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venerdì 14 novembre 2025

BOEUF BOURGUIGNON DA MEAT DI VALÉRY DROUET & PIERRE-LOUIS VIEL

 di Vittoria Traversa



Ero bambina negli anni 60 e 70, quando il benessere sociale si materializzava in “carne in tavola due volte al giorno” a costo di trovarsi nel piatto l’odiata “fettina” grigia e durissima.

Una sofferenza, perché a me la carne piace, tanto! Ma quella “vera” come una bistecca alta poco cotta, una tartare, un arrosto, una grigliata. Inoltre ho una passione per il quinto quarto, in tutte le sue forme e ricette!
Però gli anni passano e sento sempre meno l’esigenza di mangiare carne. In modo naturale, senza forzature, senza dogmi o proclami, ne ho diminuito drasticamente il consumo. Per questo, le poche volte che la metto in tavola deve essere speciale, non tanto per il taglio nobile, ma per il risultato finale che deve farmi felice.


Quando, con le amiche di @cook_my_books, abbiamo sfogliato MEAT di VALÉRY DROUET @valerydrouetfood & PIERRE-LOUIS VIEL @viel.pierrelouis, non ho avuto dubbi su quale ricetta provare.

È
un grande classico della cucina francese, Il BOEUF BOURGUIGNON, dove la carne è sicuramente la protagonista assoluta insieme al vino rosso, corposo profumatissimo. Il tempo, il calore e il vino compiono la magia di trasformare tagli di carne secondari ricchi di cartilagini e tessuto connettivo, in una delizia morbida e saporita, con un sugo denso e vellutato che deve essere glorificato sopra una polenta fumante o un morbido purè.

 

 

BOEUF BOURGUIGNON

 


Per 6 persone

1,6 kg di manzo da spezzatino, tagliato a pezzi grandi
1 cipolla gialla grande
1 carota
3 cucchiai di olio vegetale
60 g di farina 00
1 bottiglia di vino rosso
500 ml di brodo di vitello
2 rametti di timo
1 foglia di alloro
800 g di funghi champignon
80 g di burro
500 g di cipolline piccole borrettane pulite (o cipollotti)
3 fette di pancetta spesse 8-10 mm
Sale e pepe macinato fresco
    

Sbucciate e affettate finemente la cipolla e la carota.

Scaldate l'olio in una casseruola molto capiente e rosolate la carne su tutti i lati a fuoco vivo. Aggiungete la cipolla e cuocete per 3 minuti. Cospargete con la farina e condite con sale e pepe. Cuocete per 3 minuti a fuoco vivo, girando la carne per ricoprirla completamente con il composto di farina e olio.

Versate il vino nella casseruola, portate a ebollizione e cuocete per 5 minuti. Aggiungete il brodo di vitello, la carota, il timo e l'alloro. Cuocete coperto per 1 ora e 30 minuti a fuoco basso, schiumando regolarmente la superficie.

Nel frattempo, pulite i funghi e tagliateli in quattro. Sciogliete metà burro in una padella, aggiungete i funghi e cuoceteli per 10 minuti. Condite con sale e pepe.

Scaldate il burro rimanente in una casseruola capiente e cuocete le cipolline per 5 minuti. Versate acqua sufficiente a coprirle. Adagiate un foglio di carta siliconata sopra e cuocete per 10 minuti a fuoco medio.

Tagliate la pancetta a striscioline e rosolatele in padella per 5 minuti a fuoco vivo poi eliminate il grasso in eccesso.

Dopo 1 ora e 30 di cottura della carne, controllate il sale, quindi aggiungete le cipolline, le striscioline di pancetta e i funghi. Coprite e cuocete per altri 45 minuti a fuoco bassissimo, mescolando frequentemente.

Servite il Boeuf Bourguignon molto caldo con patate al vapore, purè o polenta.



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books


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sabato 27 gennaio 2024

BOURGUIGNON DI FUNGHI CREMINI CON PURE’ DI FAGIOLI BIANCHI PER IL CLUB DEL 27

Di Vittoria

Riparte il CLUB DEL 27 di MTCALLENGE, in questo mese di Gennaio, che tutto il mondo dedica sempre più alla cucina vegetariana e vegana e anche noi lo dedichiamo alla scoperta di una cucina senza proteine animali.



Le ricette sono tratte da
15 Minutes Vegan Comfort Food” di Katy Beskow. Lei ci propone una cucina vegana veloce, con ingredienti facili da reperire nei supermercati e una serie di ricette conviviali e casalinghe, alcune che rispolverano i classici della cucina, in versione veg., perfette per una sera in famiglia o per una cena informale con cari amici. Ovviamente sono ricette molto comuni e “di casa” soprattutto per il pubblico americano, ma anche noi abbiamo trovato piatti perfetti per le nostre abitudini.

Oggi sul blog di MTChallenge trovate quelle che abbiamo provato per voi. Meritano ttte di essere provate! Fatele e raccontateci com'è andata.
L’anno scorso a gennaio avevamo provato un altro libro, sempre di Katy Beskow, “Ricette veloci vegane”, trovate i link alle ricette QUI 


TESSERA N:19


Premetto che non sono vegana, ma non mi dispiace mangiare meno proteine animali. Mi piace molto la cucina vegetariana, meno la vegana, che trovo più “difficile” da tanti punti di vista, da quello nutrizionale a quello tecnico per esempio.

Leggendo le ricette, sono partita davvero prevenuta sulla riuscita, ma mi sono dovuta ricredere assolutamente. Questo per esempio risulta un piatto delizioso, che non fa sentire l’assenza della carne. Funghi cremini, scalogno ed erbe aromatiche cotti nel vino rosso fino ad avere un intingolo saporito e corposo. Una sorprendente e deliziosa versione vegana del bouef bourguignonne!

Il purè di fagioli con cui viene servito è assolutamente fantastico e verrà inserito nelle mie ricette da rifare in varie occasioni.

 

BOURGUIGNON DI FUNGHI CREMINI
Chestnut mushroom bourguignon

 


Per 4 persone

2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
600 g di funghi cremini, spazzolati, puliti e tagliati a metà o affettati
6 scalogni tagliati a metà
1 carota affettata
1 spicchio d'aglio schiacciato
½ cucchiaino di timo secco
½ cucchiaino di rosmarino essiccato
3 cucchiaini di farina 0 o 00
200 ml di vino rosso veg
1 cucchiaio abbondante di ketchup
150 ml di acqua calda
1 pizzico di sale marino e pepe nero 

In una padella scaldate 1 cucchiaio di olio e cuocete i funghi a fuoco medio-alto per 10 minuti finché non saranno morbidi e fragranti e si sarà consumato il liquido di vegetazione.

In una grande casseruola separata, scaldate l'olio rimanente e rosolate gli scalogni e la carota a fuoco medio-alto per 4 minuti finché la carota inizia ad ammorbidirsi. Aggiungete l'aglio, il timo e il rosmarino e fate rosolare per un altro minuto, quindi cospargete la farina con un setaccino, assicurandovi di distribuirla uniformemente.
Date una mescolata, poi aggiungete il vino e il ketchup nella padella, mescolate ancora e lasciate ridurre per 10 minuti, aggiungendo l'acqua calda quando la salsa inizia ad addensarsi.
Infine aggiungete i funghi e gli eventuali succhi nella casseruola, salate e pepate, lasciate insaporire un poco e servite caldo con il purè di fagioli.



PURE’ DI FAGIOLI BIANCHI AL LIMONE E PREZZEMOLO
Parsley and butter bean mash

Per 4 persone

2 lattine di fagioli corona scolati e sciacquati
1 manciata abbondante di prezzemolo tritato finemente
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
Il succo di 1 limone
Sale

Mettete i fagioli in casseruola, copriteli di acqua calda e fateli sobbollire per 5 minuti, quindi scolateli.  Riduceteli in purè con uno schiacciapatate o con un frullino a immersione, quindi conditeli con tutti gli altri ingredienti a vostro gusto. Se fosse troppo sodo, allungate con un cucchiaio di acqua calda. Servite con la bourguignon di funghi.

Ottimo anche come aperitivo, con grissini o crostini.


 Questa ricetta contribuisce al Club del 27 di MTChallenge




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giovedì 30 novembre 2023

STINCO DI MANZO BRASATO AL VINO ROSSO DA "THE MEAT COOKBOOK" di Nicola Fletcher

 di Vittoria

Sono nata nei mitici anni 60 del secolo scorso e allora l'imperativo era mettere in tavola carne anche due volte al giorno, pena essere considerati dei poveracci.
Ma erano passati solo 15 anni dalla fine della II Guerra Mondiale e il nuovo benessere si esprimeva così.....

Quanto ho odiato quelle fettine al burro, dure come sassi, che noi sorelle (siamo cinque) ci rigiravamo in bocca fino ad avere una palletta asciutta che non andava giù. 

Quante volte sono stata salvata dal gatto di turno che riceveva sti bocconi sotto il tavolo!!!!!



Passati quegli anni le cose si sono ridimensionate e ora amo la carne in tutte le sue forme (quelle masticabili!!!! - vedi sopra!!!!)
Non la mangio spesso, non ne ho bisogno, ma quando la mangio deve essere speciale. Carne rossa e saporita, cotture al sangue (sarà il ricordo della fettina... mai più cucinata), oppure bolliti, stufati e brasati, le lunghe cotture che richiedono tempo per sprigionare dolcezza, morbidezza e un profumo meraviglioso.
Soprattutto sono le ricette che chiedono tanti amici intorno al tavolo e una buona bottiglia di vino di accompagnamento.

Per tutti questi motivi adoro questo libro


Nuova settimana di @cook_my_books con "THE MEAT COOKBOOK" di Nicola Fletcher, libro tutto dedicato alla carne. Una monografia completa, che riesce a fornire ai lettori un solido ABC per orientarsi nel gran mondo della carne, dai singoli tagli alle diverse tecniche di cottura. I capitoli sono suddivisi per tipologie (pollo, maiale, manzo e vitello, agnello e capretto, selvaggina e interiora.

Oggi vi parlo di carne di bovino, di un taglio meno pregiato come lo STINCO, chiamato così quando parliamo del pezzo intero, con l’osso centrale, che diventa OSSOBUCO quando è affettato insieme all’osso, oppure MUSCOLO (almeno in Liguria) quando parliamo della sola polpa disossata, che viene venduta principalmente per il bollito. E’ una carne molto saporita, che necessita di lunghe cotture, bollito, stufato o brasato. Se avrete la pazienza di aspettare, vi darà grandi soddisfazioni.

Questa ricetta prevede la cottura in forno (dopo la rosolatura), quindi non dovrete nemmeno seguirla e dedicarvi ad altro. Avrete tutto pronto senza accorgervene.


STINCO DI MANZO BRASATO AL VINO ROSSO
Braised beef shank in red wine



In questo stufato ricco e goloso, lo stinco di manzo viene cotto lentamente fino a raggiungere una tenerezza saporita e scioglievole in bocca. Semplice e delizioso, è un vero comfort food. (cit.Autore)

Taglio di carne: lo stinco di manzo

Per 6-8 persone

4 cucchiai di olio extravergine di oliva, più altro, se necessario
200 g di fette di pancetta tritate
18 scalogni piccoli
200 g di funghi cremini o champignon tagliati in quarti
1 cipolla tritata finemente
3 spicchi d'aglio tritati
200 g di funghi champignon tritati
1,5 kg di polpa di stinco di manzo rifilata e tagliata in pezzi da 5 cm
3 cucchiai di farina condita con sale e pepe
600 ml di vino rosso
1 lattina da 400 g di polpa di pomodoro a pezzetti
350 ml di brodo di manzo
1 rametto di timo
1 foglia di alloro grande
2 cucchiai di prezzemolo tritato
sale e pepe nero appena macinato 

Nota mia:
Alla carne disossata ho aggiunto qualche pezzo di ossobuco, in modo da avere un po’ di midollo che aggiunge sapore e morbidezza al sugo.
 

Preriscaldate il forno a 150°C. Scaldate 2 cucchiai di olio in una padella dal fondo spesso. Aggiungete la pancetta e cuocete dolcemente fino a doratura, quindi trasferitela in una casseruola o pentola adatta al forno. Aggiungete gli scalogni nella padella, cuoceteli fino a doratura, poi aggiungeteli alla pancetta nella casseruola, quindi cuocete i funghi a quarti fino a doratura e aggiungeteli alla casseruola. Cuocete le cipolle e l'aglio nella padella fino a doratura, quindi aggiungete i funghi tritati e cuocete fino a quando saranno teneri. Aggiungete altro olio se necessario. Trasferite tutto nella casseruola da forno.

Scaldate l'olio rimanente nella padella. Passate la carne nella farina aromatizzata, fatela dorare, poi trasferitela nella casseruola. Eliminate il grasso in eccesso dalla padella, aggiungete un quarto del vino e portate a bollore, raschiando eventuali residui dal fondo. Aggiungete i pomodori, riportate a ebollizione, quindi trasferite nella casseruola insieme al timo, alloro, 1 cucchiaio di prezzemolo e il vino rimanente Mescolate bene e salate.

Coprite e cuocete in forno per circa 2 ore – 2 ore e mezzo, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo altro brodo se necessario. Sfornate, assaggiate, aggiustate di condimento ed eliminate il timo e l'alloro. Servite guarnendo con il prezzemolo rimasto.

Accompagnate con purè di patate, con una polenta morbida o semplicemente con fette di pane casereccio tostate.



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

 

 

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giovedì 2 febbraio 2023

SODA BREAD ALL'UVETTA E VINO ROSSO DA BAKING WITH FORTITUDE DI DEEE RETTALI

Di Vittoria

Questa settimana su @cook_my_book è tutta dedicata a pani e dolci realizzati da un'artigiana irlandese Dee Rettali, nella sua bakery Fortitude Bakehouse a Londra. 





Dee Rettali ci racconta tutto questo nelle 90 ricette di Baking with Fortitude, il libro di questa settimana. 

I suoi prodotti sono tutti speciali, realizzati con tecniche innovative e ingredienti particolari. Una delle sue passioni sono le fermentazioni degli impasti (fino a tre giorni in frigorifero) che donano profumi e consistenze speciali ai prodotti. 
Le sue radici sia irlandesi che marocchine le hanno ispirato accostamenti di ingredienti e sapori davvero unici




Il soda bread è il pane tipico irlandese, privo di lievito madre o di birra, impastato con latticello, yogurt o latte fermentato e bicarbonato, che produce una sorta di lievitazione immediata, durante la cottura. La consistenza è completamente diversa dal pane come lo conosciamo, ma i profumi sono davvero particolari. Sembra facile da fare, ma la crescita dell'impasto è affidata unicamente al bicarbonato, durante la cottura e l'effetto mattoncino è dietro l'angolo. Per questo l'autrice mette una cura particolare nel descrivere tutto il procedimento per una riuscita perfetta. 

Questa versione ha nell'impasto l'uvetta e il vino rosso, che donano ulteriori aromi molto interessanti; riporto testualmente la descrizione dell'autrice.

Faccio il soda bread, in contrasto con i pani lievitati con lievito di birra o lievito madre, perché sono cresciuta mangiandolo tutti i giorni. Mia nonna preparava il più meraviglioso soda bread usando il latte lasciato inacidire e lo cuoceva in una pesante pentola nera che pendeva sopra il focolare. Il latte acido produceva un intruglio forte dal cui odore scappavo, ma non l’ho mai collegato al delizioso pane, burro e marmellata serviti al tavolo della cucina ogni giorno alle 16:00 con tazze di porcellana piene di tè forte. Il pane aveva un sapore affumicato e aspro, ma mio nonno lo chiamava torta dolce o torta di ribes se vi si aggiungeva una manciata di frutta secca. Per il mio soda bread, utilizzo una miscela di latticello e yogurt vivo. Mi piace usare lo yogurt vivo probiotico perché è acido, morbido e molto salutare. Dà anche al mio soda bread una mollica davvero morbida perché lo yogurt reagisce meglio con la soda rispetto al latte o al latticello. Tutti commentano quanto sia morbido e soffice il mio soda bread al Fortitude.

Qui, il vino rosso aggiunge acidità alla frutta secca, che necessita di una notte di ammollo prima della cottura. Questa pagnotta è meravigliosa servita con formaggio, oppure tostata e mangiata con paté, terrina o rillettes e un contorno di burro salato e fermentato.(Cit. Autore)


SODA BREAD ALL'UVETTA E VINO ROSSO
Red wine-soaked raisin soda bread

 


Per 1 pagnotta rotonda da 500 g 

500 g di farina bianca 00 biologica
1½ cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di sale fino
100 ml di latticello*
150 g di yogurt naturale con fermenti vivi
150 g di uvetta sultanina
150 ml di vino rosso naturale non troppo tannico

Mettete l'uvetta in una ciotola e bagnatela con il vino rosso. Lasciare in ammollo per una notte.

Quando siete pronti per infornare, preparate l'impasto del soda bread

Preriscaldate il forno a 220°C, 200°C ventilato

Setacciate insieme la farina, il bicarbonato di sodio e il sale in una ciotola capiente. Fate un buco al centro e aggiungete il latticello, lo yogurt e l'uvetta con il vino di ammollo. (l'impasto assumerà un color malva, tipico del vino)
Mescolate tutti gli ingredienti fino a quando non sono appena amalgamati, ma non mescolate troppo: se lavorate troppo, l'impasto del soda bread diventa simile a un budino e il pane non lievita. 
L'impasto deve essere morbido, non troppo umido e solo un po' appiccicoso.

Formate e cuocete la pagnotta.
Quando l'impasto si è complattato, posizionatelo su una teglia infarinata e date una forma rotonda con spessore circa 5 cm. Incidete la tradizionale forma a croce nel pane, tagliando abbastanza in profondità - a circa 1 cm dal fondo - in modo che la pagnotta mantenga la forma a croce durante la cottura. Spolverate leggermente con la farina.

Cuocete per 35-40 minuti o fino a quando il pane suona vuoto, come un tamburo, quando picchiettato sulla base.

Se conservato in un contenitore ermetico, questo soda bread si conserva per 2 giorni. Se tostato, otterrai un altro giorno di utilizzo.


*Note:
-Se impastate un soda bread senza vino, portate la dose di latticello a 250 ml
-Al posto del latticello e yogurt ho utilizzato 400 ml di kefir casalingo, ricco di fermenti vivi



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books


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domenica 3 maggio 2020

POLLO IN GELATINA CHE SI CREDE UN COQ AU VIN PER MTCHALLENGE SMART

Di Vittoria




Ancora la sfida di MTChallenge SMART n.2, questa volta si tratta di scegliere una ricetta di pollame di una cucina straniera e trasformarla reinterpretandola in modo che rimanga riconoscibile nei sapori o nell'aspetto.

La mia seconda proposta nasce da una sfida nella sfida, una ricerca di gruppo intorno alla ricetta francese superclassica e iconica: Il COQ AU VIN
La ricetta originale tratta da Mastering the art of French Cooking di Julia Child

Ho scelto di mantenere i sapori della ricetta originale (vino rosso, cognac, pomodoro, cipolla, funghi, alloro, timo), cambiando completamente la cottura e l'aspetto, trasformando un piatto invernale in una fresca preparazione estiva giocando sui sapori classici e i colori brillanti.
Ho scelto il vino Rossese di Dolceacqua giovane per i profumi di frutti rossi, il suo colore rosso rubino, la morbidezza al gusto.
Il pollo marinato e poi cotto in un sacchetto con la tecnica giapponese del "torihamu" (prosciuttino di pollo) assorbe tutti gli aromi e risulta succoso, tenero e rosato.


POLLO IN GELATINA CHE SI CREDE UN COQ AU VIN
per 4 persone

Per il pollo "torihamu": (iniziare due giorni prima)
1 petto di pollo di 500 g diviso nelle due metà, ben pulito da grasso e pelliccine
4 cucchiaini di sale
2 cucchiaini di zucchero
1 foglia di alloro spezzettata
2 rametti di timo
1 fungo champignon a fettine
1-2 pezzetti di fungo secco
1 fetta di cipolla bianca 
50 ml di cognac
pepe


Per le cipolle al vino
1 cipolla bianca piatta
100 ml di vino Rossese di Dolceacqua
50 ml di aceto di vino rosso
1 foglia di alloro
1 rametto di timo

sale

Per il brodo di pollo:
Scarti di pollo (ali, collo, schiena)
1 lt di acqua
1 cipolla piccola
1 carota piccola
1 pezzetto di sedano
1/2 limone piccolo
1 foglia di alloro
4 semi di cardamomo
2 gambi di prezzemolo
1 rametto di timo
Sale
1 albume

Per la gelatina di brodo
600 ml di brodo di pollo chiarificato
1 cucchiaio di cognac
4 fogli di colla di pesce

Per la gelatina al Rossese
100 ml di Rossese di Dolceacqua
1 foglia di alloro piccola
1 pezzetto di cipolla
2 fettine di champignon
1 rametto di timo
1 foglio di colla di pesce

Per la gelatina all'acqua di pomodoro
4 pomodori da salsa
sale
4 pomodorini datterini piccoli
1 foglio di colla di pesce

Per la composizione dei piatti
12 medaglioni di pollo "torihamu" spessi 3-4 mm
600 ml di gelatina di brodo di pollo
12 fettine di champignon lessate un minuto nel brodo
12 fettine di cipolla bianca al vino rosso
2 rametti di timo in fiore
12 perle di gelatina al Rossese
12 perle di gelatina all'acqua di pomodoro



Il pollo - da fare 2 giorni prima. 
In un sacchetto mettete zucchero, sale e pepe, inserite le due metà del petto di pollo e massaggiate bene, poi aggiungete le erbe e gli aromi e mescolate nuovamente. Fate uscire tutta l’aria possibile, chiudete bene e lasciate il pollo a marinare in frigorifero per 48 ore.
Una volta terminata la marinatura, estraete i petti di pollo dal sacchetto e lavateli bene sotto l’acqua corrente fredda. Lasciate in ammollo in abbondante acqua fredda, per circa mezz'ora per eliminare il sale in eccesso.
Portate una pentola di acqua a bollore, poi abbassate al minimo fino a che l'acqua frema appena.
Asciugate entrambi i pezzi di petto di pollo con carta da cucina e stendeteli sul tagliere uno sopra l'altro, accoppiando le due metà leggermente sfalsate. Legateli insieme stretti come per un arrosto, quindi infilate il salametto in un sacchetto adatto alla cottura, avvolgete stretto e chiudete bene con un legaccio.
Mettete l’involucro nell’acqua calda e cuocete per 8 minuti, poi spegnete il fuoco, coprite e l
asciare a raffreddare nella sua acqua. Quando sarà completamente freddo estraetelo dal sacchetto, asciugatelo e mettetelo in frigorifero almeno un'ora prima di eliminare la legatura.

Le cipolle al vino. Affettate la cipolla nel senso delle sfoglie per ottenere dei ventaglietti in cui le sfoglie siano ancora unite alla base. Portate a ebollizione vino e aceto con gli aromi, dopo un minuto aggiungete le cipolle e lasciate sobollire 1 o 2 minuti, finchè acquisteranno un bel colore rubino. Lasciatele raffreddare nel liquido, poi scolatele e asciugatele.

Il brodo facendo bollire tutti gli ingredienti per almeno mezz’ora. 
Lessate nel brodo le fettine di champignon per la guarnizione del piatto e mettetele da parte. Filtrate il brodo, lasciate raffreddare e sgrassate, poi procedete a chiarificare. Sbattete leggermente l'albume, poi aggiungetelo al brodo freddo mescolando bene. Portate a bollore e lasciate sobollire per 5 minuti. Filtrate con una garza fitta, misuratene 600 ml per la gelatina e metteteli da parte. 




La gelatina di brodo. Ammollate la gelatina in acqua fredda. Portate a bollore 50 g di acqua, scioglieteci la gelatina, poi unite al brodo freddo.

La gelatina al Rossese. Mettete in infusione il vino con gli aromi per qualche ora, poi filtratelo. Ammollate la gelatina in acqua fredda. Portate a bollore 20 g di acqua, scioglieteci la gelatina, poi unite al vino freddo. Versate negli stampini a semisfera e fate rapprendere in frigo.

La gelatina all'acqua di pomodoro. Tagliate grossolanamente i pomodori e fateli cuocere a fuoco medio con un po' di sale, finchè saranno appena ammorbiditi e avranno buttato l'acqua di vegetazione. Scolateli con un passino fine (la polpa la potete utilizzare per una salsa) recuperando l'acqua ottenuta, che sarà molto saporita, quasi limpida e di un colore giallino rosato. Filtratela ancora con una garza fitta eliminando ogni impurità e misuratene 100 ml. Ammollate la gelatina in acqua fredda. Portate a bollore 20 g di acqua, scioglieteci la gelatina, poi unite all'acqua di pomodoro fredda. Versate negli stampini a semisfera, inserite una fettina di datterino e fate rapprendere in frigo.



Completamento dei piatti.
In ogni piatto fondo mettete un cucchiaio di gelatina di brodo, poi 3 fette di pollo, 3 fettine di champignon e tre di cipolla al vino. Decorate con i fiori o le fogliette del timo. Aggiungete gelatina poco per volta lasciando rapprendere ogni volta, fino a coprire tutti gli ingredienti e lasciate rapprendere del tutto. Decorate il bordo di ogni piatto con tre perle di gelatina al Rossese e tre perle di gelatina all'acqua di pomodoro. Servite freddo.





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mercoledì 31 gennaio 2018

STUFATO DI MANZO AL VINO ROSSO PER IL CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO

Di Vittoria

Oggi per il Calendario del Cibo Italiano festeggiamo la Giornata Nazionale dello Stufato, piatto di carne (ma anche di pesce o verdure) tipico delle regioni italiane del nord che necessita di lunghe cotture, una volta fatte sulla stufa accesa, da cui il nome. 





Si utilizzano tagli di carne di seconda categoria, più grasse e meno tenere, ma molto più saporite, che necessitano di lunga cottura. Possono essere fatto con un pezzo intero o a piccoli bocconi e allora prende il nome di spezzatino. 

La carne utilizzata in genere è bovina; manzo, ormai quasi introvabile, o vitellone, ma nella tradizione italiana troviamo anche stufati di carne di asino, cavallo, agnello, pecora, coniglio o selvaggina

Sul Calendario del Cibo Italiano, oggi trovate parecchie ricette tradizionali, io partecipo alla giornata con una ricetta di origine piemontese che si è sempre fatta in casa mia. La mangiavo da mia nonna, poi mille volte rifatta da mamma e infine da me.


SPEZZATINO DI MANZO AL VINO ROSSO CON VERDURE
per 6/8 persone

Ingredienti
1 Kg di reale (a Genova si chiama Matamà) di manzo o vitellone, taglio semigrasso da stufato o bollito
2-3 cucchiai di farina
50 g  di burro
1/2 bottiglia di vino rosso corposo tipo barbera
400 g di passata di pomodoro
1 mazzetto di erbe aromatiche con salvia, rosmarino, timo, alloro
1 sacchettino di garza con pepe nero, bacche di ginepro e pimiento
2 spicchi di aglio
4 carote grosse
4 patate grosse
1 cipolla
1 costa di sedano
1 litro di brodo di carne o acqua
sale.

Ripulite il pezzo di carne dal grasso e scarti, riducetela a bocconi e infarinateli. 



Scaldate molto un tegame di coccio, fate sciogliere il burro e rosolate la carne; quando comincerà ad attaccare e sfrigolare salate, bagnate con il vino rosso e aggiungete il pomodoro, il mazzetto di aromi, il sacchetto di spezie, il sedano e l'aglio.

Abbassate il fuoco al minimo e fate cuocere semicoperto, mescolando ogni tanto, aggiungendo acqua o brodo se asciuga troppo.

Dopo due ore aggiungete le verdure  pulite e a tocchetti e altra acqua o brodo e proseguite la cottura finchè le verdure non saranno tenere e il brodo sarà quasi del tutto consumato. Deve restare un bel sugo scuro, lucido e cremoso. 

Aggiunta mia: 
poco prima della fine cottura aggiungo al sugo un cucchiaio raso di cacao amaro che rende tutto più cremoso, scuro e lucido. 







365 giorni per apprezzare la realtà e diversità della cucina italiana, per conoscere le infinite sfumature e i meravigliosi prodotti del nostro paese, per conoscere e conservare le nostre origini e tradizioni










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lunedì 25 settembre 2017

Makarounes con polpo al vino rosso per MTC 67

di Vittoria



Dopo la lunga pausa estiva a settembre si ricomincia a giocare con MTChallenge e si ricomincia con grande impegno su un tema che è semplice solo in apparenza:



La Pasta col Pesce di  di Cristina Galliti
dal blog Poveri ma Belli e Buoni




Cristina è un'esperta in materia e ci ha regalato un vero trattato sull'argomento spiegando bene le varie tipologie di sughi al pesce, che siano presenti conchiglie, molluschi, crostacei, pesci o un misto fra questi.
Vale la pena di studiarselo bene, è un aiuto prezioso. 

L'unico problema per me è stato che avrei voluto fare tutte le tipologie di sugo che lei ci ha illustrato. 
La scelta è stata molto difficile, anzi ne ho cucinate diverse: trenette avvantaggiate fatte in casa con le sarde, alla siciliana, linguine con vongole e castagne, e poi un tentativo con vongole e nocciole, ma nessuno mi ha realmente fatto innamorare.
Si perchè io di un piatto devo innamorarmi, devo sentirlo mio, devo essere soddisfatta del sapore, della cottura, degli aromi e soprattutto devo vedere i miei commensali/cavie soddisfatti e felici di averlo mangiato.

E questo è successo con una saporitissima pasta con il polpo cotto in un bel vino rosso corposo. 
L'idea è nata ricordando la vacanza fatta a Karpathos in giugno e ci si rammaricava di non avere trovato nessun piatto di polpo. In Grecia è ingrediente comune, ma ormai sempre più spesso si trova solo polpo orientale decongelato. Questa volta neanche quello. 

Niente polpo, ma avevo portato a casa un bel libro di cucina locale e un pacco di pasta tipica di quell'isola: I Makarounes che loro servono con tanta cipolla caramellata e tanto formaggio.
Mi sono sembrati adatti per onorare questa sfida. 

Una o due visite alla mia pescheria di fiducia e ho trovato i polpi freschi piccolini come volevo. 

Mi mancava un vino rosso greco e ho scelto di usare un cannonau "casalingo" ricevuto in regalo ques'estate da un amico sardo. Neanche imbottigliato, mi è stato regalato in bottiglie di plastica!!!! Vino forte e robusto, ma privo di retrogusto amaro di tannino, anzi con una nota dolce appena accennata.

La passata di pomodoro rigorosamente casalinga appena fatta per l'inverno era già in dispensa, la cipolla l'ho portata a luglio dalla sicilia; giarratana doc, dolcissima e carnosa, le erbe aromatiche sono in un'aiuola appena fuori di cucia ed ecco che gli ingredienti erano tutti li. 




MAKAROUNES DI KARPATHOS CON POLPO AL VINO ROSSO
per 2 persone

150 g di Makarounes di Karpathos integrali 
400 g di polpi piccoli - 2 polpetti (devono avere 2 file di tentacoli!)
1 cipolla bianca tritata finemente, circa 200 g
200 ml di vino rosso secco 
2 cucchiai di aceto di vino rosso (omesso)
150 g di passata di pomodoro ristretta
1 foglia di alloro
1 rametto di rosmarino
pepe nero
olio extravergine di oliva
1 pizzico di noce moscata
1 pizzico di cannella
eventualmente sale (io non ne ho avuto bisogno)

La ricetta originale prevedeva la lunga cottura del polpo nel sugo, io ho optato per la prelessatura senza acqua e utilizzato il brodino di cottura risultante per insaporire il sugo.



Pulire i polpi rivoltando la testa e svuotandola. 
Togliere il becco sottostante ed eliminare anche gli occhi aiutandovi con una forbice. 

Sciacquate bene il polpo da nero e dalla patina viscida, poi fate arricciare i tentacoli immergendo i polpi più volte in acqua bollente. 

A questo punto togliete quasi tutta l'acqua lasciandone solo un dito. Rimettete i polpi in pentola, chiudete bene con un coperchio pesante e cuocete a fuoco basso per 20 minuti (se i polpi sono più grossi ci vorrà di più). Spegnete e lasciate raffreddare piano piano nel loro brodino. 

Estraeteli dal brodino gelatinoso che avranno rilasciato e tagliateli a piccoli pezzi o fettine in diagonale. Lasciate intera la parte finale dei tentacoli ben arricciata.





In un tegame largo, che poi contenga anche la pasta, fate colorire i pezzi di polpo in 2 o 3 cucchiai di olio, poi aggiungete la cipolla tritata e fate dorare. Unite tutti gli altri ingredienti compreso il brodino gelatinoso del polpo, portate a ebollizione, abbassate il fuoco, coprite e fare cuocere almeno mezz'ora. Il sugo deve risultare bello scuro de denso, ma non asciutto. togliete alloro e rosmarino.

Fate cuocere la pasta in abbondante acqua leggermente salata, scolatela molto al dente conservando parte dell'acqua di cottura.

Ora viene la parte più importante di tutto il procedimento: la mantecatura e finitura della pasta con il sugo. Da questo passaggio dipende la perfetta unione dei due elementi e l'amalgama dei sapori.



Versate la pasta nel tegame del polpo, cominciate a mescolarla facendola saltare in padella, aggiungete un poco di acqua di cottura e finite la cottura  mescolando e facendo saltare in modo che la pasta termini di cuocere assorbendo il sugo saporito del polpo e i sapori si amalgamino completamente.

Servire immediatamente ben calda accompagnandola con lo stesso vino usato in cottura.





Questa ricetta partecipa all'MTChallaenge n.67 


Questa è la migliore testimonianza di gradimento del piatto, quello che mi fa pensare 
di avere centrato l'obiettivo, 
quindi

mettete il pane in tavola





Fonti:
Davidson A., Il mare in pentola, Oscar Mondadori
Zambelakis E., Flavors of Karpathos, 




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