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domenica 29 settembre 2024

COUSCOUS E MOGRABIAH CON POMODORI ESSICATI AL FORNO DA "OTTOLENGHI THE COOKBOOK" DI YOTAM OTTOLENGHI

 Di Vittoria Traversa



Ultimo giorno della settimana dedicato alle meraviglia rivoluzionarie della cucina di Yotam Ottolenghi. Purtroppo il tempo è tiranno e mi sono ridotta ad oggi per contribuire con le mie ricette. Due sole aimè, che di Ottolenghi cucinerei tutto, sempre. Tempo per pulire permettendo, perché dopo una sua ricetta, la cucina è un campo di battaglia. Ma il risultato è cos’ delizioso che ripaga alla grande.

 


Questa settimana per @cook_my_books abbiamo sfogliato “OTTOLENGHI – THE COOKBOOK”, di YOTAM OTTOLENGHI, @ottolenghi libro datato 2008 con cui l’autore ha cambiato il modo di fare gastronomia.

“Una rivoluzione che ha abbattuto barriere fra ingredienti e tecniche, fra Paesi e culture, fra chilometri zero e mercati del mondo per mettere tutto in un dialogo proficuo e fecondo, tanto che oggi non c'è ristorante o libro di cucina che non risenta, in misura minore o maggiore, dell’influenza di questo immenso genio” (cit. @cook_my_books)


La prima ricetta che ho provato è un’insalata di couscous molto interessante per la compresenza di due diversi tipi di granuli: il cous cous classico e il mograbiah o cus cous gigante (sostituibile con la Fregola per noi). Il contrasto risulta molto piacevole all’assaggio e il condimento a base di pomodori cotti in forno fino ad asciugarli quasi completamente dona un sapore intenso e molto concentrato, ben bilanciato dalla freschezza del labneh.


COUSCOUS E MOGRABIAH CON POMODORI ESSICATI AL FORNO
Couscous and Mograbiah with oven-dried tomatoes


Il mograbiah, una varietà di couscous gigante fatto con semola, è comune in tutto il mondo arabo. È anche noto come couscous perlato o gigante e, in Nord Africa, come berkukis. È più difficile da trovare del normale couscous.(cit.Autore) 
In Italia è sostituibile con la FREGOLA sarda. 

Per 6-8 persone

16 pomodori grandi e maturi, tagliati a metà nel senso della lunghezza
2 cucchiai di zucchero muscovado
150 ml di olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di aceto balsamico
2 cipolle tagliate a fettine sottili
250 g di mograbiah o fregola
400 ml di brodo di pollo o vegetale
1 pizzico di fili di zafferano o ½ bustina
250 g di couscous
1 cucchiaio di foglie di dragoncello (o prezzemolo)
1 cucchiaio di semi di nigella
100 g di Labneh (segue ricetta)
sale marino grosso e pepe nero macinato fresco
 

Preriscaldate il forno a 150°C.

Disponete i pomodori, con la parte tagliata in alto, su una teglia da forno e cospargeteli con lo zucchero, 2 cucchiai di olio d'oliva, l'aceto balsamico e un po' di sale e pepe. Mettete in forno e cuocete per 2 ore, finché i pomodori non hanno perso la maggior parte della loro umidità.

Nel frattempo mettete le cipolle in una padella grande con 4 cucchiai di olio d'oliva e fatele rosolare a fuoco alto per 10-12 minuti, mescolando di tanto in tanto, finché non diventano di un colore dorato scuro.

In una pentola di acqua bollente, cuocete il mograbiah (o la fregola)al dente; non tutti cuociono uguale, seguite le istruzioni sulla confezione. Scolate bene e sciacquate sotto l'acqua fredda.

In una pentola separata, portate a ebollizione il brodo con lo zafferano e un po' di sale. Mettete il couscous in una grande ciotola, aggiungete 3 cucchiai di olio d'oliva e il brodo bollente. Coprite con pellicola trasparente e lasciate riposare per 10 minuti.

Una volta pronto, sgranate il couscous con due forchette per eliminare eventuali grumi e renderlo soffice. Aggiungete il mograbiah cotto, i pomodori e i loro succhi, le cipolle e il loro olio, il dragoncello (non trovato, sostituito con prezzemolo) e metà dei semi di nigella. Condite con il sale e l'olio. Lasciate che il piatto raggiunga la temperatura ambiente.

Versate delicatamente su un piatto da portata, creando una specie di piramide, poi mette il ​​labneh sopra (a palline o a cucchiaiate), irrorate con l'olio rimanente e decorate con il resto dei semi di nigella e altro dragoncello o prezzemolo.

 


LABNEH

Il labneh è un formaggio arabo fatto sgocciolando lo yogurt in modo che perda la maggior parte del suo liquido. Usate yogurt di latte di capra naturale o, se non disponibile, yogurt di latte vaccino intero naturale, ma non le varietà greche.

Questa ricetta richiede almeno 48 ore di preparazione. Se è troppo, puoi acquistare il labneh nei negozi di alimentari mediorientali. Conserva il labneh in frigorifero per usarlo come crema spalmabile, come qualsiasi formaggio cremoso. Un'opzione più laboriosa è quella di arrotolarlo in palline e poi conservarle in un barattolo di olio. Il barattolo sarà bellissimo, il formaggio si conserva per settimane a temperatura ambiente e le palline creeranno uno speciale effetto visivo se utilizzate, così come sono, in insalate e piatti di legumi.

Per 600 ml di Labneh

1 litro di yogurt di latte di capra naturale (o yogurt di latte vaccino intero)
¾ cucchiaino di sale

Per conservarlo sott’olio e servirlo:
200-300 ml di olio d'oliva
10-15 g di menta secca
una buona macinata di pepe nero

Foderate una grande ciotola con un pezzo di garza o un altro panno sottile. In un'altra ciotola, mescolate bene lo yogurt e il sale. Trasferite lo yogurt nella garza, raccoglete i bordi del panno e legateli bene insieme per formare un fagottino. Appendetelo sopra il lavandino o sopra una grande ciotola e lasciatelo colare per 48 ore. A questo punto lo yogurt avrà perso la maggior parte del suo liquido e sarà pronto per essere utilizzato come crema spalmabile.
Per ottenere il massimo, lasciatelo appeso per un altro giorno.

Togliete il formaggio dal panno e mettetelo in un contenitore sigillato in frigorifero. Una volta raffreddato completamente, preferibilmente dopo 24 ore, arrotolate il formaggio in palline, delle dimensioni di un'oliva o di una noce.

Conservazione sott’olio
Prendete un barattolo sterilizzato di circa 600 ml di capacità. Versate un po' di olio all'interno e adagiate delicatamente le palline nell'olio. Aggiungete altro olio e continuate con le palline finché tutto il formaggio non è nel barattolo e immerso nell'olio. Sigillate il barattolo e conservate fino al momento dell'uso.

Prima di servire, spargete la menta e il pepe su un piatto piano e rotolateci dentro le palline.



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books


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sabato 8 aprile 2023

SHAKSHUKA DA EGG SHOP DI NICK KORBEE

Di Vittoria

Ma quante cose si possono cucinare con le uova? 

@cook_my_books non poteva fare scelta migliore con il libro della settimana appena trascorsa: Egg Shop di @nickkorbee  @saraheschneider , ne abbiamo già parlato QUI in settimana.



Stavolta vi propongo la Shakshuka, tradizionale piatto di uova al forno tunisino, incentrato su una salsa di pomodoro a cottura lenta con l'aggiunta di uova, pane tostato e un pizzico di za'atar; il tutto può essere arricchito da verdure come peperoni o spinaci e avrete un pasto completo ed equilibrato.

In Italia facciamo qualcosa di simile, le Uova in Purgatorio, che naturalmente non serviamo a colazione, ma generalmente come cena leggera e il piatto è meno complesso; le uova vengono cotte semplicemente nella salsa di pomodoro calda, mentre nella Shakshuka è sempre presente un gioco di sapori e consistenze che si esaltano a vicenda. Acido e dolce, croccante e cremoso, caldo e freddo, arricchiscono questo piatto di mille sfumature.

Personalmente è un piatto che adoro (si capiva?), lo mangerei ogni giorno, provando accostamenti diversi. I peperoni sono perfetti e quasi onnipresenti, gli spinaci o i broccoli, zucca, zucchine e le melanzane si sposano a meraviglia con la cremosità delle uova. le ho provate anche con le Merguez, tipiche salsiccette di manzo nordafricane, ma qualche fetta di salsiccia stagionata o salame piccante, ci sta benissimo, senza dimenticare il classico bacon o un prosciutto cotto per stare più leggeri. Comunque ne risulterà un piatto ricco e godurioso.


SHAKSHUKA

 


Per 2 persone

½ cucchiaino di semi di carvi o cumino dei prati
½ cucchiaino di semi di cumino
5 spicchi d'aglio tritati
1 peperone verde a dadini
1 peperoncino jalapeño privato dei semi e tagliato a dadini (piccantezza media)
1 peperoncino Fresno privato dei semi e tagliato a dadini (piccantezza media)
100 ml di olio extravergine di oliva, più altro per finire
400 g (una lattina) di pomodori pelati schiacciati a mano
2 cucchiai di miele
Scorza e succo di 1 limone
1 pomodoro grosso e carnoso molto maturo, circa 250 g
Sale marino
Za'atar (misto spezie)
4 uova
4 pita o 4 fette di pane casereccio da intingere
2 cucchiai di labneh o yogurt greco intero
2 cucchiai di Harissa (pasta al peperoncino tunisina)
50 g di ceci croccanti (conditi con olio pepe e sale e tostati in forno)
Prezzemolo fresco strappato per servire
Aneto fresco diviso a ciuffetti per servire 

In una casseruola pesante, tostate i semi a fuoco medio finché non sono fragranti, mescolando spesso. Aggiungete l'aglio, i peperoni e il peperoncino e fate sudare per 2 minuti. Aggiungete metà dell’olio e cuocete, mescolando di tanto in tanto, fino a quando l'aglio è ben dorato, circa 5 minuti. Aggiungete i pomodori in scatola, il miele, la scorza e il succo di limone e cuocete a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto, fino a quando i liquidi si saranno ridotti di poco meno della metà, circa 40 minuti. Aggiungete il pomodoro fresco e togliete la salsa dal fuoco, assaggiate e condite con sale e za'atar.

Per preparare le uova, in una larga padella di ghisa, scaldate il rimanente olio a fuoco molto basso. Rompete le uova nella padella senza che si tocchino. Quando i bianchi iniziano a solidificare, coprite con un coperchio. Il fuoco basso e l'umidità che fuoriesce dall'uovo vaporizzeranno leggermente la parte superiore dell'uovo senza privarlo della consistenza semigelatinosa di un tradizionale uovo cotto. A questo punto le uova risulteranno con l’albume leggermente cotto anche sopra il tuorlo, che dovrà essere assolutamente ancora liquido. Spegnete il fuoco sotto la padella e spostatela sul fornello posteriore.

Per assemblare lo shakshuka, accendete il grill al minimo. Portate a ebollizione la salsa di pomodoro e versatela in una casseruola capiente o in una pirofila di ghisa o in un bel recipiente di terracotta, conservando circa 100-120 g di salsa per impiattare. Create degli incavi nella salsa per ogni uovo e usate un grande cucchiaio forato per trasferire le uova nella salsa. Passate sotto il grill per 3 minuti, le uova devono solo scaldarsi bene, ma assolutamente non rassodare.

Potete servire la shakshuka nella casseruola direttamente al tavolo o trasferirla con cura in ciotole individuali, con la salsa tenuta da parte ben calda da aggiungere. Ad ogni modo, al momento di servire, guarnite le uova con 1 o 2 cucchiai di labneh e harissa, abbondanti ceci croccanti, altro za'atar, olio extravergine di oliva, prezzemolo tritato, aneto fresco e abbondante pita calda.

 


 Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books





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