Visualizzazione post con etichetta Quasimodo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Quasimodo. Mostra tutti i post

18 novembre 2021

Notre Dame (William Dieterle, 1939)

Notre Dame (The hunchback of Notre Dame)
di William Dieterle – USA 1939
con Charles Laughton, Maureen O'Hara
**1/2

Visto in TV (RaiPlay).

Nella Francia di re Luigi XI (Harry Davenport), in un momento di passaggio dall'oscurantismo del medioevo all'era moderna (caratterizzata dalla libertà di parola, qui rappresentata dall'invenzione della stampa), il gran cancelliere Frollo (Cedric Hardwicke) si innamora della zingara Esmeralda (Maureen O'Hara) e, da lei rifiutato, la fa condannare a morte. Sarà salvata da Quasimodo (Charles Laughton), il campanaro della cattedrale di Notre Dame, gobbo e orrendamente deforme. Forse il più popolare e iconico adattamento cinematografico del romanzo di Victor Hugo, soprattutto per l'impressionante make up che trasforma Laughton in un vero mostro (surclassando persino la tanto celebrata versione con Lon Chaney del 1923), tanto da aver ispirato direttamente – almeno a livello estetico – anche la versione a cartoni animati della Disney del 1996. In realtà deve essere considerato un remake sonoro del film muto precedente, di cui conserva praticamente la struttura e le modifiche al testo originale (a partire dallo "sdoppiamento" di Frollo in due personaggi opposti, il buon arcidiacono Claude e il perfido giudice Jehan, oltre al lieto fine per Esmeralda). L'impianto della storia resta comunque corale, con il poeta saltimbanco Gringoire (Edmond O'Brien) a tratti eletto a protagonista, e il tema "politico" della libertà del popolo contro i soprusi dei nobili che sopravanza quasi quello individuale dei personaggi. E mentre alla fine la vittoria del popolo giunge grazie alle parole (il libello scritto da Gringoire) anziché alla forza (l'assalto alla cattedrale guidato da Clopin), Quasimodo rimane fra le statue dei gargoyle della cattedrale a interrogarsi sul proprio destino ("Ma perché non son fatto di pietra come te?"). Buone la regia e le scene di massa: per via degli enormi set, il film fu uno dei più costosi prodotti dalla RKO. L'irlandese O'Hara era al debutto a Hollywood: Laughton la scelse dopo aver lavorato con lei ne "La taverna della Giamaica". Il cast è completato da Thomas Mitchell (Clopin, il re dei mendicanti), Alan Marshal (il capitano Febus) e Walter Hampden (l'arcidiacono). Le musiche (nominate all'Oscar) sono di Alfred Newman, mentre al montaggio ha collaborato il futuro regista Robert Wise. La versione su RaiPlay è colorizzata.

2 giugno 2020

Il gobbo di Notre Dame (W. Worsley, 1923)

Il gobbo di Notre Dame (The hunchback of Notre Dame)
di Wallace Worsley – USA 1923
con Lon Chaney, Patsy Ruth Miller
**1/2

Visto su YouTube, con cartelli in inglese.

Nella Parigi del 1482 (dieci anni prima che Colombo scoprisse l'America, si premura di specificare una didascalia), la bella gitana Esmeralda (Miller) si innamora del giovane capitano delle guardie Phoebus (Norman Kerry). Ma la ragazza è concupita anche dal perfido Frollo (Brandon Hurst), che progetta di farla rapire dal deforme Quasimodo (Chaney), campanaro della cattedrale di Notre Dame. Spinto dalla simpatia per Esmeralda, l'unica che ha mostrato pietà verso di lui, Quasimodo la proteggerà quando Frollo, per gelosia, pugnalerà Phoebus e farà cadere la colpa su di lei. Nonostante la trama venga edulcorata in più punti (come lo "sdoppiamento" di Frollo in due personaggi, il buon arcidiacono Claude e il perfido fratello Jehan, cui è attribuito il ruolo di antagonista, forse per preservare la "santità" dell'uomo di chiesa; e soprattutto la conclusione, con un "lieto fine hollywoodiano" per Esmeralda e Phoebus), si tratta del miglior adattamento muto del romanzo di Victor Hugo, con passi da gigante rispetto alla versione del 1911 ("Nostra signora di Parigi") soprattutto a livello di produzione. Eccezionali, infatti, le grandiose scenografie che ricostruiscono in studio le strade e i palazzi di Parigi, dove si aggirano folle di comparse (pare che, per dirigere le masse, il regista dovette ricorrere a una radio con altoparlante anziché al solito megafono). Ma celeberrima è rimasta anche l'interpretazione di Lon Chaney, con un trucco grottesco e pesante che ne altera le fattezze, memorabile quando si aggrappa alle corde per suonare le campane o si sporge dalla cattedrale per gettare massi o olio bollente sulla folla sottostante durante la battaglia. Insieme al successivo "Il fantasma dell'opera" (1925), il film – da lui fortemente voluto – lo rese un'icona del cinema horror. Per il resto, la sceneggiatura si preoccupa di introdurre quasi da subito tutti i numerosi personaggi della vicenda, fra i quali riesce poi a destreggiarsi abbastanza bene, anche se alcuni di loro hanno uno spazio ridotto o inconsequenziale (la vecchia Gudule, Maria, Fleur-de-Lys, Luigi XI, lo stesso Claude Frollo), mentre altri appaiono più frequentemente (Clopin o Gringoire, quest'ultimo come macchietta comica). Worsley, scelto direttamente da Chaney, aveva già diretto l'attore in quattro pellicole, fra cui "A Blind Bargain" (andata perduta), dove già interpretava la parte di un gobbo. Se lo spettacolo, l'azione e i brividi non mancano, e come detto il livello produttivo è assai elevato (la realizzazione della pellicola costò oltre un milione di dollari, ampiamente ripagati dagli incassi che la resero il più grande successo della Universal nel periodo del muto), il film sfiora solo superficialmente i temi del romanzo originale, come l'ingiustizia, il destino o la corruzione, trasformando Esmeralda in una figura pura e virginale e stereotipizzandone la vicenda in una banale storia d'amore che, se non fosse per il personaggio di Quasimodo, non sarebbe molto interessante. Nel 1939 arriverà il remake sonoro di William Dieterle con Charles Laughton (e nel 1996 la versione a cartoni animati della Disney).

1 giugno 2020

Nostra signora di Parigi (A. Capellani, 1911)

Nostra signora di Parigi (Notre-Dame de Paris)
di Albert Capellani – Francia 1911
con Henry Krauss, Stacia Napierkowska
**

Visto su YouTube.

L'arcidiacono della cattedrale di Notre-Dame a Parigi, Claudio Frollo (Claude Garry), geloso per essere stato rifiutato dalla zingara Esmeralda (Stacia Napierkowska), uccide il suo amante Phoebus (René Alexandre), capitano delle guardie, e lascia che la donna venga accusata del delitto. Ma il deforme campanaro Quasimodo (Henry Krauss) proverà a salvarla, portandola con sé nella cattedrale. Secondo adattamento cinematografico del romanzo di Victor Hugo, dopo quello del 1905 ("Esmeralda") di Alice Guy-Blaché e Victorin-Hippolyte Jasset, andato perduto. Ne seguiranno naturalmente molti altri, come le versioni del 1923 ("Il gobbo di Notre Dame", con Lon Chaney), del 1939 (con Charles Laughton), del 1956 (con Anthony Quinn e Gina Lollobrigida) e del 1996 (a cartoni animati, della Disney). A differenza però della maggior parte degli altri adattamenti, che introducono una sorta di lieto fine, questo conserva complessivamente il finale tragico del romanzo originale, anche se la sceneggiatura di Michel Carré è costretta dalla breve durata (36 minuti) a sfoltire il numero di personaggi. Capellani, in precedenza attore teatrale, divenne direttore artistico e regista per la Pathé, girando numerose pellicole fra il 1905 e il 1914, soprattutto adattamenti letterari. Dal 1915 al 1922 lavorò invece negli Stati Uniti. Il suo stile è quello del cinema del primo decennio del Novecento, senza movimenti di macchina, dettagli o primi piani, e con cartelli che precedono ogni scena spiegando che cosa sta per accadere. Anche se non mancano alcune variazioni nella composizione, nel complesso il film non è dunque innovativo né particolarmente rilevante: le condizioni deteriorate della copia esistente, inoltre, fanno a malapena intravedere le fattezze dei personaggi, rendendo difficile valutare la recitazione se non in sporadiche scene. Nonostante questi limiti, la pellicola si lascia apprezzare per la cura nella messa in scena e nelle scenografie: lo scontro finale fra Quasimodo e Frollo sembra quasi girato in esterni.

21 dicembre 2008

Il gobbo di Notre Dame (Trousdale, Wise, 1996)

Il gobbo di Notre Dame (The Hunchback of Notre Dame)
di Gary Trousdale, Kirk Wise – USA 1996
animazione tradizionale
**

Rivisto in DVD, con Hiromi.

Quando l'avevo visto al cinema dodici anni fa, questo adattamento animato del classico di Victor Hugo non mi era dispiaciuto e avevo apprezzato il coraggio degli animatori nell'aver scelto un testo apparentemente così lontano dallo stile disneyano, pieno di lati oscuri e di ambiguità. Rivedendolo adesso, però, mi ha un po' deluso: l'ho trovato a tratti ipocrita proprio nel suo adattamento "buonista", e ne salverei soltanto alcune sequenze isolate (come quella di apertura). A dire il vero, non comprendo più il motivo per cui è stato realizzato: con tutte le fiabe o i racconti che esistono, perché scegliere un testo del genere se poi bisogna stravolgerlo per renderlo adatto ai bambini? Numerosi aspetti, infatti, sono stati edulcorati: in primis Frollo, il cattivo, che da arcidiacono è diventato un giudice (e l'unico prete che compare nel film è invece buono). Quasi ogni personaggio, comunque, ha visto smussati i suoi lati negativi (il capitano delle guardie Febo, per esempio, ma anche lo stesso Quasimodo) e il finale (ispirato peraltro all'opera lirica di cui lo stesso Hugo aveva scritto il libretto) li lascia praticamente tutti in vita. Ma a parte il discorso sull'adattamento, che lascia sempre il tempo che trova (e in fondo gli stessi problemi erano presenti anche nelle precedenti versioni hollywoodiane), è la pellicola stessa a non brillare particolarmente: disegni e animazioni non sono eccezionali, le scenografie della cattedrale mancano di "personalità" e la sceneggiatura presenta molte parti noiose, soprattutto nella prima metà. Un altro punto debole, infine, sono le musiche e le canzoni, stucchevoli e tutt'altro che memorabili (a parte quella iniziale, "Le campane di Notre Dame", che mi piace molto, e quella di Frollo, "Fiamme dell'inferno"). Eppure, come dicevo, di elementi interessanti (e inediti o controversi per un film d'animazione disneyano) ce ne sarebbero: la passione di Frollo per Esmeralda, la deformità del protagonista, le tensioni razziali, l'attacco al moralismo e la presenza di un tema religioso (appena accennato, a dire il vero). Ma a parte il personaggio di Frollo, al quale non a caso sono legate le scene migliori (l'inseguimento iniziale alla zingara sotto la neve, il ballo nel fuoco del caminetto), il politically correct rovina un po' tutto e gli altri character – da Esmeralda (bella senz'anima, e nell'edizione italiana funestata dalla pessima voce di Mietta) a Febo, dai gargoyle di pietra (inutili comic relief incapaci di far ridere) allo stesso Quasimodo (le cui fattezze si ispirano a quelle di Charles Laughton nella versione di William Dieterle del 1939) – non riescono a "bucare" lo schermo.