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7 luglio 2021

Girandola (Mark Sandrich, 1938)

Girandola (Carefree)
di Mark Sandrich – USA 1938
con Fred Astaire, Ginger Rogers
**

Rivisto in divx.

Per scoprire come mai la sua fidanzata Amanda (Ginger Rogers) sia così refrattaria al matrimonio, il belloccio Stephen (Ralph Bellamy) la manda in cura dal suo miglior amico, lo psicanalista Tony (Fred Astaire). Naturalmente i due, dopo le iniziali incomprensioni, si innamoreranno. L'ottavo film "classico" (ovvero in chiave di commedia screwball) della coppia Astaire/Rogers, nonché il quinto e ultimo diretto da Mark Sandrich, è anche uno dei più fiacchi. La sceneggiatura – la "solita" commedia degli equivoci all'acqua di rose, garbata e non particolarmente memorabile – è piuttosto deboluccia, e anche la satira della psicanalisi è generica e spuntata. Se la pellicola si lascia guardare con piacere è dunque soltanto – ovviamente – per i numeri di ballo, benché pure questi siano pochi e non all'altezza delle pellicole precedenti: da segnalare giusto la sequenza del sogno di Amanda ("I Used to Be Color Blind", girata con l'effetto ralenti per simulare l'atmosfera onirica, al termine della quale Fred e Ginger si concedono un raro bacio sullo schermo, quasi in risposta ai critici che ne avevano sottolineato la mancanza nei film precedenti), la danza nel ristorante (anticipata dalla canzone "The Yam", cantata da Amanda) e quella nel finale in cui lui cerca di dis-ipnotizzare lei (con la canzone "Change Partners", candidata all'Oscar). Musiche e canzoni sono di Irving Berlin, che – a parte la suddetta "Change Partners" – le compose in pochi giorni. Del gruppo di comprimari fanno parte Luella Gear (la zia Cora) e Jack Carson (Connors, l'assistente di Tony).

8 aprile 2021

Voglio danzare con te (M. Sandrich, 1937)

Voglio danzare con te (Shall we dance)
di Mark Sandrich – USA 1937
con Fred Astaire, Ginger Rogers
**1/2

Visto in divx.

Il ballerino classico Peter P. Peters (Astaire), che sulle scene si fa passare per il russo "Petrov", si innamora della danzatrice di varietà Linda Keene (Rogers) e la segue da Parigi a New York. Per via di un equivoco, tutti però si convincono che i due si siano sposati in segreto. L'unico metodo per risolvere la situazione, pensano, è quello di sposarsi veramente per poi divorziare... Settimo film di Fred e Ginger, il quarto diretto da Sandrich: a questo giro il valore aggiunto sono le musiche di George Gerschwin, con canzoni (su testi di Ira Gerschwin) come "They Can't Take That Away from Me" e "Let's Call the Whole Thing Off" (con il celebre verso "You like tometo, and I like tomato..."), nonché svariati numeri di ballo, anche se rispetto alle altre pellicole della coppia qui i due danzano relativamente poco insieme, giusto nella sequenza della grande sala da pranzo dell'albergo (dopo quasi un'ora di film!). In generale la partitura sinfonica gioca a mescolare la musica classica e il jazz, che rappresentano i due personaggi. Altre sequenze di danza sono quelle nella sala macchine della nave ("Slap That Bass", con Fred che balla il tip tap accompagnato da una banda di musicisti di colore, che ricorda un numero analogo di "Seguendo la flotta") e quella finale, dove a fianco di Astaire non c'è Rogers ma la ballerina Harriet Hoctor (accreditata nei panni di sé stessa), seguita da un gruppo di venti coriste con la maschera di Linda. Edward Everett Horton (l'impresario di Petrov) ed Eric Blore (l'usciere dell'albergo a New York) forniscono il consueto supporto comico. Nel cast anche Jerome Cowan (amico e impresario di Linda, che complotta affinché non lasci le scene), Ketti Gallian (l'ex partner di Petrov, che sparge la falsa voce del suo matrimonio) e William Brisbane (il corteggiatore di Linda). Coreografie di Astaire, Hermes Pan e Harry Losee.

8 febbraio 2021

La ragazza della quinta strada (G. La Cava, 1939)

La ragazza della quinta strada (Fifth Avenue Girl)
di Gregory La Cava – USA 1939
con Ginger Rogers, Walter Connolly
**1/2

Visto in TV (RaiPlay).

Il milionario Alfred Borden (Walter Connolly), imprenditore nel settore delle pompe idrauliche, ha mille grattacapi sul lavoro, e come se non bastasse si scopre completamente ignorato dai propri familiari anche nel giorno del suo compleanno: la moglie Martha (Verree Teasdale) passa il tempo a farsi corteggiare in società, il figlio Tim (Tim Holt) pensa solo al polo e la figlia Clara (Kathryn Adams) alle feste con gli amici. Dopo aver conosciuto in un parco la bella e squattrinata Mary Grey (Ginger Rogers), la "assume" segretamente affinché simuli di essere la sua amante e si stabilisca nella sua villa della Fifth Avenue, da dove i due fingeranno di andare a ballare ogni sera, trascurando impegni ed affari. Dopo l'iniziale shock, i familiari di Borden saranno di fatto costretti a mettere la testa a posto: il figlio comincerà ad occuparsi dell'azienda di famiglia, la figlia rinuncerà al lusso per amore dell'autista proletario Mirco (James Ellison), e la moglie ritroverà l'affetto per un marito verso cui non provava più interesse. Su un canovaccio simile a quello del suo film di maggior successo, "L'impareggiabile Godfrey" – ovvero l'intrusione di un elemento "perturbatore" nella vita di una famiglia ricca ma infelice, che in questo modo riscoprirà i veri valori della vita e della convivenza – una commedia sofisticata che lancia una velata critica al sistema capitalistico (Mary disprezza i ricchi, Mirco addirittura esprime esplicitamente idee socialiste), anche se il finale modificato dopo le anteprime (nell'originale Mary se ne andava via come era venuta, con la sua valigia di cartone) annacqua un po' il messaggio. La scena in cui i due coniugi ritrovano armonia e sintonia mangiando in cucina un piatto semplice e preparato da lei (uno stufato) anticipa il film di Yasujiro Ozu "Il sapore del riso al tè verde". L'edizione italiana modifica diversi nomi dei personaggi (Tonino per Alfred, Clara per Katherine, Mirco per Mike).

27 ottobre 2020

Follie d'inverno (George Stevens, 1936)

Follie d'inverno (Swing time)
di George Stevens – USA 1936
con Fred Astaire, Ginger Rogers
**

Visto in divx.

Per dimostrare al padre della propria fidanzata Margaret (Betty Furness) di essere in grado di cavarsela nella vita, il ballerino di varietà John Garnett (Fred Astaire), detto "Lucky", parte per New York in cerca di fortuna. Qui si innamora però di Penny Carroll (Ginger Rogers), una graziosa istruttrice di danza, insieme alla quale viene scritturato per esibirsi in un locale notturno di lusso, il Sandalo d'Argento. Il sesto film della coppia Astaire/Rogers è una commedia degli equivoci poco originale e ancor meno divertente, con gag alquanto blande che punteggiano il solito percorso romantico dei protagonisti che procede fra alti e bassi, baruffe e riappacificazioni. A salvare la pellicola, manco a dirlo, sono i numeri musicali (con canzoni di Jerome Kern e Dorothy Fields quali "The Way You Look Tonight", che vinse l'Oscar, e "A Fine Romance") e soprattutto quelli di ballo, quattro sequenze elegantissime e una migliore dell'altra. Si va dalla polka "Pick Yourself Up", danzata da Fred e Ginger alla scuola di ballo, al brano che dà il titolo al film, "Waltz in Swing Time", composto da Robert Russell Bennett a partire da vari temi di Kern; dall'assolo di Lucky durante la serata di gala al Sandalo d'Argento, l'elaborata "Bojangles of Harlem", dove Astaire (in blackface) balla il tip tap anche con la propria ombra (anzi, con tre ombre!), fino a "Never Gonna Dance", forse il momento più magico di tutti, la danza nella sala da ballo ormai vuota, quando i due innamorati si dicono addio. Se dunque narrativamente la pellicola lascia abbastanza a desiderare, dal punto di vista della danza è considerata dagli esperti del genere come una delle migliori della coppia. In alcune scene, come quella ambientata durante una nevicata, Astaire con il cappello a bombetta assomiglia a Stan Laurel: e proprio a questa sequenza sotto la neve si deve forse lo strano titolo italiano. Curiosità: quando Lucky canta la serenata a Penny mentre lei si sta facendo uno shampoo, sulla testa della Rogers fu messa della... panna montata! Da notare il tema del gioco d'azzardo che scorre in sottofondo per tutta la pellicola: "Pop" (Victor Moore), l'amico del protagonista nonché spalla comica insieme all'attempata Mabel Anderson (Helen Broderick), è un accanito giocatore; e lo stesso Lucky prima vince al gioco, per poi perderlo di nuovo, il contratto dell'orchestra di Ricardo Romero (Georges Metaxa), altro pretendente di Penny, che dovrebbe accompagnare musicalmente le loro esibizioni. Le coreografie sono ideate in collaborazione con Hermes Pan. È l'unico film della coppia diretto da George Stevens, che lavorerà poi separatamente con Fred in "Una magnifica avventura" (1937) e con Ginger in "Una donna vivace" (1938).

4 marzo 2020

Seguendo la flotta (M. Sandrich, 1936)

Seguendo la flotta (Follow the fleet)
di Mark Sandrich – USA 1936
con Fred Astaire, Ginger Rogers
**1/2

Visto in divx.

Quando la nave militare su cui è di stanza fa scalo a San Francisco, il marinaio "Bake" Baker (Fred Astaire) cerca di riallacciare i rapporti con Sherry Martin (Ginger Rogers), la ballerina di cui un tempo era stato partner sulle scene, aiutandola a trovare una scrittura. Contemporaneamente il suo amico e commilitone Bilge Smith (Randolph Scott) fa colpo su Connie (Harriett Hilliard), la sorella – solo apparentemente meno vistosa – di Sherry, ma la rifugge perché refrattario al matrimonio. Le due vicende finiranno con l'incrociarsi quando Baker organizzerà un grande spettacolo di danza a bordo della nave da crociera che Connie ha comprato e restaurato con i propri risparmi, con l'intenzione di affidarne il comando a Bilge. Quinto film per la coppia Astaire/Rogers, il terzo da protagonisti, anche se dividono la scena con la sottotrama dedicata a Scott e Hilliard. Ma la vicenda, ricca dei consueti equivoci e di schermaglie amorose, è quasi un pretesto per mettere in scena i numerosi ed elaborati numeri di canto e di ballo. Musiche e canzoni, come già in "Cappello a cilindro", sono di Irving Berlin: da segnalare "Let Yourself Go" (cantata da Ginger), "I'd Rather Lead A Band" (con una lunga sequenza di tip tap da parte di Fred), "I'm Putting All My Eggs in One Basket" (con i due che fingono di danzare in maniera scomposta) e soprattutto "Let's Face the Music and Dance", l'elegante numero di ballo a due che chiude la pellicola (e che da solo la vale tutta), coreografato da Astaire insieme a Hermes Pan e girato in un unico piano sequenza con una scenografia art déco di Carroll Clark e Van Nest Polglase. Astrid Allwyn è la ricca signora Manning, "rivale" di Connie per Bilge. In piccoli ruoli ci sono anche Betty Grable e Lucille Ball.

3 novembre 2019

Cappello a cilindro (Mark Sandrich, 1935)

Cappello a cilindro (Top hat)
di Mark Sandrich – USA 1935
con Fred Astaire, Ginger Rogers
***

Rivisto in divx.

Il ballerino americano Jerry Travers (Fred Astaire), a Londra per uno spettacolo organizzato dall'impresario teatrale Orazio Hardwick (Edward Everett Horton), si innamora della modella Dale Tremont (Ginger Rogers) e le fa la corte. Ma per un equivoco lei lo scambia proprio per Orazio, e dunque lo crede già sposato con la sua amica Madge (Helen Broderick). Dopo una lunga serie di fraintendimenti, la verità verrà a galla nel corso di una romantica trasferta a Venezia. Quarto film girato in coppia da Fred e Ginger, il secondo come protagonisti assoluti, e forse il migliore e il più popolare di tutti: una commedia degli equivoci (basata su uno spunto in fondo esile, e simile al precedente "Cerco il mio amore", da cui ritornano diversi comprimari) che è una summa del brio e della leggerezza che caratterizza tutti i film del duo. Merito non solo dell'eccellente alchimia fra gli attori, protagonisti di diversi numeri di ballo ma anche di schermaglie amorose tipiche della commedia screwball, ma pure della colonna sonora di Irving Berlin, con canzoni come "Cheek to cheek" (su tutte), "No Strings (I'm Fancy Free)", "Isn't This a Lovely Day?" e la titolare "Top Hat, White Tie and Tails". Ginger Rogers canta inoltre "The piccolino", con un gran numero di parole italiane nel testo. Da non sottovalutare poi l'apporto dei comprimari, a partire dal comicissimo Edward Everett Horton, perenne vittima delle circostanze e degli scambi di persona, coadiuvato da Eric Blore nei panni del valletto che parla di sé al plurale e da Erik Rhodes in quelli dello stilista geloso (il cui motto è "Per le donne il bacio, e per gli uomini la spada!"): tutti habitué di questo tipo di film e già visti nelle pellicole precedenti di Fred e Ginger. Alla miscela, infine, vanno aggiunte le fantastiche e fintissime scenografie (si pensi all'albergo italiano e alla Venezia ricostruita in studio, dove tutto è bianco come se ci trovassimo in Paradiso: d'altronde i testi della canzone più famosa del film cominciano proprio con "Heaven, I'm in Heaven...") e le raffinate coreografie dei numeri di ballo (di Hermes Pan), entrambe nominate all'Oscar (insieme al film stesso e alla canzone "Cheek to cheek"). Il famigerato abito di piume indossato dalla Rogers fu disegnato personalmente da lei.

4 luglio 2019

Roberta (William A. Seiter, 1935)

Roberta (id.)
di William A. Seiter – USA 1935
con Irene Dunne, Randolph Scott
**1/2

Visto in divx.

A Parigi in cerca di fortuna (e di un ingaggio) con la sua orchestra di amici spiantati, l'americano John Kent (Randolph Scott) "eredita" la sartoria di alta moda Roberta, fondata da sua zia Minnie (Helen Westley) e diretta ora dall'ex principessa russa Stephanie (Irene Dunne), di cui si innamora. Tratta dall'omonimo musical del 1933 di Otto Harbach e Jerome Kern che ebbe molto successo a Broadway, una commedia romantico-musicale ricca di vivacità ed eleganza, anche per via dell'ambientazione parigina e del tema della moda. Ma più che i due interpreti principali, degni di nota sono i comprimari, in particolare Fred Astaire e Ginger Rogers, che recitavano in coppia per la terza volta e che rubano spesso e volentieri la scena ai veri protagonisti grazie ai loro numeri di ballo, alle dinamiche e alla simpatia dei rispettivi personaggi: Fred è Huck Haines, il direttore dell'orchestra e il miglior amico di John, mentre Ginger è la sedicente contessa polacca Scharwenka (in realtà un'americana dell'Illinois che si finge tale per poter frequentare il jet set). Siamo in effetti in una Parigi ricolma di veri e finti aristocratici russi o dell'Est Europa (fuggiti dopo la rivoluzione), in balia dei capricci della moda, che sembrano volubili come gli stessi sentimenti dei personaggi: vedi per esempio Sophie (Claire Dodd), l'ex fiamma di John che lo aveva lasciato perché lo riteneva un bifolco e che lo rivorrebbe ora che, grazie a Stephanie, è diventato più raffinato. Nel frattempo, le vicende amorose si intrecciano con i destini della sartoria (che culminano in una grande sfilata per presentare nuovi modelli: i costumi sono di Bernard Newman). E leggerezza e sofisticazione vanno miracolosamente di pari passo. Le coreografie sono dello stesso Astaire e di Hermes Pan (accreditato per la prima volta). Irene Dunne canta numerose canzoni, la più celebre delle quali, destinata a diventare un classico, è "Smoke gets in your eyes". Degne di nota, però, anche "I'll be hard to handle" (su cui Fred e Ginger danzano il tip tap, di fatto dialogando – e "litigando" – attraverso il ballo), "I won't dance" e "Lovely to look at". Victor Varconi è il principe Ladislaw, Luis Alberni è il proprietario del caffé russo, mentre fra le modelle c'è una giovane Lucille Ball. Un remake nel 1957 ("Modelle di lusso").

3 giugno 2019

Cerco il mio amore (M. Sandrich, 1934)

Cerco il mio amore (The gay divorcee)
di Mark Sandrich – USA 1934
con Fred Astaire, Ginger Rogers
**1/2

Visto in TV.

Appena giunto in Inghilterra, il ballerino americano Guy Holden (Fred Astaire) si innamora di Mimì (Ginger Rogers). Di lei ignora ogni cosa, a partire dal fatto che è (infelicemente) sposata. Dopo averla cercata per tutta Londra, la ritroverà casualmente in un resort balneare, dove verrà scambiato da lei per l'amante "fasullo" con cui vorrebbe farsi sorprendere dal marito per spingerlo a chiedere il divorzio... Primo film da protagonisti per Fred e Ginger (i due avevano già recitato insieme in "Carioca", ma lì erano comprimari), una coppia che entrerà nella storia del cinema con la loro gradevole (e un po' goffa) esuberanza, l'allegria contagiosa, l'impagabile complicità e soprattutto i trascinanti numeri di canto e di ballo, al servizio di garbate commedie degli equivoci perfettamente in linea con il tono delle pellicole romantiche o screwball degli anni trenta. In questa, la cui sceneggiatura riesce a rendere leggero ed esilarante anche un argomento dalle forte connotazioni morali, sono attorniati da un nutrito gruppo di caratteristi, molti dei quali saranno presenze fisse nei film della coppia: Edward Everett Horton (Egbert, l'avvocato di Mimì nonché amico di Guy), Alice Brady (la zia impicciona Ortensia), Erik Rhodes (Tonetti, il finto amante italiano), Eric Blore (il cameriere). Fra le ragazze ospiti dell'albergo c'è anche una Betty Grable a inizio carriera (è lei che danza con Horton). Premio Oscar (il primo della storia in questa categoria) per la canzone "The Continental", eseguita da un ensemble: ma il brano musicale più bello è "Night and day" di Cole Porter, danzata suggestivamente da Fred e Ginger. Nel musical di Broadway originale da cui il film è tratto (intitolato "Gay divorce" e interpretato dallo stesso Astaire) erano presenti anche altri brani di Porter, eliminati dalla versione filmata. Da notare che il "gay" nel titolo originale non significa omosessuale ma semplicemente "allegro".

2 giugno 2019

Carioca (Thornton Freeland, 1933)

Carioca (Flying down to Rio)
di Thornton Freeland – USA 1933
con Gene Raymond, Dolores del Río
**

Visto in TV.

Innamorato di una bella ereditiera brasiliana (Del Rio) che ha conosciuto a Miami, il direttore d'orchestra Roger Bond (Raymond) accetta una scrittura a Rio de Janeiro nella speranza di rintracciarla. Ma ignora che lei è già fidanzata proprio con il suo amico Julio (Raul Roulien), direttore dell'albergo in cui dovrà esibirsi con la sua orchestra di varietà. Pur corredata da ottimi numeri musicali (su tutti il brano "Carioca", che dà il titolo al film nell'edizione italiana e che fu anche candidato all'Oscar) e con un notevole successo al botteghino (salvando la casa produttrice RKO da una situazione difficile), si tratterebbe di una commediola musicale come tante, se non fosse per la presenza – in ruoli di secondo piano – di Fred Astaire e Ginger Rogers, che compaiono qui in coppia per la prima volta sullo schermo (sono due membri dell'orchestra di Roger) e si esibiscono anche in una sequenza di danza insieme. Anche se non sono i protagonisti della storia, Fred e Ginger mostrano da subito un'alchimia e un affiatamento sopra le righe e rubano la scena al resto del cast, tanto che la RKO non perderà tempo a "promuoverli" al rango di star nel successivo "Cerco il mio amore". La commedia, in ogni caso, è gradevole, grazie all'ambientazione esotica e ad alcune sequenze degne di nota (le "anime" di Roger e Belinha che escono dai rispettivi corpi per baciarsi, o tutta la coreografia dello spettacolare ballo finale, con le ragazze agganciate alle ali degli aeroplani che sorvolano l'albergo). Mark Sandrich, che dirigerà Fred e Ginger in gran parte dei loro film successivi, è qui regista della seconda unità.

3 luglio 2007

Una donna vivace (G. Stevens, 1938)

Una donna vivace (Vivacious Lady)
di George Stevens – USA 1938
con Ginger Rogers, James Stewart
*1/2

Visto in DVD, con Albertino.

Incaricato di riportare al paese il cugino "scavezzacollo" (James Ellison) che bazzica i night club di New York, un giovane professore di botanica (James Stewart) finisce per innamorarsi a sua volta di una bionda ballerina di varietà, sposandola immediatamente. Non avrà però il coraggio di dirlo ai genitori e all'ex fidanzata (Frances Mercer), e la farà passare per una sua nuova studentessa. Una commedia romantica degli equivoci senza particolare verve, nonostante l'impegno e la simpatia di Ginger Rogers (già diretta da George Stevens due anni prima in "Follie d'inverno", insieme a Fred Astaire) e la presenza di un ottimo caratterista come Charles Coburn nella padre del padre (nonché direttore dell'università). Musiche di Roy Webb. Per Stewart ("raccomandato" proprio dalla Rogers, che al tempo frequentava), fu uno dei primi ruoli da protagonista.

13 marzo 2007

Frutto proibito (B. Wilder, 1942)

Frutto proibito (The major and the minor)
di Billy Wilder – USA 1942
con Ginger Rogers, Ray Milland
**1/2

Visto in DVD.

Non avendo abbastanza denaro per comprare il biglietto del treno che da New York la deve riportare al paese, una donna si traveste da dodicenne per pagare la tariffa ridotta. In carrozza però incontra e si innamora di un giovane ufficiale militare che, dopo una serie di equivoci, la condurrà con sé nel campo di addestramento dove lavora, ospitandola per un paio di giorni: le saranno sufficienti per mandare a monte l'imminente matrimonio del maggiore, che a sua volte si scopre infatuato di quella che crede essere una minorenne? Al suo primo film americano (e primo vero film della sua carriera di regista) Wilder, co-autore anche della sceneggiatura, realizza una commedia su misura per l'estro di Ginger Rogers. Lo spunto su cui si basa la vicenda è decisamente implausibile (è davvero assurdo che una donna adulta come la Rogers possa passare per dodicenne), e forse oggi sarebbe difficile realizzare un film simile senza suscitare polemiche o scendere nello scabroso: l'attrazione che il maggiore prova per la "bambina" è solo accennata, ma il bacio finale liberatorio è ben poco equivocabile. La sceneggiatura si mantiene comunque sempre su toni divertenti e leggeri, anche quando mostra la protagonista costretta a districarsi fra centinaia di giovani cadetti goffamente intenzionati a sedurla. Simpatica anche la sorella minore della "rivale", una giovane aspirante scienziata che diventa la miglior alleata della Rogers e che naturalmente è l'unica, vista la propria età, a smascherare il suo travestimento a prima vista. Nel finale la Rogers, dopo essere "ringiovanita" per tutto il film, giunge a "invecchiarsi" vestendo anche i panni della propria madre!