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venerdì 20 settembre 2024

UOVA PICCANTI ALLA SPAGNOLA DA "SPELT" di ROGER SAUL

di Vittoria Traversa



Settimana dedicata al
FARRO, il primo frumento coltivato dall’uomo, poi grandemente valorizzato dai Romani, che ne fecero uno dei pilastri della loro alimentazione.

Con chicco piccolo e poco produttivo, venne messo in disparte dall’avvento di grani a resa maggiore e dalla richiesta di farine sempre più raffinate e bianche.

Oggi invece viene riscoperto e riportato alla ribalta dall’esigenza di un’alimentazione fatta di prodotti meno processati e raffinati, più salutari e vicini alle origini.


Questa settimana per @cook_my_books stiamo sfogliando SPELT di ROGER SAUL @sharphampark, una monografia interamente dedicata a questo cereale antico e ai tanti modi di utilizzarlo in cucina, in tutte le sue forme quali farina, fiocchi o grani interi in pani, zuppe, insalate, torte, biscotti, ecc….


Oggi vi propongo un modo di utilizzare il farro a chicco intero, prelessato: una padellata di uova, chorizo, verdure e naturalmente farro. Un piatto unico voluttuso che l’autore ha pensato per una colazione ricca e completa, ma per i nostri gusti si adatta meglio a un pranzo veloce, una cena informale fra amici, ma anche un brunch goloso dove sarà d’obbligo fare scarpetta!



UOVA PICCANTI ALLA SPAGNOLA
spicy spanish eggs

 


“Le uova piccanti sono un piatto moderno preferito per la colazione o il brunch, e questa versione incorpora il farro perlato, dalle note nocciola, per dare un inizio caldo e nutriente al tuo weekend. Il peperone verde bilancia il chorizo ​​e conferisce una vivace freschezza al piatto nel suo complesso. Ovviamente puoi dividere il composto in quattro singole teglie di terracotta e cuocere le uova in forno, se preferisci, ma il metodo che usiamo noi invita a socializzare” (cit. Autore)

 

PER 4 PERSONE

150 g di farro perlato
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
4 chorizo, circa 300 g di peso totale, tagliati a dischi da 1 cm
1 cipolla dorata grande, tritata finemente
2 peperoni piccoli verdi privati ​​dei semi e tagliati a pezzi da 1 cm
1 cucchiaio di pasta di harissa
1 spicchio d'aglio tritato finemente
800 g (2 lattine) di pomodori pelati o polpa a pezzi
4 uova
1 manciata di prezzemolo o foglie di coriandolo, grossolanamente tritate
1 filo di olio extravergine d'oliva
sale e pepe nero macinato fresco
Per guarnire:
4 spicchi di limone
4 cucchiai di yogurt greco o formaggio labneh
pane croccante per servire (facoltativo)

Cuocete il farro perlato in acqua bollente per 20 minuti, o finché non diventa tenero, seguendo le istruzioni sulla confezione. Scolate e mettete da parte.

Scaldate l'olio in una padella larga e profonda a fuoco medio. Aggiungete il chorizo ​​e cuocete per qualche minuto finché non caramella e inizia a rilasciare il suo olio. Girate le fette e cuocetele dall'altro lato per un paio di minuti. Toglietele dalla padella e tenetele in caldo.

Aggiungere nella padella la cipolla, i peperoni e la pasta di harissa e cuocete nell'olio del chorizo, ​​a fuoco medio, per circa 10 minuti, mescolando spesso finché le verdure non sono morbide.

Aggiungete l'aglio e cuocete per 1 minuto. Aggiungete il pomodoro e 200 ml di acqua alle verdure, mescolate bene, portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma e cuocete a fuoco lento per 15 minuti o finché la salsa non si è ridotta e addensata. Aggiungete in padella il farro perlato cotto e il chorizo. Cuocete per altri 2-3 minuti, mescolando, finché tutti gli ingredienti non saranno ben caldi. Condite con sale e pepe a piacere.

Con il dorso del cucchiaio, create 4 incavi nel composto di salsa e verdure e rompete un uovo in ognuno. Coprite la padella con un coperchio e cuocete le uova per 5-8 minuti, dipende dal grado di cottura che preferite.

Servite le uova nel tegame in cui le avete cotte, in stile familiare, cosparse di prezzemolo e irrorate con un filo d'olio d'oliva. Lasciate che ognuno guarnisca la propria porzione con uno spicchio di limone e yogurt greco e servite con pane croccante, se previsto.



 Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

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lunedì 29 maggio 2023

PIZZA CROCCANTE SALUTARE ALLA FRUTTA PER IL CLUB DEL 27

Di Vittoria

Stiamo entrando a grandi passi nella stagione calda e proprio per questo siamo invogliati ad aprite giardini, terrazzi e salotti per invitare gli amici a passare un'allegra serata insieme o una domenica intorno al barbecue. E cosa c'è di meglio di un dolce per concludere un pranzo in compagnia? Si, ma un dolce fresco, che si prepari senza bisogno di accendere il forno è proprio l'ideale! 


Ecco allora l'imperdibile appuntamento mensile con il Club del 27 di MTChallenge che ha scelto per voi un libro pieno di idee alla scoperta dei dolci senza cottura.


NO-BAKE DESSERTS di Addie Gundry, con moltissime ricette fresche, veloci e golosissime, adatte a un invito formale, come a una merenda veloce e appagante.
Noi del CLUB DEL 27 ne abbia provate parecchie e da oggi le trovate QUI su MTChallenge

Qui trovate una torta velocissima e leggera, con una base croccante di cornflakes e noci pecan, una crema di yogurt e formaggio e tanta frutta fresca. 


PIZZA CROCCANTE SALUTARE ALLA FRUTTA
Healthy fruit pizza



Adoro la pizza arrostita e il sabato d'estate, quando questa è la star dell’invito serale, preparo spesso questa pizza alla frutta per concludere la cena a tema. È un dolce leggero e rinfrescante, perfetto per bilanciare il ricco impasto arrostito e condito con salsiccia e pomodoro.(cit. Autore)

 

Per 6-8 persone

50 g di cornflakes
120 g di noci pecan
110 g di sciroppo di mais o sciroppo d’acero
35 g di zucchero a velo
225 g di formaggio spalmabile a temperatura ambiente
115 g di yogurt greco
1 cucchiaio di succo d'arancia
1 cucchiai di zucchero semolato o più, a gusto
Frutta assortita per guarnire (qui mirtilli, lamponi, fragole, albicocche, melograno)

In un robot da cucina frullate i cornflakes con le noci pecan, lo sciroppo di mais e lo zucchero a velo, fino a quando saranno ben amalgamati e tritati finemente.
Premete il composto sul fondo di una tortiera a cerniera da 22-23 cm o di una tortieraper formare la base croccante.

Nella planetaria dotata di paletta (o con frusta a mano) sbattete la crema di formaggio con lo yogurt, il succo d'arancia e lo zucchero semolato, fino a quando non saranno ben amalgamati. Assaggiate e aggiungete altro zucchero se lo desiderate. 
Distribuite uniformemente la miscela di crema di formaggio e yogurt sulla crosta.

Completate con frutta assortita e conservate in frigorifero per almeno 2 ore.
Estrarre dalla teglia a cerniera o dalla tortiera e tagliare a spicchi per servire.
Se desiderate servite altra frutta in coppa, che ognuno aggiungerà a piacere.
 

Note mie:

La crosta è molto appiccicosa, conviene fasciare la tortiera con pellicola e ungere leggermente. Io ho surgelato per una mezz’ora, per poterla estrarre senza romperla, e ho farcito direttamente nel piatto di portata.

La crema è molto morbida, dipende molto dalla consistenza di yogurt e formaggio, non avendo addensanti. Al taglio risulta quasi colante e la fetta esteticamente brutta, anche se il sapore è delizioso.
Per una cena credo sia meglio fare delle monoporzioni, che non necessitano di taglio.


 


 Questa ricetta contribuisce al Club del 27 di MTChallenge


TESSERA N:19



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giovedì 28 aprile 2022

IL KOULEBIAKA - PASTICCIO DI SALMONE IN CROSTA

 di Vittoria



Cook_my_books, progetto di condivisione dei libri di Alessandra Gennaro, dalla sua libreria alle nostre cucine, questa settimana ha presentato il quarto libro, Salt & Time di Alissa Timoshkina che ci porta nella sconfinata Russia ricca di tradizioni e culture, QUI trovate maggiori informazioni.


Per me è un onore preparare questo patto che riveste una così grande importanza nella tradizione culinaria russa.

Una preparazione sicuramente nata dalla cucina povera, per valorizzare ciò che era disponibile al momento, un piatto di recupero che le mani d'oro delle massaie sapeva trasformare in una sorpresa saporita. 

E qualcosa ne sappiamo qui in Liguria, con le meravigliose torte di verdura, i ripieni, il condigun, il cappon magro, dove qualche pezzetto di pesce, carne o salume..... e tanta verdura, diventavano un piatto meraviglioso. 

Diventa ricco quando viene rielaborato nella Francia post rivoluzionaria - per qualche storico addirittura da Carème- e da lì tornò nella sua terra d'origine per diventare uno dei monumenti non solo della cucina, ma anche della fantasia e dell'appetito dei Russi. 

La ricetta che Alissa Timoshkina ci racconta in Salt & Time è leggermente diversa da quelle tradizionali e si avvicina di più al gusto contemporaneo, senza assolutamente snaturare il piatto originale. 

L'equilibrio dei sapori è e perfetto, come l'equilibrio fra le varie parti del ripieno e quello dei tempi delle molte cotture successive. Particolare l'uso del salmone a crudo. Cuocerà solo in forno restando umido e gustoso.

Non resta che passare alla ricetta. Fatela, prendetevi un giorno di calma (in realtà molte cose si possono fare uno o due giorni prima) e provate, perchè la soddisfazione sarà tantissima.


KOULEBIAKA 

PASTICCIO DI SALMONE IN CROSTA



Questo è un altro esempio di come I Russi tendano a esagerare quando si tratta di torte e pasticci. Il Koulebiaka, un vecchio piatto della cucina pre- rivoluzionaria apprezzato ancora oggi, è fatto di una sottile pasta friabile che racchiude strati su strati di pesce, cereali, uova, funghi, erbe e salsa cremosa. Questo pasticcio è sia affascinante, che ricco di nutrienti e non avrete bisogno di altro in tavola tranne che dei commensali affamati. (A.T.)

Questo è un vero e proprio tipico piatto d'amore, quindi assicuratevi di avere tutto il tempo per dedicarvi al rituale complicato ma sorprendentemente soddisfacente. Pensate solo allo splendido centrotavola che adornerà la vostra tavola e allo stupore e sorpresa dei vostri commensali. (A.T.)

Per 14-16 persone

Per la pasta
375 g di farina, più altra per spolverare
½ cucchiaino di sale
300 g di burro freddo a cubetti
185 g di panna acida fredda
1 uovo battuto per lucidare
Per il ripieno
8 cucchiai di burro
4 cipolle affettate fini a mezzaluna
500 g di grano saraceno tostato*
4 cucchiai di burro più quello per ungere il tegame
500 g di funghi champignon crema tritati grossolanamente
2 spicchi di aglio tritati
1 mazzetto piccolo di prezzemolo tritato
200 g di panna
500 g di filetto di salmone pulito, spinato e spellato
1 mazzetto piccolo di aneto tritato
6 uova sode sgusciate
1 mazzetto piccolo di erba cipollina tagliuzzata finemente
Sale e pepe nero

Crosta
Per ottenere un impasto tenero e friabile dovete lavorare farina, burro e sale insieme in un mixer dando piccoli impulsi brevi fino a ottenere un composto sbriciolato dove non si vedano più pezzetti di burro. Aggiungete la panna acida e lavorate ancora a brevi impulsi, solo fino a quando l’impasto inizierà a formare una palla. Trasferite l’impasto sul tavolo infarinato e compattatelo con le mani; dovrà essere morbido, ma non appiccicoso. Prelevate circa un terzo d’impasto, formate un disco e fasciatelo di pellicola, poi fate lo stesso con l’impasto rimanente. Refrigerate per almeno un’ora.

Nota mia: ho diminuito la panna acida a 160 g e ho dovuto comunque aggiungere 25 g di farina per ottenere un impasto lavorabile; probabilmente la mia panna acida (la smetana russa) era più liquida. È rimasta comunque una pasta molto friabile e nello stesso tempo elastica e resistente.

Ripieno

Cipolle:
in una padella sciogliete metà del burro e cuocete le cipolle, con un po’ di sale, a fuoco medio per 10-12 minuti, finchè saranno morbide, dolci e leggermente caramellate.

Grano saraceno:
Preriscaldate il forno a 180°C. Ungete di burro un tegame a fondo spesso (o di terracotta) con coperchio. Aggiungete il grano già tostato, salate e versate sopra acqua bollente in quantità doppia rispetto al grano (una tazza di grano, due di acqua) Cospargete con il burro e infornate per circa 20 minuti, fino a quando il liquido non sarà evaporato e i chicchi si saranno in maggioranza aperti rendendo il composto soffice e un po’ cremoso.
Mescolatelo alle cipolle cotte in precedenza, recuperando tutto il fondo di cottura.

Funghi:
Sciogliete il burro rimanente in una padella larga e cuocete i funghi con aglio, prezzemolo e un pizzico di sale, a fuoco medio, per 8-10 minuti, finchè sarà evaporata tutta l’acqua di vegetazione e cominceranno a colorire. Spegnete il fuoco e aggiungete la panna. Mescolate bene, poi coprite e lasciate riposare e insaporire bene mentre finite le altre preparazioni.

Salmone:
tagliate i filetti a bocconcini e conditeli con sale, pepe e uno o due cucchiai di aneto.

Uova:
tritatele grossolanamente e conditele con sale, pepe e uno o due cucchiai di erba cipollina.


Assemblaggio del Kouebiaka

Stendete il pezzo più piccolo di pasta a uno spessore di circa 4-5 mm, in modo da ottenere un ovale (o un rettangolo, dipende che forma scegliete per il vostro pasticcio).
Spostatelo delicatamente in una teglia larga e bassa ricoperta con carta da forno e iniziate a stratificare il koulebiaka.
Cominciate con il grano saraceno lasciando libero un bordo di pasta di circa 2 cm intorno. Sopra distribuite uniformemente i cubetti di salmone e aneto, continuate con uno strato di funghi cremosi e terminate con le uova all’erba cipollina. Cercate di compattare la cupola premendo leggermente con le mani. Pennellate di acqua il bordo di pasta libero dal ripieno.
Stendete il secondo pezzo di pasta in un ovale più grande del precedente e adagiatelo sulla cupola di ripieno, facendolo aderire delicatamente. Saldate alla base premendo con le dita. Se necessario, tagliate l’eccesso di pasta, poi saldate insieme i due strati di pasta arrotolando a cordoncino per chiudere definitivamente il pasticcio. In cima alla cupola aprite uno o due camini per permettere la fuoriuscita di vapore. Recuperate i ritagli di pasta, stendeteli sottili, ritagliate le decorazioni che preferite e applicatele alla superficie inumidendo con acqua.
Lasciate riposare il Koulebiaka per 30 minuti a temperatura ambiente e nel frattempo riscaldate il forno a 160 °C ventilato.
Spennellate abbondantemente la superficie con l’uovo sbattuto e infornate per 45 minuti/1 ora fino a quando sarà ben dorato.
Servitelo intero in un grande vassoio e affettatelo in tavola per un grande effetto scenico. 

*Grano Saraceno tostato: Prima di cuocere il grano saraceno, va arrostito, in modo che diventi croccante e abbia un buon sapore di noce.
Preriscaldate il forno a 180 °C. Mettete i chicchi di grano saraceno in una teglia larga, in modo che stiano in uno strato unico, e tostate per 10-15 minuti o fino a doratura; si sentirà il profumo tipico di tostato (non bruciato) Mescolate ogni tanto.



Non dobbiamo aspettare una grande riunione di famiglia o di amici per provare questo piatto spettacolare!!!!!!!

Possiamo ovviamente fare il Koulebiaka anche per poche persone

Dosi per 4-6 persone

Pasta – ne serve circa la metà.

200 g di farina, più altra per spolverare
½ cucchiaino di sale
150 g di burro freddo a cubetti
90 g di panna acida fredda
1 uovo battuto per lucidare

Ripieno – circa un quarto, abbondando col salmone

2 cucchiai di burro
1 cipolla affettata fine a mezzaluna
125 g di grano saraceno tostato*
1 cucchiaio di burro più quello per ungere il tegame
125 g di funghi champignon crema tritati grossolanamente
1 spicchio piccolo di aglio tritato
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
50 g di panna
300 g di filetto di salmone pulito, spinato e spellato
1 cucchiaio di aneto tritato
2 uova sode sgusciate
1 cucchiaio di erba cipollina tagliuzzata finemente
Sale e pepe nero

  






Questa ricetta fa parte del progetto Cook_my_books 



Questa ricetta aderisce al progetto Cookforukraine  



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martedì 5 gennaio 2016

MTC N.53 – LA RICETTA DELLA SFIDA DI GENNAIO E’................

di Vittoria



E’ passato quasi un mese da quel giorno, o meglio da quella sera in cui mi sono addormentata presto sul divano. Non mi succede mai, ma mai!!!!
E poi stavo aspettando che Monica svelasse il vincitore della Sfida di Novembre
ma mi sono addormentata..... 
come un sasso.....
Nulla era più lontano dalla mia mente come la possibilità di vincere.
Io? Maddai che ho visto meraviglie
E invece, svegliatami rattrappita e infreddolita, mentre mi trascino a letto, do un’occhiata al cellulare e trovo decine di notifiche. Boh chissà perché (ignara e tonta)
Ne apro una e vengo catapultata in un post pieno di risate e prese in giro perché non mi facevo viva….. dormivo beata io! Sono rimasta a bocca aperta e sono partiti un po’ di tepossino sparsi….. poi vi lascio immaginare come il sonno sia scomparso immediatamente (il rincitrullimento no quello me lo tengo) e come sia stata presa da una frenetica allegria.
E da una fifa blu
E ora? Ora cosa mi invento?
Io mica ci pensavo a vincere di nuovo, mica mi ero preparata un bell’elenco di ricette fighe da proporvi. Io non mi porto avanti mai. A me gli avvenimenti mi cascano addosso come l’acqua quando piove!
E ora? Dai sono fortunata e ho un mese di tempo per pensarci
Seeeeeeeeeeeeeee, un mese un corno, prima devo occuparmi dei regali, del Natale, del pranzo, dei biscottini, delle cene, gli ospiti, la vacanza, il viaggio del figliolo, ….
Stretto e intenso giro di messaggi con La Capa, che anche lei questo mese ha il suo daffare la all’equatore, e la ricetta è presto decisa con entusiasmo reciproco.
Alla fine il tempo si è ridotto drasticamente, ma fra un tacchino da sbudellare e un biscottino da infornare, ho cucinato anche per voi ed eccomi qui il pomeriggio prima di partire a svelarvi quello che vi aspetta per questa prima sfida del 2016.

Il minestrone e le zuppe

ma potrei dire Zuppe e Minestroni perchè il mio minestrone è solo uno dei tanti esempi che potevo proporvi, genovesissimo e legato alla mia terra come lo sarà la seconda proposta che vi faccio; La mesc-ciua semplicissima zuppa di legumi dello spezzino.  Poi voi potrete scatenare la fantasia o i ricordi per sorprenderci.

La nascita delle zuppe si perde nella storia dell’uomo che per sfamarsi mise in pentola qualsiasi cosa trovasse cuocendola a lungo perché diventasse commestibile e sfruttando poi ogni cosa che crescesse nel suo orto e nei campi una volta imparato a coltivare la terra.
Insomma le zuppe hanno viaggiato passo passo con l’uomo durante tutta la sua storia evolutiva. Ancora oggi le zuppe rimangono protagonista principe della cucina popolare e di famiglia.  Qualche trattoria tipica fortunatamente ancora propone un ottimo minestrone o altre zuppe tipiche locali.

A Genova era un piatto cucinato  in ogni trattoria di città e dell’entroterra, principalmente in primavera, stagione di abbondanza delle verdure, ma con qualche modifica si cucinava tutto l’anno e i marinai sbarcati a Genova dopo lunghi periodi di navigazione a gallette e stoccafisso, desideravano questo piatto “rigenerante”.
Non solo, ma nell’area portuale genovese esistevano addirittura dei ristoranti galleggianti, i “Catrai” che rifornivano di cibo fresco direttamente sottobordo i marinai di passaggio che non potevano scendere a terra. Il piatto principe era proprio il “Menestron”

“Al tempo dei "catrai" e delle "spezzine" che erano (come ricorda Sebastiano Bazzurro nel suo volume "Vecchia Genova marinara" del 1934) vere e proprie "caratteristiche osterie ambulanti" o galleggianti, che operavano nell'ambito portuale e che avevano a bordo una ben fornita dispensa (anche con vino "navigato e battezzato") e relativa cucina e che servivano i naviganti in arrivo, in partenza o di passaggio riuscendo sempre ad intendere e farsi intendere quale che fosse la loro lingua d'origine, pare che uno dei piatti preferiti e più richiesti fosse, appunto, il MINESTRONE” .(fonte)

Il “Menestron Zeneize”  a mio parere deve rispettare alcune regole fondamentali che lo caratterizzano:
-      Mancanza del soffritto
-      Presenza del pesto
-      Presenza dei funghi secchi o freschi
-      Presenza della crosta di parmigiano raschiata che si ammorbidisce in cottura
-      I formati adatti sono i “brichetti” che sono come spaghetti rotti corti o gli “scruccuzzun”, palline di pasta dura di circa 3 mm di diametro che tengono benissimo la cottura e anche il riposo nel minestrone per ore senza diventare molli.
-      Dev’essere ben denso; il cucchiaio piantato dentro deve restare in piedi!!!!
-      Va servito caldo, ma non rovente e in estate è buonissimo freddo (non gelato)

Le verdure del minestrone genovese
Scruccuzzun e Brichetti

E adesso bando alle chiacchiere e vi propongo la mia personalissima versione

MINESTRONE ALLA GENOVESE di casa mia

Le dosi le faccio a occhio, verdure e aromi devono essere equilibrati, nessuno deve preponderare; ho indicato pesi assolutamente indicativi e al netto degli scarti.
Questa è la versione invernale, in primavera si possono aggiungere piselli e fave fresche, erbe di campo, cipollotti dolci e il sapore cambierà.

Ingredienti x 4-6 persone
2 lt acqua
1 dl di olio extravergine di oliva
sale, pepe
1 foglia di alloro
100 g carota
50 g sedano
100 g cipolla bianca
10-15 g funghi secchi
2-3 gambi di prezzemolo
100 g zucca pulita
2-3 patate medie
100 g porro
100 g di fagioli freschi borlotti (o secchi ammollati e bolliti)
1-2 spicchi di aglio interi (da togliere prima che si disfino)
150 g zucchina
100 g fagiolini
2-3 foglie cavolo cappuccio
200 g bietoline piccole
100 g spinaci piccoli
100 g piselli (in inverno surgelati)
Un pezzo di crosta di parmigiano ben raschiata e lavata
Un cucchiaio o due di pesto (basilico, aglio, parmigiano, pecorino, pinoli, olio exv)
25-30 g a testa Brichetti - formato di pasta secca ligure che non scuoce. Si possono sostituire con spaghetti grossi spezzati corti

Per servire:
Parmigiano grattugiato
Olio extravergine di oliva
pepe




Lavate e pulite tutte le verdure, tagliatele a tocchetti regolari e le verdure a foglia a striscette. La dimensione dei pezzetti dev’essere simile in modo da ottenere un insieme armonioso.
Mettete tutte le verdure e gli aromi ad acqua fredda con poco olio, salate poco e portate a bollore. A questo punto aggiungete la crosta di parmigiano e fate bollire almeno 2-3 ore semicoperto e a fuoco bassissimo.
Ogni tanto schiacciate un po’ la verdura con il dorsi del cucchiaio.
Nell’ultimo quarto d’ora di cottura buttate la pasta. Controllate che la zuppa sia abbastanza brodosa per permetterne la cottura. Mescolate spesso perché in questa fase si attacca facilmente. A fine cottura deve restare una zuppa abbastanza soda da tenere in piedi il cucchiaio piantato dentro.
Togliere la foglia di alloro e solo a questo punto aggiungete l’olio necessario e il pesto che non deve assolutamente cuocere. Correggete di sale.
La crosta di parmigiano, che sarà diventata morbida, va tagliata a pezzetti, uno per ogni commensale, per non litigare in tavola (è deliziosa).
In tavola poi ognuno aggiungerà olio crudo, pepe e parmigiano a piacere.




Note:
-      Cottura: non aspetto di avere tagliato tutto, ma inizio dalle verdure più dure a cuocere e comincio a buttarle in acqua mano a mano che le taglio.
-      Meglio iniziare con meno acqua e poi aggiungerla solo se serve perché non deve restare brodoso, ma bello denso.
-      Per il minestrone si possono usare le parti di verdura che altrimenti sarebbero buttate, spesso anche le bucce a patto che la verdura sia biologica: foglie brutte e torsoli di cavolo e cavolfiore, buccia di carota, gambi e foglie brutte di bietola, gambi più duri di sedano, foglie esterne o parti verdi del porro, bacelli dei piselli, ecc….
-      La pasta spesso la faccio cuocere a parte e la unisco alla zuppa lasciando poi amalgamare i sapori per 5 minuti.


Come seconda alternativa possibile vi propongo un’altra zuppa tipica ligure, la Mesc-ciua.
In italiano Mescolanza.
Zuppa di legumi e cereali tipica spezzina nasce dalla furbizia e pazienza delle donne che provvedevano a raccogliere ciò che cadeva dai sacchi di granaglie e legumi che venivano imbarcati al porto di La Spezia. Chicchi e semi che sarebbero altrimenti andati sprecati venivano così utilizzati per arricchire una dieta sicuramente povera. altre notizie qui


Zuppa molto semplice richiede ovviamente un’ottima qualità della materia prima non essendoci assolutamente nulla che possa “correggere” il sapore.
Questa ricetta è quella che ho sempre mangiato nello spezzino, senza aggiunta di altri sapori.




MESC-CIUA

Ingredienti per 4-6 persone

120 g fagioli toscanelli (io perlina)
100 g farro
180 g ceci
Olio extravergine di oliva
Sale
pepe

Mettete in ammollo per 8-12 ore tutti e tre gli ingredienti separatamente e lessateli sempre separatamente in acqua salandola solo negli ultimi 15 minuti di cottura.
Tutti e tre devono essere ben cotti , ma non spappolati.
Scolate ceci (l’acqua è schiumosa) e farro (l’acqua è torbida) e versateli nella pentola dei fagioli.  Il brodo dev’essere abbondante, eventualmente aggiungete acqua pulita. Fate sobbollire tutto insieme per 15 minuti in modo che i sapori si possano amalgamare, regolate il sale, aggiungete un poco di olio e servite con olio e pepe a parte.







Non mi resta che ringraziare Monica e Luca per avermi fatto l’onore di scegliere la mia ricetta, Alessandra per la sua energia, amicizia e voglia di reggere questo ambaradan anche dall’altra parte del mondo, tutta la fantastica redazione che la supporta e tutti voi che giocate. So che ci saranno tante new entry quindi affilate i coltelli!!!! 

Dai stavolta non c’è nulla di complicato.

Qui suMtchallenge trovate il regolamento



Con emozione vi auguro buon lavoro e aspetto di leggere le vostre meraviglie






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domenica 1 marzo 2015

Barrette di cereali al cioccolato

Vi avevo parlato delle barrette alla frutta qui.... potevo fermarmi a quell'esperimento? Ovvio che no!
E infatti mi sono data da fare e ho pensato alla versione più golosa ma sempre senza glutine, senza uova e senza lievito!



Barrette di cereali al cioccolato - Paola

Ingredienti per 12 barrette:
150 gr di fiocchi d'avena
100 gr di corn flakes
30 gr di farina di cocco
30 gr di noci sbriciolate
2 cucchiai di semi di sesamo
50 gr di gocce di cioccolato fondente
100 gr di miele millefiori
80 gr di burro
50 gr di zucchero di canna
2 cucchiai di brandy
1/2 cucchiaino di cannella
1 pizzico di sale

Il procedimento è identico alle barrette di frutta, ve lo copio qui sotto.
In una terrina mescolare tutti gli ingredienti secchi (tranne lo zucchero).
In un pentolino mettere il burro, il miele, lo zucchero e il brandy e portare dolcemente a ebollizione.
Quando tutto è ben sciolto e amalgamato, versare il composto sugli ingredienti secchi e mescolare bene. Versare il tutto in una teglia da 23x23 cm coperta di cartaforno. Con il dorso di un cucchiaio distribuire il composto nella teglia e schiacchiarlo per compattarlo il più possibile.
Passare in forno a 180 gradi per circa 10 minuti.
Lasciar raffreddare benissimo prima di tagliare in 12 barrette.
Avvolgere ogni barretta in un pezzo di cartaforno e avvolgerla con dello spago che tenga chiusa la confezione.

 
Queste col cioccolato sono piaciute molto di più ai ragazzi (chissà perché, ma me l'aspettavo....ahahhaha) e infatti le hanno divorate tutte loro, le hanno portate anche a scuola per merenda, fatte assaggiare ai loro compagni e pare siano state approvate da tutti!
Io ovviamente ne sono solo felice e infatti le ho promosse a  "Mai più senza"!!!!

A presto
Paola

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lunedì 28 ottobre 2013

LIGHT AMERICAN BREAKFAST - LOW CARB


di Vittoria


Io questo gioco sempre nuovo che è l'MTChallenge  lo amo



Amo lo spirito che ci fa partecipare nonostante gli intoppi e impegni della vita..... mica bruscolini, c'è chi cucina mentre trasloca, con il gesso o il collare, mentre sta per partorire o per partire...nulla ci ferma, è troppo coinvolgente!!!!

Amo la voglia di confrontarsi su un tema magari sconosciuto o detestato, ma si partecipa lo stesso, figurati se manco!

Amo imparare sempre nuove cose, conoscere altri modi di vivere e di cucinare, altri sapori e altri amici.

Si perché io qui in questa gabbia di matti ho trovato moltissimi amici. 
Alcuni li conosco davvero, ma anche le persone che non ho mai visto le sento vicine come ci conoscessimo da sempre.

Grazie ad Alessandra che continua a portare avanti questo circo nonostante l’impegno sempre maggiore che richiede. 
Grazie a chi vince che ogni volta si ingegna a trovare un argomento stimolante e divertente per tutti.


E spero che chi capiterà qui per caso si appassioni come è successo a molti di noi e che si unisca per allegria, divertimento e voglia di imparare e mettersi in gioco.




La mia TERZA PROPOSTA per questa bellissima gara (grazie Roberta, grazie Alessandra) mi è stata ispirata da una persona che ammiro moltissimo per la sua forza di volontà. Ha iniziato una dieta che facevo anche io, ma io ho vigliaccamente abbandonato, mentre lei persevera e ottiene enormi successi.
Ammiro la determinnazione, la tenacia e l'amore per i suoi cari che la manda avanti senza cedere.
Per ora le dedico questa meravigliosa colazione che può divorare in tutta tranquillità. Risponde perfettamente ai criteri della dieta.
Via libera quindi!

In questa dieta sono vietati i carboidrati e gli zuccheri in genere e i grassi quasi totalmente. L’unico apporto di carboidrati viene dalle verdure e dalla crusca di avena. Con quest’ultima si può fare una specie di pane che è anche buono! …..…..mio marito se lo stava sbocconcellando di nascosto.

EGG BENEDICT LOW CARB

4 dischi diametro 10 cm di pane di crusca di avena
4 fette di prosciutto cotto light grigliato
4 uova in camicia
1/2 dose di salsa balkanaise (Salse, M.Roux – pg 89)

PANE ALLA CRUSCA DI AVENA
Per 4 persone – per 2 teglie da 20 cm da cui ritagliare i dischi diametro 10
6 cucchiai di crusca di avena
4 cucchiai di crusca di frumento
3 uova
Mezza vaschetta di formaggio spalmabile 4% grassi
Mezza bustina di lievito in polvere
Mezzo bicchiere circa 50 ml di latte scremato 0,1%
Sale




Mescolare le crusche e il lievito.
Battere bene uova, sale, formaggio in modo da ottenere una crema liscia, unire le crusche mescolando bene. Verrà una crema. Lasciare riposare mezz’ora in modo che le crusche si ammorbidiscano e si gonfino. Il composto diventerà più sodo. Aggiungere un po’ di latte per renderlo cremoso, ma non troppo liquido.
Foderare le teglie di carta da forno, versare la crema di crusche e cuocere a 180° per circa 20 min finchè non è rassodato e dorato. Fare raffreddare, poi staccare delicatamente la carta. Resta una focaccia alta circa un centimetro e abbastanza soffice. Si può aprire per fare un panino. Assomiglia abbastanza al pane integrale.

SALSA BALKANAISE (M.Roux)
1 tuorlo sodo
1 tuorlo crudo
1 cucchiaio di senape di Dijon forte
300 gr di yogurt bianco (io solo 170 gr di yogurt greco 0%)
Un pizzicone di wasabi in polvere o di paprika affumicata (io paprika affumicata)
Il succo di un limone (io mezzo)
Sale




Schiacciare bene il tuorlo sodo, aggiungere quello crudo e la senape. Lavorare bene con la frusta montando e incorporare gradualmente lo yogurt come per una maionese. Poi aggiungere la paprika, il succo di limone e infine il sale sempre sbattendo bene con la frusta.
Conservare in frigo.




UOVO IN CAMICIA

4 uova freschissime
1 o 2 cucchiai di aceto bianco (io di mele)

Anche per questa vi rimando al mio post precedente QUI e ai consigli di Roberta con i quali mi sono trovata benissimo.


Ora abbiamo tutti gli elementi pronti e non ci resta che comporre l’Egg Benedict più light di tutta la gara:



Ritagliate i dischi di “pane” dalle forme con un coppa pasta, mettete un cucchiaino di salsa, ricoprite con il prosciutto light, sopra adagiate un uovo in camicia e infine aggiungete un bel cucchiaio di salsa balkanaise.



A completare questa colazione ho preparato una coppetta di porridge di crusca di avena con bacche di goji, una nota dolce e vitaminica dopo l’energetico uovo benedict.


PORRIDGE DI CRUSCA DI AVENA CON BACCHE DI GOJI
Per 4 persone
400 ml di latte
8 cucchiai di crusca di avena
Un pizzico di sale
Dolcificante che regge la cottura se piace
4 cucchiai di composta alle bacche di Goji

Fare cuocere la crusca nel latte con poco sale (e con il dolcificante se si vuole). Cuocere a fuoco basso, mescolando spesso, per circa 10 minuti. Si deve ottenere una crema morbida, ev aggiungere poco latte.
Io ho cotto una porzione (100 gr latte + 2 cucchiai di crusca) nel microonde a potenza 50% per 3 minuti mescolando bene dopo ogni minuto.
Suddividere la crema n 4 coppette e aggiungere un cucchiaio di composta di bacche di goji






Composta Alle Bacche Di Goji
2 cucchiai colmi di bacche di Goji secche
Dolcificante
1 cucchiaino di succo di limone
1 punta di cucchiaino di agaragar


Versare le bacche in un pentolino, aggiungere acqua solo per coprirle, aggiungere succo di limone e dolcificante e portare piano a ebollizione. Aggiungere l’agaragar, mescolare e cuocere 5 minuti mescolando. Deve arrivare a bollore perché si attivi il potere addensante dell’agaragar.
Se asciuga troppo aggiungere un pochino di acqua. A cottura ultimata le bacche devono essere ben gonfie.
Fare raffreddare, il sugo si addenserà tipo gelatina.
Si conserva in frigo qualche giorno, altrimenti in freezer suddivisa a porzioni.





Ho scelto di completare la colazione con l’apporto vitaminico del succo di pomodoro condito con succo di limone, sale e tabasco e guarnito con un ciuffetto di sedano o finocchio.
Ho omesso la vodka (come prevedeva una american breakfast che ho trovato in rete, giuro!) per ovvi motivi di dieta ...... ma se qualcuno volesse provare......


Non manca mai comunque la mia fida tazza di te fumante: 
per questa colazione ho scelto un te nero turco forte e profumato.




















Questa ricetta partecipa all’ MTChallenge di Ottobre

 
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