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22 ottobre 2022

Re-Animator (Stuart Gordon, 1985)

Re-Animator (id.)
di Stuart Gordon – USA 1985
con Jeffrey Combs, Bruce Abbott
***

Rivisto in TV (Prime Video).

Lo studente di medicina Herbert West (Jeffrey Combs), appena trasferitosi dall'Europa alla Miskatonic University di Arkham, in Massachusetts, conduce nel seminterrato strani esperimenti volti a riportare in vita i morti, iniettando nei cadaveri un miracoloso "reagente" in grado di riattivare le funzioni cerebrali. Peccato solo che i "rianimati" esibiscano istinti animaleschi e violenti. West sarà aiutato, dopo un'iniziale riluttanza, dal suo nuovo coinquilino e collega Dan Cain (Bruce Abbott), fidanzato con la figlia (Barbara Crampton) del direttore dell'istituto (Robert Sampson), mentre il perfido professor Hill (David Gale) cercherà di rubargli la formula segreta. Da un racconto di H.P. Lovecraft, di cui sposta il setting ai giorni nostri, un vero e proprio cult movie, opera prima di Stuart Gordon sotto l'egida del produttore Brian Yuzna (che firmerà come regista i due seguiti: "Bride of Re-Animator" nel 1990, in italiano intitolato semplicemente "Re-Animator 2", e "Beyond Re-Animator" nel 2003). Il soggetto, a metà fra un Frankenstein (nel senso del dottore pazzo, non del mostro) e un film di zombie (in fondo si parla di morti che tornano in vita), è svolto con passione e parecchia ironia, nonché con una robusta dose di gore e splatter, dando vita a sequenze memorabili nella loro demenzialità, su tutte quelle con il corpo che cammina portando in mano la propria testa, per non parlare delle scene di nudo nel finale (spassosa la recitazione del "cattivo" Gale). Il divertimento consente di passare sopra ai difetti del film (come una certa goffaggine da B-movie), anche perché gli effetti speciali – pratici e artigianali – sono talmente "disgustosi" e sopra le righe (anche quando evidentemente irrealistici: mitico il gatto morto) da catturare l'attenzione di uno spettatore non ancora abituato a quelli digitali odierni, che saranno sì più realistici ma anche molto meno coinvolgenti. E alla fine si sguazza con piacere nel folle caos scatenato da personaggi psicopatici come West e Hill. Curiosità: il "reagente", liquido dal colore verde fluorescente, era semplice luminol. Realizzato a basso costo, il film ha raggiunto la fama grazie alla successiva distribuzione nel circuito dell'home video. L'anno successivo Gordon, Yuzna, Combs e Crampton lavoreranno insieme a "From Beyond", un altro adattamento da Lovecraft.

11 ottobre 2021

From beyond (Stuart Gordon, 1986)

From Beyond - Terrore dall'ignoto (From Beyond)
di Stuart Gordon – USA 1986
con Barbara Crampton, Jeffrey Combs
**1/2

Visto in TV (Prime Video).

Il dottor Pretorius (Ted Sorel) e il suo assistente Crawford (Jeffrey Combs) mettono a punto una macchina, il "risonatore", capace di stimolare la ghiandola pineale e risvegliare così una sorta di "sesto senso" che permette di guardare in un'altra dimensione attorno a noi, popolata da pericolosi e orripilanti mostri. Dopo l'apparente morte di Pretorius, Craword viene ritenuto pazzo e affidato alle cure di una psichiatra, la dottoressa McMichaels (Barbara Crampton), che gli suggerisce di ritentare l'esperimento... Il secondo film di Stuart Gordon, come il precedente "Re-animator", è ispirato a un racconto di H.P. Lovecraft ("Dall'ignoto"), sceneggiato da Dennis Paoli e prodotto dal suo amico Brian Yuzna (oltre che interpretato dagli stessi attori), e fonde l'horror (anzi, in questo caso il body horror) con la fantascienza. Pur tecnicamente un B-movie (il budget è basso, anche se gli effetti speciali artigianali non sono da buttar via, soprattutto nel mettere in scena mostri grotteschi come Pretorius, trasformato in un ammasso informe di carne; e la lavorazione, per risparmiare, fu effettuata in Italia, a "Dinocittà"), è un film folle e visionario, malsano e disgustoso, ai limiti dell'exploitation, tanto da essersi ritagliato – come il lavoro precedente del regista – un'aura da cult movie. A tratti si respira aria di Cronenberg. La storia sfiora molti temi, compreso quello delle pulsioni sessuali (Pretorius era un pervertito sadomasochista, e la macchina, oltre a materializzare i mostri, influenza anche gli istinti e le inibizioni erotiche), oltre naturalmente all'abusato dibattito sui limiti della curiosità scientifica, e non mancano scene ad effetto (Crawford trasformato in uno zombie mangiacervelli) che aiutano a superare i limiti intrinseci del genere, le ingenuità anni ottanta e la povertà produttiva. Nel cast anche Ken Foree (l'agente "Bubba" Brownlee) e Carolyn Purdy, moglie del regista (la dottoressa Bloch). Musiche di Richard Band.

19 maggio 2006

The call of Cthulhu (A. Leman, 2005)

The Call of Cthulhu
di Andrew Leman – USA 2005
con Matt Foyer, David Mersault
**1/2

Visto in divx.

Un film amatoriale, di soli 47 minuti, ispirato ai racconti di H. P. Lovecraft e girato come se fosse stato realizzato negli anni '20. Dunque in bianco e nero, muto con cartelli e didascalie, scenografie espressioniste, e imperdibili effetti speciali "artigianali" (i mostri animati a passo uno). Regia e montaggio, invece, sono decisamente più moderni, forse per non sacrificare troppo il coinvolgimento dello spettatore contemporaneo. E la cosa che fa più piacere, al di là dell'intelligenza e del talento degli autori, è proprio scoprire come le tecniche del cinema muto siano ancora oggi efficaci e sufficienti per produrre un buon film.
La sceneggiatura è estremamente fedele e contiene qua e là citazioni da altri racconti di Lovecraft: il risultato è probabilmente il miglior adattamento mai realizzato dall'opera del maestro di Providence. Curiosamente, la natura dei racconti originali (spesso contenenti diari, lettere o testimonianze) fa sì che alcune parti del film siano vere e proprie scatole cinesi: il protagonista legge un documento che racconta una vicenda all'interno della quale un altro personaggio racconta un'altra vicenda, e così via.