra è Moretonhampstead. Mi è piaciuto fotografare il suo cimitero:
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 Usciti dal parco si puo' comodamente raggiungere Dartmouth, piacevole località sulle foci del fiume Dart (appunto)


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Non potevo esimermi dal fotografarla anche attraverso questo quadrifoglio...

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A Dartmouth abbiamo scoperto che si puo' posteggiare anche senza pagare, a patto di non sostare più di un'ora e di non ripresentarsi prima delle successive 4 ore!!! Strana regola, almeno per noi italiani.

Dopo aver trovato un posto (questi posti ovviamente vanno a ruba, visto che mediamente il posteggio costa 2 sterline l'ora, praticamente 2,40 €), abbiamo cercato invano il famigerato disco orario nei vari scomparti dell'auto: niente!
Così abbiamo chiesto lumi su come era meglio comportarci ad un tale che aveva posteggiato accanto a noi.  Il tizio ci guarda sbigottiti e ci dice: "Semplice. Entro un'ora tornate e ve ne andate."
Grande paese la Gran Bretagna, basato sulla fiducia e sul rispetto altrui...

Dopo 59 minuti esatti abbiamo ripreso la nostra macchina e ci siamo diretti verso Leaskeard, dove avevamo prenotato presso il Great Trethew Manor Country Hotel.

Raggiungere questo hotel è stata un'impresa pure per il navigatore, che prima ci ha portati in una vecchia fattoria semi abbandonata, poi in un campo di grano appena concimato e infine su una rotatoria dove è entrato in loop e continuava a ripetere presuntuosamente: "You are just arrived at your destination" , e per stargli appresso ho anche infranto il record dell'automobilista di Atene (leggi sopra)!!!

Per fortuna che avevamo anche un buon vecchio aipad che con il suo ultimo 3% di batteria residuo ci ha portato veramente a destinazione... Ma il bello doveva ancora avvenire!

Davanti a noi si presenta una villa desolata e dall'aspetto trascurato (forse sarebbe stato meglio dormire sulla rotatoria!)
Dopo aver bussato ripetutamente e invano alla porta, i primi dubbi hanno iniziato a sorgere...

Possibile che l'albergo sia stato davvero abbandonato?

Poi... strani canti iniziavano a giungere alle nostre orecchie, accompagnati da grida e ululati...

Una porticina alle nostre spalle ha iniziato a cigolare...

Entriamo.

Sembra il retro di un ristorante...anzi lo è!

In fondo scorgiamo quella che in situazioni normali corrisponderebbe ad una reception.

C'è una campanella....la suono...

"Hi" ha detto una signora apparsa improvvisamente dalla penonmbra; sembrava vestita come una comare dell'ottocento... per un attimo ho davvero creduto di ritrovarmi nel testo di Hotel California "This could be heaven or this could be Hell".

"Ahi" ho risposto io, stessa pronuncia ma non credo che lei abbia colto la differenza che potete vedere voi da come l'ho scritto!

"Can I help you?"

No, dico, sei un albergo (anzi dici di esserlo), vedi dei tipi con la valigia che sventolano l'inconfondibile prenotazione di booking-punto-com e che, chissà come, sono arrivati fin qui e tu cosa fai?
Chiedi se abbiamo bisogno di aiuto?!?!? :))))
Come minimo abbiamo bisogno di un pronto soccorso!!

Ma cavolicchio! Non ti viene in mente che potremmo esser qui proprio per te e che come minimo dovresti accoglierci a braccia aperte?!?!?

Per fortuna alla fine ci ha accolto (e per fortuna le braccia le ha lasciate al suo posto!!!)

L'interno dell'albergo ricordava i film dei vampiri: moquette rossa, scale che scricchiolano, porte che cigolano, strani esseri che corrono nei corridoi, teste mozze di cervo appese alle pareti ad altezza d'uomo....Sarà questa la mia ultima notte? Domani mi sveglierò con due buchi sul collo? Diventerò allergico all'aglio? Non riuscirò più a mangiare la mia aio, oio e peperoncino?

Saliamo in camera.
Ci chiudiamo la porta alle spalle. A chiave. Due mandate.
Apro subito la finestra per capire come eventualmente fuggire nel bel mezzo della notte e....cosa mi trovo davanti?

Un pavone!!!!

Sì, avete capito bene, un pavone!!! Sul tetto!!! Non ci credete? Guardate qui:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Anziché rimanere a bocca aperta dallo stupore, ho iniziato davvero ad avere paura!!! Un pavone sui tetti?!?!?!
Avevo paura persino di andare in bagno, dove come minimo avrei incontrato un folletto che si faceva il bagno!!

Ora son sicuro che voi volete sapere come è andata a finire, vero?

...Il seguito alla prossima puntata! ;)



Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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