Visualizzazione post con etichetta piatto freddo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta piatto freddo. Mostra tutti i post

lunedì 27 maggio 2024

CAROTE ARROSTITE CON LAMPONI, CREMA DI BARBABIETOLA, OLIO AL PEPERONCINO E GRANELLA DI CACAO PER IL CLUB DEL 27

 di Vittoria

Maggio è al termine e finalmente è arrivata la stagione con la frutta più buona in assoluto. Dolce succosa e profumata fa già la sua timida comparsa la frutta estiva. Fragole, frutti di bosco e ciliegie, albicocche pesche e prugne, meloni e angurie, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta e siamo tutti invogliati a mangiarne in abbondanza. Anche chi non ama la frutta, in questa stagione si lascia sedurre dalla dolcezza profumata di questi meravigliosi doni della natura.

 


Con il CLUB DEL 27 di MTCallenge questo mese vi parliamo di come utilizzare la frutta al meglio per dare un tocco nuovo alla vostra cucina. Le ricette sono tratte da PULP di ABRA BERENS, ovvero più di 215 ricette e variazioni per utilizzare la frutta in ricette dolci e salate per evidenziare stagionalità e sapore.

 


Pulp è un laborioso libro di ricette che si concentra su tutti i modi in cui la frutta può migliorare piatti semplici e deliziosi, ad esempio esaltando le verdure arrostite, guarnendo una zuppa o aggiungendo profumo a un maiale arrosto o a un petto. Pulp ci suggerisce come utilizzare in cucina la frutta per aggiungere varietà e stagionalità ai piatti principali.

Ed ecco per voi ricette dolci e salate, tutte speciali.
Ne trovate tante da oggi su QUI su MTChallenge.

Provatele e fateci sapere se vi sono piaciute.


Ho scelto una ricetta salata, come è nelle mie corde.
Le carote arrostite in forno sono un piatto abbastanza abituale in casa mia, semplicemente con olio, sale e succo di limone, oppure cosparse di Za’atar, un misto di erbe e spezie di origine turca, molto aromatico.

 Questa ricetta porta il piatto su un altro livello. Da semplice accompagnamento alle grigliate estive, qui le carote diventano protagoniste di una vera e propria portata principale con un impatto visivo incredibile, che stupirà i vostri ospiti.

Il letto di crema di barbabietola e panna acida è un perfetto accompagnamento, i lamponi smorzano la dolcezza eccesiva regalando un profumo incredibile, esaltato dalla freschezza delle erbe. Sorpresa finale la nota amarognola e croccante della fava di cacao in granella, che vi stupirà davvero.

 

CAROTE ARROSTITE CON LAMPONI, CREMA DI BARBABIETOLA, 
OLIO AL PEPERONCINO E GRANELLA DI CACAO
roasted carrots with raspberries, beet cream, chili oil & cacao nibs

 


Non tendo a ripetere e sono sicura di non aver mai creato un menu uguale una seconda volta. Questo è uno dei pochi piatti che viene ripetuto durante le cene in fattoria che organizzo. È visivamente sbalorditivo e una sorprendente combinazione di sapori.(cit. Autrice)


Per 4 persone 

80/90 g di barbabietola cruda (o già cotta)
Olio extravergine d'oliva
240 g di panna acida (o yogurt greco)
Scorza di 1 arancia
1,4 kg di carote lavate e tagliate a metà o lasciate intere se piccole
Sale e pepe nero appena macinato
1 cucchiaino di peperoncino in scaglie
120 ml di olio dal sapore leggero
170 g di lamponi
30 g di granella di fava di cacao
5 rametti di prezzemolo
2 rametti di menta

Preriscaldate il forno a 200°C

Avvolgete la barbabietola in un foglio di alluminio con qualche goccia d'acqua e cuocete fino a quando sarà completamente tenera, circa 20 minuti, a seconda della dimensione della barbabietola. Quando la barbabietola sarà tenera, toglietela dal forno e fatela raffreddare.
(Se usate una barbabietola cotta, saltate questo passo)

Eliminate la buccia della barbabietola e frullatela in un robot da cucina con un filo d'olio d'oliva fino a ottenere un composto omogeneo.

Aggiungete la panna acida e la scorza d'arancia e frullarte fino a ottenere una crema rosa intenso, quindi mettete in frigorifero fino a quando non rassoda, circa un'ora.

In una ciotola capiente, condite le carote con un grosso filo d'olio d'oliva, sale e pepe, quindi trasferitele in una teglia e arrostitele fino a quando saranno ben caramellate e tenere, circa 35 minuti.

In un pentolino, tostate i fiocchi di peperoncino a fuoco alto finché non diventano fragranti e iniziano a scurirsi, circa 30 secondi. Togliete dal fuoco, aggiungete l'olio e lasciate in infusione per almeno 10 minuti.

Per servire, versate la crema di barbabietola su un grande piatto da portata, disponete sopra le carote arrostite, irrorate abbondantemente con l'olio al peperoncino, spargete i lamponi e la granella di cacao dappertutto e terminate con una pioggia di foglie di erbe.




 Questa ricetta contribuisce al Club del 27 di MTChallenge


TESSERA N:19
Stampa il post

giovedì 2 maggio 2024

FILETTO DI MAIALE CON PERE E NOCCIOLE da ANDALUSIA di Josè Pizarro

 di Vittoria

Il filetto di maiale è sempre la mia salvezza. A fette spesse, grigliato un minuto sulla bistecchiera, per cene veloci dell’ultimo minuto o rosolato in tegame con arancia, miele e peperoncino, per allestire una cena con ospiti improvvisi. La cottura veloce ne fa l’ingrediente ideale per la classica “porca figura”.

Ma mai, mai, mai mi sarebbe venuto in mente di servirlo freddo in insalata.



La scoperta di questa ricetta è merito di @cook_my_books, e dei meravigliosi libri che sfogliamo! Questo piatto freddo di FILETTO DI MAIALE CON PERE E NOCCIOLE  è una delle ricette che potete trovare in ANDALUSIA di Josè Pizarro @jose_pizarro 




Josè Pizarro è uno chef spagnolo con ristorante a Londra, dove 
propone una cucina fedele ad una tradizione con le sue tante differenze regionali, mostrandoci una varietà di piatti talora sorprendente. Niente è come l' Italia, ovviamente: ma anche la Spagna manifesta i suoi tanti volti in una cucina dalle identità territoriali ben definite.


Dicevo che a mia fantasia, mai mi sarebbe venuto in mente di servirlo freddo in insalata, per questo motivo q
uesta ricetta mi ha sorpreso e incuriosito e l'assaggio è stata una magnifica scoperta. ho trovato un modo nuovo, originale e fresco di servire il mio adorato filetto di maiale.

E' prevista la cottura al sangue, cosa che io amo, ma sconsiglio di lasciarlo quasi crudo come nell'originale. Ho allungato leggermente i tempi di cottura per  un risultato cotto, ma ancora rosato al centro. 
Il maiale che acquistiamo oggi è sano e sicuro, perciò non abbiate timore di lasciarlo poco cotto, avrete una piacevolissima sorpresa.

FILETTO DI MAIALE CON PERE E NOCCIOLE
Tenderloin with pears & hazelnuts



Per 4–6 persone

1 × 800 g di filetto di maiale (preferibilmente iberico) *(vedi note)
150 ml di olio extravergine d'oliva più altro per cuocere
sale e pepe nero appena macinato
50 ml di aceto di sherry o di mele
3-4 rametti di timo fresco
½ cucchiaio di cumino macinato
1 cucchiaino di pimentón de la Vera, dolce e affumicato
1 spicchio d'aglio grande tritato molto finemente 

Per le pere e le nocciole:
3 pere William mature *(vedi note) 
Il succo di 1 limone
50 g di nocciole con la buccia tostate 

foglioline di timo fresco per guarnire

Scaldate a fuoco alto una padella abbastanza grande da contenere il filetto di maiale. Strofinate il filetto con un po' d'olio e salatelo abbondantemente. Rosolatelo su tutti i lati per circa 4-5 minuti, fino a quando non sarà caramellato, quindi toglietelo dalla padella e sistematelo in un piatto fondo di vetro o ceramica, con gli eventuali succhi di cottura.

Mescolate l'olio, l'aceto, il timo, il cumino, il peperoncino e l'aglio in una piccola ciotola, quindi versate la miscela sul maiale. Coprite e marinate in frigorifero per almeno 8 ore, meglio tutta la notte.

Tirate fuori la carne di maiale dal frigorifero 30 minuti prima di servire, in modo che raggiunga la temperatura ambiente.

Poco prima di servire sbucciate le pere, togliete il torsolo e affettatele finemente, poi sistematele delicatamente in una ciotola con il succo di limone.

Togliete la carne di maiale dalla marinata, conservando il liquido, e tagliatela a fette spesse 1 cm. Disponete le fette su piatti individuali, o su un piatto di portata, con la pera e le nocciole tostate e versate sopra parte della marinata di maiale conservata. Completate con foglioline di timo fresco e servite con il resto della marinata in una ciotolina.

NOTE:

Pere: L’autore suggerisce la qualita “Comice” oDoyenné du Comice”, cultivar francese selezionata verso la metà del 1800. QUI trovate tutte le informazioni. In Italia non le ho mai viste, così ho controllato che tipo di pera fosse e la William mi è parsa un buon sostituto.

Cottura della carne di maiale: siamo abituati a cuocere completamente la carne di maiale, ma questa abitudine viene da periodi in cui gli allevamenti non erano controllati come oggi e il rischio di contrarre epatite era alto. Ai giorni nostri il rischio è davvero basso, gli allevamenti sono seriamente controllati, ma il maiale crudo comunque non risulta gradevole al nostro palato.
Questa ricetta prevede il filetto cucinato al sangue, nell’originale è davvero molto crudo. Io l’ho cotto in modo che risulti ancora rosato, ma comunque cotto. Regolatevi a vostro gusto, ma non cuocetelo troppo perché risulterà stopposo.



 Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

 

Stampa il post

martedì 19 settembre 2023

POKE DI SALMONE E ARANCIA DOLCE CON PEPERONCINO HABANERO DA COOK COLOR DI MARIA ZIZKA

di Vittoria

Vi ricordate l’anno scorso che abbiamo dedicato un’intera settimana tutta a una monografia sui pokè? Un libro bellissimo ISLAND POKÈ, dove abbiamo scoperto la cucina delle Hawaii e dei pokè meravigliosi, che niente hanno a che fare con certe ciotolazze di riso con 4 cose sopra! Insomma a me i pokè (quelli buoni) piacciono davvero per la loro semplicità, armonia di sapori e allegria di colori. 

Io avevo preparato il Tako pokè ....di polpo, delizioso, lo trovate al link

E oggi vi propongo un pokè per un antipasto tutto rosa salmone!



Questa settimana con @cook_my_books vi trasciniamo nel mondo dai colori meravigliosi che la natura ci offre per una cucina dove si esaltano le proprietà degli ingredienti e i loro meravigliosi colori naturali.




Scopriamolo con le ricette di Cook Color di Maria Zizka @mariazizka
 che inneggia alla bellezza della natura, alla sua ricchezza e a un modo di cucinare divertente, creativo, elegante. Anche se ogni artificio é bandito, le ricette spaziano da quelle a quelle piú creative che, accanto a nuovi accostamenti di sapore, ci fanno apprezzare anche nuove palette per la nostra tavola.


Apro la settimana con un antipasto tutto rosa salmone, molto saporito, di sicuro effetto e anche velocissimo da preparare. L'autrice lo prepara con un'arancia speciale:

Il salmone crudo ha un colore quasi identico agli spicchi d'arancia Cara Cara. Cerca i dolci Cara Cara sia per il loro colore sorprendente sia perché sono ideali per il poke: senza semi e a basso contenuto di acidità, si separano nettamente dalla buccia. (cit. Autrice) 

Qui in Italia non troviamo questo tipo di arance dal colore particolare, ma potete sostituirle senza troppi patemi d’animo con le dolci arance vaniglia o le naveline.

Per la quantità di peperoncino habanero regolatevi a gusto, può essere molto piccante.


POKE DI SALMONE E ARANCIA DOLCE 
CON PEPERONCINO HABANERO
habanero cara cara salmon poke




Per 4-6 persone come antipasto

350 g di filetto di salmone da sahimi senza pelle e lische abbattuto
2 arance bionde dolci tipo Cara Cara – qui in Italia Vaniglia o Naveline
¼ cipolla dolce rosata o bianca, affettata molto sottilmente o tritata finemente
1 peperoncino habanero pulito e tagliato a fettine molto sottili
1 cucchiaio di salsa di soia o tamari
2 cucchiaini di miele
2 cucchiaini di olio di sesamo tostato
¼ cucchiaino di sale marino fino

Per servire:
200-250 g di riso da sushi tipo originario o riso basmati
sale
olio di sesamo

Misurate il volume del riso in una ciotola e mettetelo in una pentola con il doppio di acqua (una ciotola di riso, due di acqua) e un po’ di sale. Mettete sul fuoco e appena raggiunge il bollore abbassate al minimo, coprite con un coperchio pesante per trattenere il vapore, e fate cuocere per 8 minuti. Scoprite, sgranate con la forchetta e lasciate ancora un momento sul fuoco solo se ci fosse ancora eccesso di liquido. Aggiungete solo un filo di olio di sesamo e lasciate raffreddare sgranandolo ogni tanto.

Usando un coltello affilato, tagliate il salmone nel senso delle fibre in fette spesse 1,5 cm, quindi tagliate ogni fetta trasversalmente in cubetti da 1,5 cm e metteteli in una ciotola capiente con la cipolla e l’habanero.

Pelate le arance al vivo con un coltellino affilato, ricavate gli spicchi eliminando tutte le membrane e aggiungeteli ai cubetti di salmone. Lavorate sul una ciotola per non perdere il succo che colerà. Spremete bene tutte le membrane, dovreste ottenere circa 50-60 ml di succo.

Aggiungete al succo delle arance la salsa di soia, il miele, l'olio di sesamo e il sale. Emulsionate e versate nella ciotola con il mix di salmone. Mescolate delicatamente, lasciate riposare a temperatura ambiente per circa 5 minuti.

Suddividete il riso nelle ciotole individuali, create un leggero incavo al centro e sistemate il salmone al centro. Irrorate con il condimento, senza macchiare il riso. Servite freddo come antipasto.



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books


Stampa il post

venerdì 11 maggio 2018

CONCHIGLIE DI PESCE DI PETRONILLA PER IL CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO

di Vittoria

Oggi per il Calendario del Cibo Italiano festeggiamo la Giornata Nazionale di Petronilla.  





Ma chi era Petronilla, che dalle pagine della Domenica del Corriere, per quasi 20 anni, dal 1929 al 1947, insegnò agli Italiani a mangiare bene con poco? E con lo pseudonimo di Dottor Amal, sempre dalle stesse pagine, insegnò i primi rudimenti dell'igiene e a leggere e seguire le prescrizioni mediche?


Petronilla era in realtà Amalia Moretti Foggia, donna, mamma, massaia scrupolosa, una delle primissime donne laureate in medicina, blogger ante litteram, abilissima divulgatrice che con le centinaia di articoli pubblicati contribuì ad insegnare una cucin di poco con poco, ma che contribuisse in modo determinante alla salute e serenità della famiglia.
Le sue ricette con commenti e consigli sono raccolte in tre libri gradevolissimi. 






Ho scelto fra tante una ricetta tratta dal libro "Altre Ricette di Petronilla", la mia copia riporta la data di Agosto 1937




CONCHIGLIE DI PESCE 
Ricetta versatile, che può fungere da antipasto o da secondo, realizzata con pesce meno pregiato (o con gli avanzi di un pasto precedente) per un pranzo casalingo o arricchita di crostacei per un'occasione speciale. Piatto mutevole a seconda della disponibilità economica, ma sempre di gran figura sulla tavola, anche la più semplice.
Riporto la copia delle pagine da lei scritte perchè i commenti e consigli sono imperdibili.



Vi propongo la ricetta fredda in maionese, ma lei ne propone una seconda in besciamella da servire calda, da provare.

CONCHIGLIE DI PESCE
liberamente tratto da Altre Ricette di Petronilla

8 porzioni da antipasto

300 g di polpa di pesce bianco a carne soda, io nasello
200 g di polpa di salmone
300 g di gamberetti rosa
8 scampi medi
100 g di pisellini freschi o surgelati

per il brodo
2 l di acqua
1 gambo di sedano
1 carota media
1/2 cipolla o gambi di cipollotto
1 rametto di timo
1 fetta di limone
sale

per condire
olio extravergine di oliva
il succo di mezzo limone grande
sale
qualche foglia di dragoncello

per finire il piatto
1 uovo di maionese casalinga ben soda
2 cetriolini sottaceto o in agrodolce
la carota lessata del brodo

inoltre
sale grosso da sistemare nel fondo del piatto di servizio per posizionare le conchiglie
8 gusci di capasanta o 8 ciotoline

Preparate il brodo con tutti gli ingredienti e lasciate sobollire una mezz'ora. Togliete la carota prima che sia sfatta. Metà fatela a dadini e l'altra metà tenetela per decorare.
Intanto pulite il pesce, sgusciate i gamberetti e tagliate il carapace degli scampi lungo la pancia.
Cuocete i pezzi di pesce 10 minuti, scolate e fate raffreddare. 
Cuocete i gamberetti  per 1 o 2 minuti, scolate e fate raffreddare.
Cuocete anche gli scampetti, scolate e tenete da parte per decorare.
Sbollentate i pisellini, scolate e fate raffreddare.

Pulite il pesce accuratamente da pelle e lische e fatelo a bocconcini. Mettetelo in una ciotola con i gamberetti, i dadini di carota e i pisellini. condite tutto con olio sale, limone e dragoncello tritato fino.

Sistemate il composto nelle capesante dando la forma a cupola, ricoprite di maionese e decorate con uno scampo, cetriolini affettati e carote.

sistemare le conchiglie su un letto di sale grosso e servire.







Fonti:
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2014/04/24/news/la-blogger-petronilla-che-insegno-a cucinare-alle-donne-senza-rete-1.9095020
http://scienzaa2voci.unibo.it/biografie/135-foggia-moretti-amalia







365 giorni per apprezzare la realtà e diversità della cucina italiana, per conoscere le infinite sfumature e i meravigliosi prodotti del nostro paese, per conoscere e conservare le nostre origini e tradizioni

Stampa il post

sabato 27 maggio 2017

LA MIA SALADE NICOISE PER IL CLUB DEL 27

Di Vittoria



Oggi nuovo appuntamento con Il Club del 27 dove più di 90 blogger vi proporranno la loro interpretazione di ricette pubblicate precedentemente per la rubrica Il Tema del Mese legato a ogni sfida MTChallenge




Per questo 27 Maggio vi riproponiamo UN VENTGLIO DI INSALATE, Tema del Mese della Sfida 31, di giugno 2013,





Su questa pagina di MTChallenge trovate tutti i link alle ricette riproposte dalle altre blogger 



Dovete sapere che io ODIO l'insalata, quella roba fredda verde e insipida che riempie la bocca di acqua.
Ecco 
Appunto
poi è arrivato l' MTChallenge n.31 e l'insalata è diventata qualcosa di saporito, intrigante, gustoso
in poche parole 
buono
buonissimo
e ci abbiamo fatto anche un libro, che non potete perdervi, Insalate da Tiffany. dove troverete tantissime idee per un'insalata specialissima.
Fra tante golosità ho voluto provare la versione di Gaia Pedrolli de La Gaia Celiaca di un'insalata classicissima che mille volte è stata fatta in casa mia, La Salade Niçoise. Naturalmente la versione di casa mia è diversa, ma questa è buonissima. 
Di mia iniziativa ho aggiunto dei gamberetti e i crostini sono diventati la base della porzione!




SALADE NICOISE

2 panini tondi integrali aperti a metà
1 cespo di lattuga (io misticanza)
1 cipolla rossa tipo tropea
250 g di ventresca di tonno sott'olio
2 cucchiai di capperi sottosale dissalati - io li ho sostituiti con una specialità molto originale, i "capperi" di bocciolo di tarassaco in agrodolce.
200 g di pomodorini
4 acciughe dissalate
4 uova sode
olio
sale
timo

per la vinaigrette
2 cucchiai di senape di Digione
2 cucchiai di aceto di mele
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
Insertite gli ingredienti in un barattolo e sbattete bene per emulsionare il tutto.

Lavate e asciugate l'insalata e mettetela in un piatto largo
Tostate i mezzi panini in padella con un pochino di olio, sale e timo e disporli sull'insalata
Affettate finemente la cipolla e mettetela in acqua fredda per renderla più digeribile
Lavate i pomodorini e tagliateli a metà
Scolate la ventresca e rompetela a pezzi grossi
Tagliate le uova in 4 spicchi

In una ciotola mescolate tonno cipolla pomodori e condite con la vinaigrette. disponete sui 4 dischi di pane tostato. Aggiungete su ognuno uno spicchio di uovo, un cappero di tarassaco e un filetto di acciuga. Mettete il resto degli ingedienti attorno e condite ancora con la vinaigrette.



Stampa il post

sabato 25 marzo 2017

TERRINA DI ANATRA E FRUTTA PER MTC 64


Di Vittoria







Eccoci a Marzo e alla Sfida n.64 di MTChallenge
Questo mese il tema della sfida è "Le Terrine" di Giuliana Fabris del blog La Gallina Vintage







Le terrine e i patè in crosta sono una delle mie passioni. In Francia cerco sempre di assaggiarne qualcuno, ma non mi ero mai cimentata prima nella realizzazione casalinga. 

Diciamo che nella mia testa avevo archiviato il piatto come "difficile" e rimandato continuamente l'approfondimento. 
Giuliana ha scritto un post che è un vero manuale, dove spiega benissimo il procedimento e tutto sembra semplice, basta seguire attentamente le varie fasi del procedimento.
Scoprirete che le terrine e i patè in crosta sono piatti versatili e scenografici che risolvono una cena sia come antipasto che come secondo o vi faranno fare un figurone su un buffet. Sono anche preparazioni pratiche perchè possono, anzi devono essere preparare almeno due giorni prima, si servono prevalentemente fredde e vanno bene anche per un picnic! insomma più che piatto vintage lo definirei evergreen e multitasking!


Letto e studiato il Regolamento della sfida  e le istruzioni di Giuliana è venuto il momento di scegliere terrina o patè? ebbene la scelta stavolta è stata inesorabilmente legata al contenitore indispensabile per la realizzazione. 
Lo stampo apribile con i fianchi scanalati che lasciano un bel disegno sulla crosta, completamente apribile, resta un bel sogno che forse un giorno realizzerò. 
Invece la terrina c'è! Dal giorno del matrimonio, in bella mostra in cucina, mai utilizzata! Ovale, bianchissima, con un bel coperchio a forma di anatra ......e quindi terrina di anatra sia!
si ma si fa presto a dire terrina di anatra, le possibilità sono moltissime, gli abbinamenti quasi infiniti. 
Il criterio che mi guida in questi casi è sempre il legame con la tradizione del mio territorio, o della mia famiglia che per fortuna ha origini molto variegate.
Ho voluto che la mia terrina fosse interpretazione del nostro tacchino ripieno natalizio. Solo il tacchino è diventato anatra ... e mi pare pure meglio!








TERRINA DI ANATRA E FRUTTA 

stampo da lt 1,5 

1 anatra di circa 1,5 kg  con fegato e cuore

200 g di pasta di salsiccia
150 g di carne tritata
1 fegatino e cuore di pollo
1 uovo
4-5 prugne secche
1 mela renetta grossa
10-12 castagne secche messe a bagno 1 giorno prima
200 g di lardo a fettine non eccessivamente sottili
2-3 foglie di alloro
1 rametto di timo
2 bacche di ginepro
2 grani di pepe garofanato
1 cucchiaino di cannella in polvere
noce moscata
100 ml cognac
100 ml marsala
50 g di burro
2 tartufi neri piccoli (io in barattolo) 
sale
pepe



Disossate e spellate l'anatra (conservate la carcassa per la gelatina) 
Tenete le due parti del petto intere, dalla polpa delle cosce ricavate una decina di striscette regolari e tutto il resto tritatelo insieme al cuore dell'anatra e a quello di pollo. 
Aggiungete questo trito alla pasta di salsiccia e alla carne tritata, unite l'uovo, la cannella, una grattata generosa di noce moscata, mescolate bene, regolate di sale e pepe e tenete da parte. I petti e le striscette di coscia mettetele a marinare per 2 ore nel cognac e marsala insieme alle prugne, spezie ed erbe.
Fate lessare con una foglia di alloro e poco sale le castagne già ammollate. non devono disfarsi.
Poi passatele al burro sempre con sale e alloro. Fate raffreddare e aggiungetele al misto di carni tritate. Disossate le prugne, tagliatele in 4-6 pezzetti e unitele al composto. Fate a dadini anche mezza mela e unitela al resto. Fate a dadini un tartufo e unite anche questo alla farcia.
Rosolate con burro, alloro e sale il fegatino di pollo e quello dell'anatra, sfumate con poco cognac, fate evaporare e portate a cottura. Fate raffreddare, riducete a dadini e unite al composto di carni e frutta. Amalgamate con cura in modo che tutti gli ingredienti siano distribuiti regolarmente nella farcia, regolate sale e pepe. fosse troppo asciutto aggiungete uno o due cucchiai di liquido della marinata.
Scolate dalla marinata i petti e le striscette di coscia di anatra e asciugateli bene.
Rosolate velocemente i petti in padella con poco burro. Fate raffreddare e avvolgeteli completamente con due fettine di lardo.
Foderate fondo e pareti della terrina con le fette di lardo facendole sbordare in alto. Tenetene due per chiudere tutto alla fine.
Mettete metà della farcia nella terrina pressando bene in modo che non restino vuoti. Sopra disponete i due petti e le striscette di polpa e riempite con il resto della farcia sempre badando che non restino vuoti. Rivoltate le fette di lardo sulla farcia e chiudete con quelle tenute da parte.
Chiudete con il coperchio e cuocete in forno a 180° a bagnomaria per un'ora e mezza.
A fine cottura scolate via il liquido che si sarà formato (attenzione alle scottature) e mettete a raffreddare con un peso sopra per 2 ore. Togliete il peso, fate raffreddare completamente, riempite lo spazio che si sarà formato di gelatina facendo uno strato anche sopra e mettete in frigo a rassodare e maturare per 2 giorni in modo che i sapori si fondano.
Servite nella terrina accompagnando con gelatina tritatacastagne al burro e composta di mele renette








La gelatina

la carcassa dell'anatra (se avete anche le zampe meglio)
200 g di carne da bollito con osso
2-3 rocchi di coda di bue
aromi per brodo (sedano, carota, cipolla, prezzemolo)
alloro, timo, pepe garofanato, bacche di ginepro
1 albume
1 bicchierino di marsala
succo di limone
16 g (8 fogli) di colla di pesce (per 1 lt di brodo chiarificato)





Con la carne, le ossa, acqua fino a coprire a filo le carni, i sapori e gli aromi fate un brodo salando leggermente. Fare bollire piano e semicoperto per 2 ore, filtrate e fate raffreddare. Mettete in frigo in modo che il grasso si rapprenda, poi sgrassate il più possibile. controllate quanto è solidificato il brodo in frigorifero. Se è solidificato a sufficienza non sarà necessario aggiungere colla di pesce, per me lo è stato.

Ora avete un brodo filtrato e sgrassato, per la gelatina dovete chiarificarlo.
Scaldate leggermente il brodo per farlo tornare allo stato liquido, aggiungete un albume sbattuto e mescolatelo bene al brodo. Portate a bollore lentamente e lasciate bollire qualche minuto. Fate riposare 10 minuti poi filtrate con una telina fitta eliminando l'albume rappreso che avrà catturato tutte le impurità. Aromatizzate il brodo ormai limpido con succo di limone e marsala e regolate il sale. Se non solidificava a sufficienza dovete aggiungere la colla di pesce. Fate scaldare un bicchiere di acqua fino al bollore. Spegnete e scioglieteci dentro i fogli di colla di pesce precedentemente ammollati in acqua fredda. Aggiungete a un litro di brodo chiarificato. quando sarà freddo versatelo sulla terrina andando a riempire il vuoto ai lati (in cottura si sarà ristretta) e facendone uno strato sopra dove potete inserire delle decorazioni. Fate solidificare in frigo.
La gelatina che avanzerà fatela solidificare in un piatto o vassoio, poi tagliatela a dadini irregolari o tagliuzzatela e usatela per decorare i piatti.





La Composta di mele renette


2 mele renette
1 cucchiaio di zucchero
1 bicchierino di marsala
1 cucchiaino di cannella
sale
succo di limone
peperoncino in polvere

 sbucciate e tagliate a dadini le mele. Fatele cuocere con marsala, limone, zucchero e cannella finchè le mele non si disfano. Salate e aggiungete peperoncino a piacere. Frullate fino ad ottenere una crema omogenea. Servite tiepida.



Le Castagne al burro

100 g di castagne secche
30 g di burro
sale
alloro

Ammollate le castagne una notte, fatele lessare senza che si spappolino, scolatele e ripassatele in padella con burro, sale e alloro finchè saranno leggermente colorite, cotte e ben saporite. Servire calde.









Stampa il post
Related Posts with Thumbnails