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martedì 23 aprile 2013

Il mio Chili per l'MTC

D'un tratto devo tornare alla normalita'... devo!
E quando la Ale cercava volontari per la sfida di questo mese ho subito risposto di si, che ci sarei stata, ancora a scatola chiusa. Ma che faticaaa! Perche' a volte costa fatica anche la normalita', ma una parola data e' un impegno ...almeno per me! E quindi vado a fare la spesa, cosi' se ho tutto in casa devo pur prepararlo sto benedetto chili! E poi sono curiosa, perche' ho letto e riletto la ricetta un sacco di volte, ma continuo a chiedermi: "possibile che con 3 ingredienti possa uscire un gran piatto?"
Perche' diciamolo....quando NON vuoi fare una cosa, trovi tutte le scuse e gli alibi per non farla, ma gliel'ho promesso all'Ale... mannaggiamme'!!!


Ma si dai, inizio! Inizio col recuperare la pentola di terracotta, quella dell'Adele, quella che uso una volta all'anno solo per cucinare le lenticchie, quella che l'Adele mi raccomanda sempre di metterla a bagno qualche ora prima di usarla e non ho mai capito perche', ma lo faccio!
Non sto a scraniarmi per trovare un ingrediente figo da usare... sara' un chili semplice e normale, con un contorno semplice e normale. Non sto a scraniarmi nemmeno per fare una foto originale...Matteo pero' ci teneva moltissimo a inserire la sua piantina di cactus!

Chili semplice e normale - mio

Ingredienti per il chili:
1 kg di spalla di maiale
2 peperoncini di cayenna
4 pomodori secchi sott'olio
2 spicchi di aglio
3 foglie di salvia

Ho seguito le indicazioni di Ann per preparare la salsa al peperoncino, ne ho usati solo un paio perche' le belve ancora non gradiscono cibi troppo piccanti e non volevo rischiare uno sciopero della fame.

"Spezzettate i peperoncini secchi scuotendone fuori i semi (da eliminare) e mettete i pezzi in una ciotola, coprite i peperoncini di acqua bollente e lasciate in infusione per almeno 2 ore. Passato questo tempo, frullateli con l’acqua di infusione fino ad ottenere una pasta leggermente densa. Passatela da un setaccio fine in modo da eliminare ogni residuo di pellicine, recuperando quanta piu’ polpa possibile."

Ho frullato poi la salsa piccante con i pomodorini secchi scolati dal loro olio. (frullato non benissimo, infatti nella prima foto si vede un residuo di peperoncino!!!)
Nella pentola di terracotta ho messo gli spicchi di aglio, la salvia, un filo d'olio e ho fatto appena dorare l'aglio. Ho aggiunto quindi la carne a pezzetti e la salsa di pomodorini e peperoncino. Regolato di sale, coperto il tutto e lasciato cuocere un paio di ore mescolando di tanto in tanto!
Siccome Ann consigliava di cucinarlo il giorno precedente il consumo, ho cotto il chili il sabato pomeriggio e la domenica a pranzo l'ho dovuto solo scaldare!

Ingredienti per 8 tortillas:
300 gr di lievito liquido
140 gr di farina 00
1/2 cucchiaino di sale

Avevo il lievito liquido da usare e quindi ho pensato di approfittarne per fare le tortillas...fantastico!
Ho impastato il lievito con la farina e il sale e senza lasciar lievitare ho fatto delle palline poco piu' piccole di un pugno, quindi le ho stese col mattarello e messe a cuocere una alla volta sulla piastra rovente. In cottura il pane si gonfia come una palla, tanto che potevamo addirittura bucarlo e riempirlo con la carne... bellissimo!!!

(Da quando ho scoperto questo metodo per smaltire il lievito liquido faccio tortillas tutte le settimane!)

Ingredienti per le frittelle di patate:
4 patate medie
1 uovo
30 gr di farina
sale q.b.

Ho sbucciato le patate e poi tagliate a julienne con l'apposito attrezzo. Raccolte in una ciotola le ho mescolate con l'uovo, la farina e regolato di sale. In una padella con rivestimento in ceramica ho sciolto una noce di burro e adagiato poi dei pugnetti di impasto di patate che ho poi appiattito con la forchetta. Lasciato cuocere a fiamma media. Quando si e' formata la crosticina sotto le ho girate e cotte sull'altro lato.


Presa una tortillas l'abbiamo riempita con il chili ben caldo, una bella manciata di formaggio latteria anche lui grattugiato a julienne, una frittella di patate e richiuso.

Samuele se ne e' divorate TRE con una serie di mugolii di piacere esclamando alla fine: "Mamma faccelo tutte le settimane!!!"
Bene...ce l'ho fatta! La mia sfida questo mese era riuscire a partecipare a questo appuntamento, perche' si puo' ripartire dalla cucina, perche' proprio quando non te lo aspetti bastano pochi semplici ingredienti che diventano una grandissima sorpresa e trasformano un normale pranzo in un pranzo fantastico!
E allora grazie... a tutta la banda di matte che e' l'MTC, per avermi aspettata e per esserci sempre!
E un grazie di cuore ad Ann per questa ricetta strepitosa.


E prima di finire... siccome ho scoperto una recente passione per la musica country, vi lascio il link di una canzone che mi piace! LA TROVATE QUI!!!! Buon ascolto!

Un abbraccio
Paola

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lunedì 3 settembre 2012

Di abbandoni, felici ritrovi e... panini alla birra!

E si che sono una mamma premurosa... vi giuro! E chiedete anche alle belve se non mi credete! Mi faccio in 4 per loro, li riempio di amore, attenzioni, coccole e sorprese! Poi e' arrivata Katy e fai spazio pure a lei, che nonostante i "mamma ti giuuuuuro che la curo io" ero certa che badare alla gatta sarebbe stato tutto compito mio, ma lei e' cosi' carina e affettuosa che vabbe'... ce la posso fare! Poi a Natale e' arrivata Triky, la cricetina e gia' mi tocca fare delle acrobazie per conciliare due belve e una gatta ... ora c'e' pure il criceto... ma si dai ce la posso fare! Poi un giorno ti regalano lei... e sai gia' a cosa stai andando incontro, ma ora che ce l'hai tra le mani stai gia' pensando a quante delizie potrai farci...e le dai anche un nome...Lili. E impari a conoscerla, a capire quando e' pronta a dare il meglio e quando invece e' stanca e ha bisogno di cure... e diventi paziente aspettando che lei faccia bene il suo dovere e sospiri quando fa le bizze e non ottieni cio' che vorresti...perche' il lievito madre e' cosi'... ha il suo carattere, e' davvero come un bimbo di cui prendersi cura... e quindi ora il conto di tutto e': 2 belve, 1 gatta, 1 criceto e 1 Lili! Ok... e' dura, ma ce la posso fare!


Poi arriva l'estate... fa caldo... mandi in ferie il forno che solo il pensiero di accenderlo inizi a sudare, e  Lili e' in frigo al fresco...avra' bisogno di un rinfresco? naaaa... il lievito liquido e' piu' gestibile, in alcuni  blog dicono che puo' resistere addirittura 1 mese senza cure... quindi la abbandoni la'... in fondo al ripiano del frigorifero e te ne dimentichi!
Ecco no... non fate quelle facce inorridite e non provate a farmi venire sensi di colpa...non piu' di quanti me ne siano gia' venuti quando ho realizzato che era quasi un mese e mezzo che non la degnavo di uno sguardo.
Torno dal mare e dopo 6 ore di auto la prima cosa che ho fatto entrando in casa e' stata aprire il frigorifero e verificare le condizioni di Lili: a parte un po' di bollicine in superficie, il colore non aveva sfumature strane e soprattutto il profumo era sempre buono!
Quindi  ho fatto rinfreschi quotidiani per 3 giorni di fila e Lili e' tornata arzilla come sempre... roba da gonfiarsi e raddoppiare il volume in mezza giornata al fresco...queste si che son soddisfazioni!!! ahahahah!

Venerdi sera allora mi sono messa all'opera e ho deciso di provare questi panini alla birra, la cui ricetta originale prevede l'uso di lievito di birra, ma che io ho convertito in lievito liquido. Il risultato: ottimo!
Vi scrivo gli ingredienti originali e piu' sotto le quantita' e procedimento col lievito liquido...


Stanghette alla birra - da Il pane delle Dolomiti di Richard Ploner
Ingredienti:
400 gr di farina 00
100 gr di farina di orzo integrale
25 ge di lievito di birra
1 cucchiaino di zucchero
250 gr di birra weizen  tiepida
50 gr di burro a dadini
10 gr di sale
cumino e sale grosso

per la soluzione di bicarbonato:
500 gr di acqua
4 cucchiaini di bicarbonato
1 cucchiaino di sale

Ingredienti con lievito liquido:
325 gr di farina 00
100 gr di farina di farro integrale ( non avevo quella di orzo! )
150 gr di Lievito liquido
1 cucchiano di zucchero
175 gr di birra tiepida
50 gr di burro
10 gr di sale
sale nero e semi di sesamo (non avevo il cumino)

Procedimento:
sera ore 21:
Mescolare il lievito liquido con la farina, aggiungere la birra tiepida e lo zucchero e impastare. Aggiungere quindi il burro a pezzetti, il sale e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e morbido.
Cospargere di farina, mettere in una ciotola, coprire con pellicola e lasciare riposare tutta la notte affinche' l'impasto raddoppi.

mattino ore 8:
preparare la soluzione di bicarbonato portando a bollore l'acqua col bicarbonato e il sale.
Posare l'impasto su un piano infarinato e dividerlo in 16 parti formando poi dei filoncini o delle palline (io solo palline). Intingere le palline nella soluzione in ebollizione e ripescarle immediatamente. Appoggiarle sulla placca del forno, incidere la superficie con un paio di tagli, cospargere di sale e semini e lasciar lievitare un paio d'ore.
Cuocere a 180 gradi per circa 20 minuti.


I panini sono morbidissimi, noi li abbiamo mangiati a pranzo con affettati e formaggi, ma sono buoni anche a merenda...devo ammettere che uno l'ho mangiato con un pezzo di cioccolata fondente e il contrasto dolce-salato dei granellini di sale e' incredibile!


Non mi resta che augurarvi un buon inizio di settimana!
un abbraccio e a presto
Paola
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giovedì 19 aprile 2012

I biscotti del lagaccio e incontri bizzarri qua e là!

Sono davanti allo scaffale delle uova, indecisa se prendere la confezione da 6 o quella doppia e mi si avvicina una vecchina tutta arzilla chiedendomi se non c'era la confezione da 2!
"Ma no signora, che è tutto imballo e poca sostanza, prenda almeno quella da 4...."
" E ma 4 son troppe.....non posso esagerare"
"Ma si dai.... tanto le rimangono un pò in frigo e se una settimana esagera, la settimana dopo non ne mangia!"
"Ahaaaa si...devo anche fare il polpettone..."
"Ecco, ha visto, allora 2 non le bastano"
"Si, ha ragione.... e poi sa cosa faccio con gli albumi??? Faccio la maschera per il viso!"
"Ah si???" (e stavo sorridendo, non per schernire, la signora era troppo carina)
"Eh si.... (pausa...mi guarda... sorride) però ho iniziato tardi!!!!"
 Ci siamo fatte una risata! In realtà è stata così  tenera che l'avrei abbracciata e ovviamente le ho detto che era bella così! Fantastica!

Poi esco dal super... diluvia! Spingo il carrello verso la macchina cercando di coprire la spesa, davanti a me una coppia di anziani, lui tiene l'ombrello.... devono essere arrivati alla loro macchina perchè vedo che lui accenna a chiudere l'ombrello e poi si gira e lo squote per bene.... tutto addosso a me!!!! Fantastico??? Mmmm...no!!!


Fantastici invece questi biscotti! Io adoro l'anice e mi piacciono i biscotti da sgranocchiare, questi sono perfetti!!!
Li avevo visti da Federica e subito li ho fatti! Qui di seguito la ricetta con le dosi che ho usato io e il procedimento di Federica.


Biscotti del lagaccio
Ingredienti:
225 gr di farina manitoba
225 gr di farina 00
120 gr di lievito madre (già rinfrescato un paio di volte e maturo)
200 gr di acqua (io 180 perchè uso il lievito liquido)
120 gr di zucchero
120 gr di burro
8 gr di semi di anice
1 cucchiaio di miele (io di Fiori di Campo Rigoni di Asiago)
8 gr di sale

Setacciare insieme le farine.
Sciogliere bene 50gr di zucchero in 70gr di acqua.
Sciogliere nella ciotola dell’impastatrice i restanti 70gr di zucchero in 100gr di acqua, insieme al lievito madre rinfrescato e maturo.
Quando il lievito madre sarà quasi sciolto, inserire il gancio K e aggiungere poca farina, sufficiente ad ottenere un impasto consistente ma ancora molto morbido e, sempre continuando ad impastare, alternare l'acqua con lo zucchero al resto della farina (tenerne da parte 2-3 cucchiai).
Quando l'impasto avrà preso consistenza, aggiungere i restanti 10gr di acqua e subito dopo il sale, seguito dalla farina tenuta da parte.
Impastare fino a che l'impasto si presenterà liscio e incordato.
Sostituire il gancio K con quello a uncino, aggiungere il miele, inserendolo poco alla volta, poi unire il burro morbido in più riprese, fino ad esaurimento e facendo attenzione a che l'impasto non perda l'incordatura.
Ribaltare di tanto in tanto.
Infine aggiungere i semini di anice e lavorare quel poco che basta a distribuirli.
Lasciar lievitare l'impasto per circa 45 minuti coperto con pellicola, formare dei filoncini (io ne ho fatti 4) e porli a lievitare su una placca foderata di carta forno fino al raddoppio (io li ho lasciati nel forno spento con la lampadina accesa per tutta la notte, circa 12 ore).
Infornare a 190°C per circa 30 minuti, fino a che i filoncini risulteranno dorati.
Sfornare e lasciar raffreddare bene, anche fino a 12 ore, quindi tagliare i biscotti in diagonale (a fetta di salame) e rimettere a tostare in forno a 150°C girandoli almeno una volta, fino a che perderanno tutta l'umidità e risulteranno ben asciutti (io li ho lasciti circa un'ora, girandoli 3-4 volte).



Buona giornata
Paola

Ps. Oggi e' il compleanno della mia Flo, la mia amica argentina che vive in Australia! E anche se non leggera' questo post voglio dirle: Ti voglio bene!!!! Buon compleanno!
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lunedì 19 marzo 2012

Colomba ai frutti rossi e cioccolato bianco!

Quest'anno mi son presa un largo anticipo per preparare le colombe, perche' volevo provare una ricetta con lievito madre e perche' avevo un'idea per sostituire i soliti canditi, che adoro, eh....pero' ogni tanto un cambiamento ci vuole! Ho letto un sacco di ricette, poi mi sono basata su quella delle Simili, dal loro "Pane e roba dolce" che ho usato come base per le quantita' degli ingredienti, ma che ho modificato avendo io il lievito liquido e avendo in testa la mia modifica....


Premetto che sembra un lavoro epico e invece basta davvero organizzarsi coi tempi, perche' tra un impasto e l'altro ve la potete davvero dimenticare e dedicarvi ad altro, per questo vi riporto gli orari che ho seguito io, cosi' che vi possano essere d'aiuto!


Colomba con frutti rossi e cioccolato bianco - di piccoLINA

Dosi per 2 colombe da 1Kg + 1 da 500gr oppure 3 colombe da 750 gr.

Venerdi ore 7
50 gr lievito madre liquido
50 gr farina di forza
50 gr acqua
mescolare velocemente con una forchetta, mettere in un bicchiere graduato x verificare il raddoppio (io il bicchiere del minipimer) e tenere in forno con la luce accesa. In 4 ore il composto raddoppia.

ore 11, secondo rinfresco:
50 gr del primo rinfresco
50 gr farina di forza
50 gr acqua
Procedere come sopra.

ore 16 terzo rinfresco:
90 gr del secondo rinfresco
90 gr di farina di forza
90 gr di acqua

ore 20 primo impasto:
tutto il terzo rinfresco
225 gr burro morbido
225 gr zucchero
350 gr latte a temperatura ambiente
2 uova
4 tuorli
1 kg farina di forza (io Manitoba Molino Chiavazza)

Nel Ken (se non avete l'impastatrice lasciate perdere, e' un lavoro faticosissimo! Parlo per esperienza)mettete tutto il terzo rinfresco e aggiungete un po' di farina alternata con lo zucchero, poi il latte, altra farina, le uova e i tuorli e finite con la restante farina! Lasciate impastare almeno 15-20 minuti, l'impasto deve incordare, diventare lucido e avvolgersi completamente attorno al gancio. Ora unite il burro a pezzetti e lasciate incorporare all'altro impasto. Coprite quindi la ciotola del ken con pellicola e riponetela nel forno spento a riposare tutta la notte. L'impasto raddoppiera'!

Sabato mattina, ore 8, secondo impasto:
50 gr zucchero a velo
60 gr burro
50 gr di cioccolato bianco tritato col coltello
250 gr di frutti rossi essiccati (cranberry, ciliegie e mirtilli)
2 tuorli
8 gr di sale ,circa un cucchiaino colmo
1 cucchiaio di estratto di vaniglia

Sgonfiare l'impasto nella ciotola e aggiungere tutti gli altri ingredienti, io stavolta ho diviso l'impasto a meta' e ho aggiunto meta' degli ingredienti del secondo impasto e poi ripetuto con l'altra meta' di impasto, perche' il mio Ken aveva intenzioni suicide....
Una volta completato il tutto, ho riunito i due mezzi impasti e li ho messi a riposare per circa mezz'ora, poi li ho divisi, pesati e messi a lievitare nei contenitori di carta, 2 da 1 Kg e 1 da mezzo Kg. Appogiati sulle teglie rigide e messi in forno con la luce accesa a lievitare.
Ci hanno impiegato circa 9 ore a raggiungere il bordo dello stampo, ma i tempi variano a seconda della forza che aveva il lievito dopo i rinfreschi e anche in base al suo umore... comunque abbiate pazienza e prima o poi i contenitori risulteranno completamente pieni!

A questo punto rimane solo la glassa da preparare:
75 gr di mandorle e nocciole miste
150 gr zucchero
albume q.b.

Frullare la frutta secca con lo zucchero e aggiungere albume 1 cucchiaio alla volta fino ad ottenere una consistenza cremosa. Versare la glassa sulle colombe facendo molta attenzione a non farle sgonfiarle! Aggiungere della mandorle intere e se volete anche la granella di zucchero, io non l'ho messa.
Infornare a 170 gradi e cuocere circa 40 minuti. Dopo mezz'ora coprite con un foglio d'alluminio per non far colorire troppo la superficie delle colombe!
Io ho fatto due infornate per non rischiare che cuocessero male, anche se ho usato la funzione ventilato, ma dopo 2 giorni di amorevoli cure dell'impasto non me la sentivo di rischiare alla fine!

Appena sfornate, infilzate le colombe con degli spiedi (io uso degli aghi da maglia) e capovolgetele, cosi' non collasseranno. Una volta fredde conservatele in appositi sacchetti di plastica ben sigillati.

Io la colombina piccola l'ho tagliata e assaggiata appena fredda, non potevo resistere un attimo in piu'! Le colombe grosse invece le ho avvolte in carta d'alluminio, dentro una busta e messe in freezer.
Questa delle foto e' una reduce da scongelamento, sabato sera infatti l'ho tolta dal congelatore e ieri l'ho portata al mio babbo per festeggiare la sua festa (dato che oggi lavoro e non lo vedo) , era davvero come appena sfornata! Qui un primo piano della fetta, guardate che bella alveolatura!!!!
(si capisce che sono molto orgogliosa del risultato? :-p)



Un augurio speciale a tutti papa', in primis al mio!:-)

A presto
Paola

PS. con questa ricetta partecipo alal contest  di Therese: la Pasqua a tavola


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venerdì 9 marzo 2012

Crackers a lievitazione naturale.




Vi ricordate di Identita' Golose e del lievito arzillissimo che avevo ricevuto da Simone Salvini????
Bene... il lievito in questione ha una grinta incredibile e mi da un sacco di soddisfazioni!!!!
Diversamente da quello che avevo in precedenza, di lontana discendenza delle sorelle Simili, questo lo rinfresco con pari peso di acqua e farina, cosi' che la sua consistenza e' cremosa, decisamente piu' liquida e per questo al telefono con Mr.Pins abbiamo iniziato a chiamarlo LiLi (Lievito Liquido).
Il rovescio della medaglia di questo Lili tanto attivo, e' che mi tocca panificare 2 volte alla settimana e sto diventando una sorta di Pina Fantozzi, col freezer pieno di pane (e guai ai primo che ride per il riferimento alla Pina!!!!).... allora sto cercando delle alternative alle solite pagnotte e per questo giro mi son giocata i crackers, ricetta delle Simili che davvero non ne sbagliano  una!


Crackers a lievitazione naturale - dal libro Pane e roba dolce, delle Simili
Ingredienti:
300 g lievito madre rinfrescato dalla sera prima,
60 g burro morbido,
30 g strutto,
250 g farina,
120 ml acqua,
2 cucchiaini di sale.

Fare la fontana con la farina, mettervi al centro il lievito a pezzetti, i grassi e il sale. Aggiungere l’acqua, sciogliere il tutto e amalgamare bene, lavorando per almeno 8-10’: la pasta dovrà risultare non troppo soda.
Lasciarla lievitare per 3-4 h, finché si sarà un poco gonfiata.
Tirarla molto sottile, tagliarla in piccoli quadrati o rettangoli, bucherellarli con i rebbi di una forchetta e cuocerli in forno a 190 °C per 10’.
Volendo si può cospargerne la superficie con sale grosso o con semi di sesamo, papavero o finocchio. I semi possono anche essere aggiunti all’impasto.

E’ interessante notare come in questo impasto, che non deve lievitare molto, le Simili aggiungano il sale e i grassi direttamente al lievito.

Avendo io un lievito piu' liquido, ho ridotto leggermente la quantita' di acqua rispetto alla ricetta, invece di 120 ml ne ho usati solo 80!
Ho steso l'impasto col mattarello,  dopo aver tirato la sfoglia delle tagliatelle e' stato un gioco da ragazzi! 
Tagliato i rettangoli con la rotella della pizza e i tondi con un bicchiere!
La prossima volta (perche' ci sara' di certo) voglio provare a mettere delle erbe nell'impasto, magari del rosmarino fresco tritato o della salvia in povere!


I crackers sono fragranti e croccanti e si mantengono ottimi per giorni se li conservate in una scatola di latta!
E a breve un panbrioche col mio Lili!!!!

Con questa ricetta partecipo al contest di Polvere di peperoncino: The foodbook


Un abbraccio
Paola
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lunedì 20 febbraio 2012

Patè patè.... non son degno di te!

Da quando sono stata a Identità Golose ed ho ascoltato la conferenza di Pietro Leemann non riesco a togliermi dalla testa quel fantastico patè che avevo assaggiato in un piatto ideato da lui, dal nome  "O mio caro pianeta" ...nientemeno!


Il medaglione di patè in quesione era appoggiato su un crostino di panettone e coperto poi da una chips di verza croccante e dolce!
Di ritorno da Identità Golose, accendo il pc per andare a scoprire il tema dell'MTC di febbraio e cosa scopro???? Che il tema era il patè! Questa si che è una meravigliosa coincidenza! Sono andata a leggermi per bene tutto il post di Bucci e in un attimo avevo deciso che avrei tentato di riprodurre il patè di verdure di Pietro...consapevole che anche nella migliore delle ipotesi non avrei mai ottenuto un patè buono quanto il suo, ma questa è una sfida, un gioco... e allora ho deciso di giocare con il mio patè indegno...ahahah!

Grandissima impresa per me, una carnivora felice che ha sempre avuto un brutto rapporto con le verdure che tuttavia ha ampiamente rivalutato con l'età, arrivando addirittura ad apprezzarle!
Ma in casa ci son comunque due belve (e già il nomignolo la dice lunga anche sulle loro identità golose) in età da divieto di verdura! Guai a proporre una minestrina o un bel passato! Non parliamo poi di contorni che vadano oltre le patatine fritte, perchè tutto il resto della verdura è triste, insapore, immangiabile e vi risparmio gli aggettivi più gettonati!
Ma ho deciso che farò questo patè di verdura e cascasse il mondo, lo mangeranno anche loro!
Il barbatrucco è cucinare quando loro non sono in casa! Perchè poi se arrivano e sono affamati mangiano zitti, apprezzando anche....finchè non sanno, sia chiaro!
E così ho fatto anche stavolta!
Gli ho servito questo patè spalmato su fette di pane appena sfornato,  decorato con una chips di verza che ha superato dapprima l'esame tattile e ha guadagnato punti quando si sono accorti che era croccante! Poi è stata anche assaggiata e la nota dolce è stata una bella sorpresa anche per loro.


Patè di verdure goloso! - di piccoLINA
Ingredienti:
3 carote
50 gr di broccoletti
50 gr di cavolfiore
1 porro piccolo
1 foglia di verza 
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
3 foglie di salvia
rosmarino (abbondante)
1/2 cucchiaino di sumak
1 punta di cucchiaino di kofte
1 spolverata di pepe
100 gr di burro
granella di  pistacchi per decorare

Ho sbollentato il cavolfiore, i broccoletti e le carote in acqua salata.
In una pentola antiaderente con un filo d'olio ho stufato poi il porro a rondelle, la verza ridotta a striscioline, le carote a dadini, i cavolfiori e i broccoletti, aggiungendo  il concentrato di pomodoro, la salvia, le spezie e aggiungendo man mano qualche cucchiaio dell'acqua in cui avevo sbollentato la verdura e portando a cottura. Frullato il tutto con il minipimer e lasciato intiepidire.
Aggiunto ora il burro morbido e mescolato il composto per amalgamare tutto, ho dato anche un'altra passata col minipimer. Versato in stampi di silicone (io questo della Pavoni) e messo in frigo a rassodare!

Chips di verza croccanti e dolci - come le ho fatte io!
Lavare una foglia di verza e tagliarla a triangoli, quindi tuffarli in acqua bollente zuccherata (io 1 lt di acqua con 3 cucchiai di zucchero) e lasciarli in acqua circa 5 minuti. Scolare e mettere in forno ad asciugare!
Fare attenzione (io ho bruciato tutta la prima infornata!), il forno non deve essere altissimo e soprattutto spegnetelo quando infornate le verze. In circa mezz'ora le verze saranno asciutte e croccante.

Pane semplice - di piccoLINA
250 gr di lievito madre
150 gr di farina di grano duro
250 gr di farina 00
acqua (io circa 190 ml)
1 cucchiano di sale
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di olio evo

Il mio lievito madre è molto liquido dato che lo rinfresco con pari peso di acqua e farina, per questo motivo la dose di acqua che aggiungo agli impasti può sembrare poca; ed è anche arzillissimo, riesco a impastare il pane la sera tardi e cuocerlo la mattina appena alzata! Tutti gli ingredienti nel ken, impasto per circa 10 minuti e metto a lievitare in forno con la lucina accesa. Al raddoppio (circa 6 ore) cuocio a 180 gradi per circa 40 minuti!

Ne è uscito un antipasto davvero gustoso che ha superato le mie più rosee aspettative!


Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio!!!!


Un abbraccio
Paola
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giovedì 14 ottobre 2010

Pan Tramvai


Oggi vi racconto un'altra storia di Brianza!
Una storia che ho scoperto da poco grazie a Fausto, un mio carissimo, carissimo amico, che oltre ad ascoltare pazientemente i miei deliri, farmi compagnia in spassose pause pranzo ed esserci sempre al momento giusto con la parola giusta, spesso e volentieri mi da consigli e spunti interessanti per il blog.
Cosi' un giorno mi parla di questo Pan Tramvai raccontandomi che veniva acquistato con il resto del biglietto del tram sulla linea Milano-Monza gia' nel 1899.
Mi sono molto incuriosita e cosi' mi sono documentata in rete, trovando pero' notizie contrastanti! Pare infatti che in origine il pan tramvai fosse quello che ancora oggi chiamiamo Pan cun l'uga, il pane con l'uva, un impasto semplice di pasta di pane, poco dolce, pieno, pienissimo di uvetta sultanina ammollata nello zibibbo! Un pane che io letteralmente ADORO!
Altri pero' chiamano pan tramvai un dolce che era ritenuto il panettone dei poveri, perche' non tutte le famiglie a Natale potevano permettersi il classico panettone, quindi compravano il pan tramvai, un lievitato con uvette, noci e fichi secchi.
Ecco, proprio quest'ultima versione e' stata registrata come pan tramvai, con tanto di logo e documento della camera di commercio di Monza che ne descrive le caratteristiche di ingredienti e lavorazione! Ad esempio, le farine devono essere prodotte da mulini che non utilizzano acido ascorbico e monodigliceridi degli acidi grassi, il lievito deve essere assolutamente lievito madre, le percentuali di uvetta e di materia grassa (burro - NO grassi vegetali) nell'impasto totale devono essere del 40%, assolutamente vietati prodotti OGM. Tutti gli ingredienti possono essere reperiti da produttori riconosciuti dal Comitato dei Maestri Pasticceri della Brianza.
Ma poteva Fausto lasciarmi con solo la storiella del Pan Tramvai??? Certo che noooo!!!
No, lui mi invita a pranzare insieme per aggiornarci sulle sue ultime vacanze, i miei esperimenti in cucina, le scarpine di calcio delle mie belve, le parole nuove inventate da Marco (il pipino) e le urla da aquilotta di Silvia (la pipina di 2 mesi) i suoi bimbi favolosi e.... mi porta un intero Pan Tramvai! Grande! Decidiamo che lo porto a casa integro, gli faccio il servizio fotografico per il blog e lo riporto la mattina successiva, gia' affettato, per fare colazione insieme! E cosi' e' stato!


Purtroppo non so dire quale sia la ricetta precisa e pesata del Pan Tramvai, ho solo un elenco di ingredienti:

Pan Tramvai
farina, acqua, zucchero, uova, burro, uvetta sultanina, lievito madre, sale, miele, malto, vaniglia, noci e fichi secchi.

Mi e' piaciuto molto, e' soffice e non troppo dolce; poi i fichi e le noci nell'impasto a me piacciono SEMPRE!
Magari provero' a farlo per tentare di capire le quantita'...piu' o meno! Sara' comunque un Simil-Pan Tramvai!
Buona giornata
Paola
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martedì 22 giugno 2010

Crisp rolls


Da quando e' iniziata l'avventura del blog, mi son trovata catapultata in un mondo prima sconosciuto e con un linguaggio tutto suo che ancora non mi e' molto familiare...
Quindi ho iniziato a prender confidenza con parole tipo Giveaway, Contest, blog Candy, Swap... e non di tutti sono certa di aver capito il significato! Ma la parola che piu' di altre mi ha colpito e, devo ammetterlo, mi fa anche ammazzare dal ridere (ma non so spiegare il perche') e' il termine appetizer. Che fa tanta scena ma alla fine si tratta del caro vecchio antipasto, aperitivo, spezzafame, stuzzichino!
Ecco...io dico...abbiamo una parola tanto carina come stuzzichino e dobbiamo andare a complicarci la vita con gli appetizer??? Vabbe'... esiste la liberta' d'espressione e proprio per questo io continuero' a ridere leggendo appetizer e continuero' a chiamare i miei stuzzichini!!! :-)
Quindi vi parlo di questi stuzzichini la cui ricetta mi e' stata raccontata al telefono da un caro amico, Stefano, il gentleman, Mr. Pins!
Io come primo esperimento ho diminuito le dosi, ma il risultato e' ottimo, quindi la prossima volta aumento!
I crisp rolls alla fine non sono altro che dei piccoli panini tondi che dopo cottura vengono tagliati a meta' e tostati in forno fino a diventare ben secchi e croccanti, poi si conservano in scatole di latta e sono un ottimo stuzzichino perche' si possono farcire in mille modi diversi, vi riporto pari pari le parole di un'amica: "Sono libidinosi con burro e salmone affumicato o con le cremine strapiene di maionese ... I più 'morigerati' li spalmano con la confettura.. andrebbe sempre la base di burro..."
Sono un'ottima soluzione in caso di ospiti improvvisi. Stefano mi diceva che si possono usare anche come le friselle e in effetti ieri sera ne ho assaggiati alcuni ammollati nel pomodoro e sono favolosi. Fanno da base per bruschette, si possono aggiungere alle creme di verdura, insomma...c'e' da sbizzarrirsi!
E risolvono anche un "problema" che a volte si presenta rinfrescando il lievito madre... cosa ci faccio con gli avanzi di rinfresco se non devo panificare? Semplice...si rinfresca di nuovo, poi si impasta con altra farina, acqua, sale, si lascia lievitare, e si fanno i crisp rolls... qui di seguito come li ho fatti io!

Crisp rolls - da un'idea di Stefano
Ingredienti:
180 gr di lievito madre avanzato da un rinfresco
180 gr di manitoba
90 gr di acqua

Rinfrescare il lievito madre, si otterra' quindi un panetto di 450 gr. di lievito madre.

200 gr di farina 00
200 gr di farna integrale
100-120 gr di acqua
12 gr di sale
2 cucchiai d'olio extra vergine

Nell'impastatrice lavorare il panetto di lievito madre con le farine mischiate, aggiungere l'acqua e far assorbire. Aggiungere quindi l'olio e il sale in ultimo. Lasciar lavorare l'impasto per una decina di minuti, quindi spegnere l'impastatrice e lasciare il tutto nella ciotola, coperto, fino a raddoppio (a me ci son volute 4 ore, era una giornata fredda). Prendere quindi dei piccoli pezzi di pasta, fare delle palline (di circa 4 cm di diametro) e adagiarle sulla placca del forno coperta di carta forno. Infornare a 180 gradi per circa 20 minuti, ma qui dipende sempre dal forno, nel mio i tempi sono stati questi... ognuno conosce il proprio forno.
Sfornare e appena i panini sono maneggiabili, tagliarli con un coltello a lama seghettata e porre i mezzi panini con il lato tagliato rivolto alla teglia. Rimettere in forno fino a tostatura (circa 15 minuti).
Lasciar raffreddare e riporre in una scatola di latta e il gioco e' fatto!

E siccome e' da stamattina che litico col blog x pubblicare questo messaggio... approfitto per fare tanti tantissimi auguri a Miri per il suo compleanno e a Nadia di pronta guarigione!!!

Baci baci
Paola
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lunedì 22 febbraio 2010

UN'ALTRA BUONA RICETTINA DELLA PICCOLINA
















Un pò datata ma sempre attuale, se qualcuno se l'è persa, eccola qui!!
Una ricetta della padrona di casa.

Tengo a precisare che sia le foto sia la ricetta sia l'esecuzione di quanto
riportato in questo post è farina del sacco di PiccoLina!!


Così ha scritto la ricetta PiccoLina:

".........ho cotto questo pane che e' risultato moooolto buono, cosi' vi metto la ricetta. Avevo un po' di avanzi di farine da finire e cosi'....
Ore 17.30 ho rinfrescato il mio LM che stava in frigo da 4 giorni con pari peso di farina e 1/2 di acqua.
Dal totale del rinfresco ho tolto 100 gr che ho messo in una ciotola in forno (spento) e il resto e' tornato in frigo.
Ore 21.00 ho ripreso il panetto dal forno, che nel frattempo si era un pochino gonfiato, e l'ho impastato con altri 100 gr di farina 00 e 50 gr di acqua.
A questo punto l'ho messo nella ciotola del Ken e l'ho coperto con tutta la farina che avevo miscelato dagli avanzi:
60 gr di farina di grano duro
100 gr di farina integrale
500 gr di farina 00
Le tre farine mescolate e rovesciate sopra il panetto nel Ken.
Ho dato la buonanotte e sono andata a nanna!
Ore 7.00: la mattina il panetto sbucava alto alto da sopra le farine, era lievitatissimo e felice!!! Ho acceso il Ken e impastato quindi tutto il contenuto con 350 gr di acqua tiepida, 2 cucchiaini di sale e 1 cucchiaino di malto.
Quando il composto era ben amalgamato e sodo, l'ho spianato sul tavolo e cosparso di noci e nocciole spezzettate grossolanamente. Arrotolato e formato un salamotto. Ho inciso la superficie con dei tagli diagonali e l'ho messo a lievitare sulla placca del forno su un foglio di carta forno. Ai lati ho piazzato due pacchi di farina cosi' che il salamotto crescesse in altezza e non si allargasse.
Sono andata in ufficio!
Ore 19.30: Rientro e il panone era bello gonfio e lievitato! Ho acceso il forno a 200 gradi e l'ho cotto x 10 minuti, poi ho abbassato a 180 e proseguito la cottura x altri 35-40 minuti!

E' venuto con una bella crosta croccante e la mollica tutta alveolata e morbida!
Quando mordi la parte con la noce ti arriva il retrogusto amarognolo.
Stamattina l'ho tagliato a fette e cosparso di miele! Un'ottima colazione, ma credo che stasera a cena con i formaggi sara' altrettanto buono!"
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martedì 16 febbraio 2010

Se son rose...

Esiste per tutti una ricetta che tanto ci incuriosisce quanto ci intimorisce...
Io, se devo dirla tutta, ne ho tantissime di queste ricette e una è la Torta di rose!
Già dai tempi in cui frequentavo CI ne avevo sentito parlare e mi ero salvata la ricetta promettendomi di farla un giorno. Poi ultimamente al super dove faccio abitualmente la spesa, sugli scaffali delle offerte c'è sempre una Torta di rose che solo a vederla mi rubava gli occhi! Ho resistito una volta, forse due...alla terza mi è saltata nel carrello e l'ho assaggiata, finalmente! Buona, devo ammettere che l'ho trovata davvero ottima. Sembrava anche un prodotto pseudo artigianale, prodotto da una dolciaria qui in zona, ma non proveniente da una grande catena.
Poi venerdì è successo che.... avevo appuntamento col bimbo e il suo rinfresco! Stavo pensando a un filone di pane un pò diverso quando mi son detta: " perchè non provare la torta di rose???"...detto, fatto! Navigando in rete ho scaricato la ricetta (perchè il mio archivio ricette è in ufficio!)che però prevedeva l'uso del lievito di birra, invece io ho voluto mettere alla prova la confidenza che ho preso col lievito madre!
Questa la mia versione!

Torta di rose con Lievito Madre - di piccoLINA
Ingredienti:
230 gr di lievito madre rinfrescato 4 ore prima
350 gr di farina 0
150 gr di farina 00
140 gr di zucchero
2 uova
80 gr di burro fuso
130 ml di latte tiepido
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaino raso di sale
la scorza grattugiata di un'arancia

Per la crema:
100 gr di burro a temperatura ambiente
100 gr di zucchero

Avevo rinfrescato il lievito madre che avevo in frigo e 230 gr li ho lasciato a temperatura ambiente per circa 4 ore per farlo lievitare.
Quindi ho messo il lievito nella ciotola del ken e ho aggiunto la farina e iniziato a impastare. Ho aggiunto quindi lo zucchero, la vaniglia, la scorza di arancia grattugiata e le uova e lasciato amalgamare per bene l'impasto. Ho aggiunto il latte tiepido e lavorato il tutto per una decina di minuti.
Il burro l'ho messo alla fine, a cucchiaiate, lasciando assorbire prima di aggiungerne altro e poi lavorando fino ad avere un impasto ben incordato, tutto avvolto attorno al gancio (circa 20 minuti).
Ho steso quindi l'impasto in un rettangolo di circa 35x50 cm e ho spalmato tutta la superficie con la crema preparata mescolando con una frusta il burro morbido con lo zucchero. Ho arrotolato sul lato lungo ottenendo quindi un salamone che ho poi tagliato in 9 pezzi e disposti in una teglia (coperta di cartaforno) a lievitare.
Nota: ho usato una teglia molto grande, 30 cm di diametro, la prossima volta ne userò una più piccola in modo che l'impasto si sviluppi maggiormente in altezza.
A questo punto ho messo la teglia in forno spento a lievitare. Erano le 21. Stamattina alle 8.30 la torta di rose era ben lievitata e pronta per essere cotta. Ho acceso il forno a 170 gradi e infornato. Cotto per 30 minuti, ma la prossima volta imposterò 160 gradi solo 20 minuti.
Devo ammettere che l'aspetto non somiglia molto a quella che avevo comprato che era moooolto alta, ma il sapore mi ha ugualmente soddisfatta! Confermo quanto avevo letto riguardo questa torta "ha un grosso difetto: non smetteresti mai di mangiarla!"


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sabato 6 febbraio 2010

Filone mezzo sciocco!

Ho cambiato frigo, per 2 volte nel giro di 1 mese...(non male come media)!
Il mio mi aveva improvvisamente abbandonata e così ne ho preso uno nuovo, me lo consegnano ed era più piccolo di 10 cm rispetto l'incasso dove doveva entrare, così ho chiesto che venisse sostituito e ieri finalmente è arrivato il frigo giusto!!
Cosa c'entra tutta sta roba col filone??? Niente! Ma da quando ho il frigo nuovo ho più tregua con il bimbo, visto che questo ha le temperature digitali e ora è impostato su 7 gradi, mentre credo che quello vecchio fosse un tantino più "caldo" quindi il lievito ogni giorno voleva un rinfreschino!!!! Ora se ne parla ogni 3 o 4....direi molto più ragionevole, anche perchè il mio freezer iniziava a diventare come quello di Pina Fantozzi innamorata del fornaio....ahahahah!!!!
Così stamattina ho cotto questo bel filone, mezzo sciocco perchè un cucchiaino di sale nell'impasto gliel'ho messo. Soddisfatissima del risultato anche se devo lavorare ancora sulla forma!

Filone mezzo sciocco - di piccoLINA
240 gr di lievito madre appena rinfrescato
400 gr di farina 00
100 gr di farina 0
250 gr di acqua
10 gr di fiocchi di patate
2 cucchiaini di farina di mais fioretto
1 cucchiaino di sale
3 cucchiai di olio evo

Ore 15.00 circa
Ho rinfrescato il lievito che avevo in frigo e ne ho tenuti da parte 240 gr, messi in una ciotola dentro al forno con la lucina accesa a lievitare.
Ore 20.00 circa
Ho messo nella ciotola del Ken il lievito ben gonfio, ho aggiunto le farine e i fiocchi di patate, il sale, l'acqua e l'olio. Ho impastato il tutto per una decina di minuti. Ho proseguito poi a mano cercando quindi di dare la forma al filone che volevo ottenere.
Ho messo quindi questo salamotto ottenuto sulla placca ricoperta di carta forno e ai lati, sollevando la cartaforno, ho appoggiato delle bottigliette di acqua che facessero da argine al pane in lievitazione! In forno a lucina spenta, dimenticato lì tutta la notte!
Il filone in questione, è solo mezzo sciocco anche perchè lievitando ha spostato le bottigliette fregandosene bellamente del fatto che io lo volessi bello alto e tondo, lui no! Il furbone ha voluto allargarsi e fare poca pancia! Poco male....
Alle 8 di stamattina era comunque ben lievitato; ho acceso il forno a 170 gradi e cotto per circa 45 minuti!

Baciiii
P.
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giovedì 21 gennaio 2010

ChioccioLINA dolce

Finalmente sono in sintonia col mio Lievito Madre!!!
Per essere sincera sono io che mi sono dovuta sintonizzare ai suoi ritmi....il bimbo e' arzillissimo e devo rinfrescarlo ogni 2 giorni, quindi pane a go-go e finalmente dalla bocca di mio fratello (che ho deciso di soprannominare "il SignorNO") e' uscita la tanto agognata frase: "Questo si che ti e' venuto bene, non hai mai fatto un pane tanto buono!". Insomma, per me vale come un Oscar.
Comunque a volte provo ad inventarmi qualcosa di alternativo, come questo pane semi integrale, semi dolce, ottimo per la colazione! La ricetta l'ho improvvisata al momento, ma con un quaderno sotto mano per prender nota di pesi e misure in caso di successo.
Siccome e' stato promosso da tutti gli assaggiatori, ve la riporto pari pari!

Chiocciola dolce - di piccoLINA
Ingredienti:
220 gr di lievito madre
350 gr di farina 00
100 gr di farina integrale
180 gr di acqua (oppure latte)
90 gr di zucchero
50 gr di burro a temperatura ambiente
1 uovo
1 cucchiaino raso di sale

per il ripieno:
200 gr di marmellata di arance
100 gr di cioccolato fondente spezzettato

Avevo nel frigo il mio barattolo con 150 gr di lievito madre.
La sera, alle 20 l'ho rinfrescato con pari peso di farina Manitoba e meta' di acqua. Ho rimesso in frigo 150 gr di lievito rinfrescato e il rimanente, 220 gr, l'ho messo nella ciotola del Ken e l'ho coperto con i 350 gr di farina bianca e 100 di integrale e l'ho lasciato li' per tutta la notte.
La mattina alle 7.30 ho trovato il panetto bello alto e lievitato che faceva capolino sopra le farine.
Ho inserito il gancio e impastato aggiungendo l'acqua, lo zucchero, il sale, l'uovo e fatto incordare.
Poi ho aggiunto il burro e impastato finche' non e' stato assorbito tutto e l'impasto era bello elastico e lucido.
Ho steso l'impasto in un rettangolo e quindi l'ho spalmato con la marmellata di arance e cosparso con il cioccolato tagliato grossolanamente. Arrotolato il tutto e messo sulla placca del forno a lievitare. A questo punto sono andata in ufficio e ho lasciato il salamotto li nel forno, ma senza lucina considerando che sarei rimasta fuori casa tutta la giornata e non volevo rischiare che il caldo lo facesse lievitare troppo in fretta e addirittura passare di lievitazione.
La sera sono rientrata alle 18, ho acceso il forno, portato a 180 gradi e cotto il panone per circa 40 minuti.
Da rifare sicuramente, buono! E intanto sto pensando a una variante salata... vi terro' aggiornati.

Buona giornata
P.
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venerdì 11 dicembre 2009

Pane rustico


Causa tantissimi rinfreschi per il tentativo (riuscitino, piu' o meno) di sfornare un panettone casalingo, mi sono ritrovata con tantissimo lievito madre, in teoria abbastanza arzillo, e idee ZERO su come riutilizzarlo! Ho provato a fare i biscotti del lagaccio.... sono usciti una ciofeca e sono finiti direttamente in pattumiera nonostante detesti buttare cibo!
Insomma, con 500 grammi di LM che ci faccio??? L'ho anche assaggiato e il sapore era buono, per nulla acido, quindi mi son detta....perche' non provare a fare un pane, anche insipido (ho ancora ben presente il sapore fantastico del pane "sciocco" mangiato a Firenze)aggiungendo degli avanzi di farina???? Avevo giusto un sacchettino con dei residui di farina di grano saraceno, ho optato per quella!
Quindi:
Pane rustico (ricetta ssolutamente improvvisata)

500 gr di lievito madre appena rinfrescato
300 gr di farina di grano saraceno
150 gr di acqua
2 cucchiai di semi di anice
2 cucchiai di olio extra vergine
1/2 cucchiaio di sale

Tutto nel ken, aggiungendo l'olio solo verso la fine. Ho lasciato impastare un po', poi a mano l'ho avvolto facendo una specie di salame corto e ciccio, ho fatto dei tagli sulla superficie e l'ho messo a lievitare in forno con la lucina accesa.
Me lo sono dimenticato li' per circa 6 ore, poi ho acceso il forno a 200 gradi, messo una bacinella con dell'acqua per umidificare l'ambiente e poi ho cotto il panone per circa mezz'ora, finche' picchiandolo non produceva un suono vuoto.
Il profumo che emanava era davvero buono, mi ricorda il pane scuro che si trova in montagna! L'interno e' molto mollicoso, ma mi piace. E' proprio rustico, la farina di grano saraceno e' piuttosto "grezza". L'anice gli ha dato un profumo e un sapore davvero particolare. L'ho assaggiato come accompagnamento a formaggi e mi sembra molto indicato. Ma anche la mattina una fetta spalmata di marmellata mi e' sembrata ottima!


Buona giornata
Paola
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