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giovedì 2 febbraio 2017

Norvegesi - Nuova clonazione dello Zio!




Vi ricordate le Clonazioni dello Ziopiero?
Era un bel po' che non mi cimentavo, eh?
Anche perché era un bel po' che non venivano lanciate sfide.

In realtà questa volta la sfida me la sono lanciata da solo, dopo aver provato questi "Norvegesi":


Sono qualcosa di micidiale. Se riuscite a mangiarne uno solo anziché tutto il pacco, allora potrete tranquillamente dichiararvi immune da qualsiasi tipo di assuefazione. E sì, perché questi sono davvero pericolosi!

E visto che non te li regalano, e visto pure che mi piace sempre sperimentare, ho provato a rifarli a casa.
Sono semplicissimi, oltre che Buoni e Veloci da fare e possiamo usare tutti ingredienti naturali.





RICETTA

Questa volta le dosi sono "a sensazione", nel senso che vi indico una traccia ma poi fate voi a vostro piacimento. Anche gli ingredienti potete sostituirli a vostro piacimento.

Fiocchi di avena
Fiocchi di farro

Farina di farro o di grano saraceno o di segale
Farina di grano arso (una cucchiaiata)
Semi di girasole
Semi di zucca
Semi di sesamo tostati
Acqua
Sale, un pizzicotto

  • Frullate i fiocchi di avena e farro fino ad ottenere una polvere

  • Aggiungete le farine e i semi
  • Pesate il tutto ed aggiungete il 60% di acqua*
  • Impastate; se usate l'impastatrice potrebbe uscir fuori un composto sbricioloso; in questo caso rifinitelo a mano

  • Stendete l'impasto
  • Formate i Norvegesi della forma che preferite
  • Adagiateli in una teglia rivestita di carta forno

 
  • Cuocete in forno a 200° per 8 minuti
  • Girate i Norvegesi e continuate la cottura per altri 8 minuti

* nel caso durante l'impastamento vi sembri ci sia poca acqua, aggiungetene altra.

Allora, che ve ne pare? Li farete anche voi?


Ciao e alla Prossima



Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

martedì 26 luglio 2016

Pane con Farina di Farro (e molto di più!)

Tempo fa vi parlai della farina di grano saraceno e delle sue qualità.

Oggi spendiamo due paroline sulla Farina di Farro e su come ottenere un pane come questo:


 il cui sapore, son sicuro, vi ammalierà!

Quante volte abbiamo sentito parlare della farina di farro, e quante volte l'abbiamo usata come, ad esempio, in questa pizza!

Ma che cos'è il farro?

Anche oggi mi sono rivolto ad Aldo Bongiovanni, ideatore del marchio TiBioNa, (acronimo di TIpico BIOologico NAturale) di sicuro una persona molto competente in materia.

Il farro è un'antenato dell'attuale frumento e si distigue in tre varietà principali: Spelta, Dicoccum e Monococcum, più altre sotto varietà meno comuni. Mentre il Dicoccum è un farro molto simile al grano duro il cui sfarinato appare piuttosto grezzo e “semoloso”, lo Spelta e il Monococcum assomigliano invece al grano tenero e infatti generano uno sfarinato quasi impalpabile

Da questo si evince come il dicoccum è più indicato per la preparazione della pasta, mentre gli altri due sono indicati in tutte quelle preparazioni dove si impiega normalmente il frumento tenero (pane, pizza, focaccia...).

Il farro, rispetto al frumento, è molto meno produttivo e viene raccolto ancora rivestito da una cuticola, la quale dev'essere allontanata per consentirne il consumo.
La bassa produttività unita al processo di scorticatura, determina un prezzo 10 volte maggiore rispetto a quello del frumento.
 

Ci sono poi diversi livelli di setacciatura e tipologie di macinazione. Il farro setacciato è una farina semintegrale (simile alla tipo 2 di grano tenero) che genera un impasto sufficientemente legato, tale da permette un buon sviluppo dei prodotti da forno (pane, focacce...), mentre il tipo 0 è un farro raffinato macinato a cilindri, con un attitudine panificatoria decisamente migliore del primo (si comporta in modo assolutamente similare alla farina tipo 0 di grano tenero). Infine il farro integrale è costituito da tutto il chicco del farro macinato, senza essere privato di nulla, anch'esso si presta per i prodotti da forno (o pasta nel caso del farro dicoccum) ma, per la presenza di crusca, genera un impasto meno coeso.

La macinazione a pietra della farina di farro è da preferire quando si desiderano prodotti da forno più saporiti e con un livello di purezza assoluta (il farro macinato a pietra viene lavorato su mulini che macinano solo cereali alternativi al frumento) mentre è opportuno scegliere quella a cilindri quando si desiderano prodotti sempre uguali e l'eventuale traccia di frumento nel processo produttivo non è un problema (il farro viene macinato in un mulino in cui si lavora anche frumento).


Da un punto di vista nutrizionale, il farro contiene molte vitamine (A, E, C e del gruppo B) nonché sali minerali (magnesio, ferro, calcio) e zinco. Il magnesio, presente in misura elevata, facilita l'utilizzazione dell'insulina e migliora l'attività contrattile dei muscoli, evitando così la comparsa dei crampi (molto utile agli sportivi).

Un ampia scelta di Farine di Farro la potete trovare qui, mentre i prodotti menzionati, tutti rigorosamente biologici, li potete trovare ai seguenti link:

Farina di Farro Dicoccum
Farina di Farro Spelta Integrale
Farina di Farro Spelta Integrale macinata a cilindri
Farina di Farro Spelta setacciata
Farina di Farro Spelta tipo 0


Oggi vi propongo un pane fatto prevalentemente con la varietà Spelta mescolata ad una piccola percentuale di Dicoccum 




RICETTA
Come spesso faccio e suggerisco a chi non vuole perdere troppo tempo e non ha moltissima dimestichezza con gli impasti molto idratati, faccio lieviatare e poi cuocio il pane dentro gli stampi da plumecake.

In questa maniera ci assicuriamo uno sviluppo verticale e quindi un'alveolatura più che apprezzabile.

Passiamo alle dosi per due stampi da plumecake da 30x11x6cm


150 g di lievito madre
630 g di acqua
130 g di farina manitoba
300 g farina di farro tipo Spelta Integrale
150 g di farina di farro tipo Dicoccum
150 g di farina bianca tipo Spelta tipo 0
 20 g di sale
 20 g di olio 
  • Versate nella planetaria il lievito madre tagliato a pezzettini e unitevi  80 g di acqua, presa dal totale
  • Montate il gancio a foglia e azionate l'impastatrice fino a far amalgamare bene i due composti
  • Versate tutto il resto degli ingredienti e continuate ad impastare fino ad incordare l'impasto
  • Finite di lavorare l'impasto fuori dalla planetaria, facendo un po' di Slap and Fold
  • Dividete in due l'impasto e formate due filoncini (se l'impasto dovesse risultare poco maneggevole, dategli una forma alla meno peggio e adagiatelo semplicemente dentro lo stampo)
  • Finite di lavorare l'impasto fuori dalla planetaria, facendo un po' di Slap and Fold
  • Sistemate i filoncini negli stampi da plumecake, foderati con carta da forno

  • Coprite con un canovaccio

  • Lasciate lievitare fino a quando l'impasto arriva al bordo; i tempi di lievitazione dipendono dalla forza del vostro lievito madre e dalla temperatura ambiente: Orientativamente a 28° 6-7 ore, a 24° 9-10 ore, a 20° 12-14 ore

    • Cuocete a 240° per i primi 10 minuti, poi altri 10 minuti a 200° e infine a 180° quasi fino a cottura (lo capite dal colore)
    • Togliete il pane dallo stampo, rimettetelo nel forno a 180° fino a cottura ultimata.



    Ciao e alla Prossima

    Lo Ziopiero

    Guardate anche le altre realizzazioni:

    mercoledì 11 maggio 2016

    Il Casatiello Sfogliato (e senza uova)

    Incredibile!
    In tanti anni che faccio lievitati ancora non l'avevo fatto!
    Eppure è una di quelle cose che fa parte integrante della tradizione!


    Così, quando l'ho visto nel Condominio più svalvolato del mondo non ci ho pensato due volte!
    E l'ho fatto!!!



    RICETTA 
    di Silvia

    Impasto
    120 g di Lievito Madre o Licoli
    400 g di farina di forza W330, come questa, ideale per un pane con lievito madre e farcito 
    250 g di acqua 
        8 g di sale
     40 g di strutto ammorbidito
    • Spezzettate il lievito madre nella ciotola dentro la quale impasterete
    • Aggiungetevi 60 g di acqua presa dal totale e scioglietelo mescolando energicamente
    • Aggiungete tutti gli altri ingredienti
    • Impastate fino ad ottenere un impasto liscio e morbido 
    • Lasciate riposare l'impasto una mezz'oretta.
    Laminatura
    100 g strutto
      40 g pecorino romano grattugiato
    pepe macinato q.b.

    Adesso faremo tre pieghe a tre, come descritto nel post della pasta sfoglia, inserendo ad ogni giro un terzo dello strutto e del pecorino, più una spolverata di pepe.
    • Stendete l'impasto fino ad ottenere un rettangolo
    • Spezzettatevi un terzo dello strutto 
    • Spolveratevi un terzo del pecorino
    • Fate una piega a tre
    • Ripetete l'operazione per altre due volte


    Farcitura
    150 g di salame tipo Napoli (io ho usato il salame tipo Milano, tagliato a fette e spezzettato)
    150 g provolone piccante
      20 g pecorino romano grattugiato
    pepe macinato q.b.

    • Dopo l'ultima piega stendete nuovamente l'impasto fino ad ottenere un lungo rettangolo
    • Distribuite la farcitura

    • Arrotolate nel verso del lato lungo
    • Sistemate il cilindrone ottenuto dentro uno stampo da ciambellone, precedentemente foderato con carta forno
    • Coprite e lasciate lievitare fino al raddoppio, o qualcosina di più
    • Spennellate la superficie con olio evo

    • Infornate a 220° per i primi 10'. Poi portate la temperatura a 200° per altri 10'. Completate la cottura a 180°.


    Molti lettori ancora mi domandano quali sono i tempi di lievitazione delle varie preparazioni: ci tengo a sottolineare che NON esiste un tempo fisso preciso cui fare riferimento. La lievitazione dipende da diversi fattori, quali la temperatura, la forza del lievito madre, la forza della farina usata.
    Un impasto che lievita a 28° potrebbe esser pronto dopo 5-8 ore; a 22° anche dopo 12-16 ore, sempre che farina e lievito siano di qualità. In buona sostanza soltanto la conoscenza del vostro ambiente e dei vostri preparati vi porterà a stabilire a priori quanto tempo ci vorrà.

    L'interno, come vedete, ha la tipica forma dei pani sfogliati.
    L'alveolatura è bella aperta lasciando molto spazio alla farcitura.


    Vale la pena aspettare la prossima Pasqua per farlo...?

    Noooooooooooooooooooooo!!!!!

    :)))))))

    Ciao e alla Prossima.


    Lo Ziopiero

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    lunedì 22 febbraio 2016

    Un Pane Semplice Semplice ma Buono Buono



    DiSCeeeee...ma zzipie', ancora pani? Ma ne hai fatti tantissimi!!!

    Ma questo è semplice semplice.

    DiSceeee...ma lo vedi che forma buffa?

    Ok, ma tu non guardare la forma, guarda la sostanza.

    DiSceeee....ma almeno è bbbono?

    Be', l'ho scritto nel titolo...e poi non vedi che alveolatura?

    DiSceeeee....ma che c'entrano le uova dietro e le arance accanto?

    Vabbe', era  creare un po' di colore sullo sfondo e rendere l'idea dell'ambiente casalingo

    DiSceeee....

    Aho! DiSce...DiSce...Disce....!
    Emmo' statte mpo' zitto! 'Sto pane l'ho fatto per le Svalvolate del Condominio che questo mese ospitano Panissimo, OK?

    .....

    Come cercavo di dire, questo pane è quello di tutti i giorni, lo impasto il venerdì sera e la mattina del sabato lo cuocio.
    Rimane fresco e morbido per una settimana, purché conservato sotto un canovaccio.

    Per l'impasto consiglio l'uso di un'impastatrice, visto che è molto idratato.
    E per la lievitazione consiglio gli stampi da plumecake, dove può crescere bene in altezza.
    Per la cottura, vi suggerisco di farla sempre negli stampi, rivestiti di carta forno.

    RICETTA
    (Per due stampi da plumecake da 30x11x6cm)
    150 g di lievito madre
    630 g di acqua
    130 g di farina manitoba
    600 g di farine miste (ma un buon 40% integrali!)
     20 g di sale
     20 g di olio 

    • Versate nella planetaria il lievito madre tagliato a pezzettini e unitevi  80 g di acqua, presa dal totale
    • Montate il gancio a foglia e azionate l'impastatrice fino a far amalgamare bene i due composti
    • Versate tutto il resto degli ingredienti e continuate ad impastare fino ad incordare l'impasto 
    • Finite di lavorare l'impasto fuori dalla planetaria, facendo un po' di Slap and Fold 


    • Dividete in due l'impasto e formate due filoncini (se l'impasto dovesse risultare poco maneggevole, dategli una forma alla meno peggio e adagiatelo semplicemente dentro lo stampo)
    • Sistemate i filoncini negli stampi da plumecacke, foderati con carta da forno

    • Coprite con un canovaccio


    • Lasciate lievitare fino a quando l'impasto arriva al bordo; i tempi di lievitazione dipendono dalla forza del vostro lievito madre e dalla temperatura ambiente: Orientativamente a 28° 6-7 ore, a 24° 9-10 ore, a 20° 12-14 ore

    • Cuocete a 240° per i primi 10 minuti, poi altri 10 minuti a 200° e infine a 180° quasi fino a cottura (lo capite dal colore)
    • Togliete il pane dallo stampo, rimettetelo nel forno a 180° fino a cottura ultimata. 

    ....DiSceeee...Azzzipiéééé....ma lo vedi che forma buffa?

    (io questo lo ammazzo!!!!)


    Con questa ricetta (e questa forma!) partecipo a Panissimo, la raccolta di lievitati dolci e salati ideata da Sandra di Sono io, Sandra,  e Barbara, Bread & Companatico,
    questo mese ospitata nel blog Un Condominio in cucina

    http://www.sonoiosandra.ifood.it/panissimo


    Ciao e alla Prossima

    Lo Ziopiero

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    lunedì 4 gennaio 2016

    I Pangoccioli con Lievito Madre

    Azzipie', ma i Pangoccioli?

    Già, i Pangoccioli....

    Cosa già? Azzipie', li devi fare!!!!!!

    Effettivamente non li avevo ma fatti!
    E non saprei neanche dirvi il perché!
    E poi...son così buoni!!!!
    E anche così semplici e veloci.
    A patto di avere l'impastatrice, si intende.
    Praticamente, a parte la formatura, il resto fa tutto lei!!!


    RICETTA

    150 g di licoli o di lievito madre
    150 g di farina manitoba
    320 g di farina W300

    220 g di latte
    100 g di zucchero
    2 uova intere
    1 tuorlo
    120 g di burro 
    zeste di arancia 

    Gocce di cioccolata
    5 g di sale
    • Spezzettate il lievito madre 
    • Scioglietelo in 75g di latte preso dal totale (con il licoli questo passaggio non è necessario)
    • Aggiungete tutti gli altri ingredienti, sì tutti insieme!
    • Impastate fino ad incordatura
    • Inserite poi le gocce di cioccolata
    • Lasciate riposare l'impasto per un'oretta
    • Formate i panini e sistemateli sopra una teglia ricoperta da carta forno
    • Coprite con della pellicola trasparente
    • Lasciate lievitare una notte
    • Forno a 180° fino a cottura ultimata.  
    Di seguito le varie fasi: l'impasto finito, i pangoccioli formati, poi lievitati, poi cotti.



    Visto come sono cresciuti?
    Potenza del lievito madre!!!

    Questo l'interno, soffice, alveolato, profumato (vabbè, sul profumo dovete fidarvi!)



    Ciao e alla Prossima

    Lo Ziopiero





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    martedì 3 novembre 2015

    Pane con grano arso e glutatione

    Glutacheeee?!?!?!

    Glutatione!

    Ekked'è er glu..glu...glu...'nzomma, quella robballà?!?!?

    Ne ho sentito parlare per la prima volta un po' di tempo fa, sia nel blog di Adriano, sia in quello di Salvatore, e poi, più recentemente, da Tamara, che in un batter d'occhio ha tirato fuori questa ricetta a cui mi sono ispirato.

    In pratica e senza soffermarci troppo sugli aspetti chimico/fisici, possiamo dire che il Glutatione serve a rendere più facilmente lavorabili le farine molto tenaci, come quella di grano duro e di grano arso.

    Inoltre, grazie al Glutatione, il prodotto impastato avrà uno sviluppo maggiore, risultando più areato e quindi più soffice, conservando il sapore intenso dei grani.

    Sì vabbè, ma ando' se compra sto glutatione?!!? Si vado dar pizzicarolo sotto casa de sicuro quello me sgrana l'occhi e me se mette a ride!!!!

    Allora: la brutta notizia è che il glutatione non si vende.
    La buona notizia è che ce lo possiamo fare in casa facilmente. :)))

    Azzipie', ma mica ce farai 'na lezzzzione tipo art attack?!?!??!

    Ma nooooo! Tranquillo! :)))
    Basta un po' di lievito di birra fresco e del sale fino da cucina.

    Azzi', mo' numme' di' che hai ricominciato ad usare il lievito di birra?!?!!?

    In questo caso sì, ma attenzione: la capacità lievitante del lievito di birra viene inattivata dal sale.

    Infatti il glutatione è presente nel liquido citoplasmatico dei lieviti; il liquido citoplasmatico si ottiene inattivando il lievito con il suo killer, il sale, che ne inibisce il suo potere lievitante.

    In altre parole per ottenerre il Glutatione uccidiamo il lievito!!!
    Per la lievitazione vera e propria useremo sempre il lievito naturale!

    Ammazza zzzipe'! Prima i lieviti li creavi...ora li distruggi!

    .....Vabbè...

    Meglio se vediamo come ottenre questo pane:





    LA RICETTA
     
    La sera:
    Prefermento:
    75g licoli
    190g acqua
    95g farina manitoba
    95g un mix di farine (io ho usato farro, saraceno, enkir, integrale)
    • Mescolate tutto insieme fino ad ottenere una cremina densa
    • Coprite e lasciate fermentare per una notte.



    Autolisi:
    300g grano duro
    160g mix di farine (vedi sopra)
    440g acqua
    • Impastate alla "meno peggio"
    • Coprite e lasciate riposare una notte.

    Nota olfattiva: da questo impasto si è sollevato un profumo inebriante....

    La mattina

    Creiamo il Glutatione
    (sottotitolo: Uccidiamo il lievito di birra!)

    16g sale
    10g Lievito di birra fresco
    • Sbriciolate il lievito di birra
    • Copritelo col sale
    • Aspettate 30' circa o fino a quando diventa una specie di cremina semiliquida.
     


    Impasto
    Glultatione
    Autolisi
    Prefermento
    20g di acqua
    120g grano arso
    • Unite il tutto e impastate fino a incordatura.
    • Fate riposare l'impasto un quarto d'ora
    • Formate due filoni e avvolgeteli con due canovacci infarinati con semola rimacinata
    • Sistemateli dentro due stampi da plume cake 
    • Aspettate il raddoppio
    • Adagiateli su una teglia in ferro (guardate come fare nel filmato qui sotto, anche se di un altro tipo di pane)
    • Infornateli sul piano del forno a 275°  per 10'
    • Spostate la teglia al piano superiore e abassate la temperatura a 240° per altri 10'
    • Infine abbassate la temperatura a 200° fino a cottura ultimata.


    Risultato finale?
    Parere personale?
    Crosta perfetta, interno morbido e areato.
    Sapore inebriante!!!!

    E adesso tutti a uccidere il lievito e fare il Glutatione!!!!

    Ciao e alla Prossima.




    Lo Ziopiero

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    martedì 21 luglio 2015

    O famo strano? Pane alla cicoria


    Quando la piccola Francy in occasione di un raduno svalvolato portò questo pane, la riempii di complimenti e le chiesi immediatamente la ricetta.

    "Ziopiero però ti prego, non la pubblicare prima di me"

    Ok, Francy. Ogni tuo desiderio è un ordine, però il pane lo rifaccio subito subito!!!

    E così feci.



    ...Certo, come mio solito, qualche piccolissima modifica l'ho fatta....
    Piccola Francy, mi perdoni?

    Oddio, io continuo a chiamarla "piccola", ma tanto piccola in verità non è...
    Diciamo che lo è ai miei occhi. Anzi ai nostri.
    E sì perché praticamente Francy ha eletto Zia Tam e il sottoscritto come suoi zii virtuali e noi abbiamo iniziato affettuosamente a chiamarla così, Piccola Francy.  :)))

    E come tutti gli zii che si rispettino abbiamo deciso di farle questa sorpresa, anzi "piccola" sorpresa.
    Dopo esserci consultati abbiamo deciso di pubblicare il suo pane insieme e appassionatamente lo stesso giorno...Però...

    Tam, intendiamoci: tutti insieme appassionatamente, ma ognuno poi lo fa per conto suo!
     
    Vabbè, Pie'. Tanto lo so che è sempre così: sei senza speranza. Se te non cambi qualcosa non sei contento!!! :)))

    ...be', però l'ingrediente principale l'ho lasciato: la cicoria!
    Frullatissima!!!!  :)))



    Ricetta
    Per due pagnotte lunghe

    Prefermento
    50 g Licoli o Lievito Madre
    200 g Farina Manitoba
    200 g Acqua
    • Mescolate tutti gli ingredienti 
    • Coprite la ciotola
    • Lasciate fermentare per 8-10 ore

    Impasto

    300 g Farina 0
    240 g Farina Integrale
    120 g Cicoria lessata e frullata
    260 g Acqua di cottura della cicoria *
    15 g Sale


    Pomodorini secchi a piacere *
    * mia variante 
    In più nella ricetta di Francy ci sono anche mandorle e scorza limone, ma non i pomodorini :)
    • Lessate la cicoria
    • Scolatela bene
    • Conservate l'acqua per usarla nell'impasto
    • Impastate tutto insieme fino ad incordatura
    • Lasciate riposare l'impasto per una mezz'oretta.
     

     Formatura
    • Fate una piega a portafoglio (come nelle prime due foto della sequenza in basso)
    • Lasciate riposare un'altra mezz'oretta
    • Dividete l'impasto in due parti più o meno uguali
    • Stendete ciascuna parte fino a formare un rettangolo
    • Distribuite i pomodorini

    • Arrotolate formando un lungo cilindro con le punte ben chiuse
    • Sistemate i due impasti formati dentro uno stampo da plumacake, rivestito con un canovaccio spolverato con della farina rimacinata di grano duro
    • Coprite
    • Mettete a lievitare fino a quando triplicano di volume 
    • Scaldate il forno a 240°
    • Rivoltate gli impasti in una teglia (preferibilmente in ferro) 
    • Cuocere i primi 10' nella parte più bassa del forno
    • I successivi 10' nel piano immediatamente superiore, ma portando la temperatura a 200°
    • Terminate la cottura a 180°



    Comeeeeee????
    Non sapete come rivoltare gli impasti nella teglia senza combinare guai?!?!?!?
    Allora rivedetevi questo filmato qui:



    Il post, ovviamente. è dedicato alla "Piccola Francy"
    Il pane, a tutti voi!




    Qui trovate il post della Zia Tam
    E qui trovate la ricetta originale della Piccola Francy
    (Francy ti prometto come ritrovo le cicorie di rifarlo uguale uguale alla tua ricetta!!!!)

    p.s. ma avete visto come è bello verde l'impasto?!?!?!?! :))))

    Ciao e alla Prossima.

    Lo Ziopiero

    Guardate anche le altre realizzazioni:


    lunedì 15 giugno 2015

    Brrrrrrr...un pane venuto dal freddo!!!



    DiSceeeee....ma che viene dall'Alaska?!?!!??!

    Ma nooooooooooo!!!!

    ...e allora perché "dal freddo"?!?!?

    ....beh, perché in realtà viene dal freddo...per la precisione dal frigorifero!!!!!

    ...scusa...in che senZo?!?!?

    Hai presente quando leggi 36 ore di lievitazione, 48 ore di lievitazione, 72 ore di lievitazione?

    Queste lievitazioni così prolungate per dei lievitati così semplici non si possono effettuare a temperatura ambiente, soprattutto nei periodi estivi.

    Ecco allora che entra in gioco il freddo o, meglio, il frigorifero che oltre a consentire una lenta e giusta lievitazione, ci permette di ottenere un prodotto molto più saporito, con l'interno ben alveolato, anche usando farine meno ricche di glutine, come vedremo.

    Ricetta

    80 g di lievito madre 
    250 g di farina 0, preferibilmente macinata a pietra
    250 g di semola rimacinata o farina integrale
    420 g di acqua
    10 g di sale 


    Si parte con un autolisi di un'oretta: 300g di farina (di cui 250 semola o integrale) e 300g di acqua
    Mescolate in una ciotola e coprite.

    Passata l'oretta si aggiungono tutti gli altri ingredienti e si impasta, fino ad incordatura.

    Lasciate riposare l'impasto per un'altra oretta.

    Fate delle pieghe a tre capovolgete e lasciate riposare un'altra mezz'oretta.


    Formate due pagnotte e sistematele, avvolte in un panno infarinato, dentro due stampi da plumecake.


    A questo punto inizia la terapia del freddo...
    Frigorifero a temperatura non inferiore a 8° (altrimenti i batteri non ci pensano proprio a venir fuori!)
    Da questo momento in poi inizia l'avventura.
    Sì perché non ci saranno tempi sicuri...diciamo che prima di 20 ore il nostro pane difficilmente sarà pronto per essere infornato. Ma potrebbero servire anche 30 ore.
    Voi controllate il livello di lievitazione e quando sarà quasi triplicato, allora accendete il forno portandolo a 240°.

    Poco prima di infornare adagiate con cura le pagnotte su una teglia (meglio se in ferro).

    Visto la l'operazione non è  facilissima da spiegare, vi allego un filmati che feci in occasione di un altro tipo di pane, ma il metodo è lo stesso.


    Per i primi 7-8' cuocete nella parte più bassa del forno.
    Poi portate il pane ad un piano superiore e abbassate la temperatura a 200°
    Dopo altri 10' portate la temperatura a 180° e completate fino a cottura.

    Spruzzate ogni tanto forno e pane con dell'acqua, in modo tale da far venire una bella crosta croccante.

    Una volta cotto, sfornate e lasciate il pane su una gratella.
    Potete anche lasciarlo nel forno (spento). Rimarra caldo e croccante ;)



    Farina Senatore Cappelli



    Farina Integrale


    Quanto all'alveolatura: qui si potrebbe discutere per ore...c'è chi ama buconi grandi come caverne, chi li preferisce piccoli e compatti. Personalmente ritengo corretta una giusta via di mezzo...anche perché mentre gli alveoli chiusi sono spesso sinonimo di un pane pesante e poco lievitato, è anche vero che....

    Coi buchi nun se magna!!!!

    :))))))))))))

    Ciao e alla Prossima.

    Lo Ziopiero

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