Quanti food-bloggers avete nelle vostre liste?
E di quanti siete "Sostenitori"?
Agli inizi delle frequentazioni dei food-blog, intimiditi ma con la voglia di lasciare traccia del proprio passaggio o di farsi conoscere, si comincia timidamente lasciando qualche commento del tipo: "Ti leggo sempre ma solo oggi ho avuto il coraggio di lasciarti un commento", oppure "Ciao, sono nuovo di qui. Ma che bei biscotti. Proverò a rifarli, posso?"
Poi, presi dall'euforia, si inseriscono i primi link (le blogrolls, appunto).
Prima uno, poi un altro, poi 5, 10, 100... e improvvisamente la vostra pagina si aggiorna con la stessa frequenza dei titoli di borsa del Down Jones e voi state li con il mouse stretto in mano e il dito indice che si agita manco stesse giocando a Tomb Raider.
Nei commenti il vostro tono è evidentemente diventato più confidenziale, tendente all'enfatico spinto: "Tesoro, ma quanto sei Brava" di qua, "Ma quanto è Magnifico questo Ciambellone" di là, "Prometto che la farò" e così via... Si commenta a più non posso e ovunque, abbonandosi a tutti i post dove si è lasciato il segno in attesa di leggere la risposta.
Eccolo là! Il processo a catena ormai è stato innescato e qualcosa vi fa pensare che è irreversibile: nell'arco di 29 minuti la vostra mail-box è stata inondata da 147 notifiche, il cui contenuto è sempre più o meno uguale (leggi sopra); la blogroll si autoalimenta e scopri pure che lo stesso post viene periodicamente ripubblicato ogni 4 ore (!); ti offrono di diventare il gestore del sito più bello e più redditizio della capitale (anzi già ne sei diventato l'amministratore unico: Complimenti!); vi trovate inviti a 12 contest e vi domandate come potete cucinare 3 fili di erba cipollina che serviranno da ripieno alle lenticchie rigorosamente rosse (si, avete letto bene: ripieno!)
Inizia la fase ansiogena: mi devo sbrigare, altrimenti mi perdo tutte le uscite, capperi, tizio ancora non mi ha commentato ma ha già commentato da caio, ohi, altre 3 mail in arrivo, ecco il post di sempronio, evvai, oggi già sto a 100 visitatori e sono solo le 4 di mattina!!!
Ma se siete arrivati a questo punto, siete anche belli che rovinati...il processo, ahimé, è irreversibile!!!
Iniziate a meditare sul da farsi...se continuare, come continuare, a che ritmi continuare...ma poi?
" 'Azz, Tizio ha fatto la macedonia!!! Vado subito a vedere se ci ha messo le banane"...e guarda un po' qui: "I toast al prosciutto di Caio" Ma che bel prosciutto!!! Come lo hai fatto?!?!?
"Minchia! Il post di Sempronio sulle proprietà longeve della buccia dei fagioli!!!! Non me lo posso assolutamente perdere!!!"
(non ho fatto, anzi non ho "gugglato" tizio, caio e sempronio, per cui se involontariamente dovessero veramente esistere queste loro pubblicazioni, faccio loro i miei migliori auguri!!!)
Il fatto è che dopo giorni, settimane o mesi di stress esponenziale, iniziate a realizzare nelle vostre menti che qualcosa non va....
Non riuscite materialmente a visitare tutte le nuove pubblicazioni giornaliere, a leggerle con attenzione, a commentarle e poi, contemporaneamente, pensare al proprio blog, a cosa cucinare e pure a riprodurlo con foto decenti e ricette ben spiegate: iniziate a rendervi conto che la vita da un lato è troppo corta, dall'altro offre anche diversivi altrettanto interessanti e stimolanti (se siete arrivati a leggere fino a qui, non vi preoccuapate: non ho deciso di chiudere il blog!)
Dicevo? ...ah si! Ho proprio paura che non ci sia più rimedio....Ormai siamo stati tutti inghiottiti dalla rete, dai blog e dalle varie dipendenze annesse. Qualcuno di voi conosce un rimedio? Siamo sicuro di volerlo trovare?
Ognuno ha una sua ricetta (appunto) e un suo modus operandi.
Personalmente, come molti di voi sanno o hanno capito, non sono "Follower" di nessuno e non sono ancora approdato nel regno dei social network, alias Facebook.
Però, come potete ben vedere, per rendermi la vita di blogger comunque complicata ho suddiviso la mia blogroll in 3 sezioni:
- I Maestri (Adriano, Paoletta e Nanni; da loro leggo e rileggo)
- Quelli "Assaggiati di persona" (gli amici o cmq le persone che ho conosciuto di persona e/o di cui ho assaggiato almeno un loro piatto e dei quali leggo sempre i loro post anche se non sempre commento)
- Gli Altri (quelli che a rotazione inserisco o tolgo e poi, se posso, vado sempre volentieri a vederli e leggerli)
A volte ho dedicato loro uno o più post, altre volte ho attinto da loro ricette o ispirazioni.
Oggi, ad esempio, si tratta di una ispirazione: la ricetta originale non è mia, ma di Saretta.
Come spesso mi capita di fare, ho apportato diversi cambiamenti, e vale la pena di presentervela sia nella forma originale, sia con i miei cambiamenti (riportati in rosso tra parentesi nell'elenco degli ingredienti).
Tortino Cous Cous e Mandarino
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| (Fare click sulla foto per ingrandirla) |
Per la crema pasticcera al mandarino
- 350 ml di latte fresco
- 3 tuorli
- la buccia di un mandarino non trattato (3 bucce)
- 30 gr di farina 00 (30 gr di amido di mais)
- 60 gr di zucchero semolato
Per il cous cous al mandarino
- 125 ml di succo di mandarino filtrato (250 ml, poi capirete perché)
- 125 gr di cous cous precotto
- ½ cucchiaio di olio e.v.o. (eliminato)
- 10 gr. di burro (15 gr di burro)
- 70 gr di zucchero semolato
- Un bel pizzico di sale
Per lo spolvero
- Zucchero a velo q.b. (cacao amaro)
L'ho preparato così:
Allora, di sicuro va cotto il cous cous. E qui non ci piove!
Di solito metto dell'acqua in una ciotola con dentro il cous cous e poi qualche minuto di micronde e, se necessario, aggiungo dell'acqua, possibilmente calda, se vedo che è stata tutta assorbita prima della cottura completa.
Per questo tortino, invece, ho pensato di cuocere il cous cous direttamente nel succo di mandarino e, qualora non fossero sufficienti 125ml, potete sempre aggiungere dell'acqua, ma non i restanti 125ml di succo.
Poi si fa freddare qualche minuto.
Nel frattempo si prepara la crema; non sto qui a dirvi come si fa, tanto lo sapete tutti e poi ognuno ha il suo sistema. Come vedete anche io ho cambiato qualcosina nelle dosi :)
Al cous cous si aggiunge poi il burro, lo zucchero e il succo restante. Si gira per bene e si lascia assorbire il liquido. Nella ricetta di Saretta c'era anche l'olio evo; a me, confesso, questa aggiunta non è piaciuta per cui nella seconda versione (all'arancia) non l'ho messo e se la dovessi rifare non lo metterei. De Gustibus.
Quello che invece assolutamente ci va è il sale. Ogni dolce ha bisogno di quel pizzico di sapidità che gli da la cosiddetta "marcia in più". Spero su questo punto siate tutti d'accordo! ;-)
Al composto va aggiunta la crema freddata, si lavora per benino il tutto e lo si versa in una teglia imburrata e impangrattata (si dirà? boh! Tanto avete capito, no?)
Forno a 175° per 40 minuti o fino a quando non si forma una leggera crosticina o fino a quando avete deciso che va bene così. Vi faccio notare che tutto quello che qui è stato infornato è stato già precedentemente cotto, per cui la cottura vera e propria in realtà è già avvenuta.
Al momento dell'assaggio ho spolverato sulla fetta lo zucchero a velo.
Dalla seconda in poi, invece, il cacao, che secondo me ci sta molto meglio. De Gustibus anche qui.
Insomma, Saretta non me ne volere se oggi ho rivoluzionato la tua ricetta. Essere Musa Ispiratrice, a mio avviso, ha maggior valore che esser semplicemente oggetto di copiatura. Non trovi? :)))
Intorno alla tua ricetta ci ho meditato, pensato e dedicato tempo. ;-)
Posso offrirtene una fetta? :)))
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| (Fare click sulla foto per ingrandirla) |
Lo Ziopiero

